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Archivi per: 2007

28.12.07

Permalink 09:09:58, Categorie: Dislessia, Referenti DSA provincia Savona  

Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento.

Riporto ciò che il Dr. Censi ha consegnato al primo incontro dei docenti referenti DSA della provincia di Savona, richiestomi da alcuni colleghi assenti.

NUOVO TESTO DELLA PROPOSTA DI LEGGE C. 2843 ELABORATO DAL
COMITATO RISTRETTO, ADOTTATO COME TESTO BASE DALLA COMMISSIONE

Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento.

Art. 1.
(Riconoscimento e definizione di dislessia, disgrafia e discalculia).

1. La presente legge riconosce la dislessia, la disgrafia o disortografia e la discalculia quali disturbi specifici di apprendimento (DSA), che si manifestano in presenza di capacità cognitive adeguate, in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali.
2. La legge 5 febbraio 1992, n. 104, e successive modificazioni, non trova applicazione nei confronti degli alunni affetti da DSA, eccetto che nei casi di particolare gravità.
3. Ai fini della presente legge, la dislessia è un disturbo che si manifesta con la difficoltà nell'apprendimento della lettura e, in particolare, nella decifrazione dei segni linguistici ovvero nella correttezza e nella rapidità di lettura.
4. Ai fini della presente legge, la disgrafia o disortografia è un disturbo che si manifesta con prestazioni grafiche scadenti e particolarmente scorrette.
5. Ai fini della presente legge, la discalculia è un disturbo che si manifesta con la difficoltà negli automatismi del calcolo e dell'elaborazione dei numeri.
6. La dislessia, la disgrafia o disortografia e la discalculia possono manifestarsi separatamente o in associazione tra loro.
7. I DSA impediscono l'utilizzo delle capacità di lettura, di scrittura e di calcolo in maniera automatica e strumentale e possono costituire una limitazione importante per alcune attività della vita quotidiana delle persone che ne sono affette.

Art. 2.
( Finalità )

1. La presente legge persegue le seguenti finalità:
a) garantire il diritto all'istruzione e i necessari supporti agli alunni con DSA;
b) favorire il successo scolastico e prevenire blocchi nell'apprendimento degli alunni con DSA, agevolandone la piena integrazione sociale e culturale;
c) ridurre i disagi formativi ed emozionali per i soggetti con DSA;
d) assicurare una formazione adeguata e lo sviluppo delle potenzialità degli alunni con DSA;
e) adottare forme di verifica e di valutazione adeguate alle necessità degli alunni con DSA;
f) sensibilizzare e preparare gli insegnanti e i genitori nei confronti delle problematiche legate ai DSA;
g) assicurare adeguate possibilità per l'identificazione precoce dei DSA e per la riabilitazione dei soggetti con DSA;
h) garantire una corretta e tempestiva diagnosi dei DSA;
i) incrementare la comunicazione e la collaborazione tra famiglia, scuola e servizi sanitari durante tutto l'arco dell'istruzione scolastica.

Art. 3.
(Diagnosi e riabilitazione).

1. È compito delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell'infanzia, attuare, previa apposita comunicazione alle famiglie interessate, interventi tempestivi, idonei a individuare i casi sospetti di DSA negli alunni.
2. Qualora l'alunno, nonostante adeguate attività di recupero didattico mirato, presenti persistenti difficoltà, la scuola trasmette un'apposita comunicazione alla famiglia.
3. La diagnosi di DSA in un bambino è effettuata nei servizi delle aziende sanitarie locali o delle aziende ospedaliere del Servizio sanitario nazionale da neuropsichiatri infantili e psicologi, ovvero da specialisti della medesima disciplina, convenzionati e no. Nel caso di minori, la diagnosi deve essere comunicata al genitore o al soggetto che esercita la potestà.
4. Il Ministero della pubblica istruzione può promuovere, mediante iniziative da realizzare in collaborazione con il Servizio sanitario nazionale, attività di identificazione precoce da realizzare dopo i primi mesi di frequenza dei corsi scolastici, per individuare gli alunni a rischio di DSA. L'esito di tali attività non costituisce, comunque, una diagnosi effettiva di DSA.

Art. 4.
(Formazione nella scuola e nelle strutture sanitarie).

1. Al personale docente e dirigente delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell'infanzia, è assicurata un'adeguata formazione riguardo alle problematiche relative ai DSA, nell'ambito dei programmi annuali di formazione realizzati a valere sulle disponibilità già previste per la formazione del personale del comparto scuola e dei dirigenti scolastici, anche con ricorso a strumenti di apprendimento elettronico per la formazione a distanza.
2. La formazione degli insegnanti deve garantire una conoscenza approfondita delle problematiche relative ai DSA, una sensibilizzazione per la loro individuazione precoce e la capacità di applicare strategie didattiche adeguate.
3. Devono essere altresì assicurati l'adeguata formazione e l'aggiornamento degli operatori sanitari preposti alla diagnosi e alla riabilitazione delle persone con DSA, nell'ambito dei percorsi formativi e di aggiornamento già previsti e senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Art. 5.
(Misure educative e didattiche di supporto).

1. Gli alunni con segnalazione diagnostica di DSA hanno diritto a fruire di appositi provvedimenti dispensativi e compensativi di flessibilità didattica nel corso dei cicli di istruzione.
2. Le istituzioni scolastiche garantiscono agli alunni con DSA, nell'ambito della loro autonomia didattica e organizzativa, ai sensi delle disposizioni vigenti, tutte le misure utili a:
a) favorire l'uso di una didattica individualizzata e personalizzata, con forme efficaci e flessibili di lavoro scolastico che tengano conto anche di caratteristiche peculiari dei soggetti, quali il bilinguismo, adottando metodi e strategie educative adeguate;
b) coltivare negli alunni una struttura positiva di apprendimento, aiutandoli a vivere l'apprendimento in condizioni di benessere;
c) favorire il successo scolastico;
d) prevedere tecniche compensative, che possono comprendere anche l'uso delle tecnologie informatiche e degli strumenti di apprendimento alternativi, già utilizzabili con l'impiego delle risorse specifiche disponibili a legislazione vigente nello stato di previsione del Ministero della pubblica istruzione, nonché misure volte a dispensare l'alunno da alcune prestazioni non essenziali ai fini della qualità dei concetti da apprendere, oppure a concedergli la possibilità di fruire di tempi di esecuzione più lunghi di quelli ordinari;
e) prevedere, nei casi di alunni bilingui con DSA, strumenti compensativi che favoriscano la comunicazione verbale e che, in particolare per l'insegnamento della lingua straniera, assicurino ritmi graduali e adeguati di apprendimento, prevedendo anche l'esonero dall'insegnamento della seconda lingua straniera, qualora previsto dal programma di studi.
3. Le misure di cui al comma 2 devono essere sottoposte periodicamente a monitoraggio per valutarne l'efficacia e il raggiungimento degli obiettivi.
4. Al fine di evitare che gli alunni con DSA siano posti in condizioni di svantaggio rispetto agli altri alunni, a causa della loro lentezza o incapacità di decodifica e di produzione di testi, le misure di cui al comma 2 devono comunque garantire adeguate forme di verifica e di valutazione, anche tramite la possibilità di utilizzare strumenti in funzione di ausilio, ovvero l'assegnazione di tempi più lunghi di esecuzione, in particolare per quanto concerne gli esami di Stato.
5. Le misure di cui al presente articolo devono essere attuate senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Art. 6.
(Misure per l'attività lavorativa e sociale).

1. Alle persone con DSA sono assicurate uguali opportunità di sviluppo delle proprie capacità in ambito sociale e professionale.
2. I familiari fino al primo grado di alunni con DSA impegnati nell'assistenza alle attività scolastiche a casa possono usufruire di orari di lavoro flessibili.
3. La determinazione delle modalità di esercizio del diritto di cui al comma 2 è demandata ai contratti collettivi nazionali di lavoro dei comparti interessati. Esse non devono comportare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
4. Nelle prove scritte previste per il rilascio del permesso di guida dei veicoli di qualsiasi tipo, nonché nelle prove scritte dei concorsi pubblici e delle selezioni effettuate da privati, deve essere assicurata la possibilità di sostituire tali prove con un colloquio orale o di utilizzare strumenti compensativi per le difficoltà di lettura, di scrittura e di calcolo e di usufruire di un prolungamento dei tempi stabiliti per lo svolgimento delle medesime prove, adeguati alla necessità delle persone con DSA.

Art. 7.
(Disposizioni di attuazione).

1. Con decreto del Ministro della pubblica istruzione, di concerto con il Ministro della salute, si provvede, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, ad emanare linee guida per la predisposizione di appositi protocolli regionali, da stipulare entro i successivi sei mesi, per le attività di identificazione precoce di cui all'articolo 3, comma 4.
2. Il Ministro della pubblica istruzione, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con proprio decreto, individua le modalità di formazione dei docenti di cui all'articolo 4, commi 1 e 2.
3. Il Ministro della pubblica istruzione, con il medesimo decreto di cui al comma 2 del presente articolo, individua altresì forme di verifica e di valutazione finalizzate ad evitare condizioni di svantaggio degli alunni con DSA, ai sensi dell'articolo 5, comma 4.

Art. 8.
(Competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano).

1. Sono fatte salve le competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano, in conformità ai rispettivi statuti e alle relative norme di attuazione nonché alle disposizioni del titolo V della parte seconda della Costituzione.
2. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono a dare attuazione alle disposizioni della legge stessa.

Art. 9.
(Clausola di salvaguardia).

1. Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Consiglio di portare a conoscenza di tutti colleghi queste nuove norme    al fine di iniziare a far circolare l'informazione.
Alessandra Chiaretta

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26.12.07

Permalink 19:32:52, Categorie: Dislessia, Auguri  

Lettera a Babbo Natale

parole del Dr Enrico Ghidoni

natale037babbo.gifCaro Babbo Natale (o Gesù Bambino, o chi preferisci … )

 

Per le prossime feste e per il nuovo anno desidero avere 2 o 3 regali da scegliere fra i seguenti:

1)    una maestra che mi capisca, non mi faccia a leggere a voce alta,mi lasci usare il computer e la calcolatrice,e  mi faccia scoprire che anche io riesco a imparare

2)    due genitori intelligenti e affettuosi che trovino sempre il modo di seguirmi e aiutarmi nella maniera giusta

3)    un preside che nella sua scuola permetta e diffonda le conoscenze sulla dislessia e gli strumenti per affrontarla

4)    dei professori che siano ben informati e continuino ad aiutarmi a imparare nel modo a me congeniale anche alla scuola superore e all’università

5)    un medico e uno psicologo che capiscano al volo qual è il mio problema, mi facciano fare i test necessari, e mi scrivano ben chiaro che cosa ho, quali sono le mie difficoltà e quali sono i miei talenti

6)    una logopedista che mi faccia fare attività simpatiche e creative davvero adatte a rinforzare le mie capacità

7)    un datore di lavoro che mi faccia fare le cose che la mia intelligenza mi permette, senza considerare qualche stupido errore che continuerò a fare

8)    un direttore di autoscuola che mi faccia fare l’esame per la patente in forma orale o con un lettore per i quiz

9)    dei senatori e deputati che si affrettino ad approvare una legge sulla dislessia che garantisca il rispetto di tutti i miei diritti a scuola e nel mondo

10) degli amici che mi vogliano bene e mi considerino per quello che sono anche se leggo male (ma questi ce li ho già …  )

11) qualcuno che nella vita  mi racconti il mondo meraviglioso che le parole scritte mi nascondono…

 

Chiedo troppo? Anche uno solo di questi regali potrebbe farmi felice… Pierino  

snowman.gif

                                                                        

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22.12.07

Permalink 14:12:41, Categorie: Referenti DSA provincia Savona  

1° incontro provinciale - Savona Referenti DSA

Il Convegno organizzato sulla Dislessia LA FATICA DI STUDIARE… ha dato inizio ad una sensibilizzazione del problema e, soprattutto, ad una ricerca di condivisione fra i docenti di ogni ordine e grado.
Pertanto, il 20 dicembre 2007 alle ore 17 è avvenuto il primo incontro, presso la scuola primaria statale "Papa Giovanni XXIII" di Pietra Ligure.
Ecco il verbale n°1

L’insegnante Alessandra Chiaretta conduce i lavori proponendo una sua presentazione che tiene conto dei seguenti punti:   
      
1. Coordinamento incontri per i referenti delle scuole/istituti provinciali
2. 
Figura e azioni del referente 
3. 
Condivisione conoscenze, esperienze, difficoltà
4. 
Strategie di intervento ( proposte didattiche)
5.  Impostazione strategie inclusive comuni

1.    Il coordinamento per i referenti provinciali è affidato all’ ins.  Chiaretta.
Chiaretta’s blog su
www.edidablog.it (piattaforma ministeriale) sarà uno degli strumenti impiegati  per  continuare  gli  incontri  tra  i  vari  referenti  provinciali,in  aggiunta  alla creazione  di  una  mailing  list.

2. Si concorda che la figura e le azioni del DSA  devono fondamentalmente essere condivise e  sostenute dal dirigente scolastico in quanto alcuni referenti sono già “riconosciuti”  dai  colleghi, altri devono ancora ottenere tale riconoscimento.

3. Emergono alcuni punti critici quali 

o Poca conoscenza della problematica

o Alcuni referenti non hanno ancora ricevuto una prima formazione specifica, anche se è emerso che l’impostazione data al corso nella piattaforma puntoedu non è qualitativamente “pratica” in quanto  non aggiornata (v. i software non proposti quali Supermappe, Superquaderno, Carlo Mobile V6 specifici per i DSA!).

o Turn-over degli insegnanti

o Difficoltà a promuovere iniziative “nuove

o Mentalità tipica dell’insegnante del “faccio da solo”.

