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Archivi per: 2011

21.12.11

Permalink 13:46:29, Categorie: Riflessioni - Discussioni, Dislessia, Eventi  

SENTENZA PER INDENNITA' DI FREQUENZA

Con grande gioia e soddisfazione pubblichiamo in “Canalescuola Informa” la sentenza che dà ragione a chi persevera e non si arrende mai come noi!

http://www.canalescuola.it/index.php?option=com_content&task=view&id=250&Itemid=298#canalescuolainforma

link diretto al file:

http://www.canalescuola.it/images/stories/pdf/canalescuola_sentenza_indennitafrequenza.pdf

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12.12.11

Un diritto riconosciuto: indennità di frequenza

Oggi ho ricevuto un regalo in anticipo, forse il più bello!!
E' la lettera della mamma di un mio corsista!

 

Sono Ottavia e ti giro la lettera dell'Avvocato con la quale mi comunica che ho vinto la causa contro L'Inps che non voleva riconoscere l'indennità di frequenza a Simone...
Sono  molto contenta del risultato ottenuto.
Voglio condividere con te la mia gioia e quella di Simone, ma soprattutto desidero che tu faccia da tramite e che incoraggi tutti quei genitori, che rinunciano ai diritti dei loro figli, fai come hai fatto con me.... non permettere che accettino il parere negativo di una commissione medica senza lottare con tutte le armi sino in fondo...

Grazie per quanto hai fatto per noi, siamo molto grati....
Fai massima diffusione di questa bellissima notizia...
Grazie ancora da me e da Simone.

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09.12.11

Permalink 20:51:56, Categorie: Formazione docenti, Dislessia, Eventi  

CANALESCUOLA_Formazione per DSA

Canalescuola, agenzia di formazione accreditata, sarà impegnata presso l' IC di Taggia in attività di formazione
" Operare per l'autonomia degli alunni con disturbo specifico di apprendimento", da lunedì 12 a sabato 17 dicembre 2011, 3 corsi intensivi.
Sarà un'esperienza operativa e di crescita per  i docenti partecipanti e per noi formatori.
Buon lavoro a tutti!

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04.12.11

02.12.11

25.11.11

IL BAMBINO DISLESSICO

Il bambino dislessico non sa di esserlo, perchè la dislessia non si vede, anche quando c'è.
Il bambino dislessico scopre di essere diverso quando inizia la scuola.
Il bambino dislessico si sente diverso, perchè i compagni sanno leggere, e scrivere, e lui non riesce a seguire le lettere che si muovono, che si girano sul foglio, che diventano grandi, in sovraimpressione, poi piccole, e si spostano .
E quando scrive, anche le righe si muovono, e i numeri, si girano e ballano per il foglio...
Ma mentre i compagni imparano e diventano sempre più bravi, il bambino dislessico resta sempre indietro, è sempre l'ultimo, la maestra lo esorta, dai, sei lento, copia la lavagna, guarda quanti errori, attento quando leggi, ce l'hai il segno? e i compagni sorridono di tanti rimproveri, qualcuno addirittura inizia a prenderlo in giro...
E' così che il bimbo dislessico diventa stupido: stupido per la maestra, stupido per i compagni, stupido per se stesso.
Ma la mamma non lo deve sapere, e allora il bambino dislessico smette di ascoltare, inizia a giocare in classe, la maestra lo richiama e lui scherza, piace ai compagni, perchè è simpatico, fa pperdere tempo, e fa allegria...
Così invece che stupido, diventa casinista: molto meglio, decisamente meglio.
"Eppure è intelligente, perchè fa il buffone?" si chiede la mamma; ma lui sta male, perchè non può dire alla mamma di essere stupido, la mamma ne rimarrebbe delusa, guai se lo scopre...
Ma la mamma non ci sta: si informa, telefona, sussurra, prende accordi, aspetta davanti al telefono... poi accompagna il bambino da una dottoressa odiosa, che lo fa leggere, gli fa fare i compiti, il dettato, le tabelline, mamma io non ci voglio andare da quella...
Poi arriva una busta, e la mamma la porta a scuola, alle maestre, chissà cosa c'è scritto...
"C'è scritto che sei molto intelligente, davvero, tesoro... non hai nulla che non vada, solo un diverso modo di imparare, non è colpa tua, è che sei talmente speciale che le maestre non hanno ancora capito come si insegna a bambini come te. Di chiama dislessia, è quella che ha generato la scienza: Leonardo, Edison, Einstei, Steve Jobs... erano come te, dislessici!!!"
Ora il bambino ha scoperto di essere dislessico.
Non è più stupido, la mamma è contenta, e lui non deve più fingere di essere un buffone, non gli piaceva nemmeno più!
Può usare il computer in classe, la calcolatrice, le tabelle, gli schemi e le mappe, può imparare come gli altri, e prendere voti alti, e fare contenti i genitori, finalmente.
FACCIAMO IN MODO CHE IL BAMBINO DISLESSICO NON DIVENTI ANCHE ANTIPATICO!! SPIEGHIAMO COSA SIA LA DISLESSIA, FACCIAMO CAPIRE AI BAMBINI E AI GENITORI CHE NON E' UNA MALATTIA, NE' UNA DISABILITA'. NON E' UNA COSA DI CUI NESSUNO SI DEVE PIU' VERGOGNARE, ANZI, VUOLE DIRE CHE SI E' INTELLIGENTI!! APRIAMO LA SCUOLA, LA TESTA E IL CUORE ALLE DIVERSITA' CHE POSSONO SOLTANTO ARRICCHIRE LA SCUOLA.
LA DISLESSIA E' UN'OPPORTUNITA', NON SPRECHIAMOLA.

Un laboratorio extrascolastico per bambini e ragazzi con dislessia organizzato da Canalescuola per il quarto anno consecutivo

Finale Ligure (SV), P.zza S. Biagio 3
Finalborgo c/o Libreria "Come un romanzo"
3287248537 | 0471979580

Le attività sono finalizzate all’autonomia nello studio del bambino-ragazzo con dislessia, ad un uso autonomo degli strumenti compensativi, degli strumenti tecnologici e in generale dei materiali didattici, nonché a una specifica metodologia atta a facilitare e velocizzare l’apprendimento delle varie materie.

http://canalescuola.it/index.php?option=com_content&view=article&id=185&Itemid=5

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09.11.11

Permalink 19:08:42, Categorie: Formazione docenti, Eventi  

ABCD di Genova_Intel_Canalescuola

Saremo presenti alla fiera ABCD di Genova presso lo stand Intel dal 16 al 18 novembre 2011.

Vi aspettiamo per offrirvi novità nel campo education!

 

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07.11.11

Permalink 17:21:00, Categorie: Formazione docenti, Eventi  

Offerta didattica e formativa di UniTelma Sapienza

Segnalo l'offerta didattica e formativa di UniTelma Sapienza, l'università che guarda alle esigenze dei dipendenti pubblici.
UniTelma Sapienza mira a perseguire l'obiettivo indicato dal Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione Renato Brunetta: far sì che nei prossimi 5 anni almeno 300.000 dipendenti pubblici raggiungano il traguardo della laurea.
Per i dipendenti pubblici, infatti, sono previste consistenti agevolazioni.

Unitelma Sapienza: l’Università a misura di dipendente pubblico

Tu cresci - la Pubblica Amministrazione migliora! Questo il claim di UniTelma Sapienza - l’università telematica che guarda alle esigenze dei dipendenti pubblici e che è realizzata da un Consorzio composto da Sapienza Università di Roma, Formez PA e Poste Italiane - il cui piano di formazione 2011-2012 è stato presentato dal Ministro Brunetta.
UniTelma Sapienza coniuga la tradizione di oltre 700 anni di Sapienza Università di Roma e l’esperienza nella formazione pubblica di Formez PA e FormezItalia, con la capillarità della rete di Poste Italiane, e si pone l’obiettivo di aumentare il numero dei laureati complessivo nel nostro Paese, in particolare nella pubblica amministrazione.

L'obiettivo del ministro Renato Brunetta è far sì che nei prossimi 5 anni almeno 300.000 dipendenti pubblici raggiungano il traguardo della laurea. Questo risultato permetterà di modificare radicalmente la composizione, rispetto al livello di istruzione, del capitale umano impiegato nelle pubbliche amministrazioni. Nel 2008 solo il 20,6% dei dipendenti pubblici era in possesso di un diploma di educazione terziaria, in pochi anni diventeranno circa il 35%. Inoltre, anche l'ampio gap che ci separa dai maggiori paesi europei e soprattutto dalla media europea (circa 15 punti percentuali) sarà ridotto a soli 5 punti percentuali.

L’offerta didattica di UniTelma Sapienza (www.unitelma.it) va da corsi di laurea di primo e secondo livello, ai master ed ai corsi di aggiornamento professionale.
Per l’anno accademico 2011/2012 UniTelma propone 2 corsi di laurea nell’ambito della Facoltà di Economia, 3 corsi di laurea nell’ambito della Facoltà di Giurisprudenza e 4 master di I e II livello.

UniTelma Sapienza prevede particolari agevolazioni per i dipendenti pubblici:

- riduzione del 50% sulle iscrizioni a corsi di laurea e master;
- ulteriore riduzione del 10% se il dipendente è donna;
- ulteriore riduzione del 10% se il dipendente ha almeno due figli a carico;
- borse di studio per gli studenti meritevoli, promosse da Formez PA;
- utilizzo delle 150 ore di permessi straordinari retribuiti per la frequenza on line.

In seguito al numero elevato di richieste di informazioni da parte dei dipendenti pubblici, Formez PA, in collaborazione con Linea Amica, ha attivato un contact center istituzionale per fornire tutte le indicazioni relative ai corsi di laurea, ai master, alle modalità di iscrizione e alle consistenti agevolazioni e borse di studio previste per i dipendenti pubblici che vogliano iniziare o riprendere i loro studi universitari.

Il servizio è raggiungibile al numero 06-82888784 (al costo di una chiamata urbana), dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 16.00 o tramite e-mail all'indirizzo infounitelma@formez.it.
Rimane attivo il servizio telefonico della segreteria studenti di UniTelma al numero 06 69190797/8 (attivo il lunedì e il mercoledì dalle ore 14:00 alle ore 17:00, il martedì e il giovedì dalle ore 08:30 alle ore 13:30, il venerdì dalle ore 08:30 alle ore 11:30).

