Sono aperte le iscrizioni ai campus 2012! Per agevolare l'iscrizione, il modulo è online.
Da quest'anno grandi novità...!
http://canalescuola.it/index.php?option=com_content&view=article&id=569&Itemid=144
Sabato 3 Marzo alle ore 15,30 presso il Seminario Vescovile, Lungo Mare Doria ad Albenga è in programma una Tavola Rotonda organizzata dalla federazione FIDAPA, vuole essere un momento di sensibilizzazione e approfondimento sul tema " Conosciamo la dislessia.
Intervengono:
Sono disponibili sul sito dell’Ufficio scolastico provinciale le presentazioni utilizzate durante l’incontro di formazione per i referenti DSA della scuola Primaria della provincia di Savona.
da Press-IN anno IV / n. 229
La Nazione del 01-02-2012
ANALISI MUSICISTI, SCIENZIATI, ATTORI, SCRITTORI, IMPRENDITORI. QUANTI VIP CON QUESTA « DIFFICOLTA' »
Cosa hanno in comune Albert Einstein con Mozart, Leonardo Da Vinci con John Lennon? Non solo la genialità: erano tutte persone dislessiche! Pittori e musicisti, politici e scienziati. Sono molti i nomi celebri che vengono associati al disturbo della dislessia: da Pablo Picasso a Steven Spielberg e Agatha Christie, scienziati come Isaac Newton, politici come John F. Kennedy e Winston Churchill, imprenditori di successo come Rockfeller e Henry Ford e personaggi del mondo dello spettacolo come Cher, Orlando Bloom, Tom Cruise e Mika. Il legame tra dislessia e creatività è dovuto ad una differente attivazione neuronale nell'emisfero celebrale destro, quello adibito alle attività sintetiche, concrete, intuitive e spaziali, al contrario di quello sinistro che regola le azioni verbali, analitiche, simboliche, temporali, razionali e logiche. Durante la lettura nel cervello dei dislessici si attivano zone diverse e questo li facilita nel trovare soluzioni originali, li rende creativi e vivaci.Ricercatori di Stoccolma, studiando alcune famiglie finlandesi in cui questo disturbo è ricorrente, hanno scoperto che anche la dislessia ha il «suo» gene dal nome impronunciabile: Dyx1c1. Questa scoperta conferma che c'è una predisposizione familiare alla dislessia, oltre ad altre cause non ancora chiare che potrebbero esserne all'origine. Il «dislessico» dunque non guarisce ma, se la famiglia, la scuola, il lavoro gli danno le giuste opportunità, può imparare ad aggirare il disturbo perché la dislessia non è di per sé un ostacolo al successo nella carriera e nella vita.. e questi dislessici famosi lo dimostrano!
Oggi ho ricevuto un regalo in anticipo, forse il più bello!!
E' la lettera della mamma di un mio corsista!
Sono Ottavia e ti giro la lettera dell'Avvocato con la quale mi comunica che ho vinto la causa contro L'Inps che non voleva riconoscere l'indennità di frequenza a Simone...
Sono molto contenta del risultato ottenuto.
Voglio condividere con te la mia gioia e quella di Simone, ma soprattutto desidero che tu faccia da tramite e che incoraggi tutti quei genitori, che rinunciano ai diritti dei loro figli, fai come hai fatto con me.... non permettere che accettino il parere negativo di una commissione medica senza lottare con tutte le armi sino in fondo...
Grazie per quanto hai fatto per noi, siamo molto grati....
Fai massima diffusione di questa bellissima notizia...
Grazie ancora da me e da Simone.
Finale Ligure (SV), P.zza S. Biagio 3
Finalborgo c/o Libreria "Come un romanzo"
3287248537 | 0471979580
Le attività sono finalizzate all’autonomia nello studio del bambino-ragazzo con dislessia, ad un uso autonomo degli strumenti compensativi, degli strumenti tecnologici e in generale dei materiali didattici, nonché a una specifica metodologia atta a facilitare e velocizzare l’apprendimento delle varie materie.
http://canalescuola.it/index.php?option=com_content&view=article&id=185&Itemid=5
Oggi, Canalescuola, parte con una promozione sui libri sino a esaurimento scorte!!!
Per chi fosse interessato si rivolga a info@canalescuola.it
Opportunità utile per tutti i docenti e gli alunni anche senza difficoltà specifica di apprendimento!


Il 29 settembre 2011, per il quarto anno consecutivo, riapre il laboratorio tecnologico didattico "Aiutami a fare da solo" organizzato da Canalescuola a Finale Ligure (SV) presso la libreria "Come un romanzo" in P.zza San Biagio 3 Finalborgo. Oltre 100 bambini e ragazzi hanno in questi anni seguito le attività del laboratorio confermando la validità e la professionalità delle attività proposte e aiutandoci a crescere.
Le attività sono finalizzate all’autonomia nello studio del bambino-ragazzo con dislessia, ad un uso autonomo degli strumenti compensativi, degli strumenti tecnologici e in generale dei materiali didattici, nonché a una specifica metodologia atta a facilitare e velocizzare l’apprendimento delle varie materie.