4. Si propongono alcuni siti di interesse quali www.dislessia.org ( per informazioni su famiglie di ragazzi DSA, docenti che operano nel settore, materiali scolastici) www.campusdislessia.it (suggerimenti per un utilizzo mirato degli strumenti tecnologici e delle metodologie per l’autonomia del ragazzo dislessico), www.RIPasso di MATematica  ( pensato per chi ha difficoltà con la matematica, spiega in modo semplice algebra, analisi, geometria e trigonometria).
L’ins. Chiaretta propone al gruppo referenti,  per la scuola primaria, il
Test CMF ( di
Luigi Marotta, Manuela Trasciani, Stefano Vicari Ed. Centro Studi Erickson ) che consente di valutare lo sviluppo delle competenze metafonologiche - che costituiscono un importante predittore per l’apprendimento della lettura e della scrittura - nei bambini dai 5 agli 11 anni; consente, inoltre, di utilizzare facilmente lo strumento nell’attività didattico - curricolare.
Il Dr. Censi rilascia copia del nuovo testo della proposta di legge C.2843 elaborata dal Comitato ristretto, adottato come testo base dalla Commissione – nuove norme in materia di disturbi  specifici di apprendimento.

5. Tutti gli intervenuti concordano che  la condivisione di riflessioni, di problematiche  e delle  esperienze  sia  uno dei modi per  aiutarsi a vicenda in  questo nuovo cammino professionale.   Si richiede all’AID di Savona, delegata D.ssa Cerruti Elettra, un elenco aggiornato dei referenti delle scuole e degli istituti e una viva collaborazione tra associazione e referente al fine di un efficace orientamento nel momento della continuità scolastica. Si stabiliscono almeno due incontri in presenza all’anno in attesa di eventuali disposizioni provinciali o regionali.

L’incontro  ha permesso un primo approccio di conoscenza e confronto fra i referenti DSA, con soddisfazione degli intervenuti.  La riunione ha termine alle ore 20.

Inserisco la mia e-mail achiaretta@pietraligure.it in attesa della Vostra per poter creare la mailing  list.

Fate passaparola!  Ancora auguri per un sereno Natale e meritate vacanze  

 

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16.12.07

Permalink 10:02:28, Categorie: Riflessioni - Discussioni, Auguri  

PERCHE' LE METAFORE FUNZIONANO?

Un uomo si sentiva perennemente oppresso dalle difficoltà della vita e se ne lamentò con un famoso maestro di spirito.
"Non ce la faccio più! Questa vita mi è insopportabile".
Il maestro prese una manciata di cenere e la lasciò cadere in un bicchiere pieno di limpida acqua da bere che aveva sul tavolo, dicendo: "Queste sono le tue sofferenze". Tutta l'acqua del bicchiere si intorbidì e s'insudiciò.
Il maestro la buttò via.
Il maestro prese un'altra manciata di cenere, identica alla precedente, la fece vedere all'uomo, poi si affacciò alla finestra e la buttò nel mare.
La cenere si disperse in un attimo e il mare rimase esattamente come prima.
"Vedi?" spiegò il maestro "ogni giorno devi decidere se essere un bicchiere d'acqua o il mare"
.

Il modo migliore per dimostrare l'efficacia della metafora? Semplice: usare una metafora, una storia che narra una vicenda semplice e di immediata comprensione, ma che, al tempo stesso, ci porta oltre la vicenda (dal greco méta = oltre e ferein = portare) alla scoperta di un significato più profondo. Allo stesso modo il maestro della storiella avrebbe potuto spendere tante parole per spiegare all'uomo come affrontare la vita, ma ha preferito affidarsi al potere evocativo di un'immagine. Le metafore hanno il potere di svelare l'ignoto attraverso il noto e funzionano perché non comunicano solo con la nostra parte razionale, ma si rivolgono anche alla nostra parte inconscia. Parlano alla mente ed al cuore al tempo stesso. Per questo sono efficaci!

Papert durante un’intervista: “[…Forse la cosa più strana a proposito della scuola è che noi tutti diciamo che i bambini dovrebbero imparare a studiare. Ma se si vuole studiare qualcosa, il migliore modo di impararlo è di vedere qualche esperto che lo fa.
I bambini vedono gli insegnanti studiare? Mai. Perché gli insegnanti non studiano, insegnano.
La cosa più importante che potrebbe fare un insegnante è essere un buono scolaro, imparare nuove cose insieme con i bambini e dare un buon esempio di apprendimento.
L'essere realmente uno scolaro esperto dovrebbe costituire uno dei requisiti di un insegnante, insieme ad essere una persona calda, meravigliosa e comprensiva. Non è cosa da poco...]   

Buon Natale! 

ghirlanda di natale

Alessandra C.

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27.11.07

Permalink 20:42:57, Categorie: Dislessia, Eventi  

RINGRAZIAMENTO PATROCINI E SPONSOR

La  nostra scuola ha acquisito finanziamenti presso aziende ed enti privati che hanno avuto la lungimiranza di credere in essa  al fine di organizzare il Convegno sulla DISLESSIA: LA FATICA DI STUDIARE… Il ruolo della scuola e della famiglia.
Visto la notevole  partecipazione ( più di 300 presenze, anche da altre regioni!) l’obiettivo primario è stato raggiunto:  
“ Sensibilizzare l’opinione pubblica su tale tematica. informare e formare docenti e famiglie che ogni giorno devono affrontare questa difficoltà”.
Importanti sono stati i canali di divulgazione dell’evento anche a livello nazionale: locandine, volantini, News Centro Studi Erickson, Sophia.it, Radio Onda Ligure, Tecnologieducative.it, la Stampa, internetsavona,  Il Secolo XIX, ivg.it,  sito scolastico circolodidatticopietraligure, Chiaretta’s blog, Res Publica (in prossima uscita), PavoneRisorse, …

I Patrocini dei LIONS  Finale Ligure, Loano, Pietra Ligure HOST e del COMUNE DI PIETRA LIGURE e gli sponsor, in ordine alfabetico, che hanno contribuito all’iniziativa e che ringraziamo vivissimamente sono stati:
AID  

ASL 2 Savonese

ASSOCIAZIONE PIETRESE ALBERGATORI

BADANO GAS  

BANCA CARIGE PIETRA LIGURE 

BANCA INTESA-SANPAOLO  

CAESAR COOPERATIVA ONLUS PIETRESE

CALDANA HOTEL

CANALESCUOLA

COMUNITA’ MONTANA  POLLUPICE 

MACELLERIA ROMANO DI TOVO SAN GIACOMO

POLISPORTIVA MAREMOLA 

UFFICIO SCOLASTICO PROVINCIALE (SV)

Inoltre, a chi ne farà richiesta verrà inviato (con contributo spese) il DVD  dell’intera giornata, compresi i loghi dei patrocini e degli sponsor.

Ancora un ringraziamento a nome di tutto il Circolo Didattico di Pietra Ligure,

Alessandra Chiaretta - Referente alla Dislessia, organizzatrice e coordinatrice del convegno.

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25.11.07

Permalink 21:24:05, Categorie: Dislessia, Eventi  

Ancora Grazie

Continuo a ricevere tantissime e-mail  e messaggi riguardo la riuscita del Convegno.
Desidero condividere con voi la seguente che riporto,  fa capire che la scuola può cambiare, senz’altro in meglio, dove la centralità è lo STARE BENE del bambino/ragazzo, perché ci sono insegnanti  come Tiziana che riescono a mettere in discussione il proprio vissuto, modificarsi nel tempo, adeguandosi alle nuove problematiche e alla società in divenire.

Carissima Alessandra.

(posso darti del tu?) il convegno di ieri mi ha lasciata assai scossa e turbata, e continua a ronzarmi in testa.

Oggi ho raccolto tutto il materiale sulla dislessia in un raccoglitore, insieme agli appunti e a tutti i link, le e-mail, i contatti raccattati ieri.

Ho visto un DVD che mi era stato consegnato sui disturbi dell'apprendimento: sono sempre più scossa e turbata, e pensierosa.

E' come se tutta la mia attività di insegnante mi comparisse davanti, fondata su basi sbagliate.

Un terremoto, un cataclisma.

E nello stesso tempo mi sembra di vedere una luce, una strada che si apre, qualcosa da cui cominciare per affrontare le delusioni, le frustrazioni, l'insoddisfazione che tanto spesso si accompagnano al nostro fare (o mal fare!).

Devo mettere un po' a posto la confusione che in questo momento mi abita, per riuscire a parlare in modo chiaro e convincente ai colleghi, e sollecitare TANTA formazione!!!! Noi che pretendiamo di insegnare, come siamo ignoranti, in realtà!!!!

Mi sento come San Paolo, folgorata sulla strada: lui, di Damasco, io di Pietra Ligure!

Per questo voglio ringraziarti, dal profondo del cuore.

Se penso a quanto lavoro-tenacia-fatica-ostinazione deve esserti costato l'organizzare il convegno, mi vien male; un piccolo risultato, però, lo hai raggiunto: la mia "conversione", e di conseguenza la mia gratitudine. Spero anche quella dei miei alunni attuali e di quelli che avrò. Spero di riuscire ad essere una insegnante migliore.

Sei libera di usare la mia lettera come meglio credi, una persona come te non può che fare bene.

Ti annuncio che ne riceverai sicuramente altre: per questo viaggio agli Inferi, ho deciso che sarai il mio Virgilio, fino a quando non rivedrò le stelle.

Preparati a un lungo e difficile cammino.....

Carissimi e affettuosi saluti
Tiziana Minetti



E’ per me una enorme soddisfazione ricevere una lettera di grande rilievo, di autocritica, di alta professionalità. Ti ringrazio davvero tanto, Tiziana   
Certo che puoi darmi del TU, siamo colleghe   Non fa paura il cammino che mi annunci... è sempre una SFIDA !!!

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Permalink 10:53:20, Categorie: Dislessia, Eventi  

Convegno LA FATICA DI STUDIARE

Informo che sul blog del Presidente della Provincia di Savona Marco Bertolotto http://marcobertolotto.provincia.savona.it/

è stato inserito un post sul convegno.

Appena possibile stenderò un sunto dell'iniziativa e vi informerò quando potrò inviare contrassegno, a chi me ne farà richiesta, il DVD della giornata.

Ringrazio per la viva e numerosissima partecipazione docenti, genitori, operatori, relatori e le autorità che hanno presenziato.

A presto

Alessandra

 

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18.11.07

Permalink 19:16:26, Categorie: Eventi  

Centro Territoriale Misto "Sergio Negri" tematiche dell'INTEGRAZIONE Direzione Didattica Savona Villapiana

Il Centro Socio Educativo Riabilitativo "Il Granello" (Cooperativa socile a.r.l. Onlus) organizza incontri di informazione e formazione
rivolti a genitori di bambini/ ragazzi/adulti con disabilità ed insegnanti.
Numerose sono le tematiche e i relatori qualificati
(v. volantino).
E' un progetto finanziato dalla Fondazione DE MARI - Cassa di risparmio di Savona con il contributo della Provincia di Savona.

 

 

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09.11.07

Permalink 21:57:11, Categorie: Formazione docenti, Dislessia  

24 NOVEMBRE: CONVEGNO sulla DISLESSIA

Ecco come arrivarci!

Pietra Ligure si trova tra Savona e Albenga.

Autostrada A10 (E80) Genova - XXmiglia
(uscita casello di Pietra Ligure).

con il treno, Stazione Ferroviaria di Pietra Ligure  ( teatro a ca.500 metri  verso levante)
oppure SF di Loano e/o Finale Ligure + trasporto autobus urbano

clicca qui per il depliant del Convegno

LA FATICA DI STUDIARE: il ruolo della scuola e della famiglia

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06.11.07

Permalink 22:40:16, Categorie: Formazione docenti, Eventi  

Patente Pedagogica Europea sulle TIC

Obiettivo del corso raggiungere obiettivi pedagogici con le TIC:

preparare i docenti all’uso delle TIC (Tecnologie per la Comunicazione e l’Informazione) per la quotidiana pratica didattica: come usare le TIC per preparare le lezioni, per proporre e gestire attività formative con gli studenti, per organizzare e gestire la vita dell’aula e della scuola più in generale.

Durante il corso i partecipanti approfondiranno l’uso degli strumenti TIC: Internet, strumenti di comunicazione in rete, pagine html, editor di testo, fogli di calcolo, immagini digitali …

Scadenza Bando:
23 novembre 2007
Affrettatevi!!
Un'opportunità per noi docenti di qualificarci nel nostro mondo quotidiano e respirare aria nuova

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31.10.07

Permalink 22:36:53, Categorie: Formazione docenti, Dislessia  

Convegno Dislessia LA FATICA DI STUDIARE: il ruolo della scuola e della famiglia

Ecco pronta la locandina... a breve anche il depliant!


Sarete tutti informati anche tramite circolare dell'Ufficio Scolastico provinciale di Savona.
Mi raccomando, non mancate a questo grande evento! Docenti e famiglie potranno avere delucidazioni da esperti del settore e alcuni input per affrontare in maniera serena tale problematica.
A presto!
Alessandra C.

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28.10.07

Permalink 14:22:08, Categorie: Riflessioni - Discussioni  

COMPITI A CASA... PERCHE'?

Carissimi colleghi, riporto un articolo di Anna Oliverio Ferraris, Psicologia dell’età evolutiva Università La Sapienza di  Roma al fine di chiarire il perché, il come, il dove e il quando dei COMPITI A CASA. Noi essendo una scuola a tempo pieno il “problema compiti” sussiste relativamente in quanto i bambini hanno da “fissare” oralmente gli argomenti e solamente il sabato, e non sempre,
alcuni esercizi scritti.

I compiti a casa
Sono pochi gli apprendimenti che si verificano istantaneamente e si installano nella mente una volta per tutte. La maggior parte degli apprendimenti si consolidano, infatti, attraverso l'esercizio: in classe si inquadra un argomento, ci si esercita, poi, a distanza di qualche ora o di qualche giorno - a casa propria, o durante il doposcuola - si ritorna sulla nuova acquisizione approfondendola, rafforzandola e stabilizzandola. Mancando il clima del compito in classe e la supervisione dell’insegnante, i ragazzi possono permettersi di sbagliare e andare alla ricerca delle soluzioni con i propri ritmi.

AUTODISCIPLINA
Anno dopo anno, a partire dalle elementari, i compiti a casa sono un'occasione per accrescere l'autodisciplina: imparare a darsi dei tempi, a seguire delle regole.
Se da un lato, quindi, gli insegnanti non devono sovraccaricare i ragazzi di compiti - perché una pressione eccessiva crea uno stato di ansia controproducente -, dall'altro i genitori devono evitare di fare i compiti al posto dei figli, perché in questo modo inviano loro il messaggio implicito che devono sempre dipendere da qualcuno che pensa, pianifica e organizza tutto per loro.