Ufficio Stampa e Comunicazione Formez PA
Lucio Lussi : llussi.la@formez.it Tel. 0684892620
Giusy La Piana: glapiana.guest@formez.it Tel. 0684892515

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01.11.11

Notizia su DISTURBI DELL'ATTENZIONE E IPERATIIVITA' (ADHD)

Due studiosi della Durham University in Inghilterra, Peter Tymms e Christine Merrell hanno pubblicato uno studio sul volume n.21 (già presente online, ma che sarà pubblicato nel dicembre 2011) della rivista Learning and Individual Disabilities nella sezione dedicata alla Educational Neuroscience ( Educazione neuro scientifica) in cui han...no riportato i risultati tratti da un nutrito database di test sulle abilità di letto scrittura e matematiche, acquisite da bambini che avevano concluso il primo anno di scuola primaria e che avevano una o una diagnosi di ADHD i quali dimostravano risultati scolastici inferiori a quelli dei compagni che non avevano tale diagnosi.
Dai risultati di tali studi si è dimostrata una correlazione diretta tra risultati negativi nelle abilità accademiche e la mancanza di attenzione più che una dipendenza diretta con l’iperattività che invece potrebbe avere valore positivo se finalizzata a compiti cognitivi.
Il nemico da battere quindi non è l’impulsività e l’iperattività dei bambini con ADHD, che invece potrebbe essere una risorsa se intenzionalmente diretta a scopi cognitivi, ma è la mancanza di attenzione che causa un abbassamento nei risulti di apprendimento.
Per gli insegnanti significa dare un valore a ciò che invece viene vissuto come un problema, usare attività in cui l’atto motorio sia utilizzato in modo intenzionale come atto che veicoli attività cognitive. L’attenzione dovrebbe essere invece mantenuta lentamente costruita e continuamente supportata con attività che magari si servano dell’azione quale veicolo privilegiato.

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17.10.11

Permalink 13:44:48, Categorie: Eventi  

PROVE INVALSI 2011/2012

Nel corso di un incontro avvenuto il 12 ottobre tra le organizzazioni sindacali e i rappresentanti del Miur, sono state comunicate le date delle prove Invalsi per l’anno scolastico 2011/2012. Anche se ancora non sono state comunicate ufficialmente nel sito del Ministero e in quello del Servizio Nazionale di Valutazione, le date stabilite non dovrebbero subire modifiche. Sono infatti state presentate ai Sindacati le due direttive che saranno inviate alle scuole: la n. 87 (Criteri per la predisposizione da parte dell’Invalsi dei testi della prova scritta a carattere nazionale nell’ambito dell’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione, a.s. 2011/12) e la n. 88 (Obiettivi delle rilevazioni nazionali Invalsi sugli apprendimenti degli studenti, a.s. 2011/12) entrambe datate 3 ottobre 2011.

Ecco le date fissate per lo svolgimento delle prove

• 8 maggio 2012: Classe II Secondaria di secondo grado: prova di Italiano, di Matematica e questionario studente 

• 9 maggio 2012: Classe II Primaria: prova preliminare di lettura (prova scritta a tempo della durata di pochi minuti per testare la capacità di lettura/decodifica raggiunta da ciascun allievo) e prova di Italiano; Classe V Primaria: prova di Italiano.

• 10 maggio 2012: Classe I Secondaria di primo grado: prova di Italiano, di Matematica e questionario studente.

• 11 maggio 2012: Classe II Primaria: prova di Matematica; Classe V Primaria: prova di Matematica e questionario studente. Fonte: La Tecnica della scuola

Ricevuto ora, 20/10/11 !!! http://www.invalsi.it/snv2012/

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02.10.11

Permalink 21:31:17, Categorie: Formazione docenti  

ADHD: Strategie scolastiche

Strategie scolastiche che permettono di mantenere l'attenzione e l'attività del bambino ADHD entro limiti accettabili

Si ringrazia la Dr.ssa Pamela Kvilekval che ha curato la traduzione di queste "strategie scolastiche".

La capacità di apprendimento e un appropriato comportamento scolastico dipendono dall'abilità del bambino ad orientarsi, a mantenere l'attenzione e a mantenere la sua attività entro certi livelli per un determinato periodo di tempo.

ACCORGIMENTI PER CONTENERE UN'ECCESSIVA ATTIVITA'

Non tentare di ridurre l'attività, ma incanalarla ed utilizzarla per accettabili finalità. 1. Dare incarichi che permettano il movimento controllato nella classe per fini non distruttivi. 2. Permettere di stare in piedi di fronte al proprio posto, specialmente in prossimità della fine del compito.

Usare l'attività come un premio. 1. Dare il permesso per una attività (es. dare incarichi come portare un messaggio a qualcuno, pulire la lavagna, mettere a posto i libri della cattedra, sistemare le sedie) quale riconoscimento individuale di un suo successo.

Usare l'attività come risposta alle istruzioni. 1. Usare metodi di insegnamento che incoraggino la risposta attiva (es. parlare, muoversi, organizzarsi, lavorare alla lavagna). 2. Incoraggiare a tenere un diario dove scrivere, colorare ed altro. 3. Insegnare al bambino a fare domande pertinenti.

ACCORGIMENTI PER CONTENERE L'INCAPACITA' DI ATTENDERE (IMPULSIVITA' )

Non chiedere al bambino di aspettare, ma dargli un sostituto verbale o una risposta motoria da compiere durante l'attesa, e, quando possibile, nel frattempo incoraggiare il suo fantasticare. 1. Istruire il bambino a continuare una parte più facile del suo compito (o a farne uno sostitutivo) nell'attesa dell'aiuto dell'insegnante. 2. Insegnare al bambino ad affrontare in un test per prime le risposte a lui note. 3. Abituare il bambino a sottolineare o a riscrivere le domande prima di cominciare, oppure a colorarne, con un evidenziatore, le parti più rilevanti. 4. Incoraggiare il bambino a scarabocchiare o a giocare con la gomma, col segnalibro o con la matita mentre aspetta o sta ad ascoltare delle istruzioni. 5. Incoraggiarlo a prendere appunti (anche se solo per poche parole, quelle che lui reputa le più importanti ) .

Incoraggiare il bambino a tirare fuori le sue capacità positive di leadership invece di fraintendere la sua incapacità di attendere come impazienza o prepotenza. 1. Suggerire o rinforzare altri ruoli (es. fare il capofila, distribuire i fogli). 2. Per i bambini che sempre interrompono, insegnare loro come riconoscere le pause nella conversazione e come non perdere il filo del discorso. 3. Indicare al bambino quando serve un maggior autocontrollo per una specifica attività. 4. Insegnare e rinforzare le convenzioni sociali (es. buongiorno, ciao, per favore, grazie) .

ACCORGIMENTI PER EVITARE LA CADUTA DELL'ATTENZIONE DURANTE I COMPITI E NELLE ATTIVITA'

Diminuire la lunghezza del compito. 1. Dividere il compito in parti più piccole che possano essere completate in diversi momenti. 2. Dare due compiti, facendo svolgere prima quello che piace di meno al bambino, e poi il suo preferito. 3. Far fare pochi esercizi alla volta. 4. Nel presentare il compito usare un linguaggio preciso e globale. 5. Parcellizzare il compito da memorizzare invece di presentarlo nella sua globalità.

Rendere i compiti più interessanti. 1. Permettere di lavorare in coppia, in piccoli gruppi. 2. Alternare compiti molto interessanti ad altri meno interessanti. 3. Usare proiettori da parete durante le spiegazioni. 4. Far sedere il bambino vicino alla maestra.

Cercare le novità, specialmente alla fine di un lungo compito. 1. Trasformare in gioco la correzione dei compiti. 2. Trasformare in gioco il ripasso mnemonico.

Non incoraggiare o rinforzare il giudizio di "bella addormentata", ossia se il bambino guarda fuori dalla finestra o ad un altro bambino non significa perciò che sia disattento. Purché il suo comportamento non sia di disturbo, non pretendere da lui una quiete assoluta che non sempre coincide con una reale attenzione.

ACCORGIMENTI PER EVITARE LA MANCANZA DI PARTECIPAZIONE E L'INCOSTANZA NEL TERMINARE I COMPITI

Andare incontro alle scelte ed agli specifici interessi del bambino nei compiti. 1. Permettere, entro certi limiti, la scelta del compito, dell'argomento, dell'attività. 2. Capire le preferenze del bambino ed usarle come incentivo. 3. Attirare l'attenzione del bambino al compito.

Assicurarsi che i compiti coincidano con le capacità di apprendimento del bambino e con le sue attitudini. 1. Permettere modalità alternative di risposte (es. scritte a macchina, con il computer, registrate a voce). 2. Alternare il livello di difficoltà del compito. 3. Assicurarsi che il mancato svolgimento di un compito non dipenda dalla disorganizzazione.

ACCORGIMENTI PER SUPERARE LA DIFFICOLTA' AD INIZIARE UN COMPITO

In generale aumentare la strutturazione e l'importanza delle parti più rilevanti di un compito o delle convenzioni sociali. 1. Predisporre l'attenzione del bambino alle richieste orali (es. dandogli anche delle istruzioni scritte, permettendogli di prendere appunti). 2. Dare una struttura precisa ai compiti ed ai test (es. usare fogli a quadretti per la matematica, stabilire degli standard per i compiti, essere il più specifici possibile).
3. Inquadrare la struttura globale del compito (es. le domande fondamentali, il percorso da compiere, le tavole del contenuto). 4. Permettere il lavoro in coppia o in piccoli gruppi purché a bassa voce. 5. Colorare, cerchiare, sottolineare, o riscrivere le istruzioni od i punti più difficili.

ACCORGIMENTI PER COMPLETARE IN TEMPO I COMPITI ASSEGNATI

Incrementare l'organizzazione del lavoro con l'uso di liste, diari, quaderni di appunti, cartelline. 1. Assegnare i compiti al bambino scrivendoli su agendine tascabili. 2. Scrivere i compiti assegnati sulla lavagna ed assicurarsi che li abbia copiati.

Stabilire le consuetudini per quanto riguarda l'uso dei materiali della classe e per il vestiario. 1. Aiutare il bambino ad organizzare, con l'uso di raccoglitori, i compiti già fatti e quelli da svolgere; lo stesso vale per gli appunti presi in classe per mantenerli in ordine cronologico. 2. Spingere i genitori a stabilire in casa consuetudini giornaliere su come riporre i libri ed usare il materiale scolastico. 3. Aiutare il bambino a tenere in ordine il banco organizzandogli lo spazio.

Organizzare il suo ambiente con divisori e materiali colorati. 1. Insegnare al bambino l'abitudine di porsi delle domande prima di iniziare qualcosa o di lasciare un luogo (es. "Ho tutto quello che mi serve ? " )  2. Scrivere promemoria da mettergli sul banco, sui libri, sul diario. 3. Incrementare la programmazione sequenziale del pensiero.

Esercitarsi alla programmazione. 1. Programmare le differenti attività (di cosa si ha bisogno, come dividere i compiti in più parti) 2. Prevedere il tempo necessario per ogni singola attività. 3. Insegnare strategie per studiare.

Usare classificazioni, divisioni logiche, ripartizioni. 1. Insegnare l'uso di sistemi di scrittura col computer per riordinare le idee. 2. Insegnare al bambino a prendere note divise in tre colonne quando ascolta le spiegazioni o legge il materiale (punti principali, punti di supporto, domande)

ACCORGIMENTI PER OVVIARE AD UNA SCARSA ABILITA' MANUALE ALLA SCRITTURA

Ridurre la necessità di scrittura manuale. 1. Non obbligare il bambino a ricopiare del materiale: ciò diminuirà il suo livello di qualità invece di migliorarlo. 2. Permettere al bambino di utilizzare gli appunti dei compagni o dell'insegnante. 3. Accettare compiti battuti a macchina, scritti al computer o registrati.