Il personale operatore del centro, con professionalità e simpatia, è a disposizione per qualsiasi chiarimento e per appuntamenti informativi
(testo tradotto da “Accommodating students with dyslexia in all classroom settings” International Dyslexia Association (IDA)
Insegnare a studenti con dislessia all’interno dei vari gradi e ordini scolastici è una sfida. Sia gli insegnanti di educazione generale che quelli di educazione speciale cercano adattamenti che incoraggino l’apprendimento e la gestione di una classe di alunni con stili di apprendimento eterogenei. E’ importante indentificare quegli adattamenti che sia ragionevole richiedere agli insegnanti in ogni ambiente scolastico. Le seguenti modalità di adattamento sembrano ragionevoli e danno una cornice di riferimento per aiutare gli studenti con problemi di apprendimento a raggiungere obiettivi importanti sia nelle classi di educazione generale che specifica. Tali modalità di adattamento comprendono uso di materiali, strategie didattiche interattive e tengono conto le performance dello studente.
L’ adattamento della didattica con l’utilizzo di strumenti compensativi
Gli studenti spendono una larga porzione del tempo giornaliero scolastico interagendo con materiali. La maggior parte dei materiali didattici offre agli insegnanti indicazioni per insegnare in una intera classe di studenti che apprendono con ritmi e modi differenti. Questa sezione si occuperà di dare indicazioni sui materiali che favoriscono l’apprendimento di varie tipologie di studenti. Spesso educatori, volontari e gli studenti stessi possono aiutare ad implementare e a sviluppare varie tipologie di strumenti compensative a livello didattico. Gli strumenti compensativi includono:
1. Usare un registratore.
Molti problemi con i i materiali scolastici sono collegati alla difficoltà nella lettura. Il registratore è spesso considerato un eccellente aiuto per superare questo problema. Indicazioni di compiti da svolgere (consegne), racconti e specifiche lezioni possono essere registrate. Lo studente può poi riascoltare il nastro per facilitare la comprensione di compiti o concetti. Inoltre, per migliorare le capacità di lettura, lo studente può leggere mentalmente le parole stampate sul testo mentre le ascolta sul nastro.
2. Chiarire o semplificare le consegne scritte.
Molte indicazioni (consegne) sono scritte sottoforma di paragrafo e contengono parecchie unità di informazioni. Questo può risultare opprimente per molti studenti. L’insegnante può aiutare sottolineando o evidenziando le parti significative delle indicazioni del compito (consegna) o riscriverle per favorire la comprensione da parte dell’alunno. Ad esempio: Consegna originale: questo esercizio ti mostrerà come puoi ben collocare le congiunzioni. Leggi ogni frase. Cerca le congiunzioni. Quando individui una congiunzione, cercala nella lista delle congiunzioni sotto ogni frase. A questo punto fai un cerchio sul numero delle tue riposte nella colonna di risposta. Consegna riscritta e semplificata: leggi ogni frase e cerchia tutte le congiunzioni.
3. Presentare una piccola quantità di lavoro.
L’insegnante può selezionare alcune pagine e materiali dall’eserciziario per ridurre la quantità di lavoro da presentare agli studenti che diventano ansiosi alla sola vista della mole di cose che devono fare. Questa tecnica evita allo studente di esaminare intere pagine di esercizi, testo o altro materiale e scoraggiarsi a causa della quantità di lavoro. Inoltre, l’insegnante può ridurre la mole di lavoro quando le attività appaiono ridondanti. Ad esempio: l’insegnante può richiedere di completare solo gli esercizi con il numero dispari o altro indicatore. Può inoltre presentare alcuni esercizi già risolti e chiedere agli studenti di completare il resto. Inoltre, l’insegnante può dividere un foglio di lavoro in sezioni e richiedere allo studente il completamento di una parte specifica. Un foglio di lavoro può essere diviso facilmente tracciando una linea e scrivendo “ fare ” e “ non fare ” in ogni parte.
4. Bloccare gli stimoli estranei.
Se lo studente è facilmente distraibile dagli stimoli visivi all’interno di un foglio di lavoro, può essere usato un foglio bianco di carta per coprire la sezione su cui il soggetto non sta lavorando. Inoltre possono essere usate finestre che lasciano leggere un’unica riga o un solo esercizio di matematca per volta per aiutare la lettura.
5. Evidenziare le informazioni essenziali.
Se un adolescente può leggere un libro di testo, ma ha delle difficoltà nell’individuare le informazioni essenziali, l’insegnante può sottolineare queste informazioni con un evidenziatore.
6. Trovare il punto con materiali in progressione.
Nei materiali che gli studenti utilizzano durante l’anno (come ad esempio i libri di esercizi) lo studente può tagliare l’angolo in basso a destra della pagine già utilizzate in modo da trovare facilmente la pagina successiva da correggere o completare.
7. Prevedere attività pratiche addizionali.
Alcuni materiali non prevedono abbastanza attività pratiche per far sì che gli studenti con difficoltà di apprendimento acquisiscano padronanza nelle abilità prefissate. Gli insegnanti, a questo punto, devono essi stessi completare i materiali con attività pratiche. Gli esercizi pratici raccomandati includono giochi educativi, attività di insegnamento tra pari, uso di materiali che si autocorreggono, programmi software per il computer e fogli di lavoro aggiuntivi.