TEMPI E LOGICA
Se è controproducente fare i compiti al posto dei figli, è tuttavia opportuno insegnare ai ragazzi ad organizzarsi, a fare ricerche, a capire un passaggio. Quando i figli sono piccoli, il genitore può aiutarli a ad affrontare questo nuovo impegno e a organizzarsi il pomeriggio. Si tratta non soltanto di gestire i propri tempi, ma anche di imparare la logica con cui deve essere affrontato un compito. Ad esempio, un ragazzino non si rende conto che prima di svolgere un tema è necessario sapere che cosa si vuole scrivere e che quindi è opportuno quindi tracciare una "scaletta". Aiutare a trovare le informazioni è un'altra forma di aiuto. Sono tutte strategie generali, che servono imparare ad imparare.
CONCENTRAZIONE
Per poter risolvere un problema, leggere un brano da cima a fondo, fare un riassunto o imparare a memoria una lista di vocaboli bisogna concentrarsi, cercare cioè di non disperdere l'attenzione, di non lasciarsi distrarre da stimoli estemporanei. Questo, in un mondo in cui la vita è spesso frammentata e i tempi sono rapidi come negli spot, rappresenta un esercizio indispensabile. Il bambino deve imparare, man mano, a individuare un obiettivo e a portare a termine un compito resistendo alla tentazione di lasciarlo a metà. Il che non significa che non si possano fare pause, piccoli break rigeneratori che aiutano a riacquistare concentrazione: significa imparare a concludere ciò che si intraprende. In altre parole, a responsabilizzarsi.
CONSIGLI PER I GENITORI  ( da leggere attentamente )
Dovere dei genitori, rispetto ai compiti a casa dei figli, è creare un ambiente favorevole allo studio, insegnare ai bambini ad organizzarsi e trasmettere entusiasmo.
Creare una routine: è bene individuare un orario fisso per i compiti (tra le 16 e le 20.30 e non dopo cena) in cui i bambini, dopo avere giocato o svolto altre attività di movimento, si concentrano su ciò che devono fare.
Dove? Lontano da televisori, videogiochi o altre fonti di distrazione. Bene la cameretta del bambino, ma anche il tavolo del soggiorno o della cucina, purché ci sia tranquillità. Bene se allo stesso tavolo siedono fratelli o amici - possono scambiarsi informazioni e idee - purché ognuno rispetti le attività degli altri.
Disponibilità e interesse: l'adulto non si sostituisce al bambino, è però disponibile per indicazioni, suggerimenti. Quando non sa rispondere, dà indicazioni su cosa e dove cercare, quali chiarimenti chiedere all'insegnante. .
Evitare critiche: se si vuole che i bambini affrontino serenamente i compiti a casa bisogna mostrarsi ottimisti sulle loro capacità. Bisogna anche concedere loro il tempo necessario per imparare, ricordandosi che i nostri tempi sono diversi dai loro. Mai mettere fretta, sottolineare gli errori, ridicolizzare il bambino.
Contatti con l'insegnante: se si ritiene che i compiti siano eccessivi o difficili, meglio parlarne con l'insegnante, invece di criticare il metodo e demolire la figura del docente.
Spero che questo articolo possa far riflettere e intraprendere un cammino sereno e proficuo da ambo le parti: insegnanti e genitori.
INFORMARSI PER FORMARSI, FORMARSI PER NON FERMARSI   questo è il mio ultimo motto!
Alessandra
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22.10.07

Permalink 14:48:54, Categorie: Formazione docenti, Dislessia  

Ultimo libro di Rossella Grenci


Questa gif per una persona speciale!!!    

… per andare a scuola di emozioni, sentimenti, attenzioni, sguardi capaci di entrare nella realtà.
 
É questo il percorso del nuovo libro di Rossella Grenci
 
Cogli l’attimo.
Giochi per esprimere e trasformare le emozioni in versi
 
pagg. 134 Euro 14,00
 
Perché questo libro?
Tutti hanno in mente che la poesia è una cosa da studiare. E invece, bisogna ricordare, anche e soprattutto a scuola, che le poesie sono state scritte per essere lette, non studiate. Leggere una poesia è uno strumento per “educare il cuore”, per far emergere l’intelligenza emotiva che nei giovani, in particolare negli adolescenti, deve riordinare un mondo interiore agitato da confusione, disorientamento, incertezza, anarchia pulsionale, trasgressione. Attraverso la poesia le emozioni possono essere riconosciute come una fonte straordinaria di energia. La poesia è uno strumento potentemente comunicativo, trasformativo e... fortemente creativo.
Queste pagine allora offrono uno strumento utile a chi crede nell’arte come una forma di terapia, a chi crede nell’immenso valore e potere della parola in versi. Pronti? Allora partiamo. Dalle potenzialità “pratiche” che la poesia (in particolare quella contemporanea) offre ai suoi fruitori, passiamo poi alla comprensione del suo significato antico e attuale, fino ad arrivare a veri e propri laboratori sperimentali a supporto dell’attività didattica. Un libro per gli insegnanti e per gli studenti, ma per chiunque voglia solo cogliere in un attimo un frammento di infinito.
 
Per i vostri ordini info@lameridiana.it  Sconto del 20% per chi ordina il volume entro il 30 ottobre.
 
CIAO A TUTTI
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21.10.07

Permalink 23:16:59, Categorie: Riflessioni - Discussioni, Dislessia  

LA STORIA DI UN DISLESSICO: GIACOMO CUTRERA

 
  Molta gente nella sua vita ha sentito questa parola e tanti altri hanno scritto saggi e libri su di essa; alcuni la definiscono una malattia, altri un problema, altri ancora credono che sia la  conseguenza di qualcosa di poco definito e oscuro, ma la realtà è che nessuno è in grado di definirla.
Attualmente molti scienziati si stanno adoperando per cercare le cause della dislessia, ma per ora, non vi sono risultati certi.
Molti insegnanti, dopo aver letto le quattro righe precedenti, esprimono una certa perplessità; “Come si fa a chiamare una persona dislessico se nessuno sa che cos’è la dislessia?” Questa, a mio parere, è una domanda tutt’altro che stupida e apprezzo molto le persone che se la pongono con sincerità.
Ciò che invece trovo riprovevole è liquidare la domanda con la risposta più diffusa ovvero “non si può ”.
In passato, quando ancora non si conoscevano le cause fisiche della cecità, nessuno, di fronte a una persona non vedente, affermava che tutti sono in grado di vedere; questo perché, pur essendovi una carenza sul piano scentifico, le persone attorno a lui erano comunque in grado di notare il suo problema.
Lo stesso concetto vale, oggi, per i Dislessici.
Per rendere più comprensibile ciò che intendo dire quando parlo di problema vi porrò un caso che trovo abbastanza esemplificativo:

Un insegnante correggendo un compito in classe di 2° media nota che un ragazzo ha completato solo due facciate su quattro e rimane sorpresa nel notare che le facciate complete sono quasi del tutto giuste.
In quel momento l’insegnante comprende che l’alunno è intelligente, ma non capisce perché il ragazzino non completa le sue verifiche.
Secondo voi è possibile che una persona studi alla perfezione solo gli argomenti che si presenteranno poi sulle prime facciate della verifica?
I casi sono due: o il ragazzino è un genio del male che, pur conoscendo gli argomenti, preferisce lasciare metà compito in bianco per far impazzire la professoressa;
oppure siamo di fronte a un caso molto più complesso.

Se la professoressa avesse potuto vedere la camera del ragazzino il giorno prima avrebbe scorto tutti i libri della sua materia e lo stesso ragazzino piegato su essi in attenta lettura ormai da sei ore.
La professoressa non può vedere il passato e quindi, fa quello che le hanno insegnato di fare quando un alunno svolge meno del 50% di verifica giusta, ovvero dà un insufficienza.
Il ragazzo in questione non vuole essere bocciato perché, effettivamente, non ha lacune; ha studiato tutto quello che gli era stato richiesto di studiare e credeva di sapere bene gli argomenti.
Neanche lui capisce perché non è riuscito a finire la verifica e ritornerà sui libri sperando di poter migliorare incrementando le ore di studio.

A volte alle persone piace illudersi e lui si illude di poter imparare le cose meglio di quanto non le abbia imparate fin ora, ma lui non ha un problema di contenuti, lui le cose le sa.
Il suo problema deriva dal fatto che l’insegnante non può valutare il suo sapere con metà verifica in mano, le serve l’intero compito.
Grazie al suo studio e a qualche miracolo intermedio, che spiegherò poi, il ragazzo riesce a essere promosso con la valutazione SUFFICIENTE che gli consentirà di passare alle superiori.
Solo allora un’insegnante troverà la soluzione al dilemma della verifica mezza bianca.
Consegnerà in due volte distinte due verifiche sullo stesso argomento: una da completare in 50 minuti (1 ora scolastica) e una da completare in 100 (2 ore scolastiche).
I voti ottenuti dal ragazzo saranno rispettivamente  5 e 10.
Tutti fanno meglio una verifica se hanno più tempo, ma nessuno prende dieci in una verifica nella quale senza il doppio del tempo avrebbe preso cinque e soprattutto perché un alunno che potrebbe potenzialmente prendere dieci si ferma a metà verifica?
Mi rendo conto che la situazione può sembrare assurda e anche io la giudicherei in questo modo se non l’avessi vissuta di persona.
Alle scuole medie inferiori i professori mi dicevano che serviva un costante studio di tre ore al giorno e io continuavo a non capire perché a me ne servissero sei.
Solo dopo un’ accurata analisi introspettiva, sono riuscito ad associare questo fatto alla grande difficoltà che riscontravo quando leggevo ad alta voce.
Mi resi conto che la mia capacità di lettura era pari alla metà di quella degli altri e questo avrebbe spiegato anche perché non riuscivo a finire le verifiche.
Quando esposi la mia teoria ai miei familiari ricevetti come risposta una sonora risata e tornai a studiare.
Il problema pratico era però che non ero concretamente più in grado di studiare.
Di fronte al libro di storia (a causa, anche, della grave stanchezza) mi ritrovai incapace di decifrare le parole che avevo visto poco prima.
Ormai non vi erano più dubbi, la mia era ed è una difficoltà nella lettura, ma non potevo certo raccontarlo in giro, nessuno mi avrebbe creduto.
Dovevo trovare un modo per risolvere il problema delle verifiche e dovevo trovarlo da solo.
Valutai la situazione:
- Non potevo completare la verifica a causa della difficoltà nel leggere le consegne e ciò che scrivevo.
- Facevo fatica a correggere ciò che scrivevo poiché non avevo abbastanza tempo per rileggere il tutto
- Non potevo copiare (riuscivo a malapena a leggere la mia verifica )
- Non potevo fare i bigliettini (stesso motivo)
Nei temi risolsi il problema scrivendo direttamente in bella copia, omettendo così la lettura della brutta (che mi risultava praticamente impossibile ),ma nelle comuni verifiche permanevano i soliti problemi.
L’unica soluzione che trovai consisteva nell’ eseguire la classica metà della verifica e “sparare a botto” (eseguire in modo casuale senza leggere le domande) il resto.

Benchè questa idea mi sembrasse colossalmente stupida, applicandola riscontrai nei miei voti un interessante incremento che portò gli insegnanti a pensare che stessi studiando di più.
Le parole “Lo vedi… ti basta studiare un pò e le cose le capisci” furono per me più devastanti di tutte le insufficienze ingiuste che avevo accumulato in quei tre anni di medie.
In quel momento compresi che i professori non erano “fisicamente” in grado di valutare il mio studio e che mi avevano sempre considerato uno “scansafatiche”.
Se chi doveva valutare le mie verifiche non era in grado di valutare significava che il mio studio era sempre stato inutile come i consigli che loro mi davano.
L’ira prese il sopravvento su di me e dopo tanti anni passati a testa bassa, subendo queste ingiustizie, decisi di alzare lo sguardo e reagire.
Il mio rancore esplose in casa e in alcuni casi si riversò anche a scuola.
Espressi apertamente quanto provavo in un tema, che gli insegnanti apprezzarono pur non comprendendolo, e infine mi trasformai in un essere freddo e insensibile.

Pochi mesi dopo mi venne diagnosticata una dislessia evolutiva che si manifestava in un disturbo nella lettura.
Questa notizia non mi sorprese, ma convinse i miei genitori che avevo ragione.
Si scoprì che la mia velocità di lettura era pari alla metà della velocità di norma e, inoltre, il processo della lettura stessa richiedeva uno sforzo energetico notevolmente più alto di quello “normale”.

Approfondendo l’argomento scoprii che altre tipologie di dislessici presentavano caratteristiche particolari.
Alcuni dislessici, oltre alla difficoltà nella lettura, presentano anche difficoltà nella scrittura (Disgrafia), nell’ortografia (Disortografia) e nei calcoli (Discalculia ).
Su questo punto ho notato una diffusa perplessità:  molti credono che una persona per essere definita dislessica debba avere problemi nella lettura, scrittura, ortografia, calcoli e linguaggio.  In realtà basta che una persona riscontri anche solo uno di questi problemi per rientrare nei “disturbi specifici dell’apprendimento” D.S.A.
(A volte i dislessici presentano da piccoli un disturbo del linguaggio, questo non è il mio caso, ma può succedere.)

Tornando alla mia storia :
Poco dopo aver scoperto la mia dislessia mi sono recato all’A.I.D.(associazione italiana dislessia ) e attraverso essa ho cercato informazioni più dettagliate sul mio caso.
Sorprendentemente ho scoperto che il mio caso non era affatto uno dei peggiori, basti considerare che esistono dislessici con velocità di lettura pari a un quinto di quella normale.
Come potrete immaginare una simile velocità di lettura impedisce, non solo lo svolgimento delle verifiche, ma anche e soprattutto il vero e proprio studio a casa
(calcolando che io stavo ancora lottando per la sufficienza, la cosa destò in me una seria preoccupazione).