Non pretendere sempre alti livelli di qualità nella scrittura dei compiti ma solo nelle parti più importanti dove è indispensabile la chiarezza.
1. Colorare, evidenziare, sottolineare quelle lettere che di solito il bambino non è capace di fare in corsivo. 2. Ridurre lo standard per una scrittura accettabile 3. Evidenziare quelle parti del lavoro particolarmente ben fatte.

ACCORGIMENTI PER MIGLIORARE LA SCARSA STIMA DI SÈ

In generale riconoscere le capacità e gli sforzi del bambino. 1. Richiamare l'attenzione sulle capacità del bambino creando, ogni giorno oppure ogni settimana, dei momenti in cui lui o lei possano mostrare i loro talenti. 2. Riconoscere che l'eccesso di attività può anche significare un aumento di energia e di produttività. 3. Riconoscere che essere un capobanda è una qualità da leader. 4. Riconoscere che l'attrazione a nuovi stimoli porta anche alla creatività.

Aumentare la soddisfazione del successo aiutando il bambino a migliorare le sue qualità. 1. Riconoscere l'entusiasmo del bambino ed usarlo per sviluppare le sue qualità. 2. Evidenziare i suoi successi e non i suoi errori.

Coinvolgere il bambino nella soluzione delle sue difficoltà. 1. Fare, insieme al bambino, un elenco dei suoi comportamenti negativi, descrivendo i momenti più difficili e decidere le strategie che possono essere adoperate per evitare guai. Questo colloquio va tenuto privatamente, con calma e con l'atteggiamento di chi cerca di risolvere dei problemi, non per colpevolizzare il bambino. 2. Fare "giochi di ruolo" con il bambino in queste situazioni per praticare comportamenti alternativi. 3. Iniziare con un solo comportamento a cambiare, tenendo una scheda apposita per registrare successi ed insuccessi. Tener conto alla fine di ogni giorno di quante volte il bambino è riuscito ad adoperare una strategia positiva. 4. Dopo il primo miglioramento, aggiungere un altro comportamento da cambiare e decidere assieme al bambino la strategia (o le strategie) che devono essere adoperate.

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30.09.11

Permalink 13:01:39, Categorie: Formazione docenti, Dislessia, Eventi  

Iniziativa Canalescuola

Oggi, Canalescuola, parte con una promozione sui libri sino a esaurimento scorte!!!

Per chi fosse interessato si rivolga a info@canalescuola.it

Opportunità  utile per tutti i docenti e gli alunni anche senza difficoltà specifica di apprendimento!

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12.09.11

Permalink 00:00:38, Categorie: Dislessia, Eventi  

x DSA_Laboratorio Aiutami a fare da solo!

 Il 29 settembre 2011, per il quarto anno consecutivo, riapre il laboratorio tecnologico didattico "Aiutami a fare da solo" organizzato da Canalescuola a Finale Ligure (SV) presso la libreria "Come un romanzo" in P.zza San Biagio 3 Finalborgo. Oltre 100 bambini e ragazzi hanno in questi anni seguito le attività del laboratorio confermando la validità e la professionalità delle attività proposte e aiutandoci a crescere.
Le attività sono finalizzate all’autonomia nello studio del bambino-ragazzo con dislessia, ad un uso autonomo degli strumenti compensativi, degli strumenti tecnologici e in generale dei materiali didattici, nonché a una specifica metodologia atta a facilitare e velocizzare l’apprendimento delle varie materie.
Il personale operatore del centro, con professionalità e simpatia, è a  disposizione per qualsiasi chiarimento e per appuntamenti informativi izzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

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19.08.11

Strategie didattiche per gli studenti dislessici in tutti i gradi di scuola

(testo tradotto da “Accommodating students with dyslexia in all classroom settings” International Dyslexia Association (IDA)

Insegnare a studenti con dislessia all’interno dei vari gradi e ordini scolastici è una sfida. Sia gli insegnanti di educazione generale che quelli di educazione speciale cercano adattamenti che incoraggino l’apprendimento e la gestione di una classe di alunni con stili di apprendimento eterogenei. E’ importante indentificare quegli adattamenti che sia ragionevole richiedere agli insegnanti in ogni ambiente scolastico. Le seguenti modalità di adattamento sembrano ragionevoli e danno una cornice di riferimento per aiutare gli studenti con problemi di apprendimento a raggiungere obiettivi importanti sia nelle classi di educazione generale che specifica. Tali modalità di adattamento comprendono uso di materiali, strategie didattiche interattive e tengono conto le performance dello studente.

L’ adattamento della didattica con l’utilizzo di strumenti compensativi
Gli studenti spendono una larga porzione del tempo giornaliero scolastico interagendo con materiali. La maggior parte dei materiali didattici offre agli insegnanti indicazioni per insegnare in una intera classe di studenti che apprendono con ritmi e modi differenti. Questa sezione si occuperà di dare indicazioni sui materiali che favoriscono l’apprendimento di varie tipologie di studenti. Spesso educatori, volontari e gli studenti stessi possono aiutare ad implementare e a sviluppare varie tipologie di strumenti compensative a livello didattico. Gli strumenti compensativi includono:
1. Usare un registratore.
Molti problemi con i i materiali scolastici sono collegati alla difficoltà nella lettura. Il registratore è spesso considerato un eccellente aiuto per superare questo problema. Indicazioni di compiti da svolgere (consegne), racconti e specifiche lezioni possono essere registrate. Lo studente può poi riascoltare il nastro per facilitare la comprensione di compiti o concetti. Inoltre, per migliorare le capacità di lettura, lo studente può leggere mentalmente le parole stampate sul testo mentre le ascolta sul nastro.
2. Chiarire o semplificare le consegne scritte.
Molte indicazioni (consegne) sono scritte sottoforma di paragrafo e contengono parecchie unità di informazioni. Questo può risultare opprimente per molti studenti. L’insegnante può aiutare sottolineando o evidenziando le parti significative delle indicazioni del compito (consegna) o riscriverle per favorire la comprensione da parte dell’alunno. Ad esempio: Consegna originale: questo esercizio ti mostrerà come puoi ben collocare le congiunzioni. Leggi ogni frase. Cerca le congiunzioni. Quando individui una congiunzione, cercala nella lista delle congiunzioni sotto ogni frase. A questo punto fai un cerchio sul numero delle tue riposte nella colonna di risposta. Consegna riscritta e semplificata: leggi ogni frase e cerchia tutte le congiunzioni.
3. Presentare una piccola quantità di lavoro.
L’insegnante può selezionare alcune pagine e materiali dall’eserciziario per ridurre la quantità di lavoro da presentare agli studenti che diventano ansiosi alla sola vista della mole di cose che devono fare. Questa tecnica evita allo studente di esaminare intere pagine di esercizi, testo o altro materiale e scoraggiarsi a causa della quantità di lavoro. Inoltre, l’insegnante può ridurre la mole di lavoro quando le attività appaiono ridondanti. Ad esempio: l’insegnante può richiedere di completare solo gli esercizi con il numero dispari o altro indicatore. Può inoltre presentare alcuni esercizi già risolti e chiedere agli studenti di completare il resto. Inoltre, l’insegnante può dividere un foglio di lavoro in sezioni e richiedere allo studente il completamento di una parte specifica. Un foglio di lavoro può essere diviso facilmente tracciando una linea e scrivendo “ fare ” e “ non fare ” in ogni parte.
4. Bloccare gli stimoli estranei.
Se lo studente è facilmente distraibile dagli stimoli visivi all’interno di un foglio di lavoro, può essere usato un foglio bianco di carta per coprire la sezione su cui il soggetto non sta lavorando. Inoltre possono essere usate finestre che lasciano leggere un’unica riga o un solo esercizio di matematca per volta per aiutare la lettura.
5. Evidenziare le informazioni essenziali.
Se un adolescente può leggere un libro di testo, ma ha delle difficoltà nell’individuare le informazioni essenziali, l’insegnante può sottolineare queste informazioni con un evidenziatore.
6. Trovare il punto con materiali in progressione.
Nei materiali che gli studenti utilizzano durante l’anno (come ad esempio i libri di esercizi) lo studente può tagliare l’angolo in basso a destra della pagine già utilizzate in modo da trovare facilmente la pagina successiva da correggere o completare.
7. Prevedere attività pratiche addizionali.
Alcuni materiali non prevedono abbastanza attività pratiche per far sì che gli studenti con difficoltà di apprendimento acquisiscano padronanza nelle abilità prefissate. Gli insegnanti, a questo punto, devono essi stessi completare i materiali con attività pratiche. Gli esercizi pratici raccomandati includono giochi educativi, attività di insegnamento tra pari, uso di materiali che si autocorreggono, programmi software per il computer e fogli di lavoro aggiuntivi.
8. Fornire un glossario per aree di contenuto.
Nella scuola secondaria, il linguaggio specifico di alcune materie richiede una lettura molto attenta. Gli studenti spesso traggono beneficio da un glossario che spieghi il significato dei termini specifici.
9. Sviluppare una guida per la lettura.
Una guida per la lettura offre allo studente una mappa di ciò che è scritto nel testo e comprende una serie di domande per aiutarlo a focalizzare progressivamente i concetti rilevanti durante la lettura del testo. Tale guida può essere organizzata paragrafo per paragrafo, pagina per pagina o sezione per sezione.

L’adeguamento della didattica implica l’uso della didattica interattiva.