8. Fornire un glossario per aree di contenuto.
Nella scuola secondaria, il linguaggio specifico di alcune materie richiede una lettura molto attenta. Gli studenti spesso traggono beneficio da un glossario che spieghi il significato dei termini specifici.
9. Sviluppare una guida per la lettura.
Una guida per la lettura offre allo studente una mappa di ciò che è scritto nel testo e comprende una serie di domande per aiutarlo a focalizzare progressivamente i concetti rilevanti durante la lettura del testo. Tale guida può essere organizzata paragrafo per paragrafo, pagina per pagina o sezione per sezione.
L’adeguamento della didattica implica l’uso della didattica interattiva.
L’obiettivo di catturare l’attenzione degli studenti e renderli partecipi per un periodo di tempo sufficiente richiede molte capacità di insegnamento e di gestione. L’insegnamento e l’interazione dovrebbero fornire ad ogni studente la possibilità di imparare con successo. Alcune tecniche che rinforzano le attività educative interattive sono:
1. Uso di procedure di insegnamento esplicite.
Molti materiali commerciali non suggeriscono agli insegnanti l’uso di strategie esplicite d’insegnamento; così, spesso gli insegnanti devono adattare i materiali per includere queste procedure. Gli insegnanti possono includere passaggi di insegnamento espliciti all’interno delle loro lezioni (ad es: presentando un organizzatore avanzato, dimostrando le abilità, dando delle guide pratiche, offrendo feedback correttivi, costruendo pratiche indipendenti, monitorando la pratica e riguardando l’argomento).
2. Ripetizione della consegna.
Gli studenti che hanno difficoltà nel seguire le indicazioni per i compiti (consegne) possono essere aiutati chiedendo di ripeterle con le loro parole. Tali studenti possono ripetere le indicazioni a un compagno quando l’insegnante non è disponibile. I suggerimenti che seguiranno possono essere utili ad aiutare lo studente nella comprensione delle indicazioni: (a) se essa richiede molte fasi, spezzala in piccole sequenze; (b) semplifica l’indicazione presentando solo una sequenza per volta e scrivendo ogni porzione sulla lavagna oltre a pronunciarla oralmente; (c) quando viene utilizzata un’indicazione scritta assicurati che gli studenti siano in grado di leggerla e di comprendere sia le parole che il significato di ogni frase.
3. Mantenimento delle routine giornaliere.
Molti studenti con disturbo dell’apprendimento hanno bisogno di routine giornaliere per conoscere e fare ciò che ci si aspetta essi facciano.
4. Consegna di una copia degli appunti della lezione.
L’insegnante può dare una copia degli appunti delle lezioni agli studenti che hanno difficoltà nello scriverli durante la presentazione.
5. Dare agli studenti un organizzatore grafico. Uno schema, una tabella o una mappa da completare può essere dato allo studente che lo riempirà durante la lezione. Questo aiuta lo studente a focalizzare la propria attenzione sulle informazioni chiave e a vedere la relazione tra concetti e informazioni collegate.
6. Uso di istruzioni passo-a-passo.
Informazioni nuove o particolarmente difficili possono essere presentate in piccole fasi sequenziali. Questo aiuta gli alunni con scarse conoscenze sull’argomento che hanno bisogno di istruzioni esplicite che chiariscano il passaggio dal particolare al generale.
7. Combinazione simultanea di informazioni verbali e visive.
Le informazioni verbali possono essere date assieme a quelle visive (ad es: opuscoli, volantini, lavagna luminosa ecc…).
8. Scrittura dei punti chiave o delle parole alla lavagna.
Prima di una presentazione l’insegnante può scrivere un piccolo glossario con i termini nuovi che gli studenti incontreranno sulla lavagna a gessi o in quella luminosa.
9. Uso di presentazioni ed attività bilanciate.
Uno sforzo dovrebbe essere fatto per bilanciare le presentazioni orali con quelle visive e con le attività partecipative. Inoltre ci dovrebbe essere un equilibrio tra le attività in grandi gruppi, in piccoli gruppi ed individuali.
10. Uso delle tecniche di memorizzazione.
Nell’ambito delle strategie di apprendimento possono essere usate tecniche di memorizzazione per aiutare gli studenti a ricordare le informazioni chiave o le varie fasi di un processo. (Un esempio di strategia di memorizzazione, per gli studenti di lingua inglese, consiste nell’usare la parola HOMES per ricordare i nomi dei Grandi Laghi. H è per il lago Huron, O per l’ Ontario, M per il lago Michigan, E per l’Erie e S per il lago Superior).
11. Enfasi sul ripasso giornaliero.
Il ripasso giornaliero degli argomenti già studiati aiuta gli studenti a collegare le nuove informazioni con quelle precedenti.