Nella associazione non vi erano personaggi dislessici, ma solo genitori, insegnanti e specialisti che hanno a che fare con il problema.
I genitori parlavano tra loro e descrivevano la situazione dei loro figli e io ascoltando comprendevo che la storia di questi bambini era in tutto e per tutto identica alla mia. Loro avrebbero potuto sforzarsi fino allo spasmo di imparare, ma nessuno sarebbe mai stato in grado di valutarli correttamente; i discalculici avrebbero sudato sangue sulle tabelline per scoprire poco dopo la calcolatrice, i disgrafici avrebbero eseguito milioni di lettere per scoprire poco dopo la tastiera, i disortografici si sarebbero sentiti ripetere miliardi di volte le regole grammaticali prima di scoprire il correttore ortografico, quelli come me avrebbero perso la propria vita sopra un libro senza riuscire a comprenderlo e senza capire che si può chiedere a qualcun altro (o qualcos’altro nel caso del sintetizzatore ) di leggertelo, ma soprattutto tutti costoro sarebbero stati trattati come incapaci e fannulloni e presi dalla disperazione avrebbero rinunciato ad imparare.
Io non volevo che la loro storia fosse la stessa che ho vissuto io e giurai che, a costo di dovermi recare personalmente in ogni scuola d’ Italia, avrei fatto in modo che gli insegnanti capissero il problema e che mi sarei impegnato personalmente per fare in modo che anche ai dislessici sia data la possibilità di apprendere.

Giacomo Cutrera

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08.10.07

Permalink 15:16:17, Categorie: Formazione docenti, Dislessia, Eventi  

CONVEGNO sulla DISLESSIA

Ho organizzato in qualità di referente DSA del Circolo Didattico di Pietra Ligure per il 24 novembre 2007 presso il Teatro Cinema di Pietra Ligure il Convegno sulla dislessia "LA FATICA DI STUDIARE: il ruolo della scuola e della famiglia.
Un invito a docenti, operatori, famiglie e quant'altri interessati alla tematica.
Presto pubblicherò copia volantino con programma, relatori e sponsor.
Vi aspetto numerosi
Alessandra Chiaretta

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01.10.07

Permalink 14:58:22, Categorie: Formazione docenti, Dislessia  

PROPOSTE DIDATTICHE: non parole... ma fatti!!!

Ho terminato di stendere alcune proposte didattiche per gli alunni dislessici, suggerimenti operativi utili anche per  alunni in difficoltà di apprendimento. Allego inoltre una tabella di rilevazione al fine di poter tabulare i dati raccolti.
Spero che questo materiale sia chiaro , ma se così non fosse non esitate a contattarmi .
Cerchiamo di cooperare e condividere per il benessere ( bene-essere / bene-stare) del bambino, ogni piccolo risultato sarà per noi un momento di grande gratificazione e un input maggiore a formarci continuamente ;  non attingiamo a brevi corsi di recupero... in alunni isolati dal gruppo-classe si creano ulteriori disagi. Il pietismo , inoltre, da parte dell'insegnante verso se stesso non produce competenze, ma risulta deleterio non permettendo di affrontare con serenità il problema.
Siete d'accordo? ... Bene!!! Rimbocchiamoci le maniche ... aspetto i Vs. commenti!!!
Alessandra Chiaretta

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24.09.07

Permalink 16:31:04, Categorie: Formazione docenti  

Indici per stesura progetto

Molte volte, noi docenti, progettiamo idealmente un’attività, ma al fine che possa essere trasferibile e quindi condivisibile, occorre che si abbiano dei “paletti” precisi e comuni.
Per chi fosse interessato appunto gli
indici per la stesura di un progetto educativo-didattico.
·         TITOLO
·         PREMESSA -motivazione, finalità percorso…
·         PREREQUISITI (tecnici e pedagogici)
·         DISCIPLINE COINVOLTE
·         COMPETENZE ATTESE
·         OBIETTIVI FORMATIVI
·         OBIETTIVI DIDATTICI disciplinari, trasversali… ossia  conoscenze e abilità
·         CONTENUTI – ATTIVITÀ
·         METODOLOGIA
·         FASI ATTIVITA’: ATTORI (classe/n°alunni, docenti coinvolti), TEMPI DI REALIZZAZIONE, MODI e SPAZI, PREVISIONE DIFFICOLTA’(opzionale)
·         VERIFICA E VALUTAZIONE
·         Data e firma referente, responsabile progetto
 
Sono qui per qualsiasi chiarimento!!
   Alessandra C.
 
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20.09.07

Permalink 21:25:01, Categorie: Dislessia  

FORMAZIONE CONTINUA....

Essendo referente alla dislessia nel Circolo didattico di Pietra Ligure ed avvertita sempre di più l’esigenza di effettuare sui bambini dall’ultimo anno delle scuole dell’infanzia fino alle scuole secondarie un lavoro di screening per individuare gli alunni con rischio di DSA (Disturbi Specifici di Apprendimento in lettura, scrittura e matematica) frequenterò il  

1° corso DISLESSIA: screening e laboratori linguistici di recupero nella scuola.

presso i Laboratori di Ricerca Erickson a Gardolo (Trento)  il 28 e 29 settembre 2007.
Questo consentirà di programmare meglio il percorso scolastico tenendo in considerazione le eventuali difficoltà di alcuni bambini o di richiedere, a ragion veduta, le consulenze specialistiche presso l’Azienda Sanitaria.

Lo screening rappresenta uno degli strumenti più agili ed efficaci per valutare un ampio gruppo di bambini attraverso prove somministrabili collettivamente. Il successivo intervento di recupero delle difficoltà oltre ad attivare le risorse metodologiche e operative della scuola permette al bambino di lavorare in un contesto ecologico e secondo modalità e tempi consoni alla fase dello sviluppo in cui si trova ad apprendere. La scuola nel tempo acquisisce un bagaglio di conoscenze e buone pratiche utili non solo per l’intervento sulle difficoltà di apprendimento, ma importanti anche per prevenire e/o contenere la loro manifestazione.

INFORMAZIONI INERENTI IL CORSO

Obiettivi formativi e contenuti

All’interno delle 12 ore di formazione vengono proposti tre percorsi che possono rappresentare un valido modello di intervento nella scuola per tutti coloro i quali siano interessati a fungere da figura di referente per la dislessia interno o esterno alla scuola (insegnanti, psicologi, pedagogisti, logopedisti, ecc.). In tal modo è possibile realizzare dei progetti di formazione e screening organizzati in:
1. formazione iniziale di base del personale docente in ambito DSA;
2. programmazione di uno screening delle classi prime e/o seconde della scuola primaria al fine di individuare precocemente i bambini in difficoltà e con possibile rischio di Disturbo Specifico dell’Apprendimento
3. laboratori con materiali e strumenti per l’intervento linguistico di recupero previsti per i bambini in difficoltà individuati “a rischio” dallo screening.
Destinatari

Il corso teorico-pratico è rivolto a insegnanti, pedagogisti, psicologi, logopedisti e tutti coloro i quali abbiano già una formazione di base in materia DSA e vogliano attuare dei progetti di screening delle difficoltà di apprendimento nella scuola.

Docenti

Enrico Savelli è psicologo clinico (ASL di Rimini e Centro di Neuropsicologia dell’Età Evolutiva di Pesaro) e docente-tutor al corso di Psicopatologia dell’Apprendimento all’Università degli Studi di San Marino. Svolge attività di ricerca neuropsicologica ed è membro del comitato scientifico dell’Associazione Italiana Dislessia. È autore di numerose pubblicazioni e software riabilitativi.
Graziella Tarter è logopedista e lavora presso l’Azienda Sanitaria al Servizio di Neuropsichiatria Infantile della I Unità Operativa di Trento. Svolge attività di formazione e screening dei disturbi specifici dell’apprendimento ed è formatore dell’Associazione Italiana Dislessia.
Silvia Tabarelli è psicopedagogista e referente per gli alunni con Bisogni Educativi Speciali presso l’Istituto Comprensivo Trento 7. Svolge attività di formazione e screening dei disturbi specifici dell’apprendimento.

Metodologia

Il corso prevede 12 ore suddivise in tre moduli:
1. venerdì 28 Settembre 2007 ore 14.30-18.30 (E. Savelli): importanza dell’individuazione precoce dei disturbi specifici dell’apprendimento e intervento sulle difficoltà in età evolutiva.
2. sabato 29 Settembre 2007 ore 9.00-13.00 (G. Tarter): presentazione dello strumento di screening ideato da Giacomo Stella. Saranno analizzati i seguenti punti: strutturazione delle 16 parole del dettato per la prima classe (scuola primaria); tempi e modalità di somministrazione; analisi di tutti i possibili esiti dello screening (esemplificazioni di casi); programmazione dei laboratori linguistici di recupero. Presentazione delle modalità di valutazione delle difficoltà di letto-scrittura per la classe seconda primaria.
3. sabato 29 Settembre ore 14.00-18.00 (S. Tabarelli e G. Tarter): laboratorio
di didattica per l’intervento e il recupero delle difficoltà di apprendimento.

Appuntamento al prossimo aggiornamento!!!

 Alessandra C.

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18.09.07

Permalink 15:55:31, Categorie: Riflessioni - Discussioni, Dislessia  

Prima parte: Una mamma… si racconta!

Faccio da tramite dato che Anna è una supermamma, ma non teconologica. Questa sua riflessione è stata anche inserita nel forum nazionale www.dislessia.org/forum dove  sono presenti tanti genitori, docenti e operatori che condividono opinioni, emozioni... su tale tematica!
Alessandra

Sono la mamma di quattro figli Margherita, Italia, Elettra e Ambrogio, tutti e quattro dislessici, disgrafici e con problemi di discalculia.
Essere genitore è l’avventura più difficile e straordinaria della vita ed avere bimbi straordinari, fuori dal comune, lo è maggiormente.
Benvenuti in un mondo incredibile, fatto di creatività pura, dove tutto è visto, vissuto in una dimensione e prospettiva diversa; ciò che superficialmente può sembrare un limite, diviene imprevedibilmente geniale. Provate, ad esempio, ad andare a una mostra d’arte contemporanea facendovi spiegare da un bimbo dislessico di 6 anni l’opera, vi accorgerete che ha la capacità di leggere la volontà dell’artista, vedrete particolari che forse solo un critico d’arte potrebbe cogliere e, quando alla fine leggerete il titolo dell’opera, rimarrete semplicemente esterrefatti.
Vedono cose che noi “normali” non vediamo e non solo con gli occhi della mente! Colgono dimensioni e armonie del mondo che li circonda in una prospettiva completamente diversa.
Salite in piedi sul tavolo, fate un grande respiro e guardate la vostra casa: la vedrete completamente differente, è sorprendente… !
Guardare la vita con gli occhi di un bimbo dislessico è cambiare il proprio punto di vista, per entrare in un mondo magico e affascinante.
Benvenuti a voi genitori fortunati!!

(Segue)
Annasupermamma
(soprannominata così da alcuni componenti del forum!)

 

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17.09.07

Corso campus forma - resoconto terza parte: il PATTO.

Al fine che ci sia una valorizzazione del bambino dislessico occorre attuare con la famiglia/scuola un "patto" inteso come "alleanza".
PATTO CON LA FAMIGLIA
Obiettivo: raggiungere l’autonomia di apprendimento del figlio e quindi la sua maturazione in termini di autostima e fiducia in sé.
L’alleanza è fondata su:
  • consapevolezza delle abilità e caratteristiche dei propri figli
  • rispetto dei tempi, delle modalità di studio del bambino
  • valorizzazione delle strategie usate spontaneamente del bambino nello studio
  • supporto nell’utilizzo degli strumenti compensativi
  • “studio” dei libri di scuola nelle loro componenti formali
  • dialogo con la scuola

PATTO CON LA SCUOLA

  • Consapevolezza reciproca del fatto che “sanno” e non  “possono fare
  • Conoscere e riconoscere l’importanza degli strumenti tecnologici
  • Rispettare i tempi e le strategie di studio dei ragazzi
  •  Motivare i ragazzi verso il percorso che porta all’autonomia


RUOLO DELL’ADULTO

Canotto = sostituente
Salvagente= assistenziale
Trampolino= educante
Per essere dei trampolini occorrono:
  • aggiornamento continuo
  • adeguamento della didattica
  • guidare, stimolare, fornire strategie e tecnologie utili per lavorare in modo autonomo
  • dare ai bambini precisi riferimenti (ad es.  gli indici testuali per affrontare con meno fatica e tempo lo studio, dire "sono a pag…",….)

Indici testuali utili alla comprensione

Dall'esperienza di questi anni di formazione e sulla base della letteratura scientifica oramai consistente (Peroni, 2006) uno dei modi più efficaci per "tirare fuori" le abilità di questi ragazzi è l'utilizzo di strumenti informatici.
Ritengo la MAPPA CONCETTUALE redatta da www.campusdislessia.it assai esplicativa!!

Giacomo Stella dice: “ Ciò che diverso c’è tra paradiso e inferno è l’atteggiamento ossia l’accoglienza o la non accoglienza. La dislessia è una parte del bambino!!!
A sintesi di quanto sinora esplicato,  l'utilizzo del blog (diario multimediale in rete) è visto come  tramite per le comunicazioni con le famiglie a casa, ecc.
E’ vero che porta ulteriore lavoro per noi docenti, ma quanti sono i benefici per entrambe le parti?
A voi la parola!!!

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11.09.07

Permalink 23:18:16, Categorie: Riflessioni - Discussioni  

Si parte!!!