L’obiettivo di catturare l’attenzione degli studenti e renderli partecipi per un periodo di tempo sufficiente richiede molte capacità di insegnamento e di gestione. L’insegnamento e l’interazione dovrebbero fornire ad ogni studente la possibilità di imparare con successo. Alcune tecniche che rinforzano le attività educative interattive sono:
1. Uso di procedure di insegnamento esplicite.
Molti materiali commerciali non suggeriscono agli insegnanti l’uso di strategie esplicite d’insegnamento; così, spesso gli insegnanti devono adattare i materiali per includere queste procedure. Gli insegnanti possono includere passaggi di insegnamento espliciti all’interno delle loro lezioni (ad es: presentando un organizzatore avanzato, dimostrando le abilità, dando delle guide pratiche, offrendo feedback correttivi, costruendo pratiche indipendenti, monitorando la pratica e riguardando l’argomento).
2. Ripetizione della consegna.
Gli studenti che hanno difficoltà nel seguire le indicazioni per i compiti (consegne) possono essere aiutati chiedendo di ripeterle con le loro parole. Tali studenti possono ripetere le indicazioni a un compagno quando l’insegnante non è disponibile. I suggerimenti che seguiranno possono essere utili ad aiutare lo studente nella comprensione delle indicazioni: (a) se essa richiede molte fasi, spezzala in piccole sequenze; (b) semplifica l’indicazione presentando solo una sequenza per volta e scrivendo ogni porzione sulla lavagna oltre a pronunciarla oralmente; (c) quando viene utilizzata un’indicazione scritta assicurati che gli studenti siano in grado di leggerla e di comprendere sia le parole che il significato di ogni frase.
3. Mantenimento delle routine giornaliere.
Molti studenti con disturbo dell’apprendimento hanno bisogno di routine giornaliere per conoscere e fare ciò che ci si aspetta essi facciano.
4. Consegna di una copia degli appunti della lezione.
L’insegnante può dare una copia degli appunti delle lezioni agli studenti che hanno difficoltà nello scriverli durante la presentazione.
5. Dare agli studenti un organizzatore grafico. Uno schema, una tabella o una mappa da completare può essere dato allo studente che lo riempirà durante la lezione. Questo aiuta lo studente a focalizzare la propria attenzione sulle informazioni chiave e a vedere la relazione tra concetti e informazioni collegate.
6. Uso di istruzioni passo-a-passo.
Informazioni nuove o particolarmente difficili possono essere presentate in piccole fasi sequenziali. Questo aiuta gli alunni con scarse conoscenze sull’argomento che hanno bisogno di istruzioni esplicite che chiariscano il passaggio dal particolare al generale.
7. Combinazione simultanea di informazioni verbali e visive.
Le informazioni verbali possono essere date assieme a quelle visive (ad es: opuscoli, volantini, lavagna luminosa ecc…).
8. Scrittura dei punti chiave o delle parole alla lavagna.
Prima di una presentazione l’insegnante può scrivere un piccolo glossario con i termini nuovi che gli studenti incontreranno sulla lavagna a gessi o in quella luminosa.
9. Uso di presentazioni ed attività bilanciate.
Uno sforzo dovrebbe essere fatto per bilanciare le presentazioni orali con quelle visive e con le attività partecipative. Inoltre ci dovrebbe essere un equilibrio tra le attività in grandi gruppi, in piccoli gruppi ed individuali.
10. Uso delle tecniche di memorizzazione.
Nell’ambito delle strategie di apprendimento possono essere usate tecniche di memorizzazione per aiutare gli studenti a ricordare le informazioni chiave o le varie fasi di un processo. (Un esempio di strategia di memorizzazione, per gli studenti di lingua inglese, consiste nell’usare la parola HOMES per ricordare i nomi dei Grandi Laghi. H è per il lago Huron, O per l’ Ontario, M per il lago Michigan, E per l’Erie e S per il lago Superior).
11. Enfasi sul ripasso giornaliero.
Il ripasso giornaliero degli argomenti già studiati aiuta gli studenti a collegare le nuove informazioni con quelle precedenti.

Strategie didattiche che tengono conto della performance dello studente

Gli studenti variano enormemente nella loro capacità di rispondere con modalità differenti. Ad esempio, gli studenti variano nella loro abilità di esprimersi oralmente; partecipare ad una discussione; scrivere lettere e numeri; scrivere paragrafi; disegnare oggetti; fare lo spelling; lavorare in ambienti rumorosi, leggere, scrivere o parlare velocemente. Inoltre, gli studenti variano nella loro abilità di elaborazione delle informazioni presentate in formato visivi o audio. Le seguenti strategie che tengono conto delle diverse modalità di ricezione ed espressione, possono essere usate per migliorare la performance degli studenti:
1. Cambia la modalità di risposta.
Per gli studenti che hanno difficoltà nella attività motoria fine (come ad esempio nello scrivere a mano), tale difficoltà può essere aggirata utilizzando diverse modalità di risposta alle domande: non scrivere, ma sottolineare, scegliere tra risposte multiple, ordinare le risposte ecc. Agli stessi studenti può essere dato uno spazio più grande per scrivere la risposta nel foglio di lavoro.
2. Fornire uno schema della lezione.
Uno schema o una scaletta può aiutare alcuni studenti a seguire la lezione con successo e a prendere appunti appropriati. In più, uno schema aiuta gli studenti a vedere l’organizzazione del materiale e a fare domande pertinenti e al momento giusto.
3. Incoraggiare l’utilizzo di organizzatori grafici.
L’uso di organizzatori grafici implica l’organizzare il materiale in formato visivo. Per svilupare un organizzatore grafico gli studenti possono procedere per passaggi successivi raccogliendo e suddividendo le informazioni in modo gerarchico dal generale al particolare, individuando titoli e sottotitoli.
4. Posiziona lo studente vicino all’insegnante.
Gli studenti con disturbo dell’attenzione possono essere messi vicino all’insegnante, alla lavagna, all’area di lavoro e lontano da suoni, materiali o oggetti che possono distrarli.
5. Incoraggia l’uso di calendari e agende per le varie scadenze.
Gli studenti possono usare calendari per segnare le scadenze dei vari impegni, delle attività collegate alla scuola, le date delle verifiche e gli orari delle attività scolastiche. Gli studenti dovrebbero usare agende separate per i compiti a casa e le atre attività.
6. Ridurre l’utilizzo di singole fotocopie includendo le informazioni in opuscoli o fogli di lavoro strutturati.
7. Far girare i fogli a righe per la matematica.
I fogli a righe possono essere girati verticalmente per aiutare gli studenti a mettere i numeri nelle colonne appropriate mentre risolvono problemi matematici.
8. Usa segnalini per segnalare i punti più importanti di un test.
Asterischi o puntini possono segnalare problemi o attività che contano di più nella valutazione. Questo aiuta lo studente ad organizzare bene il tempo durante le prove di valutazione.
9. Crea fogli di lavoro gerarchici.
L’insegnante può costruire fogli di lavoro con problemi disposti in senso gerarchico dal più facile al più difficile. Il successo immediato aiuta lo studente a iniziare il lavoro.
10. Permetti l’uso di ausili didattici.
Agli studenti possono essere date strisce di lettere o numeri per aiutarli a scrivere correttamente. Linee di numeri, tavole pitagoriche, calcolatori e calcolatrici aiutano gli studenti nel conteggio una volta che hanno capito e scelto l’operazione matematica.
11. Mostra esempi del lavoro.
Esempi del lavoro completato possono essere mostrati agli studenti per aiutarli a costruirsi delle aspettative e per pianificare il lavoro in accordo con questi.
12. Usa l’apprendimento mediato dai pari.
L’insegnante può accoppiare soggetti di diversi livelli di abilità per rivedere loro appunti, studiare per un test, leggere ad alta voce l’uno all’altro, produrre testi o condurre esperimenti di laboratorio. Inoltre, un compagno può leggere un problema di matematica ad un soggetto con disturbo di apprendimento che deve di risolverlo.
13. Incoraggia la condivisione degli appunti.
Lo studente può utilizzare la carta carbone o un computer portatile per prendere appunti e per condividerli con gli assenti o con soggetti con disturbo dell’apprendimento. Questo aiuta gli studenti che hanno difficoltà nel prendere appunti a concentrarsi sulla presentazione della lezione.
14. Usa in modo flessibile il tempo di lavoro scolastico.
Agli studenti che lavorano in modo lento può essere dato più tempo per completare le verifiche scritte.
15. Prevedi una pratica addizionale.
Gli studenti hanno bisogno di una differente quantità di pratica per acquisire padronanza di abilità o contenuti. Molti studenti con disturbo dell’apprendimento hanno bisogno di attività pratiche aggiuntive per acquisire una competenza adeguata.
16. Cambia o adatta i criteri di valutazione.
Agli studenti può essere permesso di completare un progetto invece di una interrogazione orale e viceversa. Inoltre, un test può essere dato in formato orale o scritto. Ad esempio, se uno studente ha problemi di scrittura, l’insegnante può permettergli di evitare risposte aperte, elencare i punti principali, rispondere oralmente piuttosto che eseguire una verifica scritta.

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04.08.11

Gelmini: largo ai registratori e PC per i dislessici

ROMA. Niente più appunti su quaderni per gli alunni dislessici, ma solo registratori con cui "incidere" le parole dell'insegnante per riascoltarle (e studiarle) a casa. In pensione anche i riassunti scritti, che lasciano il posto a quelli vocali, trasformando un compito di lettura in un compito di ascolto. Sdoganati infine il pc, con programmi di video scrittura con correttore automatico, e la calcolatrice. È così che il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, vede la scuola per gli alunni con disturbi specifici dell'apprendimento (Dsa) come dislessia, disortografia e disgrafia. Una popolazione accertata di circa "70 mila studenti", ma che secondo alcune recenti ricerche potrebbe già aver superato quota "200 mila": tutti ragazzi "normodotati, talvolta con un talento superiore", a cui "la scuola deve dare risposte". Nel decreto attuativo della legge che tutela il diritto allo studio degli alunni con Dsa, presentato ieri al Senato dal ministro, si punta a nuove "forme didattiche, ad adeguate modalità di valutazione e a una formazione specifica per i docenti" già a partire dal prossimo anno scolastico. Le "agevolazioni" abbracceranno anche gli studenti dislessici universitari, che già dai test di ammissione potranno godere di "tempi supplementari". Il Ministero prevede incontri più frequenti tra le famiglie e le istituzioni scolastiche e master universitari o corsi di perfezionamento ("per i quali sono stati stanziati 2 milioni di euro", ha ricordato Gelmini) per la formazione di docenti e dirigenti scolastici a un corretto processo di insegnamento. In più saranno attivi 96 centri territoriali di supporto per la dislessia. Ora, ha affermato Gelmini, "la scuola si deve attrezzare perché la legge venga attuata", mentre dal Ministero "faremo un monitoraggio sull'applicazione" della legge, del decreto e delle relative linee guida.

Per quanto riguarda l'università, già dai test di ammissione gli studenti con Dsa potranno beneficiare di un tempo aggiuntivo per lo svolgimento della prova. Durante i corsi, poi, potranno registrare le lezioni, utilizzare testi in formato digitale e programmi di sintesi vocale. Agli esami potranno sostenere prove orali invece che scritte, usare pc con programmi di correzione ortografica e di sintesi vocale e anche in questo caso usufruire di un tempo supplementare. "Non bisogna scambiare la fatica dell'apprendimento con la punizione dell'apprendimento, il tasso di suicidi tra adolescenti con Dsa è cinque volte più alto". Il problema, ha aggiunto, "accompagna i bambini nell'età della scolarizzazione, ma in un terzo dei casi scompare con l'età adultà". È importante però che gli insegnanti adottino degli accorgimenti per aiutarli, "non cancellando, ad esempio, troppo velocemente quanto scritto alla lavagna".

Con il decreto attuativo e le linee guida, ha concluso la senatrice del Pd Vittoria Franco, relatrice della legge," si apre una nuova epoca nelle relazioni fra scuole, famiglie, studenti, autonomie locali".