Strategie didattiche che tengono conto della performance dello studente
Gli studenti variano enormemente nella loro capacità di rispondere con modalità differenti. Ad esempio, gli studenti variano nella loro abilità di esprimersi oralmente; partecipare ad una discussione; scrivere lettere e numeri; scrivere paragrafi; disegnare oggetti; fare lo spelling; lavorare in ambienti rumorosi, leggere, scrivere o parlare velocemente. Inoltre, gli studenti variano nella loro abilità di elaborazione delle informazioni presentate in formato visivi o audio. Le seguenti strategie che tengono conto delle diverse modalità di ricezione ed espressione, possono essere usate per migliorare la performance degli studenti:
1. Cambia la modalità di risposta.
Per gli studenti che hanno difficoltà nella attività motoria fine (come ad esempio nello scrivere a mano), tale difficoltà può essere aggirata utilizzando diverse modalità di risposta alle domande: non scrivere, ma sottolineare, scegliere tra risposte multiple, ordinare le risposte ecc. Agli stessi studenti può essere dato uno spazio più grande per scrivere la risposta nel foglio di lavoro.
2. Fornire uno schema della lezione.
Uno schema o una scaletta può aiutare alcuni studenti a seguire la lezione con successo e a prendere appunti appropriati. In più, uno schema aiuta gli studenti a vedere l’organizzazione del materiale e a fare domande pertinenti e al momento giusto.
3. Incoraggiare l’utilizzo di organizzatori grafici.
L’uso di organizzatori grafici implica l’organizzare il materiale in formato visivo. Per svilupare un organizzatore grafico gli studenti possono procedere per passaggi successivi raccogliendo e suddividendo le informazioni in modo gerarchico dal generale al particolare, individuando titoli e sottotitoli.
4. Posiziona lo studente vicino all’insegnante.
Gli studenti con disturbo dell’attenzione possono essere messi vicino all’insegnante, alla lavagna, all’area di lavoro e lontano da suoni, materiali o oggetti che possono distrarli.
5. Incoraggia l’uso di calendari e agende per le varie scadenze.
Gli studenti possono usare calendari per segnare le scadenze dei vari impegni, delle attività collegate alla scuola, le date delle verifiche e gli orari delle attività scolastiche. Gli studenti dovrebbero usare agende separate per i compiti a casa e le atre attività.
6. Ridurre l’utilizzo di singole fotocopie includendo le informazioni in opuscoli o fogli di lavoro strutturati.
7. Far girare i fogli a righe per la matematica.
I fogli a righe possono essere girati verticalmente per aiutare gli studenti a mettere i numeri nelle colonne appropriate mentre risolvono problemi matematici.
8. Usa segnalini per segnalare i punti più importanti di un test.
Asterischi o puntini possono segnalare problemi o attività che contano di più nella valutazione. Questo aiuta lo studente ad organizzare bene il tempo durante le prove di valutazione.
9. Crea fogli di lavoro gerarchici.
L’insegnante può costruire fogli di lavoro con problemi disposti in senso gerarchico dal più facile al più difficile. Il successo immediato aiuta lo studente a iniziare il lavoro.
10. Permetti l’uso di ausili didattici.
Agli studenti possono essere date strisce di lettere o numeri per aiutarli a scrivere correttamente. Linee di numeri, tavole pitagoriche, calcolatori e calcolatrici aiutano gli studenti nel conteggio una volta che hanno capito e scelto l’operazione matematica.
11. Mostra esempi del lavoro.
Esempi del lavoro completato possono essere mostrati agli studenti per aiutarli a costruirsi delle aspettative e per pianificare il lavoro in accordo con questi.
12. Usa l’apprendimento mediato dai pari.
L’insegnante può accoppiare soggetti di diversi livelli di abilità per rivedere loro appunti, studiare per un test, leggere ad alta voce l’uno all’altro, produrre testi o condurre esperimenti di laboratorio. Inoltre, un compagno può leggere un problema di matematica ad un soggetto con disturbo di apprendimento che deve di risolverlo.
13. Incoraggia la condivisione degli appunti.
Lo studente può utilizzare la carta carbone o un computer portatile per prendere appunti e per condividerli con gli assenti o con soggetti con disturbo dell’apprendimento. Questo aiuta gli studenti che hanno difficoltà nel prendere appunti a concentrarsi sulla presentazione della lezione.
14. Usa in modo flessibile il tempo di lavoro scolastico.
Agli studenti che lavorano in modo lento può essere dato più tempo per completare le verifiche scritte.
15. Prevedi una pratica addizionale.
Gli studenti hanno bisogno di una differente quantità di pratica per acquisire padronanza di abilità o contenuti. Molti studenti con disturbo dell’apprendimento hanno bisogno di attività pratiche aggiuntive per acquisire una competenza adeguata.
16. Cambia o adatta i criteri di valutazione.
Agli studenti può essere permesso di completare un progetto invece di una interrogazione orale e viceversa. Inoltre, un test può essere dato in formato orale o scritto. Ad esempio, se uno studente ha problemi di scrittura, l’insegnante può permettergli di evitare risposte aperte, elencare i punti principali, rispondere oralmente piuttosto che eseguire una verifica scritta.