Cominciamo con entusiamo questo nuovo anno scolastico sperando di riuscire a svolgere al meglio il nostro difficile ma meraviglioso "lavoro"...
Buon anno scolastico a tutti voi! 
Alessandra

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10.09.07

Permalink 08:09:35, Categorie: Dislessia  

Corso campus forma - resoconto seconda parte: strumenti e metodologia

 
Perché questi ragazzi possano essere autonomi sia nello studio che in ogni altra attività quotidiana che preveda l'uso della lettura o della scrittura, è necessario anche proporre loro l'utilizzo di strumenti adeguati. Per definizione la dislessia è diagnosticabile in individui con un'intelligenza nella norma, con difficoltà nell'automatizzazione nel processo di decodifica, perciò con una lettura lenta e poco corretta. Sappiamo che non esiste un'unica modalità di apprendimento della letto-scrittura, non si legge solo con gli occhi e non è la "biro" che ci fa scrivere correttamente e velocemente; molti studiosi sono d'accordo nel sostenere l'importanza dell'ascolto nell'apprendimento della lettura e nell'ampliamento delle conoscenze e del lessico. E' altresì consolidato il fatto che ciò che rende facile o difficile un compito, un esercizio, è la modalità con cui viene proposto. Per cui potremmo intendere la dislessia come un "disturbo specifico della modalità di apprendimento", precisamente della modalità che implica la letto-scrittura. Da questa concezione di partenza possiamo dunque intravedere l'opportunità di proporre altre modalità di apprendimento più adatte alle caratteristiche dei soggetti. Ad esempio, le persone con dislessia non hanno solitamente deficit di comprensione del linguaggio orale (Aaron & Phillips, 1986; Gough & Tunmer, 1986), in questo senso quando il testo scritto viene tradotto in orale può essere compreso. Altre abilità di solito ben preservate nella dislessia sono le abilità che riguardano gli aspetti non verbali e quindi visivi per cui la presentazione delle informazioni e il loro ancoraggio anche tramite la via visiva può favorire l'apprendimento.
Strumenti che forniscono informazioni orali, e quindi adatte alle modalità di apprendimento dei ragazzi con dislessia, sono: la
sintesi vocale , gli audiolibri , i registratori . 
In questo corso di formazione ho potuto operare con programmi specifici quali CARLO Mobile, Superquaderno, Supermappe i quali vanno adottati secondo il compito che si propone.
Modifichiamo la didattica!
Considerando altre modalità di apprendimento, necessariamente la didattica deve conoscere una rivoluzione sia strumentale che culturale. L'introduzione dell'informatica implica infatti una revisione della didattica da parte degli insegnanti e dell'apprendimento da parte degli studenti con dislessia. Per questi ultimi la modificazione è spontanea: l'utilizzo degli strumenti permette di accedere ai significati creando un sistema favorevole di apprendimento, non solo di contenuti di tipo scolastico, ma anche di argomenti di interesse personale.
Per gli insegnanti il cambiamento implica dover modificare le rappresentazioni che ciascuno si era fatto del proprio ruolo, dunque può essere estremamente complicato. Spesso gli ausili non vengono proposti perché gli adulti non si sentono a proprio agio con la tecnologia. Alcuni educatori vivono il computer come un "rivale", mentre, in realtà, le nuove tecnologie devono essere interpretate come dei mediatori fra chi apprende e chi si impegna per facilitare l'effettivo apprendimento. L'utilizzo di questo mezzo permette all'alunno con dislessia la ricezione di stimoli complessi (scritto) resi in una modalità comprensibile (orale, tramite la sintesi vocale). Inoltre, il computer permette un tipo di comunicazione biunivoca, poiché mette in condizione il ragazzo di esplicitare le sue idee, anche in forma scritta, in maniera appropriata ed efficace (con una scrittura che si avvale di ausili quali la predizione e il controllo ortografico attraverso i correttori, la sintesi vocale, ecc.).
Un altro rischio in cui gli adulti incorrono è credere che permettendo al ragazzo con dislessia di usare il computer egli divenga "normale", cioè senza difficoltà di letto-scrittura: lo strumento compensativo non "guarisce" dalla dislessia, dunque rimane fondamentale una "tolleranza all'errore" e il privilegiare la valutazione del contenuto piuttosto che della forma.
 

CORREGGERE I DETTATI MA ANCHE IL MONDO (G. Rodari)
"Si può insegnare al bambino non solo a evitare l'errore, ma anche a capire che l'errore spesso non sta nelle parole ma nelle cose; che bisogna correggere i dettati, certo, ma bisogna soprattutto correggere il mondo.
.. Questo, modestamente e con amicizia,  sarà detto anche per i colleghi insegnanti, per aiutarli a non cadere - a loro volta - nel vizio professionale di scambiare un accento sbagliato per la fine del mondo.
"
Non perdete la  terza  e ultima parte del resoconto!!
Vi aspettano utili suggerimenti e adeguate strategie per non far nascere da un problema tanti altri problemi!

Sitografia di riferimento:
http://www.canalescuola.it/
http://www.anastasis.it/AMBIENTI/NodoCMS/CaricaPagina.asp?ID=294
http://www.erickson.it/erickson/categoryView.do;jsessionid=09B2631D44A2F7812225E40CA0ACDBBF?productType=SOFTWARE&categoryId=2

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04.09.07

Arrivano le Nuove Indicazioni!!

Riporto l'articolo di Reginaldo Palermo pubblicato nel sito TECNICA DELLA SCUOLA.
Arrivano le Nuove Indicazioni, ma sono sperimentali
Il testo è all'esame del Cnpi; non appena il Consiglio Nazionale si sarà epsresso il Ministro le trasmetterà alle scuole che, a partire da settembre, potranno sperimentarle liberamente. Sparisce il Pecup, ma i contenuti di storia e geografia restano più o meno quelli precedenti.
Ormai è fatta: le Nuove Indicazioni per I ciclo ci sono, al Ministero si aspetta solo di conoscere il parere del Cnpi per poter diramare la circolare ufficiale per le scuole.  
Il testo è decisamente diverso da quello “morattiano” anche se, per esprimere un giudizio compiuto, bisognerà leggerlo e meditarlo con calma.
Per intanto le scuole possono stare tranquille: il Ministro ha già dichiarato l’intenzione di proporne una applicazione graduale.
La sperimentazione durerà due anni e solo a partire dal 2009 le Nuove Indicazioni sostituiranno definitivamente quelle allegate al decreto legislativo n. 59 del 2004.
Sparisce il Pecup e non ci saranno più neppure i lunghi elenchi di Osa, conoscenze e abilità.
Per ciascun livello di scolarità (infanzia, primaria e secondaria di primo grado) vengono individuati traguardi di sviluppo della competenza per ciascun campo di esperienza, area e discipline.
Gli obiettivi di apprendimento sono definiti in relazione al terzo e al quinto anno della scuola primaria e al terzo anno della scuola secondaria di primo grado. Si tratta, spiega il documento, di “obiettivi ritenuti strategici al fine di raggiungere i traguardi sviluppo delle competenze previsti dalle Indicazioni”
Restano irrisolti, almeno per ora, i nodi dell’insegnamento della storia e della geografia: la caduta dell’Impero Romano continuerà a segnare la linea di demarcazione fra il programma della scuola primaria e quello della secondaria di primo grado.
Alla secondaria è rimandato anche lo studio dell’Europa e degli altri continenti, mentre nella scuola dell’infanzia ritornano i “campi di esperienza” degli Orientamenti del 1991.
Sulla decisione di non toccare i contenuti di storia e geografia ha pesato probabilmente il fatto che, ormai, i libri di testo sono impostati secondo le Indicazioni morattiane e un ulteriore cambiamento avrebbe provocato ulteriori difficoltà alle scuole.
Ma, poiché le scuole potranno sperimentare liberamente tutto, non c’è da preoccuparsi: le Indicazioni di Fioroni, almeno per un paio d’anni, rappresenteranno un punto di riferimento importante, ma non un obbligo di legge.
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03.09.07

Permalink 22:52:06, Categorie: Dislessia  

corso FORMA CAMPUS: resoconto prima parte

In questo e nei prossimi post, cercherò di chiarire ciò che ho appreso e/o confermato dell’operare con gli alunni in difficoltà di apprendimento (DSA) nel 3° Corso di Formazione per Operatori nel campo dell’Autonomia per i Dislessici al quale ho partecipato alla fine di agosto.
Permettetemi una breve precisazione su due termini sovente usati:
ABILITA’ => capacità di mettere in atto una serie di azioni messe in sequenza
DISABILITA’=> incapacità a stabilizzare una routine di azioni, l’allenamento quindi non produce gli effetti attesi perché non scatta l’automatismo.
PER IL DISLESSICO NON SCATTA L’AUTOMATISMO!!!!
Poniamoci una domanda! Da che cosa può dipendere la mancata acquisizione dell’abilità?
- prerequisiti di partenza
- esposizione agli stimoli
- frequenza dell’esercizio( il cosiddetto allenamento!).
Purtroppo quando la disabilità non è visibile o identificabile si tende a scambiarla per stanchezza, mancanza di volontà, di impegno, di motivazione.
Le condizioni di partenza ( DSA= di origine neurobiologica, ossia difficoltà di lettura accurata e/o fluente e scarse abilità nella scrittura e nella codifica) impediscono all’esperienza di depositare una traccia e successivamente di rinforzarla. Ma dobbiamo stare attenti a non confondere “abilità” con “intelligenza” ! Noi docenti dobbiamo, qui mi inserisco anch’io!, cambiare prospettiva! Dobbiamo guidare il bambino all’AUTONOMIA e questa è un percorso!
I concetti chiave che hanno guidato il corso per operatori sulla dislessia sono stati
autonomia, intesa come "indipendenza, libertà di pensare e di agire". La lettura e la scrittura, infatti, non servono solo a scuola; sono anche un mezzo, ad esempio, per accedere ad informazioni di interesse personale e per comunicare;
partecipazione, intesa come "il comunicare ad altri" e "il prendere parte”. Ci siamo  resi conto che bisogna stimolare la nascita di un vero e proprio patto tra genitori e figli per favorire un supporto alle reali capacità di questi ragazzi. Risulta dunque opportuno esplicitare con la famiglia e con il team docenti alcuni concetti:

§ bisogna rispettare i tempi di attenzione, di studio e di recupero dei ragazzi con dislessia;

§ bisogna favorire e valorizzare le modalità di apprendimento spontanee dei ragazzi, considerandole delle risorse (ad esempio, se rappresentano le informazioni invece di sottolinearle, tale strategia andrà incentivata);
§ bisogna supportare l'uso degli strumenti informatici e quindi conoscerne il funzionamento e sostituirsi eventualmente ogni tanto nelle attività meccaniche, come, ad esempio, scannerizzare;
§ è importante, come per gli strumenti informatici, la conoscenza della struttura e dell'organizzazione anche del libro cartaceo. Infatti, ha un'enorme importanza, per lo studio, anche tutto ciò che non è specificatamente "testo scritto" come: immagini, parole chiave, box con riferimenti specifici, colori, ecc. (indici testuali);
§ bisogna fornire modalità e strategie che consentano l’apprendimento lungo tutto l’arco della vita
§ è necessario intraprendere un dialogo con la scuola nel reciproco rispetto dei ruoli.
Il coinvolgimento della famiglia è fondamentale nel percorso verso l'autonomia e altrettanto fondamentale è la modalità di relazione che si instaura con i ragazzi. Sono ragazzi intelligenti e il compito del genitore e del docente è di educare nel senso etimologico di "educere" quindi di "tirare fuori" le potenzialità, le capacità, fornendo modalità e strategie che consentano l'apprendimento lungo tutto l'arco della vita e non “mettere dentro” come un serbatoio da riempire!

Spero di essere stata chiara in questa prima parte, vi lascio il tempo di riflettere   su quanto sin qui letto.
Buon inizio di anno scolastico a tutti voi che seguite con costanza e partecipazione  questo blog!!!
A prestissimo
Alessandra

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14.08.07

Permalink 11:39:05, Categorie: Riflessioni - Discussioni  

Pensare positivo...


«La tristezza è un lusso da ricchi»

(Pier Luigi Bersani)

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04.08.07

Permalink 00:37:26, Categorie: Riflessioni - Discussioni, Dislessia  

DALLA REDAZIONE DI JACK FOLLA

Pezzo di Diego Cugia sulla dislessia, trasmesso per radio tre o quattro anni fa, in "Alcatraz” che ho salvato nei miei documenti in quanto riassume la specificità della tematica con semplicità e chiarezza.
Riflettiamo bene e cerchiamo di non creare da un problema tanti altri problemi!!!

JACK - Antonello ha 11 anni e sa di essere diverso dagli altri bambini. Ci mette il doppio del tempo a fare i compiti; leggere è una maratona; un’addizione è un geroglifico da decifrare. Così si perde, lo sconforto lo prende e lo fa sentire stupido. Ma Antonello non è stupido. Anzi. Dovreste spiarlo mentre gioca da solo: usa le mani come burattini e improvvisa un teatro. Ha una fantasia sperticata. E poi parla un italiano da scrittore, usa parole ricercate. Ogni tanto spara una battuta alla Festa Campanile, come quella volta –aveva cinque anni- che una signora gli chiese: “Allora Antonellino, che fai di bello?” E lui: “Be’, mi rompo i coglioncini”. Cinque anni, brothers, e giuro che sapeva quel che diceva. Antonello è diverso dagli altri bambini. Antonello è dislessico. Sapete che cos’è la dislessia, brothers? È un disturbo che rende difficile leggere e scrivere, fare di conto e imparare informazioni in sequenza (come le tabelline). Non è che i dislessici siano meno intelligenti. Imparano eccome, solo che il loro cervello lavora diversamente. Ancora non si sa bene quale sia la causa, se biologica o genetica. Fatto sta che il cervello dei dislessici ha un deficit nell’emisfero della lettura e della scrittura, ma compensa pompando l’altro, quello dell’immaginazione visiva e di altre percezioni. La mia mente prende l’autostrada; quella di Antonello fa il fuoripista, il motocross, i salti. Nel mio cervello l’idea entra vestita di lettere e cammina diritta. Nel cervello di Antonello, l’idea è un’animale fantastico che si infila curiosa in un dedalo di strade; cambia forma, diventa una cometa, danza con altre stelle. Noi vediamo un puntino luminoso, la sua mente gli mostra il cielo. Nessuno meglio dei dislessici sa capire le cose nel loro insieme. Avete presente i sistemi finanziari o scientifici? Loro vanno a intuito e ci azzeccano; noi studiamo e ci perdiamo. Insomma, i dislessici si perdono nelle cose semplici, magari s’incasinano col resto del fornaio, ma ci danno una pista nei ragionamenti complessi. Sono più curiosi della media e hanno un’immaginazione viva. ‘Sentono’ i pensieri come se fossero reali. Sentono doppio, come i genii. E potrebbero dettare 5 lettere contemporaneamente, come Napoleone, mentre ruminava su come invadere la Russia. Einstein, Darwin, Edison, Leonardo da Vinci, Michelangelo, Raffaello, Van Gogh, Picasso, Beethoven, Mozart, Flaubert, Agata Christie, Mark Twain, Lewis Carrol, Walt Disney, Giulio Verne, Napoleone, Giulio Cesare, Roosvelt, Kennedy, Gorge Washington, Churchill. Tutti dislessici. La maggioranza degli scienziati del Massachussetts Institute for Tecnology (il mitico MIT), sono tutti dislessici. I migliori chirurghi sono dislessici. In America gira questa battuta: “Devi farti operare? Accertati che il tuo chirurgo non sappia fare lo spelling!”. Antonello? Sì, tu sei diverso. Tu hai un dono. Avevo un amico all’università, dislessico come te, che per imparare il codice civile se l’era scritto sui foglietti e lo aveva appeso per casa. Non funzionò. Sai perché? Perché faceva opposizione alla sua mente. Lei scalpitava: era una mente da tip tap, da tango, da tamuré, da balli esotici e contorti. Ma lui voleva imporle il ballo del qua qua. Fatti portare dalla tua fantasia, Antonello. Non crederci, se ti fanno sentire tonto perché nei compiti sei lento. Ha ragione tuo fratello: chi umilia i dislessici è un mediocre che si crede speciale mentre è solo una bestia da terza elementare. Spiegalo tu ai professori che hai semplicemente un modo diverso di imparare. Usa la calcolatrice, il registratore, il computer. Usa la tastiera e i programmi di scrittura. Vedrai che ce la fai. Dicono che siate fortissimi con le nuove tecnologie. Tu non ti arrendere, ok? E scrivimi la tua prima e-mail. Da solo. Batti sui tasti la tua frase, scrivimi una cosetta così:

Antonello è diverso, perché è eccezionale. 