Press-IN anno III / n. 2003

America Oggi del 23-07-2011

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07.07.11

Permalink 09:04:26, Categorie: Dislessia  

Alunni con DSA: in arrivo le linee guida

di Reginaldo Palermo

07/07/2011
Ne ha dato notizia il Ministro in occasione della sua audizione presso la Commissione Cultura del Senato. Chiarite anche le modalità per consentire agli alunni di essere dispensati dalla lingua straniera.
Ci sono novità importanti in arrivo in materia di alunni con disturbi specifici di apprendimento: il Comitato tecnico-scientifico istituito a fine 2010 per dare attuazione a quanto previsto dalla legge 170/2010 ha infatti concluso i propri lavori e la prossima settimana verranno emanati due decreti applicativi.
La notizia è stata data personalmente dal ministro Mariastella Gelmini nel corso dell’audizione svoltasi il 5 luglio presso la Commissione Cultura del Senato.
La legge 170 del 2010 prevede infatti che il Ministero dell'istruzione, in accordo con quello della Sanità, emani un decreto recante linee guida per la predisposizione di protocolli regionali, da stipulare entro i successivi sei mesi, per le attività di identificazione precoce dei DSA.
Ma ci sarà anche un decreto ministeriale per individuare le modalità di formazione dei docenti e dei dirigenti, le misure educative e didattiche di supporto, le forme di verifica e di valutazione del rendimento degli alunni e degli studenti.
“Le istituzioni scolastiche - ha chiarito il Ministro -
dovranno a loro volta adottare modalità valutative che consentano all’alunno o allo studente con DSA di dimostrare effettivamente il livello di apprendimento raggiunto”.
Il decreto chiarirà anche in che modo gli alunni potranno usufruire dell’esonero dall’insegnamento della lingua straniera, come previsto dalla legge.
“La prima modalità - ha spiegato il Ministro -
consiste nell'esonero dalle sole prove scritte di lingua straniera. In tal caso, lo studente potrà essere valutato per la sola esposizione orale, anche in sede di esame di Stato, conseguendo un diploma di licenza media che consenta l’iscrizione a pieno titolo alla scuola secondaria di secondo grado o un diploma di maturità che consenta l’iscrizione a pieno titolo all’università”.
“La seconda modalità
- ha aggiunto ancora Gelmini -
consiste nell'esonero totale dall’insegnamento della lingua straniera. Tale possibilità residuale verrà concessa solo in presenza di una grave forma di DSA, associata ad altra disabilità appositamente certificata”.
Per dare piena attuazione a quanto previsto dalla legge, il Ministero ha firmato in questi giorni un accordo con la Conferenza nazionale permanente dei presidi di Scienze della formazione (cui afferiscono 32 facoltà universitarie su tutto il territorio nazionale) per l’istituzione di un corso di perfezionamento o master in didattica e psicopedagogia dei disturbi specifici d’apprendimento.
Nell’ambito di tale accordo quadro gli Uffici scolastici regionali potranno a loro volta stipulare apposite convenzioni con le facoltà di Scienze della formazione, per l’attivazione presso le stesse di corsi di perfezionamento o master rivolti a dirigenti e docenti delle scuole di ogni ordine e grado.
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05.07.11

Permalink 14:08:30, Categorie: Dislessia  

Petizione per l'applicazione della Legge sulla Dislessia

L'approvazione della legge 8 ottobre 2010, n. 170, avente come oggetto: “Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento”, è stata una grande conquista per tutti i bambini e i ragazzi dislessici, un obiettivo raggiunto grazie ad anni di battaglie portate avanti da famiglie, tecnici e insegnanti. Un primo fondamentale passo verso l'emancipazione di tutti i dislessici italiani.

Ma l'anno scolastico appena trascorso, ha dimostrato purtroppo che ancora molta strada bisogna fare per vedere concretamente riconosciuti i diritti degli studenti con Disturbo Specifico di Apprendimento.

Un anno scolastico ancora segnato da discriminazioni e vessazioni, caratterizzato da scuole e da singoli insegnanti che, per la maggior parte, non si sono adeguati alla nuova normativa, mostrando tutti i limiti del sistema scolastico, sia pubblico, che privato. Inadeguatezza che è poi, alla fine sfociata nell'elevato numero di ragazzi dislessici bocciati e rimandati. Il segnale di un vero e proprio fallimento!

Chiediamo quindi, che le istituzioni preposte lavorino al più presto per la diffusione di provvedimenti applicativi alla legge e che il Comitato tecnico che già da mesi sta lavorando con estrema e inspiegabile lentezza, venga sollecitato al più presto alla conclusione dei lavori.

Ne va della vita di migliaia e migliaia di bambini e di ragazzi!

In particolar modo, tra le altre cose, chiediamo:

che vengano date indicazioni precise alle scuole circa le procedure da seguire nella realizzazione di percorsi specifici personalizzati, che definiscano anche l'obbligo dell'adozione di una stretta e fattiva collaborazione con famiglie e terapisti, non solo nelle intenzioni, ma come procedura istituzionale, così come stabilito dall'intero art. 5 della suddetta legge;

che venga indicato l'obbligo per tutte le scuole di dotarsi della figura del referente per la dislessia;

che venga istituito l'obbligo per tutti gli insegnanti di corsi di formazione sui DSA e sulla normativa, tenuti da tecnici altamente qualificati, con solide e reali conoscenze sui DSA, come richiamato anche dall'art. 4, comma 1, e dall'art. 7, comma 2;

che venga, una volta per tutte, definito chiaramente che il DSA non necessita di insegnante di sostegno e che debbono essere gli insegnanti curriculari il suo sostegno;

che vengano adottate precise sanzioni nei confronti di quelle scuole che non dovessero adempiere ai loro obblighi di legge;

che le scuole abbiano l'obbligo di accettare diagnosi e valutazioni fatte anche da specialisti privati;

che venga data attuazione precisa all'art 6, che dispone il diritto per i familiari di usufruire di un orario flessibile al lavoro, evitando un non corretto ricorso alla legge 104.

I ragazzi, i familiari e le figure di riferimento e di supporto sono stanchi di aspettare ancora!

http://www.petizioni24.com/petizione_per_lapplicazione_legge_della_legge_sulla_dislessia

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22.06.11

Permalink 22:36:09, Categorie: Riflessioni - Discussioni, Eventi  

Introduzione valutazione e principio della premialità

E’ questa l’importante novità che caratterizza la chiusura dell’anno scolastico e che introduce la valutazione e il principio della premialità anche nel sistema scolastico italiano, omologandolo a quello di tutti gli altri sistemi europei.
È stato pubblicato,infatti, sulla Gazzetta Ufficiale dello scorso 20 maggio il decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri del 26 gennaio 2011, relativo alle modalità di applicazione del sistema di misurazione, valutazione, trasparenza della performance al personale della scuola e delle istituzioni di alta formazione artistica e musicale, ai tecnologi e ai ricercatori degli enti di ricerca. Il decreto prevede che le istituzioni adottino metodi e strumenti idonei a misurare, valutare e premiare la performance del personale, secondo criteri strettamente connessi al soddisfacimento dell'interesse dei destinatari dell'attività e dei servizi.
L’art. 3 specifica che dovranno essere introdotti sistemi premianti selettivi, secondo logiche meritocratiche, per valorizzare i dipendenti che conseguono le migliori performance attraverso l'attribuzione selettiva di incentivi sia economici sia di carriera. Non più soldi a pioggia, come è avvenuto finora, ma solo compensi per merito che verranno attribuiti al 75% dei dipendenti: la metà della somma riservata al merito sarà assegnata a una quota del 25% dei lavoratori, l’altra metà ad un altro 50% e nessun compenso aggiuntivo al restante 25%.
Il decreto rinvia ad un futuro accordo con la Civit
 - la Commissione indipendente per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche, prevista dal decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150
- la definizione delle fasi, i tempi e i criteri della misurazione della performance. Sarà compito del MIUR, quindi, stabilire con apposito provvedimento il “Sistema di misurazione e valutazione” con il quale verranno individuati oltre che le fasi, i tempi, le modalità, anche i soggetti e le responsabilità del processo di misurazione e valutazione, nonché le modalità di monitoraggio e verifica dell'andamento della performance.

Come già accade in tutta la PA, la trasparenza verrà assicurata dall’aggiornamento costante dei siti internet delle singole istituzioni scolastiche. Sarà, infatti, il dirigente scolastico (che in caso di inadempienza si vedrà negare la “ retribuzione di risultato ”  ) il garante della pubblicazione sul sito della scuola dei curricula, degli incarichi e dei compensi ricevuti dagli insegnanti.

Con l’introduzione della valutazione e della meritocrazia del personale scolastico cade l’ultimo distinguo ancora in vigore dopo l’approvazione della legge Brunetta e i dirigenti scolastici e i docenti entrano a far parte dell’esercito dei dipendenti pubblici, senza più alcuna distinzione.

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07.06.11

ESAMI TERZA MEDIA 2011

RISPOSTA DA PARTE DELL'AID.
esami terza media 2011
L’art. 12 comma 8 dell’OM 42 del 6/5/2011 (quella relativa agli esami di stato) indica testualmente:
Ciascuna commissione stabilisce autonomamente, in conformità di quanto previsto al quarto comma, il diario delle operazioni finalizzate alla correzione e valutazione delle prove scritte. La Commissione d’esame inoltre – anche sulla base di quanto previsto dall’articolo 10 del D.P.R. 22/6/2009, n.122, nelle more dell’emanazione delle disposizioni applicative della legge 8 ottobre 2010, n.170 – considerati eventuali elementi forniti dal Consiglio di classe, terrà in debita considerazione le specifiche situazioni soggettive, adeguatamente certificate, relative ai candidati affetti da disturbi specifici di apprendimento (DSA). In tal senso sarà possibile prevedere alcune particolari attenzioni finalizzate a rendere sereno per tali candidati lo svolgimento dell’esame sia al momento delle prove scritte, sia in fase di colloquio. In particolare si segnala l’opportu­nità di prevedere tempi più lunghi di quelli ordinari per lo svolgimento della prove scritte, di curare la predisposizione della terza prova scritta, di adottare criteri valutativi attenti soprattutto al contenuto piuttosto che alla forma. Al candidato potrà essere consentita la utilizzazione di apparecchiature e strumenti informatici nel caso in cui siano stati impiegati per le verifiche in corso d’anno o comunque siano ritenuti giovevoli nello svolgimento dell’esame, senza che venga pregiudicata la validità delle prove.
Pertanto non si può essere esonerati da nessuna materia nè posticipare le date d’esame.
E’ vero che la terza prova può essere pèersonalizzata nella forma, mantenendo inalterati i contenuti (ad es, domande multiple vertenti sugli stessi argomenti del resto della classe a cui sono state fatte domande aperte).

Per quanto riguarda l’inglese rimane in vigore la Nota Ministeriale 4674 che trovi al link http://www.facebook.com/l/37b6fjZmqtGxlr257B7ee1EM0vw/www.aiditalia.org/it/nota_ministeriale_4674_del_10_maggio_2007.html la quale precisa che in sede d'esame si ha diritto:

- prolungamento del tempo della prova
- valutazione della prova in base ai contenuti e non alla forma
- compenso DOVUTO dello scritto con la prova orale

ma non si può essere esonerati dalla prova scritta.

Cordialmente,

GM Fulgeri

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14.05.11

Permalink 19:07:10, Categorie: Riflessioni - Discussioni, Auguri  

Correzione prove Invalsi

Da lunedì riguarderemo insieme le prove INVALSI così renderemo partecipi i vostri genitori e voi potrete riflettere su quanto svolto. Siete d'accordo?