ROMA. Niente più appunti su quaderni per gli alunni dislessici, ma solo registratori con cui "incidere" le parole dell'insegnante per riascoltarle (e studiarle) a casa. In pensione anche i riassunti scritti, che lasciano il posto a quelli vocali, trasformando un compito di lettura in un compito di ascolto. Sdoganati infine il pc, con programmi di video scrittura con correttore automatico, e la calcolatrice. È così che il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, vede la scuola per gli alunni con disturbi specifici dell'apprendimento (Dsa) come dislessia, disortografia e disgrafia. Una popolazione accertata di circa "70 mila studenti", ma che secondo alcune recenti ricerche potrebbe già aver superato quota "200 mila": tutti ragazzi "normodotati, talvolta con un talento superiore", a cui "la scuola deve dare risposte". Nel decreto attuativo della legge che tutela il diritto allo studio degli alunni con Dsa, presentato ieri al Senato dal ministro, si punta a nuove "forme didattiche, ad adeguate modalità di valutazione e a una formazione specifica per i docenti" già a partire dal prossimo anno scolastico. Le "agevolazioni" abbracceranno anche gli studenti dislessici universitari, che già dai test di ammissione potranno godere di "tempi supplementari". Il Ministero prevede incontri più frequenti tra le famiglie e le istituzioni scolastiche e master universitari o corsi di perfezionamento ("per i quali sono stati stanziati 2 milioni di euro", ha ricordato Gelmini) per la formazione di docenti e dirigenti scolastici a un corretto processo di insegnamento. In più saranno attivi 96 centri territoriali di supporto per la dislessia. Ora, ha affermato Gelmini, "la scuola si deve attrezzare perché la legge venga attuata", mentre dal Ministero "faremo un monitoraggio sull'applicazione" della legge, del decreto e delle relative linee guida.
Per quanto riguarda l'università, già dai test di ammissione gli studenti con Dsa potranno beneficiare di un tempo aggiuntivo per lo svolgimento della prova. Durante i corsi, poi, potranno registrare le lezioni, utilizzare testi in formato digitale e programmi di sintesi vocale. Agli esami potranno sostenere prove orali invece che scritte, usare pc con programmi di correzione ortografica e di sintesi vocale e anche in questo caso usufruire di un tempo supplementare. "Non bisogna scambiare la fatica dell'apprendimento con la punizione dell'apprendimento, il tasso di suicidi tra adolescenti con Dsa è cinque volte più alto". Il problema, ha aggiunto, "accompagna i bambini nell'età della scolarizzazione, ma in un terzo dei casi scompare con l'età adultà". È importante però che gli insegnanti adottino degli accorgimenti per aiutarli, "non cancellando, ad esempio, troppo velocemente quanto scritto alla lavagna".
Con il decreto attuativo e le linee guida, ha concluso la senatrice del Pd Vittoria Franco, relatrice della legge," si apre una nuova epoca nelle relazioni fra scuole, famiglie, studenti, autonomie locali".
Press-IN anno III / n. 2003
America Oggi del 23-07-2011
di Reginaldo Palermo
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Ne ha dato notizia il Ministro in occasione della sua audizione presso la Commissione Cultura del Senato. Chiarite anche le modalità per consentire agli alunni di essere dispensati dalla lingua straniera.
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| Ci sono novità importanti in arrivo in materia di alunni con disturbi specifici di apprendimento: il Comitato tecnico-scientifico istituito a fine 2010 per dare attuazione a quanto previsto dalla legge 170/2010 ha infatti concluso i propri lavori e la prossima settimana verranno emanati due decreti applicativi. La notizia è stata data personalmente dal ministro Mariastella Gelmini nel corso dell’audizione svoltasi il 5 luglio presso la Commissione Cultura del Senato. La legge 170 del 2010 prevede infatti che il Ministero dell'istruzione, in accordo con quello della Sanità, emani un decreto recante linee guida per la predisposizione di protocolli regionali, da stipulare entro i successivi sei mesi, per le attività di identificazione precoce dei DSA. Ma ci sarà anche un decreto ministeriale per individuare le modalità di formazione dei docenti e dei dirigenti, le misure educative e didattiche di supporto, le forme di verifica e di valutazione del rendimento degli alunni e degli studenti. “Le istituzioni scolastiche - ha chiarito il Ministro - dovranno a loro volta adottare modalità valutative che consentano all’alunno o allo studente con DSA di dimostrare effettivamente il livello di apprendimento raggiunto”. Il decreto chiarirà anche in che modo gli alunni potranno usufruire dell’esonero dall’insegnamento della lingua straniera, come previsto dalla legge. “La prima modalità - ha spiegato il Ministro - consiste nell'esonero dalle sole prove scritte di lingua straniera. In tal caso, lo studente potrà essere valutato per la sola esposizione orale, anche in sede di esame di Stato, conseguendo un diploma di licenza media che consenta l’iscrizione a pieno titolo alla scuola secondaria di secondo grado o un diploma di maturità che consenta l’iscrizione a pieno titolo all’università”. “La seconda modalità - ha aggiunto ancora Gelmini - consiste nell'esonero totale dall’insegnamento della lingua straniera. Tale possibilità residuale verrà concessa solo in presenza di una grave forma di DSA, associata ad altra disabilità appositamente certificata”. Per dare piena attuazione a quanto previsto dalla legge, il Ministero ha firmato in questi giorni un accordo con la Conferenza nazionale permanente dei presidi di Scienze della formazione (cui afferiscono 32 facoltà universitarie su tutto il territorio nazionale) per l’istituzione di un corso di perfezionamento o master in didattica e psicopedagogia dei disturbi specifici d’apprendimento. Nell’ambito di tale accordo quadro gli Uffici scolastici regionali potranno a loro volta stipulare apposite convenzioni con le facoltà di Scienze della formazione, per l’attivazione presso le stesse di corsi di perfezionamento o master rivolti a dirigenti e docenti delle scuole di ogni ordine e grado. |
L'approvazione della legge 8 ottobre 2010, n. 170, avente come oggetto: “Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento”, è stata una grande conquista per tutti i bambini e i ragazzi dislessici, un obiettivo raggiunto grazie ad anni di battaglie portate avanti da famiglie, tecnici e insegnanti. Un primo fondamentale passo verso l'emancipazione di tutti i dislessici italiani.