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22.07.07

Permalink 09:27:24, Categorie: Riflessioni - Discussioni  

Digital Generation 2.0: ragazzi, scuola, tecnologie

   daLASTAMPA.it - HomeSCUOLA
NEWS del 30/3/2007
 Digital Generation 2.0: ragazzi, scuola, tecnologie
 Le nuove tecnologie non sostituiscono il libro scolastico ma poco a poco lo “affiancano” nella didattica e nell’apprendimento da parte dei ragazzi. E’ così che il libro mantiene la sua importanza ma viene affiancato sempre più dall’uso della rete, con una progressiva integrazione dei contenuti del libro con l’uso di Internet anche per lo studio, soprattutto per le attività di ricerca e di approfondimento.
Wikipedia meglio di una normale enciclopedia? Forse, a sentire i ragazzi; certo è che risulta meno autorevole e rassicurante. È quanto emerge da un’indagine condotta da ACNielsen per conto dell’Osservatorio permanente dei contenuti digitali e BolognaFiere realizzata tramite “focus group” condotti su cinque fasce di utilizzatori di contenuti digitali (dai 13 ai 18enni, oltre a genitori 27-50enni) e presentata oggi, 30 Marzo, a Roma, nell’ambito del seminario “Digital generation 2.0: ragazzi, scuola, tecnologie” a Docet 2007.
Questo è il mondo dei giovanissimi e dei giovani – si tratta dei primi risultati di un’indagine più complessa sugli atteggiamenti e sui comportamenti dei consumatori nei confronti delle nuove tecnologie digitali che verrà presentata il 9 Maggio a Roma -, fortemente connotato da una massiccia presenza di nuove tecnologie. Parliamo di una realtà in cui, per esempio, l’abbonamento a Sky riguarda circa il 22% delle famiglie con figli in età 15-18 anni, il 76% della popolazione possiede un lettore DVD e in cui il 76% degli individui nella fascia 14-18 anni si connette ad internet (da casa o scuola).
Cosa ne emerge? La rete “integra” l’uso del libro ma non lo sostituisce. I processi in atto non conducono però all’esautoramento e alla scomparsa della tradizionale pagina scritta o del libro (di testo e non): danno invece vita a un processo ben più complesso. I colloqui condotti da esperti e psicologi, sembrano, infatti, tracciare le linee di un cambiamento più articolato in cui si passa da percorsi di apprendimento di tipo lineare – da un’unità didattica a quella successiva, da un capitolo a quello seguente, ecc. – ad altri di tipo ipertestuale e combinatorio, in cui su un certo argomento le pagine di un libro convivono (“con pari dignità” nel vissuto dei giovani, ma anche in quello dei loro genitori) con tutto quanto può essere trovato in rete utilizzando i numerosi motori di ricerca. Non solo: è ormai prassi comune che tutto quanto trovato venga scaricato, utilizzato per approfondire o integrare quanto disponibile su carta, sia rielaborato all’interno di percorsi personali, spesso senza porsi assolutamente il problema della titolarità dei diritti.
L’apprendimento da lineare passa ad essere trasversale e combinatorio. Si stanno modificando quindi i processi con cui finora la scuola e l’università hanno strutturato la didattica, con cui i docenti hanno imparato ad insegnare, con cui i genitori hanno seguito i loro figli nei compiti a casa.
Processi che se da un lato possono esaltare le capacità dei ragazzi di fare confronti, prendendo in esame, in parallelo, fonti e contenuti diversi, fornire loro l’opportunità di accedere e gestire grandi quantità di informazioni - fino ad oggi disponibili solo nelle maggiori biblioteche -, dall’altro possono introdurre meccanismi “ansiogeni”, causati dalla difficoltà di districarsi da soli senza guida nella enorme mole di dati e informazioni disponibili, e anche dar luogo a fenomeni di digital divide, in cui chi dispone di accesso alla rete e di conoscenze più approfondite sull’utilizzo delle tecnologie è avvantaggiato anche da un punto di vista informativo e culturale.
E voi, cosa ne pensate?
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16.07.07

Web 2.0

Un chiarimento! Ma che cos’è il web 2.0?

Web 2.0

Il Web 2.0 (o Internet 2.0) è un termine usato per indicare un generico stato di evoluzione di Internet e in particolare del World Wide Web.
Web 2.0: ovvero l'uso di blog, di sistemi wiki, del social network per creare un circuito, una comunità di insegnamento e apprendimento. Quelle che fino allo scorso anno abbiamo chiamato comunità di pratica, insomma.
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12.07.07

Permalink 22:27:11, Categorie: Formazione docenti, Dislessia  

Forma Campus per Operatori nel campo dell'autonomia per i dislessici

Diffondo questa informativa ad ogni collega che possa essere interessato/a all’iniziativa che si terrà a Bolzano dal 23 al 26 agosto 2007.

Dal canto mio hanno accettato, dietro presentazione del curriculum vitae et studiorum, la mia richiesta di iscrizione.

L'iniziativa è  promossa da Canalescuola Soc. Coop. in collaborazione con il Dipartimento della Formazione dell’Università di San Marino, l'Istituto Pedagogico italiano Provincia Autonoma di Bolzano, l'Intendenza scolastica italiana Provincia Autonoma Bolzano e
Anastasis Soc. Coop.
Di cosa si tratta?
Il Corso di Formazione per Operatori nel campo dell’Autonomia per i Dislessici ha lo scopo di formare operatori esperti nell’utilizzo delle metodologie e delle tecnologie di ausilio alla letto-scrittura per il recupero della dislessia.
A chi è rivolto?
Il corso è aperto a n°20 corsisti, selezionati tra insegnanti, logopedisti, psicologi, esperti di tecnologie per la didattica, educatori, in base al curriculum degli studi e delle esperienze professionali o di studio/ricerca specifiche nell’ambito dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA).
Le iscrizioni sono aperte fino a sabato 11 agosto 2007
Calendario e Contenuti del Corso
Il Corso prevede 22 ore di formazione di cui 4 ore di teoria (D.S.A.), 14 ore di attività teorico/pratiche (utilizzo dei software e dei sistemi sostitutivi ausiliari alla letto-scrittura e apprendimento delle metodologie didattiche a ciò mirate), 4 ore di attività programmatica per organizzare interventi nella propria area d’interesse in collaborazione con Canalescuola Soc. Coop. (opzionale) .
Orario delle lezioni: 9-12 e 14.00-17.00
Per partecipare al Forma Campus e per ulteriori dettagli:
http://www.canalescuola.it/forma-campus.html
info@canalescuola.it
Arrivederci a Bolzano! ;-)
Alessandra
   

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09.07.07

Permalink 21:07:18, Categorie: Riflessioni - Discussioni, Dislessia  

Dal forum della dislessia.org

Padre e figlio stanno passeggiando nella foresta.
A un certo punto il bambino inciampa e cade. Il forte dolore lo fa gridare: "Ahhhhh!". Con sua massima sorpresa, ode una voce tornare dalla montagna: "Ahhhhh!".
Pieno di curiosità, grida: "Chi sei?" ma l'unica risposta che riceve è: "Chi sei?". Questo lo fa arrabbiare, così grida: "Sei solo un codardo!" e la voce risponde: "Sei solo un codardo! "
Perplesso, guarda suo padre e gli chiede cosa stesse succedendo.
E il padre gli risponde: "Sta' a vedere, figliolo!", e poi urla: "Ti voglio bene!" e la voce gli risponde: "Ti voglio bene!". Poi urla "Sei fantastico!" e la voce risponde: "Sei fantastico! "
Il bambino era sorpreso, ma ancora non riusciva a capire cosa stesse succedendo.
Così suo padre gli spiegò: "La gente lo chiama 'eco', ma in verità si tratta della vita stessa. La vita ti ridà sempre ciò che tu le dai: è uno specchio delle tue proprie azioni. Vuoi amore? Dalle amore! Vuoi più gentilezza? Dalle più gentilezza. Vuoi comprensione e rispetto? Offrili tu stesso. Se desideri che la gente sia paziente e rispettosa nei tuoi confronti, sii tu per primo paziente e rispettoso. Ricorda, figlio mio: questa legge di natura si applica a ogni aspetto delle nostre vite.

"Nel bene e nel male, si riceve sempre ciò che si dà: ciò che ci accade non sono buona o cattiva sorte, bensì lo specchio delle nostre azioni."

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01.07.07

Permalink 21:46:21, Categorie: Dislessia  

Segnalazione libro

Essendo referente alla dislessia nel Circolo Didattico  e avendo a cuore per vari motivi, che ora non mi dilungo ad esporre, tale tematica, navigo sempre alla ricerca di notizie e aggiornamenti.

Ho conosciuto tramite il forum dislessia.org la D.ssa Rossella Grenci, logopedista presso l'Azienda ospedaliera San Carlo di Potenza, docente presso il Corso di Laurea di Logopedia dell'Università Cattolica di Roma. E' una valente scrittrice ed ha pubblicato diversi lavori sulla dislessia; le opere che desidero segnalare a voi colleghe sono: Capire per imparare, Le aquile sono nate per volare, Filastrocche sui gruppi consonantici, Storie di normale dislessia e La dislessia dalla A alla Z.
Personalmente sono concentrata su Le aquile sono nate per volare - Il genio creativo nei bambini dislessici  Ed. La meridiana. Ecco un breve estratto:
 "L'apprendimento deve tener conto dell'universo percettivo del bambino, per fornirgli una base da cui possa partire per un futuro apprendimento fatto di nozioni astratte… Generalmente, quando un individuo impara, capisce circa il 15% di ciò che sente o vede. Quando viene data l'opportunità di discutere l'informazione, la comprensione sale al 40%. Ma è solo attraverso l'esperienza pratica e diretta che la comprensione arriva all'80%. Il massimo (90%) viene raggiunto solo quando a questo individuo viene data l'opportunità di insegnare agli altri ciò che ha imparato. Inoltre, per essere memorizzate le informazioni, è necessario che ci sia una connessione di tipo emotivo, cioè che ciò che si è imparato abbia un connotato emotivo. Ancora una volta le ricerche supportano i modelli di pensiero: nel momento che si è andato ad indagare su come impara il cervello e come immagazzina le informazioni, si è visto che alcuni approcci educativi accrescono tali processi. Gli scienziati asseriscono che l'intelligenza (quindi l'apprendimento) è in funzione dell'esperienza e che gli elementi di base del pensiero richiedono esperienze vissute… Purtroppo i sistemi educativi americani, come già faceva notare Gardner, e non di meno quelli italiani, anche se a parole esaltano obiettivi come quello del "comprendere" o della "conoscenza approfondita", di fatto si oppongono al loro perseguimento. Infine, si ricordi che molti ragazzi che apprendono "diversamente" hanno bisogno dell'esperienza concreta. Le attività pratiche dovrebbero essere inserite nel curriculum scolastico e perfino diventarne parte integrante… C'erano una volta degli animali che decisero di fare qualcosa di eroico per conoscere i problemi del "nuovo mondo". Così organizzarono una scuola. Adottarono un programma di studi che comprendeva: la corsa, l'arrampicata, il nuoto ed il volo. Ogni animale praticò tutte le materie. L'anatra eccelleva nel nuoto; di fatto era migliore del suo istruttore e passò di grado nel volo. Però era molto scarsa nella corsa. Poiché era così lenta nel correre, doveva rimanere al doposcuola. Doveva anche sacrificare il nuoto per avere il tempo di esercitarsi nella corsa. Si esercitò fino a quando le sue zampe si sfinirono e la sua prestazione nel nuoto divenne mediocre. Comunque la sua media a scuola era accettabile, così che nessuno si potesse preoccupare a tal proposito, eccetto l'anatra stessa. Il coniglio era in cima alla classifica nella corsa, ma ebbe un esaurimento nervoso a causa di così tanto lavoro nel nuoto. Lo scoiattolo era eccellente nell'arrampicata, fino a che ebbe una delusione nel volo, perché il suo insegnante lo faceva partire da terra per poi salire su, anziché dalla cima dell'albero a scendere giù. L'aquila era un bambino con problemi e fu educata severamente. Nella classifica dell'arrampicata batté tutti gli altri in cima all'albero, ma continuò ad usare il suo stile per ottenere miglioramenti nelle altre materie. Alla fine dell'anno un'enorme anguilla, che sapeva nuotare in modo straordinario, sapeva correre, arrampicarsi e un po' volare, ebbe la più alta media. In realtà gli animali non erano riusciti a mettersi d'accordo su quale fosse la materia più importante, perciò avevano deciso che tutti gli studenti avrebbero seguito lo stesso programma. Gli animali non ebbero più la possibilità di brillare nelle discipline di cui erano esperti, perché furono tutti costretti a fare delle cose che non rispettavano la loro natura individuale. Quanti di noi, come l'anatra, che era eccellente nel nuoto ed andava bene in volo, trascorrono una vita intera a correre, massacrando i piedi e trascurando le proprie reali doti!"
Consiglio a voi tutti un'attenta lettura di tale opera in quanto oltre a molte riflessioni, propone un approccio positivo, di tipo multisensoriale, al bambino dislessico valido sia in ambito pedagogico sia riabilitativo. Inoltre sono vari gli spunti pratici per stimolarne le abilità. Una curiosità è data da una griglia nella quale vengono citati personaggi illustri del passato e del presente, ritenute o accertate come dislessiche per dimostrare la genialità e le potenzialità dei dislessici.
Spero con questo post di aver suscitato in voi il desiderio di sapere e il desiderio di conoscere!!!
Ciao! Alessandra

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24.06.07

Una testa ben fatta...