Vi ringrazio per i numerosi commenti che mi fanno sentire ancor più vicino a voi... genitori compresi :-)

Auguro a tutti  una festosa e ben meritata domenica

Maestra Ale

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27.04.11

Permalink 21:00:30, Categorie: Dislessia, Eventi  

INVALSI_NOTA SUGLI ALUNNI DISABILI

INVALSI_NOTA SUGLI ALUNNI DISABILI
Di fronte alle numerose domande pervenute, l’INVALSI ritiene opportuno fornire alcuni chiarimenti in merito alla partecipazione degli alunni disabili1 alle prove SNV.
Si sottolinea, in premessa, che le prove SNV (II e V primaria e I secondaria di 1° grado) non sono finalizzate alla valutazione individuale degli alunni, ma al monitoraggio dei livelli di apprendimento conseguiti dal sistema scolastico, nel suo insieme e nelle sue articolazioni.
Qualunque sia la tipologia di disabilità di un alunno, essa deve essere segnalata sulla Schedarisposta dei singoli studenti, barrando l’opzione più appropriata fra quelle di seguito indicate (che rispecchiano la categorizzazione utilizzata per l’esame di conclusione del primo ciclo):
1 = disabilità intellettiva; 2 = disabilità visiva: ipovedente; 3 = disabilità visiva: non vedente; 4 = DSA; 5 = altro.
Ciò consentirà di considerare a parte i risultati degli alunni disabili e di non farli rientrare nella elaborazione statistica dei risultati di tutti gli altri alunni.

Tenuto conto di quanto sopra, la decisione di far partecipare o meno (e se sì con quali modalità ) gli alunni con certificazione di disabilità intellettiva (o di altra disabilità grave), seguiti da un insegnante di sostegno, alle prove INVALSI è rimessa al giudizio della singola scuola.
Questa può: 1) non far partecipare alle prove gli alunni con disabilità intellettiva o altra disabilità grave, impegnandoli nei giorni delle prove in un’altra attività;
2) farli partecipare insieme agli altri studenti della classe, purché sia possibile assicurare che ciò non modifichi in alcun modo le condizioni di somministrazione, in particolare se si tratta di classi campione.
Gli alunni ipovedenti o non vedenti partecipano alle prove nelle stesse condizioni degli altri (i fascicoli loro destinati sono stampati con caratteri ingranditi o sono in scrittura Braille).
Gli alunni con diagnosi di DSA partecipano alle prove SNV nelle stesse condizioni degli altri.
Si ribadisce che, in ogni caso, i risultati di tutti gli alunni per cui sia stata segnalata sulla Schedarisposta
individuale una condizione di disabilità verranno elaborati in maniera a sé stante così da
non incidere sul risultato medio della scuola o della classe.

1 Si intendono con questo termine gli alunni per i quali esista una certificazione o una diagnosi dell’ASL competente
riconducibile ad una delle categorie di disabilità previste nella categorizzazione usata per l’esame di licenza media

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21.04.11

Dislessia...differenza come risorsa

Press-IN anno III / n. 1161

Superando.it del 19-04-2011

Dislessia: la molteplicità della differenza come risorsa

Il dialogo tra scuola e famiglia costituisce certamente un'indispensabile alleanza strategica a beneficio dei bimbi con disturbi specifici di apprendimento (DSA) o, in altre parole, con dislessia. E anche per questo ben volentieri diamo spazio al dibattito tra un'insegnante e chi - genitore - si batte da molto tempo per far sì che questi disturbi vengano affrontati nel modo giusto e al momento migliore

«Negare problemi come la dislessia o la discalculia - aveva scritto recentemente su queste pagine Laura Ceccon (il testo integrale è disponibile cliccando qui) - altro non significa che disconoscere e abbandonare al loro destino proprio quei bambini che avrebbero invece bisogno di maggiori attenzioni. E tuttavia il cammino intrapreso dalla società civile va verso il riconoscimento e il rispetto delle differenze, come stabilito dalla recente Legge 170/10 sui disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico, fortemente voluta da genitori, insegnanti e tecnici, uniti dalla volontà di tutelare il diritto allo studio, la dignità e il futuro di tanti studenti con grandi potenzialità».
Si tratta di temi quanto mai importanti e delicati, sui quali diamo ben volentieri spazio al contributo ricevuto da Daniela Pretto, cui segue la replica della stessa Laura Ceccon.

Gentilissima Signora Ceccon, ho letto con interesse il suo articolo e da insegnante desidero esprimerle anche il mio pensiero a riguardo delle diagnosi di dislessia.
Non è infrequente che noi insegnanti chiediamo - a me è capitato - la collaborazione delle famiglie di alcuni alunni perché, sospettando un disturbo specifico di apprendimento [d'ora in poi sempre DSA, N.d.R.], li sottopongano ai controlli specifici. Ebbene: o la famiglia dimostra un'eccessiva ritrosia a contattare il servizio di competenza, o nega oltre ogni ragionevole evidenza il problema, accusando l'Istituzione Scolastica, ovvero gli insegnanti, di «non aver capito nulla dell'alunno/a, nonché figlio/a», fino allo stremo, salvo poi ricorrere al neuropsichiatra infantile, senza darne informazione alcuna, e far pervenire ai docenti, dopo anni dalla segnalazione, una relazione medico-sanitaria, magari con ritardo di mesi dalla redazione della stessa! Poi, sempre per esperienza personale, può capitare che il neuropsichiatra infantile non si pronunci sulla diagnosi nei primi due anni scolastici, della Scuola Primaria, sicché...
Mi permetta di avanzare anche il dubbio, perché esiste in me, che tra gli alunni con attestazioni di DSA, non vi siano solo ragazzi "intelligenti", ma che il "ventaglio" presenti molte gamme di "intelligenza", com'è nella natura degli esseri viventi. Non credo possa bastare l'annoverare, a torto o a ragione, dislessici famosi, per poter affermare senza ombra di dubbio che tutte le persone affette da DSA saranno - o sono in pectore - "candidati e vincitori di un Nobel".
Comprendo, comunque, il desiderio di ogni genitore di condividere con la propria prole i successi che la vita può riservare a tutti, seppur con modalità diverse e auspico un dialogo, il più proficuo possibile, tra famiglie e docenti proprio per evitare che certe sofferenze possano essere, mi perdoni il gioco di parole, meno "sofferte", sia dagli alunni, sia dalle famiglie, sia dagli insegnanti.
Daniela Pretto.

Risponde Laura Ceccon.

Gentile Insegnante, innanzitutto la ringrazio per il suo contributo, che mi consente di precisare alcuni importanti dettagli riguardo a dislessia e DSA.
Certamente da parte delle famiglie può verificarsi una chiusura di fronte anche alla sola ipotesi di avere un figlio dislessico: si tratta di un atteggiamento condizionato dai pregiudizi, contro i quali personalmente combatto instancabilmente. I figli devono essere "perfetti", devono corrispondere alle aspettative dei genitori, devono essere al massimo grado nella scala di valori familiari... e invece i figli sono persone, hanno i loro limiti, non corrispondono a un cliché predefinito.
Ma se un genitore lo scopre tutto ad un tratto - come succede per i DSA in corrispondenza dell'ingresso in prima elementare - allora può essere anche molto difficile da capire e da accettare. Un bambino intelligente, curioso e spigliato che improvvisamente non si riconosce più, così inadeguato rispetto ai compagni capaci di fare con naturalezza cose per lui impossibili... è un momento molto difficile per il bambino, che spesso reagisce emotivamente con comportamenti problematici, e lo è altrettanto per la famiglia, che non conosce, non sa, non capisce. Spesso ne conseguono anche attriti tra i genitori, che si accusano l'un l'altro di non saper gestire correttamente un bambino improvvisamente "impazzito".

Si tratta insomma di una famiglia in crisi, in profonda crisi. Di questo dovrebbero tenere conto gli insegnanti, ponendo la massima attenzione nel rapporto con i genitori, in particolare riguardo alle modalità di comunicazione che dovrebbero essere empatiche e partecipative, cosa, ahimè, molto rara nell'ambiente scolastico.
La scuola che comunica a un genitore che il figlio potrebbe essere dislessico deve rendersi conto che sta parlando con un soggetto già messo a dura prova e pertanto dovrebbe adottare tutte le tecniche atte a rendere la comunicazione particolarmente dolce, accettabile, comprensiva, completa e convincente. Non basta dire «il problema di suo figlio poterebbe essere la dislessia», ma bisogna capire lo stato d'animo del genitore, mettersi in sintonia, attivare una relazione empatica, spiegare bene cos'è la dislessia (quante insegnanti lo sanno?).
Certamente anche questo potrebbe non essere sufficiente, soprattutto se di fronte a un genitore incapace di accettare la diversità. Si tratta di "cultura", che non riguarda il titolo di studio e la posizione professionale, ma semplicemente quella flessibilità mentale che consente di concepire la molteplicità della differenza come risorsa. Si tratta di pregiudizi, di pensieri standardizzati e rigidi, contro i quali la lotta è dura ed estremamente faticosa. Ma la scuola ha il dovere professionale e morale di fare la sua parte fino in fondo, anche di fronte alle famiglie più resistenti. Alla fine decideranno i genitori, ma val la pena tentarle tutte per salvare un bambino dall'incomprensione.
Anche la diagnosi alla fine della seconda elementare - come da protocolli stabiliti dalla Consensus Conference [Roma, 6-7 dicembre 2010, a cura dell'AID - Associazione Italiana Dislessia, N.d.R.] - non aiuta, come lei giustamente sostiene. Ma è anche vero che già in prima elementare può essere effettuata una valutazione diagnostica di "sospetto" DSA, con conseguente richiesta di applicazione delle misure didattiche necessarie nonché di riabilitazione specifica.
Se affrontata precocemente, già in prima elementare, la dislessia può anche risolversi o comunque ridursi, consentendo al bambino di arrivare alla diagnosi alla fine della seconda con "tutti i compiti ben eseguiti". Se poi la diagnosi viene confermata, almeno c'è il conforto di avere fatto tutto ciò che si doveva fare e di averlo fatto nel momento migliore.
Per diagnosticare la dislessia c'è comunque un requisito di partenza, sempre definito dalla Consensus Conference, che è l'intelligenza. Un bambino dislessico può non essere un genio, può non avere un'intelligenza superiore alla media, ma il suo Quoziente d'Intelligenza deve assolutamente essere all'interno della media, come conditio sine qua non per la diagnosi. Quindi i DSA sono sicuramente bambini e ragazzi intelligenti - spesso dalla mia esperienza molto intelligenti - anche se non necessariamente geni. Generalmente posso dire che sono ragazzi molto sensibili, profondi, creativi e sicuramente speciali.
Concordo pienamente con lei sull'importanza del dialogo tra scuola e famiglia, indispensabile alleanza strategica a beneficio del bambino. Per concludere, però, mi permetto di chiederle, come piacere personale, di evitare termini che possano ricondurre la dislessia a una malattia, quale essa non è. Questa è una questione di parole, ma conseguentemente anche di contenuti. Si è affetti da un virus, ma non da DSA; si è colpiti da un infarto, ma non da DSA; si cura l'influenza ma non i DSA...
Insomma, la dislessia è una caratteristica, un modo di essere, una particolarità individuale, certamente scomoda in alcune situazioni, ma da gestire e rispettare, non da combattere. Mi scusi, ma anche questo rientra nella mia battaglia a favore dei bambini e ragazzi dislessici. Forse infinita ma... chissà!
Laura Ceccon