Ma l'anno scolastico appena trascorso, ha dimostrato purtroppo che ancora molta strada bisogna fare per vedere concretamente riconosciuti i diritti degli studenti con Disturbo Specifico di Apprendimento.
Un anno scolastico ancora segnato da discriminazioni e vessazioni, caratterizzato da scuole e da singoli insegnanti che, per la maggior parte, non si sono adeguati alla nuova normativa, mostrando tutti i limiti del sistema scolastico, sia pubblico, che privato. Inadeguatezza che è poi, alla fine sfociata nell'elevato numero di ragazzi dislessici bocciati e rimandati. Il segnale di un vero e proprio fallimento!
Chiediamo quindi, che le istituzioni preposte lavorino al più presto per la diffusione di provvedimenti applicativi alla legge e che il Comitato tecnico che già da mesi sta lavorando con estrema e inspiegabile lentezza, venga sollecitato al più presto alla conclusione dei lavori.
Ne va della vita di migliaia e migliaia di bambini e di ragazzi!
In particolar modo, tra le altre cose, chiediamo:
che vengano date indicazioni precise alle scuole circa le procedure da seguire nella realizzazione di percorsi specifici personalizzati, che definiscano anche l'obbligo dell'adozione di una stretta e fattiva collaborazione con famiglie e terapisti, non solo nelle intenzioni, ma come procedura istituzionale, così come stabilito dall'intero art. 5 della suddetta legge;
che venga indicato l'obbligo per tutte le scuole di dotarsi della figura del referente per la dislessia;
che venga istituito l'obbligo per tutti gli insegnanti di corsi di formazione sui DSA e sulla normativa, tenuti da tecnici altamente qualificati, con solide e reali conoscenze sui DSA, come richiamato anche dall'art. 4, comma 1, e dall'art. 7, comma 2;
che venga, una volta per tutte, definito chiaramente che il DSA non necessita di insegnante di sostegno e che debbono essere gli insegnanti curriculari il suo sostegno;
che vengano adottate precise sanzioni nei confronti di quelle scuole che non dovessero adempiere ai loro obblighi di legge;
che le scuole abbiano l'obbligo di accettare diagnosi e valutazioni fatte anche da specialisti privati;
che venga data attuazione precisa all'art 6, che dispone il diritto per i familiari di usufruire di un orario flessibile al lavoro, evitando un non corretto ricorso alla legge 104.
I ragazzi, i familiari e le figure di riferimento e di supporto sono stanchi di aspettare ancora!
http://www.petizioni24.com/petizione_per_lapplicazione_legge_della_legge_sulla_dislessia
Per quanto riguarda l’inglese rimane in vigore la Nota Ministeriale 4674 che trovi al link http://www.facebook.com/l/37b6fjZmqtGxlr257B7ee1EM0vw/www.aiditalia.org/it/nota_ministeriale_4674_del_10_maggio_2007.html la quale precisa che in sede d'esame si ha diritto:
- prolungamento del tempo della prova
- valutazione della prova in base ai contenuti e non alla forma
- compenso DOVUTO dello scritto con la prova orale
ma non si può essere esonerati dalla prova scritta.
Cordialmente,
GM Fulgeri
INVALSI_NOTA SUGLI ALUNNI DISABILI
Di fronte alle numerose domande pervenute, l’INVALSI ritiene opportuno fornire alcuni chiarimenti in merito alla partecipazione degli alunni disabili1 alle prove SNV.
Si sottolinea, in premessa, che le prove SNV (II e V primaria e I secondaria di 1° grado) non sono finalizzate alla valutazione individuale degli alunni, ma al monitoraggio dei livelli di apprendimento conseguiti dal sistema scolastico, nel suo insieme e nelle sue articolazioni.
Qualunque sia la tipologia di disabilità di un alunno, essa deve essere segnalata sulla Schedarisposta dei singoli studenti, barrando l’opzione più appropriata fra quelle di seguito indicate (che rispecchiano la categorizzazione utilizzata per l’esame di conclusione del primo ciclo):
1 = disabilità intellettiva; 2 = disabilità visiva: ipovedente; 3 = disabilità visiva: non vedente; 4 = DSA; 5 = altro.
Ciò consentirà di considerare a parte i risultati degli alunni disabili e di non farli rientrare nella elaborazione statistica dei risultati di tutti gli altri alunni.
Tenuto conto di quanto sopra, la decisione di far partecipare o meno (e se sì con quali modalità ) gli alunni con certificazione di disabilità intellettiva (o di altra disabilità grave), seguiti da un insegnante di sostegno, alle prove INVALSI è rimessa al giudizio della singola scuola.