In attesa dell'autorizzazione del prof Di Mauro, potremmo intavolare un'altra discussione su una frase del libro di Edgar Morin "La testa ben fatta"....
La prima finalità dell'insegnamento è stata formulata da Montaigne:
é meglio una testa ben fatta che una testa ben piena.
Che ne dite  ? Sempre che ci sia qualcuno pronto ad iniziare la discussione in questo fine giugno !!!
Alessandra... in ferie

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21.06.07

INVITO A PARLARE DI...

Invito la gentile collega Cristina, insegnante di scuola primaria presso il convitto nazionale Giordano Bruno di Maddaloni-CE (consiglio a tutti voi di visitare il suo spazio http://blog.scuolaer.it/maestra_cristina),  conosciuta  tramite la piattaforma INDIRE-FORM di cui faccio parte, a parlare del corso di formazione,  gestito dal Prof. Mario Di MAURO, "Io ho capito e tu...? - Il bambino e i suoi modi dell'apprendere tra processo educativo e sviluppo personale dandoci alcuni input su cui riflettere,  ringraziandola per il suo contributo in Commenti in questo blog!!!

Anche se l'attività scolastica sta per concludersi, potremo "vederci", ogni tanto, ancora qui ...

 a tutti i colleghi che mi hanno affiancata, seguita  e... sopportata non solo nell'ambito scolastico reale ma anche in quello virtuale.
Un affettuoso abbraccio
Alessandra
    

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09.06.07

BASTA con la MANO ALZATA...

Ho intercettato    questo articolo sul sito di Repubblica:


http://www.repubblica.it/2006/a/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuoleuk/alzata-di-mano/alzata-di-mano.html

Ecco il titolo, occhiello e sottotitolo dell'articolo:

La circolare del ministero dell'Istruzione britannico agli insegnanti. "Per rispondere alla maestra meglio avere trenta secondi di tempo". Basta con la mano

alzata in classe "Penalizza gli scolari timidi"

La decisione nasce dopo uno studio che dimostra come alcuni studenti restino indietro a scuola perché non hanno il coraggio di farsi avanti.

Personalmente sono abbastanza d'accordo su questa obiezione. Sovente, invito gli alunni ad evitare di alzare la mano quando altri sono interrogati e di

aspettare l'eventuale invito del docente perche' i ragazzi meritano di avere il tempo (reale e psicologico) per riflettere con tranquillita'.

Aspetto i  commenti di quanti vorranno partecipare a questa riflessione al fine di condividere  metodologie e/o strategie.

Alessandra Chiaretta
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07.05.07

Permalink 11:44:55, Categorie: Formazione docenti  

Autorità/autorevolezza/meritocrazia

Riprendo alcuni stralci dell’articolo di Marcello Veneziani, pubblicato sabato 5 maggio 2007 su Libero, per aprire una nostra riflessione.

“… Don Milani sognava una scuola non dei ricchi ma di tutti, con il professore uguale ai suoi alunni, dialogante, senza bocciature e senza autorità, perché  l’obbedienza non è una virtù”.
Nobili intenzioni, ma spostiamoci sugli effetti. La scuola di oggi fa assai più schifo della scuola di allora; la scuola che non premia i meriti e le capacità, che non seleziona e non è fondata sull’ autorevolezza del docente, prepara sempre meno alla vita, non educa, non migliora; non produce alunni più liberi ed uguali ma più bulli e prepotenti...
I seguaci di Don Dilani chiesero di abolire i grembiuli, ritenuti strumenti di oppressione e di irregimentazione; e così sono risaltate le differenze di classe tra i figli griffati della classe agiata e i poveracci di borgata...
La fine delle bocciature ha coinciso con la fine della meritocrazia, così si va avanti più di ieri per affiliazione, se si è figli o protetti dai potenti...
La scuola senza educazione, tradizione e meritocrazia non ha più un ruolo…”

I punti di discussione sono:
  • Differenza tra autorità e autorevolezza
  • Uso del grembiule: si/no
  • Validità o non validità della meritocrazia
A voi la parola!
Alessandra

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05.05.07

Permalink 21:07:00, Categorie: Formazione docenti  

Rapporto tra insegnamento e comunicazione = buon insegnante

Stimolo nuovamente la discussione sul buon insegnante dato che tale tematica ha avuto diversi commenti e deve far riflettere tutti noi!!

Un buon insegnante deve avere doti comunicative che ritengo siano anche più importanti della competenza disciplinare: il docente migliore non é quello che sa tutto, ma colui che, pur non sapendo tutto, è capace di suscitare nei propri alunni la curiosità, l’ interesse, lo spirito investigativo, spingendoli ad approfondire per proprio conto.
Deve essere sensibile allo stato psicologico degli alunni, deve essere capace di stimolare e/o risvegliare l'attenzione della classe, con sistemi diversi: suscitando una discussione, portando il discorso su argomenti di sicuro effetto, drammatizzando e/o sdrammatizzando eventuali problemi, creando aspettative, rivolgendo stimolazioni personalizzate a questo o quell'alunno. L’ insegnante è comunicativo nella misura in cui si esprime anche affettivamente, dimostrando di provare emozioni e di non porsi solo sul piano cognitivo.
E’ un ruolo impossibile o si può fare qualcosa?  

A mio giudizio, il rapporto tra insegnamento e comunicazione deve diventare centrale nella formazione dei docenti e, soprattutto, la qualità della comunicazione scolastica non può basarsi, in una prospettiva individualistica, sulle "capacità" dei singoli docenti, bensì in primo luogo sul contesto relazionale, ossia sulla capacità dell'organizzazione scolastica di realizzare una buona relazionalità interna ed esterna.
Ritengo a questo punto che la figura e il ruolo del Dirigente scolastico sia di rilevanza basilare per l’ attuazione di tale relazionalità.

Cosa ne pensate?
Vi aspetto!
Alessandra

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02.05.07

Permalink 21:29:25, Categorie: Formazione docenti  

L'insegnante efficace

Proseguiamo la discussione su un valido elaborato di Marino Zanchin, insegnante specializzato per l'attività di sostegno nella scuola secondaria, inerente l' INSEGNANTE EFFICACE.
Zanchin  prende in esame gli studi di Maslow, Rogers e Gordon.
Oggi pomeriggio, abbiamo visionato e discusso  tale tematica tramite una presentazione da me predisposta. 
Rimango in attesa di una libera espressione da voi tutti ;-)

Alessandra

Numerosi studi, anche di diversa matrice, hanno dimostrato come la creazione di un’atmosfera socio-affettiva favorevole nella classe sia una dimensione essenziale dell’apprendimento individuale.
Un interessante contributo per la realizzazione di un miglior clima di classe viene offerto dall’applicazione del metodo di Gordon, che integra il pensiero di Maslow e di Rogers.

Maslow

Charles Maslow si è interessato della “psicologia della salute” come integrazione della “psicologia della malattia”.
Ha cercato cioè di osservare attentamente le personalità sane e completamente realizzate, suggerendo il modo per non entrare nella malattia, e per sviluppare aspetti positivi della personalità. Egli, quindi, privilegia la prevenzione. Secondo Maslow, l’uomo è di natura buona, così come sono buoni i suoi bisogni fondamentali, i suoi sentimenti, le sue capacità. Il male è la trazione alla frustrazione delle esigenze positive verso la realizzazione. Sottolinea inoltre che l’uomo ha una evoluzione individuale che inizia nei primi anni di vita e non ha mai termine. La concezione dell’uomo che ne deriva è senza dubbio ottimistica: un approccio al bambino in “positivo” facilitando la sua “natura buona” creando attorno a lui un clima di fiducia e libertà.
L’insegnante, per una sana crescita, deve favorire nei propri alunni alcune qualità:
-          la percezione realistica degli individui e dell’ambiente;
-          l’accettazione di sé, degli altri, della natura;
-          la spontaneità, la sincerità e la naturalezza;
-          la capacità di individuare e risolvere i problemi;
-          godimento della compagnia degli altri, ma anche della solitudine;
-          autonomia e indipendenza;
-          capacità di cogliere aspetti nuovi nella realtà;
-          carattere democratico, equilibrio morale;
-          umorismo, creatività, originalità;
-          capacità di vivere intensamente ogni esperienza.
Maslow ha scoperto che queste qualità si riscontrano nelle persone autorealizzate, che hanno cioè soddisfatto ad ogni livello i loro “bisogni”. Quando i bisogni non sono soddisfatti le persone avranno problemi di crescita e di sviluppo personale.
La gerarchia dei bisogni di Maslow è :
-          bisogno di sopravvivenza
-          bisogno di sicurezza
-          bisogni sociali:
 
a)       bisogno di appartenenza
b)       bisogno di accettazione
c)       bisogno di affetto e di amore
d)       bisogno di intimità
e)       bisogni di stima e successo
f)        bisogni di autorealizzazione
g)       bisogni cognitivi ed estetici (conoscere e capire e bisogni di bellezza sono nella cultura di tutti)
I bisogni sono organizzati gerarchicamente secondo un criterio di priorità e di forza.
Un grande vantaggio che la teoria di Maslow ci offre è quello di fornirci un fondamento logico per guardare le persone “problematiche” semplicemente come persone con bisogni insoddisfatti, senza per questo doverle giudicare “cattive” o “pericolose”. Dalle formulazione teoriche e dalle ricerche di Maslow ci si pone l’interrogativo di come genitori ed insegnanti debbano porsi in relazione con il ragazzo per aiutarlo a crescere sano. Una risposta a questo interrogativo ci viene da Carl Rogers.

Rogers

Lo studioso pone al centro di tutto il processo educativo la relazione fra insegnante e allievo, fondata su stima e rispetto reciproci; in questa ottica l’insegnante deve saper essere autentico e l’allievo deve sentirsi in ogni momento accettato e amato. 
E’ importante che l’apprendimento si attui in un clima di libertà, che sia significativo, automotivato e basato sull’esperienza. Per Rogers l’insegnate non deve essere un pozzo di sapere ma deve essere in grado di stabilire un rapporto efficace con gli studenti. Deve essere genuino, essere cioè se stesso, in grado di esprimere i propri sentimenti positivi o negativi; deve avere stima delle capacità dell’alunno; deve avere comprensione, empatia, riuscendo cioè a capire ciò che prova lo studente, senza valutare o giudicare.
Afferma inoltre che tutta la vita è apprendimento e che l’insegnate è un facilitatore dell’apprendimento. L’insegnante sarà un facilitatore se diventerà membro del gruppo classe, se stabilirà un clima di fiducia e se mette a disposizione degli alunni le sue capacità e conoscenze. L’insegnante dovrà inoltre essere autentico, riconoscere i propri limiti e partecipare a livello emozionale alla vita della scolaresca. In qualsiasi situazione della vita è fondamentale riuscire a stabilire un autentico rapporto interpersonale e a tal fine è importante saper ascoltare”.

IL METODO INTEGRATO: Gordon

Thomas Gordon propone alcune metodologie utili per impostare un’efficace relazione fra insegnante e allievo e fra gli allievi stessi.
Sottolinea il fatto che generalmente gli adulti controllano ogni azione del ragazzo favorendone spesso la dipendenza anziché l’autonomia. Questo perché non sono stati abituati a trovare una soluzione agli inevitabili conflitti senza che ne escano vincitori o vinti. La scuola da parte sua può diventare fonte di frustrazione sia per l’insegnante che per l’alunno: spesso il primo si sente frustrato perché gli alunni sono svogliati e disattenti, i secondi diventano degli stressati perché obbligati ad andare a scuola.
L’insegnante che tenta di dimostrarsi come una persona che sa tutto, senza difetti e che non sbaglia mai, sarà sempre in continua tensione, specialmente per mantenere la disciplina. Gordon sostiene, come Rogers, che l’insegnante dovrebbe tenere un atteggiamento genuino, autentico, esprimendo i propri sentimenti positivi e negativi. Dovrebbe, inoltre, accettare l’alunno per quello che è, facendogli sentire che gli viene data la massima fiducia senza criticarlo o correggerlo continuamente. Dovrebbe entrare in un rapporto di empatia con l’alunno trovando strategie per una migliore comunicazione.
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30.04.07

Permalink 23:44:29, Categorie: Formazione docenti  

Un buon insegnante...

Per i miei corsisti, docenti neoassunti del corso ITC Boselli di Savona, e non solo... propongo la descrizione di " un buon insegnante" di alcuni alunni di tredici anni (citata da Thomas Gordon) alfine che possano riflettere sul loro attuale e futuro operare (tratto da una ricerca della Hay McBer commissionata dal Ministero inglese dell’Istruzione e del Lavoro).

Un buon insegnante…

è gentile,
è generoso,
ti ascolta,
ti incoraggia,
ha fede in te,
sa mantenere il segreto,
ama insegnare ai ragazzi,
ama le materie che insegna,
impiega tutto il tempo necessario per spiegarti le cose,
ti aiuta quando sei in difficoltà,
ti dice come vai,
ti lascia parlare,
non ti trascura,
tiene conto delle tue opinioni,
ti fa sentire bravo,
tratta tutti in modo giusto,
ti difende,
ti dà credito,
dice la verità,
sa perdonare.