La dislessia e gli altri DSA (disturbi specifici di apprendimento)
Si parla di dislessia in caso di difficoltà significativa nell'apprendimento della lettura in presenza di un livello cognitivo e di un'istruzione adeguati e in assenza di problemi neurologici e sensoriali.
I bambini con dislessia sono intelligenti, non hanno problemi visivi o uditivi, ma non apprendono a leggere in modo sufficientemente corretto e fluido: infatti le loro prestazioni nella lettura risultano nel complesso molto al di sotto del livello che ci si aspetterebbe in base all’età, alla classe frequentata e al livello intellettivo generale. Queste difficoltà solitamente condizionano anche in modo pesante le prestazioni scolastiche.
Spesso alla dislessia sono associati ulteriori disturbi specifici dell'apprendimento (DSA), quali la disortografia, la disgrafia e, a volte, lievi difficoltà nel linguaggio orale (fatica a recuperare termini appropriati o a memorizzare parole nuove) e nel calcolo (soprattutto mentale, oppure nella memorizzazione delle tabelline).
Il problema della dislessia risulta evidente in seconda-terza elementare (alcuni segni si possono per altro già osservare nella scuola materna, come la presenza di significative difficoltà nel manipolare i suoni nelle rime, nelle filastrocche...).
Non sempre gli approfondimenti diagnostici vengono svolti tempestivamente (ancora tanti bambini accedono infatti ai servizi alla fine della scuola elementare o alla scuola media), a causa di una sbagliata interpretazione o sottovalutazione del problema. Si parla ad esempio ancora di pigrizia, demotivazione o disagio psicologico, problemi che senz'altro a volte possono essere associati al disturbo, ma che rappresentano dei correlati o delle conseguenze della dislessia, non la causa. Per ridurre l'interferenza di tali disturbi, è possibile ricorrere all'ausilio di strumenti compensativi e dispensativi, appositamente previsti dalla normativa italiana, ma attualmente poco usati...

 

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15.04.11

Permalink 14:38:30, Categorie: Formazione docenti  

Corso di formazione per operatori sociali, studenti universitari, insegnanti e interessati

27 - 28 - 29 maggio 2011
Centro di formazione Castelbasso
Bresimo, Val di Non, Trentino

Canalescuola organizza uno stage residenziale il cui obiettivo formativo consiste nel far acquisire ai partecipanti la consapevolezza di quali siano i requisiti e le capacità funzionali da mettere in campo per favorire il “ben essere” proprio e collettivo in una relazione di gruppo.
Il corso di formazione promuove attività laboratoriali spendibili nella quotidianità del lavoro di insegnanti, formatori ed educatori.
Viene rilasciato attestato di partecipazione da Canalescuola, agenzia di formazione accreditata.
Per info e iscrizioni
http://www.canalescuola.it/corso-sulle-relazioni-di-gruppo.html
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28.03.11

Permalink 23:33:51, Categorie: Dislessia, Referenti DSA provincia Savona  

Dislessico viene bocciato a scuola. Il Tar: sbagliato

Alto Adige del 28-03-2011

BOLZANO. «Quel ragazzino non andava bocciato». Questo è quanto hanno deciso i giudici del Tar di Bolzano, presieduti dal magistrato Margit Falk Ebner.
Il caso riguarda una scuola media bolzanina e un ragazzino che era stato bocciato. Alla decisione degli insegnanti i genitori del ragazzino si erano opposti certificando, grazie a una valutazioni sul figlio effettuata da parte di esperti prima della bocciatura. Per questo motivo il caso è finito davanti al Tar di Bolzano. E i giudici hanno dato ragione alla famiglia bolzanina, spiegando che al ragazzo erano stati trovati «problemi di disortografia e discalculia» e la psicologa raccomandava agli insegnanti «la semplificazione degli obiettivi in tutte le discipline e l’effettuazione di un patto con la famiglia e con il ragazzo per i compiti a casa, con esercizi mirati». Secondo la famiglia, ma anche secondo i giudici del Tar, questo non sarebbe avvenuto e quindi il ragazzino non avrebbe neanche dovuto essere bocciato. La decisione degli insegnanti è stata annullata.

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23.03.11

Permalink 20:28:25, Categorie: Formazione docenti, Eventi  

Piano Nazionale: Logos_ didattica della comunicazione didattica

Francesco Butturini, preside del Liceo Ginnasio statale Scipione Maffei di Verona, presenta il Piano nazionale per la comunicazione didattica rivolto a docenti e tirocinanti delle scuole di ogni ordine e grado. Un progetto che già oggi coinvolge più di mille scuole e che ha tra i suoi propositi di avvicinare gli insegnanti alle nuove generazioni di nativi digitali che si affacciano nella scuola italiana.

http://www.educationduepuntozero.it/Multimedia/2011/03/butturini_video.shtml

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17.03.11

Permalink 20:35:27, Categorie: Formazione docenti, Dislessia, Eventi  

Nuovo Progetto " IMPARIAMO AL FUTURO"

Qui troverete l'articolo in oggetto.
Grazie, per essere sempre così presenti in questo mio blog.

Potrete, inoltre, trovarmi in
alessandrachiaretta in canalescuola

Buona navigazione e ogni tanto lasciate traccia del vostro passaggio tramite Commenti :-)

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14.03.11

Permalink 22:59:40, Categorie: Riflessioni - Discussioni  

La scuola pubblica

Condivido con tutti voi questo articolo. Riflettiamo!
Alessandra Chiaretta

 

Come L'acqua
 
di Lorenzo Cherubini - in arte Jovanotti

Quando nostra figlia è arrivata all’età della scuola io e mia moglie ne abbiamo parlato e abbiamo deciso: scuola pubblica. Potevamo permetterci di scegliere e abbiamo scelto. Abbiamo pensato che fosse giusto così, per lei. E’ nostra figlia ed è la persona a cui teniamo di più al mondo ma è anche una bimba italiana e l’Italia ha una Scuola Pubblica. Sapevamo di inserirla in una realtà problematica ma era proprio quello il motivo della scelta.

 

Un luogo pubblico, che fosse di sua proprietà in quanto giovane cittadina, che non fosse gestito come un’azienda e che non basasse i suoi principi su una dottrina religiosa per quanto ogni religione venisse accolta. Un luogo pubblico, di tutti e per tutti, scenario di conquiste e di errori, di piccole miserie e di grandi orizzonti, teatro di diversi saperi e di diverse ignoranze. C’è da imparare anche dalle ignoranze, non solo dai saperi selezionati. La scuola è per tutti, deve essere per tutti, è bello che sia così, è una grande conquista avere una scuola pubblica, specialmente quella dell’obbligo.

Io li ho visti i paesi dove la scuola pubblica è solo una parola, si sta peggio anche se una minoranza esigua sta col sedere al calduccio e impara tre lingue. A che serve sapere tre lingue se non sai come parlare con uno diverso da te ? Il nostro presidente del consiglio dicendo quello che ha detto offende milioni di famiglie e migliaia di persone che all’insegnamento dedicano il loro tempo migliore, con cura, con affetto vero per quei ragazzi.

Tra le persone che conosco e tra i miei parenti ci sono stati e ci sono professori di scuola, maestre, ho una cugina che è insegnante di sostegno in una scuola di provincia. Li sento parlare e non sono dei cinici, fanno il loro lavoro con passione civile tra mille difficoltà e per la maggior parte degli insegnanti della scuola pubblica è così. Perchè offenderli? Perchè demotivarli?  Perché usare un termine come “inculcare”? E’ una parola brutta che parla di un mondo che non deve esistere più.

La scuola pubblica non è in competizione con le scuole private, non è la lotta tra Rai e Mediaset o tra due supermercati per conquistarsi uno spettatore o un cliente in più, non mettiamola su questo piano...

La scuola di Stato è quella che si finanzia con le tasse dei cittadini, anche di quelli che non hanno figli e anche di quelli che mandano i figli alla scuola privata, è questo il punto. E’ una conquista, è come l’acqua che ti arriva al rubinetto: poi ognuno può comprarsi l’acqua minerale che preferisce ma guai a chi avvelena l’acqua del rubinetto per vendere più acque minerali.

E’ una conquista della civiltà che diventa un diritto nel momento in cui viene sancito. Ma era un diritto di tutti i bambini già prima, solo che andava conquistato, andava affermato. La scuola pubblica va difesa, curata, migliorata.

In quanto idea, e poi proprio in quanto scuola: coi banchi, gli insegnanti, i ragazzi, le lavagne.
Bisogna amarla, ed esserne fieri.


L'Unità - 1 marzo 2011 - pag. 2 - L'editoriale

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07.03.11

Permalink 14:13:58, Categorie: Dislessia  

Dislessia: svelato il segreto

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27.02.11

Permalink 00:48:24, Categorie: Dislessia  

Bimbi dislessici, "cure particolari per farli crescere e fiorire"

Press-IN anno III / n. 647

Varese News del 26-02-2011

Bimbi dislessici, "cure particolari per farli crescere e fiorire"

Così è intervenuta l’assessore Mariolina Moioli all’Incontro Nazionale delle Associazioni che operano nell’ambito dei Disturbi Specifici di Apprendimento

MILANO. “I bambini dislessici sono come una pianta che ha bisogno di cure particolari per crescere e fiorire: hanno esattamente le stesse potenzialità degli altri bambini, ma per sbocciare hanno bisogno di trovare nuove strade per l’apprendimento” così è intervenuta oggi l’assessore Mariolina Moioli (Famiglia, Scuola e Politiche sociali) all’Incontro Nazionale delle Associazioni che operano nell’ambito dei Disturbi Specifici di Apprendimento.

Promosso dall’associazione Il Labirinto Progetti dislessia Onlus, con il patrocinio del Comune di Milano, l’incontro si svolge il 26 e 27 febbraio presso l’Atahotel Expofiera di Milano Pero. L’obiettivo è raccogliere la sfida lanciata al mondo della scuola dalla legge 170 dell’8 ottobre 2010 sulla dislessia: 350mila alunni con disturbi specifici dell’apprendimento – DSA ( dislessia, disortografia, discalculia) dovranno raggiungere gli stessi obiettivi dei compagni.

“La formazione degli insegnanti è uno degli elementi chiave per la didattica innovativa a supporto dei bambini dislessici. – ha commentato l’assessore Moioli – Eliminando le difficolta' di scrittura, di lettura e di calcolo, è possibile portare i ragazzi affetti da disturbi dell’apprendimento a un percorso scolastico allineato. Occorre valorizzare la creatività sia nell’insegnamento che nella conoscenza. I dislessici, infatti, arrivano a comprendere i concetti per strade diverse da quelle convenzionali, si tratta solo di facilitarli a trovare la via migliore.”