Questa può: 1) non far partecipare alle prove gli alunni con disabilità intellettiva o altra disabilità grave, impegnandoli nei giorni delle prove in un’altra attività;
2) farli partecipare insieme agli altri studenti della classe, purché sia possibile assicurare che ciò non modifichi in alcun modo le condizioni di somministrazione, in particolare se si tratta di classi campione.
Gli alunni ipovedenti o non vedenti partecipano alle prove nelle stesse condizioni degli altri (i fascicoli loro destinati sono stampati con caratteri ingranditi o sono in scrittura Braille).
Gli alunni con diagnosi di DSA partecipano alle prove SNV nelle stesse condizioni degli altri.
Si ribadisce che, in ogni caso, i risultati di tutti gli alunni per cui sia stata segnalata sulla Schedarisposta
individuale una condizione di disabilità verranno elaborati in maniera a sé stante così da
non incidere sul risultato medio della scuola o della classe.
1 Si intendono con questo termine gli alunni per i quali esista una certificazione o una diagnosi dell’ASL competente
riconducibile ad una delle categorie di disabilità previste nella categorizzazione usata per l’esame di licenza media
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Press-IN anno III / n. 1161 Superando.it del 19-04-2011 Dislessia: la molteplicità della differenza come risorsa Il dialogo tra scuola e famiglia costituisce certamente un'indispensabile alleanza strategica a beneficio dei bimbi con disturbi specifici di apprendimento (DSA) o, in altre parole, con dislessia. E anche per questo ben volentieri diamo spazio al dibattito tra un'insegnante e chi - genitore - si batte da molto tempo per far sì che questi disturbi vengano affrontati nel modo giusto e al momento migliore «Negare problemi come la dislessia o la discalculia - aveva scritto recentemente su queste pagine Laura Ceccon (il testo integrale è disponibile cliccando qui) - altro non significa che disconoscere e abbandonare al loro destino proprio quei bambini che avrebbero invece bisogno di maggiori attenzioni. E tuttavia il cammino intrapreso dalla società civile va verso il riconoscimento e il rispetto delle differenze, come stabilito dalla recente Legge 170/10 sui disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico, fortemente voluta da genitori, insegnanti e tecnici, uniti dalla volontà di tutelare il diritto allo studio, la dignità e il futuro di tanti studenti con grandi potenzialità». Gentilissima Signora Ceccon, ho letto con interesse il suo articolo e da insegnante desidero esprimerle anche il mio pensiero a riguardo delle diagnosi di dislessia. Risponde Laura Ceccon. Gentile Insegnante, innanzitutto la ringrazio per il suo contributo, che mi consente di precisare alcuni importanti dettagli riguardo a dislessia e DSA. Si tratta insomma di una famiglia in crisi, in profonda crisi. Di questo dovrebbero tenere conto gli insegnanti, ponendo la massima attenzione nel rapporto con i genitori, in particolare riguardo alle modalità di comunicazione che dovrebbero essere empatiche e partecipative, cosa, ahimè, molto rara nell'ambiente scolastico. La dislessia e gli altri DSA (disturbi specifici di apprendimento) |
Alto Adige del 28-03-2011
BOLZANO. «Quel ragazzino non andava bocciato». Questo è quanto hanno deciso i giudici del Tar di Bolzano, presieduti dal magistrato Margit Falk Ebner.
Il caso riguarda una scuola media bolzanina e un ragazzino che era stato bocciato. Alla decisione degli insegnanti i genitori del ragazzino si erano opposti certificando, grazie a una valutazioni sul figlio effettuata da parte di esperti prima della bocciatura. Per questo motivo il caso è finito davanti al Tar di Bolzano. E i giudici hanno dato ragione alla famiglia bolzanina, spiegando che al ragazzo erano stati trovati «problemi di disortografia e discalculia» e la psicologa raccomandava agli insegnanti «la semplificazione degli obiettivi in tutte le discipline e l’effettuazione di un patto con la famiglia e con il ragazzo per i compiti a casa, con esercizi mirati». Secondo la famiglia, ma anche secondo i giudici del Tar, questo non sarebbe avvenuto e quindi il ragazzino non avrebbe neanche dovuto essere bocciato. La decisione degli insegnanti è stata annullata.
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Press-IN anno III / n. 647
Varese News del 26-02-2011
Bimbi dislessici, "cure particolari per farli crescere e fiorire"
Così è intervenuta l’assessore Mariolina Moioli all’Incontro Nazionale delle Associazioni che operano nell’ambito dei Disturbi Specifici di Apprendimento
MILANO. “I bambini dislessici sono come una pianta che ha bisogno di cure particolari per crescere e fiorire: hanno esattamente le stesse potenzialità degli altri bambini, ma per sbocciare hanno bisogno di trovare nuove strade per l’apprendimento” così è intervenuta oggi l’assessore Mariolina Moioli (Famiglia, Scuola e Politiche sociali) all’Incontro Nazionale delle Associazioni che operano nell’ambito dei Disturbi Specifici di Apprendimento.