Rimango in attesa dei Vs. commenti
Alessandra ;-)

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18.04.07

Permalink 21:46:52, Categorie: Formazione docenti  

6° incontro: Micromondi e qualche trucco

Nella prima parte del pomeriggio, abbiamo "spolverato" e, presentato per i nuovi docenti del Circolo, il programma MICROMONDI in quanto piacevole e di facile intuizione per i bambini.  Inoltre, favorisce una "libera espressione" di progetti personali e/o di piccolo gruppo.

MICROMONDI è una versione ipermediale di LOGO, che integra la grafica della tartaruga in un ambiente ricco di altre potenzialità: disegno, animazioni, progetti multimediali.Con MICROMONDI è possibile inserire nelle pagine, accanto alla grafica della tartaruga e ai testi, una grande varietà di "oggetti" multimediali:

  • "sprites"animati (di cui è fornito un vasto repertorio)

    sprites animati

  • illustrazioni bitmap (importate o realizzate con gli strumenti grafici presenti nell'ambiente stesso)

    strumenti di disegno

  • suoni registrati
  • file midi
  • file video Quicktime o AVI
  • dispositivi d'interfaccia (pulsanti, controlli a scorrimento)

    schermata

    il cui comportamento è programmabile in LOGO.
    L'utente dispone così di una specie di "scrivania multimediale" programmabile con cui realizzare semplici simulazioni animate, inventare storie...

La seconda parte è stata dedicata a presentarvi alcuni trucchetti che alleghiamo qui come promemoria e invitiamo tutti a provare.

Come sempre, vi esortiamo a "smanettare", non succede nulla se si sbaglia!
L' importante è fare, piuttosto che non fare!!

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12.04.07

Permalink 23:02:48, Categorie: Formazione docenti  

Movie Maker

Durante il quinto incontro abbiamo presentato Windows Movie Maker: un software che ci permette di  creare con facilità filmati, organizzare  foto di classe...
La versione di Microsoft Windows Movie Maker utilizzata nell'esempio fa parte di Windows XP Service Pack 2.

Per accedere clicchiamo su STAR - Tutti i programmi - Accessori - Windows Movie Maker
Buon divertimento!
Alessandra e Laura
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02.04.07

Permalink 21:52:22, Categorie: Formazione docenti  

5° incontro - BLOG: aspetti pedagogici e suo utilizzo

Il WeBlog o Blog permette di creare un sito in maniera facile ed immediata consentendo a tutti di pubblicare storie, informazioni e opinioni in maniera completamente autonoma.
Un WeBlog, pertanto, è un log, vale a dire un diario, scritto da una o più persone, e pubblicato sul Web in successione cronologica con i messaggi (post) più recenti posizionati più in alto rispetto a quelli meno recenti; man mano che i nuovi messaggi vengono aggiunti al Blog, i post meno recenti scendono sempre più giù in fondo alla pagina per poi essere archiviati. Per aprire un Blog non è necessario possedere particolari competenze tecniche: basta semplicemente saper scrivere al computer e, nel caso si intenda accompagnare il testo con delle foto, saper navigare tra le cartelle del proprio computer alla ricerca di immagini da selezionare per la pubblicazione.
 Da quanto detto sinora il Blog è un prodotto basato essenzialmente su contenuti scritti, magari accompagnati da immagini.
Curiosità ed altre informazioni
1.     Un blog è personale e pubblico allo stesso tempo: personale perchè è gestito dal proprietario come meglio crede, pubblico nel senso che possono leggerlo tutti.
2.     Su un blog si può pubblicare quello che pare.
3.     Un blog è facile da usare, non necessita di competenze tecniche particolari.
4.     Tutte le pubblicazioni, chiamate post, vengono etichettate con la data e l'orario di inserimento e visualizzate in ordine cronologico inverso cioè dal più nuovo al più vecchio.
5.     Un blog mantiene l'archivio storico facilmente accessibile di tutto quello che viene pubblicato.
6.     Chi legge può lasciare commenti a quello che è stato scritto, in alcuni casi solo dopo essersi registrato.
7.     Aprire un blog è gratuito.
8.     Un blog permette di avere un'identità alternativa.
9.     È possibile aggiornare il blog da qualsiasi parte del mondo, è sufficiente avere a disposizione un accesso ad internet.
10.Alcune piattaforme di blogging (ad esempio WordPress) permettono di pubblicare post via e-mail.
11.Esistono blog, denominati moblog, che sono accessibili o utilizzabili con un telefono cellulare. In casi come questi, si tratta quasi sempre di servizi a pagamento.
12. Io trovo il web 2.0 la nuova frontiera per supportare la didattica in presenza attraverso le nuove tecnologie ed in particolare la rete internet. Una serie di soluzioni flessibili, gratuite e semplici da utilizzare per i docenti che vogliono aumentare gli strumenti in proprio possesso per aiutare gli allievi ad apprendere.
13. La scelta del font
14. I font rappresentano una caratteristica di notevole impatto per il lettore delle nostre pagine. Hanno due valori importanti: la leggibilità e il valore emotivo: (serietà, professionalità, simpatia o esuberanza).
15. La scelta del font deve essere un giusto mix tra: il proprio gusto, le esigenze di comunicazione e la chiarezza e la leggibilità della pagina.
16. Alcuni semplici consigli:
17. - Scegliere al massimo due font, uno per i titoli: uno per il corpo del testo. Più di 2 caratteri in genere creano confusione.
18. - Non scrivere con caratteri inferiori ai 10 pt, l'ideale è tra i 10 e i 14 pt, uno o due corpi di più per i titoli.
19. Per la scrittura a video
20. - Preferire i caratteri che vengono letti da ogni browser: arial, times, courier, helvetica, verdana. Se volete usare caratteri particolari, soprattutto per i titoli, fatene delle immagini.
21. Per ulteriori approfondimenti vi consiglio il sito: http://www.mestierediscrivere.com/testi/font.htm
Clicca su
    Scheda edidablog Chiaretta (per avere spunti educativo-didattici)
-     Obiettivi formativi e didattici
-     Glossario + step per Creare un blog
Ci vediamo all'ultimo incontro (non in calendario e su Vs. richiesta) il 16 aprile ore 17-19, concludendo poi il percorso formativo con una bella pizza!
In attesa dei vs. commenti, ciao ciao
Alessandra e Laura
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Permalink 21:11:52, Categorie: Formazione docenti  

4° incontro: aspetti pedagogici della videoscrittura e campi modulo.

Uno strumento quale il computer risulta essere un valore aggiunto nell'apprendimento della lettura e della scrittura , già a partire dalla scuola dell'infanzia. Si deve inserire in un contesto culturale in cui precisare il bambino come soggetto che impara e la natura dei processi di apprendimento . E' utile ricordare le ricerche di E. Ferreiro , A. Teberosky e C. Pontecorvo su tutti i media ( non solo televisione e computer , ma stampa , cartelli pubblicitari , segnaletica ...) e su come i bambini attivino schemi anticipatori che consentiranno loro di leggere e scrivere anche prima di acquisire realmente queste competenze.
L'ambiente che li circonda è ricco di fenomeni che stimolano il processo di ricerca di significati senza che essi abbiano il codice per decifrare la comunicazione scritta.
L'attenzione del bambino si rivolge alla lingua scritta non come veicolo di comunicazione, ma come oggetto di particolare attenzione per due aspetti:
-la struttura ( creando regole per differenziare ciò che scritto e ciò che non lo è )
-la funzione ( anticipando il significato e interpretando il contenuto).
Risulta dunque molto importante che la scuola dell'infanzia crei le basi per la conoscenza della lingua scritta predisponendo le cose da leggere e scrivere, gli oggetti per leggere e scrivere e il contesto in cui tutto ciò avvenga.
L'applicazione di programmi di video scrittura che possono integrare immagini suoni e testi durante nell'apprendimento della lettura e scrittura consente di :
 
-manipolare attraverso le potenzialità della tecnologia informatica le informazioni
-abbinare il computer ad altre tecnologie o altri computer permettendo forme di apprendimento collaborativo
-adattarsi alle abilità e disabilità dell'utente
-compensare le funzioni ( del disabile o del bambino in età prescolare)
-creare motivazione , favorendo l'autostima
-sviluppare competenze metacognitive . Il bambino può prendere coscienza dei propri processi cognitivi e riflettere sulle modalità di sviluppo degli stessi.
Può prendere coscienza dei propri errori grazie all'immediatezza del feed back positivo o negativo.
-rendere concreti contenuti difficilmente comprensibili o esperibili ( es. concetti astratti ).
Clicca per lo schema/prospetto dei CAMPI MODULO  e la presentazione visionata su SCRIVERE E VIDEOSCRIVERE.
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26.03.07

Permalink 14:50:40, Categorie: Formazione docenti  

CONFRONTIAMOCI...

Il  5 marzo ogni classe del Circolo ha avuto modo di confrontarsi con le reali problematiche e necessità esistenti o latenti nelle proprie classi.

Nel gruppo delle classi terze sono emersi i seguenti punti:

-         valutazione in itinere del percorso didattico - Si è pensato sentiti anche tramite i massmedia le “intolleranze valutative” e per non creare false aspettative da parte delle famiglie di non dare di norma le valutazioni riportate nella scheda quadrimestrale bensì giudizi come esecuzione lavoro sì - in parte - no o un bene-bravo e per rinforzare la gratificazione e l’autostima un campione o campionessa…

-        nota nel diario - Le insegnanti ritengono che sia più producente un accordo, uno scambio relazionale, a inizio d’anno, con le famiglie sulle modalità di conduzione della classe e una necessità di condivisione con tutto il team dei comportamenti problematici ossia prevedere un contratto formativo nel quale specificare  il ruolo, le funzioni e le responsabilità  dei docenti, degli alunni e,soprattutto dei genitori i quali svolgono un’azione di primaria importanza sul piano educativo, formativo e sul piano dell’istruzione.   Senza il completo coinvolgimento delle famiglie la scuola non può conseguire le proprie finalità educativo-didattiche; è necessario infatti che l’ambiente familiare trasmetta ai figli l’importanza della scuola, dell’impegno personale necessario per raggiungere qualsiasi obiettivo, oltre che l’esempio della responsabilità e della coerenza.

-         Le insegnanti presenti sono soddisfatte di essersi riunite e confrontate e ritengono che questo blog possa dar voce a tutti gli insegnanti del Circolo che desiderano condividere gli incontri di team.

Dal confronto e dallo scambio per una scuola di valori, con noi docenti che crediamo nel nostro lavoro.

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26.02.07

Permalink 22:37:13, Categorie: Formazione docenti  

SECONDO INCONTRO FORMAZIONE: realizzazione di ipermedia con Power Point

L'ipermedia e la sua valenza pedagogica  
Oltre alla visione di alcune esperienze con l'utilizzo di Power Point, abbiamo osservato che un buon prodotto è dato da un'adeguata progettazione e risulta molto importante una particolare attenzione alla veste iconica, sonora, di formattazione per facilitare la personalizzazione dell’apprendimento.
Ecco
qui i punti sui quali ci siamo soffermati oggi.

Per chi desiderasse "smanettare"  , e approfondire tale tematica, alleghiamo gli step utili per creare ipermedia con Power Point e il link al sito della carissima amica Alina Savioli inerente l'animazione.
In attesa dei vostri commenti
Alessandra e Laura

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05.02.07

Permalink 22:19:56, Categorie: Formazione docenti  

PRIMO INCONTRO FORMAZIONE: freesoftware e Menu Coccinella

Oggi pomeriggio dalle ore 17 alle ore 19 in Viale Europa si è tenuto il primo incontro di formazione per il personale docente del Circolo .
Temi trattati che potete scaricare e nuovamente approfondire facendo un semplice clic sul collegamento di interesse:

Speriamo  che questo primo incontro sia stato utile ed efficace per la vostra crescita professionale; anche noi in qualità di tutor, apprendiamo tramite i corsi sempre qualcosa  di nuovo  
Se avete dubbi o altro  potete lasciare commenti e vi risponderemo.
Attendiamo fiduciose
Alessandra e Laura

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04.02.07

Permalink 09:49:03, Categorie: Formazione docenti  

LA SCUOLA DEL FARE

Tra breve inizierà il corso di formazione rivolto ai docenti del Circolo didattico di Pietra Ligure, formatrici la collega ins. Laura Zocco e la sottoscritta Alessandra Chiaretta, inerente tra l’altro la progettazione e realizzazione di un blog didattico.
Chiaretta's blog è un blog di appoggio che ho aperto per far provare amici e docenti a lavorare con questa piattaforma.


Per iniziare a riflettere su tale nuovo strumento di comunicazione, vi inserisco le motivazioni per cui mi ero avvicinata al blog ( da esperienze nascono altre esperienze!!!).
 
 "L'apprendimento, come sostiene J.Bruner, è, tra l'altro, un processo interattivo in cui le persone imparano l'una dall'altra, e non solo attraverso il narrare e il mostrare; è nella natura delle culture umane formare comunità in cui l'apprendimento è frutto di uno scambio reciproco ". 
 Ecco il "perchè" di questo spazio!
Uno spazio per:
·         condividere  
·         collaborare e cooperare a un progetto di apprendimento
·         mantenere i contatti con gli studenti assenti (per malattia, ad esempio)  
·         continuare il dialogo educativo con i propri alunni anche oltre il normale orario di lezione  
·         fornire lezioni, compiti e comunicazioni agli allievi;  
·         moltiplicare le possibilità di accesso a materiali di particolare importanza, attraverso appositi link;  
·         sperimentare un uso meno passivo della rete
·         potenziare l’interazione della classe anche attraverso commenti on line
·         scoprire la dimensione meno istituzionale ed ingessata del proprio insegnante  
·         … (aggiungete altre motivazioni!)  
Si potrebbe un altr'anno inserire nel POF come miglioramento dell'offerta formativa di Circolo? Dite la vostra!
A presto!
Maestra Alessandra Chiaretta
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Chiaretta's blog

La condivisione e l'interazione sono i pilastri portanti della collaborazione e della cooperazione. Infatti l'apprendimento avviene per scambio quando un sapere o una competenza viene diffusa da un soggetto ad altri che non la possedevano. Con questo spazio intendo, quindi, "crescere insieme" ad altri docenti che hanno conoscenze ed esperienze diverse dalle mie. Alessandra C.

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