“Con l’ausilio della tecnologia, penso ad esempio ai personal computer, o ancora alle lezioni multimediali e ai libri digitali, alla scuola sono dati nuovi strumenti. Sono molto contenta che si sia svolto il primo incontro nazionale delle associazioni che si occupano dei disturbi specifici dell’apprendimento, questo è un primo passo verso la scoperta di nuove soluzioni e verso la collaborazione di tutti gli enti coinvolti” ha concluso l’assessore Mariolina Moioli.

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25.02.11

Permalink 23:33:05, Categorie: Formazione docenti, Dislessia  

Primo convegno nazionale sulla legge 170/2010

da Press-IN anno III / n. 634
Redattore Sociale del 25-02-2011

Il 5% degli alunni italiani affetto da disturbi dell'apprendimento

Domani e domenica 27 febbraio a Milano il primo convegno nazionale sulla legge 170/2010: 350-400 mila studenti con dislessia, disortografia e discalculia, dovranno poter raggiungere gli stessi obiettivi dei loro compagni

MILANO. Il segreto per aiutare i bambini dislessici? Puntare su didattiche innovative create attorno agli studenti. Di questo si parlerà al primo incontro nazionale delle associazioni che si occupano di dislessia, in calendario domani e domenica, 26 e 27 febbraio, presso l'Atahotel Expofiera di Pero (via Keplero 12), alle porte di Milano (info: www.illaribinto.org). Il convegno, organizzato dalla onlus Il Laribinto, raccoglie la sfida lanciata dalla recente legge 170/2010 sulla dislessia: 350-400 mila studenti (il 5% della popolazione studentesca, ndr) con disturbi specifici di apprendimento per dislessia, disortografia e discalculia, dovranno poter raggiungere gli stessi obiettivi dei loro compagni.

"Una cosa che si dice spesso è che i dislessici stanno aumentando: non è vero, ci sono sempre stati ma ora iniziamo a riconoscerli -dice Maria Dimita Giombini, presidente de il Laribinto, onlus impegnata nell'organizzazione di eventi culturali e raccolte fondi a favore di associazioni che si occupano di dislessia-. Una volta, quando andavano male a scuola smettevano di studiare, oggi la preparazione è una tappa obbligata altrimenti è difficile andare avanti nella vita". Va poi precisato che i ragazzi dislessici non hanno la dislessia ma "sono" dislessici: "La dislessia non è una malattia, ma una caratteristica congenita -continua Giombini-. Come un bambino mancino, che ha difficoltà perché l'ambiente gliele crea e, a seconda dell'insegnante cambia tipo di risposta". Per questo, al convegno di domani non ci saranno soltanto associazioni di volontariato, ma anche scuole.

"L'incontro è stato pensato soprattutto per gli insegnanti -proseuge Giombini-: siamo alla ricerca di una didattica pensata per tuti i ragazzi, ma con modalità tali che gli studenti dislessici, ragazzi intelligenti e in gamba, abbiano maggiore facilitazione nell'apprendimento: se non studiano non è perché non vogliano farlo ma perché la loro fatica è molto superiore a quella dei loro compagni". Con più libri da studiare e continue verifiche scritte, i metodi adottati da alcuni insegnanti, sono molto penalizzanti, con il risultato che i ragazzi dislessici si trovano in crisi. "Per questo porteremo a conoscenza di associazioni e scuole ciò che in Italia si sta sperimentando -conclude la presidente de Il Laribinto-, con orientamenti didattici che possano essere di pungolo soprattutto per dire alla classe docente che deve un po' mettersi in gioco e che le idee devono nascere da loro stessi, osservando i ragazzi che hanno davanti". Come ha fatto Alberto Pian, professore di italiano e storia all'Istituto Bodoni-Paravia di Torino, inventore di un metodo didattico molto particolare

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23.02.11

Permalink 22:25:01, Categorie: Eventi  

Posta elettronica istituzionale dei docenti

Il Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca fornisce una casella di posta nel dominio istruzione.it al personale docente in servizio, e incoraggia l’uso della posta elettronica per scambiare informazioni, migliorare le comunicazioni, e per rendere più efficaci ed efficienti i processi di lavoro a supporto della missione istituzionale dell’Amministrazione.
Il servizio è gratuito per i docenti ma ha un costo per l’Amministrazione: pertanto, al fine di ottimizzare l’impiego delle risorse finanziarie utilizzate per la gestione del servizio di posta elettronica, si comunica che il 28 febbraio 2011 si procederà alla disattivazione delle caselle di posta elettronica istituzionale dei docenti che risulteranno, nella stessa data, non utilizzate dal 1 aprile 2010.
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22.02.11

Permalink 21:41:34, Categorie: Eventi  

Canalescuola - agenzia di formazione accreditata

Un riconoscimento di qualità

Canalescuola Soc. Coop.
via Wolkenstein 6, via Cappuccini 5 | 39100 Bolzano
3287248537 | 0471979580 | fax 0471979580

Accreditamento definitivo di Canalescuola:
Canalescuola è stata accreditata definitivamente come agenzia di formazione dalla Provincia Autonoma di Bolzano - Alto Adige e dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca con decreto prot. n. 17.3/32.14/737943 del 20.12.2010. Tutti i corsi di formazione erogati da Canalescuola rilasciano quindi attestato e titoli riconosciuti secondo le disposizioni di legge in materia.

http://www.canalescuola.it/agenzia-formativa-accreditata.html

Vai alle iniziative di formazione di Canalescuola nell'ambito dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento (dislessia)

Vai alle iniziative di formazione di Canalescuola

Se desideri ricevere ulteriori informazioni mandaci una mail a info@canalescuola.it

 

 

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14.02.11

Il Mobile Learning a Scuola oggi

Vi invito a compilare il questionario di sondaggio Il Mobile Learning a Scuola oggi.  e di divulgarlo tra i vostri colleghi. E' una indagine che continuerà nel tempo  http://tinyurl.com/mlearningscuola.
Potrete poi visionare  i risultati. tale questionario è anche sulla piattaforma EPICT e in facebook di Epict. 

Ringrazio tutti per la partecipazione per una scuola in continua evoluzione.

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04.02.11

Permalink 22:04:51, Categorie: Formazione docenti, Dislessia, Eventi  

DISLESSIA_CANALESCUOLA INFORMA

All’incontro partecipano Carlo Petenà, logopedista e psicologo; Emil Girardi Emil, pedagogista, insegnante e presidente di Canalescuola; Silvia Mei, educatrice e insegnante, Viviana Schiavon, psicologa e terapista della neuro psicomotricità.

Per il programma Clicca qui

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Permalink 21:50:40, Categorie: Dislessia  

1° INCONTRO NAZIONALE DELLE ASSOCIAZIONI " DISLESSIA"

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29.01.11

RIVER EQUIPE: Gruppo di studio e ricerca didattica nell'ambito dei DSA

River Equipe ha deciso di creare questa sezione, dedicata ad una selezione di materiali e informazioni utili alla pratica didattica nell'ambito dei DSA. Uno spazio di condivisione in continua crescita.
Crediamo fortemente nei valori della cooperazione e della condivisione quali strumenti essenziali per una crescita ed una fattiva innovazione dei sistemi di formazione.

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24.01.11

Permalink 21:30:31, Categorie: Formazione docenti, Dislessia  

LEGGE 170/2010: In attesa dei decreti attuattivi

da Il Sole 24 Ore

Legge sulla dislessia in attesa di attuazione

ROMA. Un punto fermo su cosa siano la dislessia e gli altri disturbi dell'apprendimento, uniformandosi alle migliori prassi europee. E poi, didattica personalizzata, metodologie educative adeguate e forme flessibili di lavoro scolastico, anche grazie al supporto dell'informatica e di una verifica ad hoc del rendimento. È entrata in vigore lo scorso 2 novembre la legge 170/2010 (pubblicata sulla «Gazzetta Ufficiale» 244 del 18 ottobre) per consentire un "salto di qualità" nella diagnosi precoce e nella gestione della dislessia e degli altri disturbi dell'apprendimento, che colpiscono dal 3 all'8% degli italiani, conducendone molti verso l'insuccesso e l'abbandono scolastico.
......omissis
L'articolo 1 riconosce, appunto, la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia, allineandone le definizioni alla letteratura scientifica e mettendo la parola fine alla discrezionalità nell'individuarle. Gli articoli successivi ampliando le note ministeriali diffuse dal 2004 prevedono strumenti e misure dispensative, didattica individualizzata, lavoro scolastico più "flessibile", ma anche mezzi di apprendimento alternativi (in prima fila, l'informatica), sino a tecniche di valutazione dei risultati scolastici, per favorire il successo, anche in ambito universitario.

La scuola dovrà essere promotrice anche di misure per il riconoscimento e la diagnosi precoce. Ma l'unico finanziamento riguarda la formazione di dirigenti e insegnanti: 1 milione per il 2010, che si sta chiudendo, e un altro per il 2011. Il primo decreto attuativo dovrà istituire, entro il 2 gennaio, un comitato tecnico-scientifico, composto da esperti, con compiti istruttori. Secondo il rappresentante del Miur, presente al convegno, Mirella Della Concordia Basso, l'elenco sarebbe già pronto per la firma. Entro il 2 marzo saranno individuate le modalità di formazione di docenti e dirigenti, le misure educative e didattiche e le forme di valutazione. Per l'identificazione precoce dei disturbi saranno emanate, entro il 2 marzo, le linee guida per i protocolli regionali.

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10.01.11

Permalink 13:28:35, Categorie: Dislessia  

C.M. 101/2010 - "Iscrizioni alle scuole dell'infanzia e alle scuole di ogni ordine e grado per l'anno scolastico 2011/2012"

Circolare del MIUR che disciplina i termini e le modalità di iscrizione per il prossimo anno scolastico.

Al punto 7 si legge:

"Alunni con disturbi specifici di apprendimento (DSA)
Le iscrizioni di alunni con disturbi specifici di apprendimento (DSA) avvengono con la presentazione, da parte dei genitori, della documentazione di diagnosi effettuata da specialisti del Servizio sanitario nazionale o strutture accreditate, come previsto dall’art. 3 della legge n. 170/2010.

Si fa riserva di impartire successivi puntuali chiarimenti in ordine alle modalità di applicazione del disposto normativo succitato."

 

La Circolare è scaricabile cliccando qui:

CM 101_10 - Iscrizioni Anno Scolastico 2011-2012.pdf (463,6 kB)

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La condivisione e l'interazione sono i pilastri portanti della collaborazione e della cooperazione. Infatti l'apprendimento avviene per scambio quando un sapere o una competenza viene diffusa da un soggetto ad altri che non la possedevano. Con questo spazio intendo, quindi, "crescere insieme" ad altri docenti che hanno conoscenze ed esperienze diverse dalle mie. Alessandra C.

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