Promosso dall’associazione Il Labirinto Progetti dislessia Onlus, con il patrocinio del Comune di Milano, l’incontro si svolge il 26 e 27 febbraio presso l’Atahotel Expofiera di Milano Pero. L’obiettivo è raccogliere la sfida lanciata al mondo della scuola dalla legge 170 dell’8 ottobre 2010 sulla dislessia: 350mila alunni con disturbi specifici dell’apprendimento – DSA ( dislessia, disortografia, discalculia) dovranno raggiungere gli stessi obiettivi dei compagni.
“La formazione degli insegnanti è uno degli elementi chiave per la didattica innovativa a supporto dei bambini dislessici. – ha commentato l’assessore Moioli – Eliminando le difficolta' di scrittura, di lettura e di calcolo, è possibile portare i ragazzi affetti da disturbi dell’apprendimento a un percorso scolastico allineato. Occorre valorizzare la creatività sia nell’insegnamento che nella conoscenza. I dislessici, infatti, arrivano a comprendere i concetti per strade diverse da quelle convenzionali, si tratta solo di facilitarli a trovare la via migliore.”
“Con l’ausilio della tecnologia, penso ad esempio ai personal computer, o ancora alle lezioni multimediali e ai libri digitali, alla scuola sono dati nuovi strumenti. Sono molto contenta che si sia svolto il primo incontro nazionale delle associazioni che si occupano dei disturbi specifici dell’apprendimento, questo è un primo passo verso la scoperta di nuove soluzioni e verso la collaborazione di tutti gli enti coinvolti” ha concluso l’assessore Mariolina Moioli.
da Press-IN anno III / n. 634
Redattore Sociale del 25-02-2011
Il 5% degli alunni italiani affetto da disturbi dell'apprendimento
Domani e domenica 27 febbraio a Milano il primo convegno nazionale sulla legge 170/2010: 350-400 mila studenti con dislessia, disortografia e discalculia, dovranno poter raggiungere gli stessi obiettivi dei loro compagni
MILANO. Il segreto per aiutare i bambini dislessici? Puntare su didattiche innovative create attorno agli studenti. Di questo si parlerà al primo incontro nazionale delle associazioni che si occupano di dislessia, in calendario domani e domenica, 26 e 27 febbraio, presso l'Atahotel Expofiera di Pero (via Keplero 12), alle porte di Milano (info: www.illaribinto.org). Il convegno, organizzato dalla onlus Il Laribinto, raccoglie la sfida lanciata dalla recente legge 170/2010 sulla dislessia: 350-400 mila studenti (il 5% della popolazione studentesca, ndr) con disturbi specifici di apprendimento per dislessia, disortografia e discalculia, dovranno poter raggiungere gli stessi obiettivi dei loro compagni.
"Una cosa che si dice spesso è che i dislessici stanno aumentando: non è vero, ci sono sempre stati ma ora iniziamo a riconoscerli -dice Maria Dimita Giombini, presidente de il Laribinto, onlus impegnata nell'organizzazione di eventi culturali e raccolte fondi a favore di associazioni che si occupano di dislessia-. Una volta, quando andavano male a scuola smettevano di studiare, oggi la preparazione è una tappa obbligata altrimenti è difficile andare avanti nella vita". Va poi precisato che i ragazzi dislessici non hanno la dislessia ma "sono" dislessici: "La dislessia non è una malattia, ma una caratteristica congenita -continua Giombini-. Come un bambino mancino, che ha difficoltà perché l'ambiente gliele crea e, a seconda dell'insegnante cambia tipo di risposta". Per questo, al convegno di domani non ci saranno soltanto associazioni di volontariato, ma anche scuole.
"L'incontro è stato pensato soprattutto per gli insegnanti -proseuge Giombini-: siamo alla ricerca di una didattica pensata per tuti i ragazzi, ma con modalità tali che gli studenti dislessici, ragazzi intelligenti e in gamba, abbiano maggiore facilitazione nell'apprendimento: se non studiano non è perché non vogliano farlo ma perché la loro fatica è molto superiore a quella dei loro compagni". Con più libri da studiare e continue verifiche scritte, i metodi adottati da alcuni insegnanti, sono molto penalizzanti, con il risultato che i ragazzi dislessici si trovano in crisi. "Per questo porteremo a conoscenza di associazioni e scuole ciò che in Italia si sta sperimentando -conclude la presidente de Il Laribinto-, con orientamenti didattici che possano essere di pungolo soprattutto per dire alla classe docente che deve un po' mettersi in gioco e che le idee devono nascere da loro stessi, osservando i ragazzi che hanno davanti". Come ha fatto Alberto Pian, professore di italiano e storia all'Istituto Bodoni-Paravia di Torino, inventore di un metodo didattico molto particolare
All’incontro partecipano Carlo Petenà, logopedista e psicologo; Emil Girardi Emil, pedagogista, insegnante e presidente di Canalescuola; Silvia Mei, educatrice e insegnante, Viviana Schiavon, psicologa e terapista della neuro psicomotricità.
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La condivisione e l'interazione sono i pilastri portanti della collaborazione e della cooperazione. Infatti l'apprendimento avviene per scambio quando un sapere o una competenza viene diffusa da un soggetto ad altri che non la possedevano. Con questo spazio intendo, quindi, "crescere insieme" ad altri docenti che hanno conoscenze ed esperienze diverse dalle mie. Alessandra C.
