Francamente non mi sono mai interessata alla politica e sono fermamente convinta che il Sociale non appartiene nè alla destra nè alla sinistra!
Ora dobbiamo affrontare le Regionali per riportare le persone che ci hanno sostenute in questa grande impresa ( ottenere cioè la legge regionale per i nostri ragazzini dislessici) a sedere in Consiglio Regionale, perchè il nostro cammino non si ferma qui.
Ci sono ancora tante cose da ottenere, ma abbiamo bisogno che persone come Macchiavello ci aiutino a conquistarle.
E' un dato di fatto che senza la politica non si arriva da nessuna parte, ma c'è modo e modo di farla!
Aiutiamo Macchiavello dando una preferenza con la convinzione che non tutte le persone che fanno politica sono uguali, come del resto, non tutti gli insegnanti sono uguali. Opero da diverso tempo con Canalescuola Soc. Coop., sono formatrice per i DSA e operatrice di due Centri "Aiutami a fare da solo" a Finale Ligure e Millesimo e ogni volta i genitori devono pagare alfine che i loro figli possano usufruire di tale opportunità.
Mi piacerebbe vedere aperto in ogni paese uno sportello "per la dislessia", un laboratorio extrascolastico tecnologico didattico gratuito dove i ragazzini potessero avvicinarsi alla metodologia e sviluppare le loro strategie atte alle loro difficoltà dove, insomma, potessero avere delle informazioni e, soprattutto, un aiuto pratico e veloce!
Se avremo la fortuna di avere al nostro fianco Gianni Macchiavello ancora una volta tutto ciò potremmo ottenerlo!!!! Io sono molto soddisfatta degli ultimi risvolti, ma per chi mi conosce sa che non mi fermerò qui.
Un caro saluto a Macchiavello e a tutte quelle persone che si sono unite a lui (destra o sinistra ripeto per me non ha importanza, ma solo i fatti contano!) alfine di portare a compimento la Legge Regionale per la dislessia che tra una quindicina di giorni vedremo pubblicata sul Gazzettino Ufficiale.
Alessandra Chiaretta... una maestra fra tante :-)
2 febbraio 2010: FINALMENTE, CE L'ABBIAMO FATTA!!!
Ecco il comunicato stampa trasmesso ai giornali e la legge licenziata a maggio dalla commissione che è la stessa approvata stamattina in Consiglio grazie alla sensibilità e alla alta profesionalità dimostrata (non solo parole ma fatti!!!) dal nostro Consigliere Gianni Macchiavello della Lista Biasotti.
Desidero ringraziare, e non smetterò mai di farlo, Macchiavello a nome di tutti i ragazzini e le famiglie che vivono e convivono quotidianamente con le DSA. Per loro e per noi insegnanti è un traguardo davvero importante!! Inizierà finalmente un cammino "culturale", ricco di informazione/formazione per NON INCORRERE in provvedimenti legislativi!
FINALMENTE non riceverò più lettere di aiuto e richieste di conforto come ad esempio questa di una madre con il figlio certificato con DSA "......Il problema con la professoressa di italiano, citato poco fa, riguarda il fatto che lei si rifiuta categoricamente di aiutare mio figlio nello svolgimento di prove e verifiche, come scritto nella relazione e non è in grado di fornire nessun supporto nello studio, richiesto anch'esso nella relazione. Mio figlio presenta molte difficoltà nella lettura e nella scrittura, anche se fortunatamente nel corso degli anni è notevolmente migliorato, dato che io e la mia famiglia, già in seconda elementare ci siamo accorti del suo problema e nonostante ciò non le viene fornito alcun appoggio.
Nella relazione, il prof. specialista ........ ha aggiunto che ogni professore deve cercare di accordarsi con il ragazzo sulle modalità attraverso cui è possibile intervenire con il ragazzo, ma lei non ne vuole proprio tenere conto. Ha consigliato, ad esempio di programmare le interrogazioni, di far decidere al ragazzo se preferisce una prova scritta rispetto ad una orale o viceversa, suddividere in parti più ridotte il programma, ma niente di questo è stato fatto.
Infatti nel pagellino, consegnato appunto qualche giorno fa, il voto di italiano è stato un 4 e tra le motivazioni per giustificare il voto vi era scritto difficoltà espressive e di letto/scrittura (è naturale, dato che è dislessico!); inoltre si rifiuta di svolgere un corso di recupero, in quanto lo ritiene inutile e inefficace, non solo per Ivano ma per tutti.
Ha aggiunto inoltre che per lei questa relazione non esiste e non ne vuole in nessun modo tenerne conto......
mi ha consigliato di rivolgermi alla vicepreside, dato che lei non possiede gli strumenti necessari per risolvere la situazione, con la speranza che quest'ultima possa intervenire in qualche modo e porre fine a questa spiacevole condizione che mio figlio si trova a dover affrontare quotidianamente e che certamente non gli provoca serenità, bensì sconforto e demotivazione nei confronti sia dello studio sia di se stesso.
La ringrazio fortemente per il suo appoggio; è davvero molto importante per noi genitori avere il supporto di qualcuno che comprende le nostre difficoltà e cerca di darci sostegno nel vincere questa dura "battaglia". F.to )
COMUNICATO STAMPA
Dopo un lungo iter istituzionale è stata approvata all’unanimità la proposta di legge “Interventi in favore dei soggetti affetti da dislessia e da altre difficoltà specifiche di apprendimento” .
“E’ un risultato molto importante” dichiara il Consigliere Macchiavello” proprio perché ad oggi purtroppo non esiste a livello nazionale una normativa che riconosca le problematiche connesse ai disturbi dell’apprendimento e tuteli chi ne è colpito. Questa proposta di legge riconosce che la dislessia, così come le altre difficoltà di apprendimento, quali la disgrafia, la disortografia e la discalculia, è un disturbo che ostacola il pieno sviluppo delle potenzialità dell’individuo, sia a livello psicologico che pratico. E’ molto difficile, infatti, individuare i bambini affetti da questi problemi e tale difficoltà è determinata dal fatto che questi bambini non presentano deficit neurologici o sensoriali, e, anzi, al di fuori della scuola sono esattamente come gli altri: vivaci, socievoli, allegri. Il più delle volte, purtroppo, questi bambini vengono considerati sia dai genitori che dagli insegnati svogliati, pigri, riluttanti all’impegno scolastico; questo fraintendimento crea in loro problemi psicologici come perdita di autostima, affievolimento della motivazione ad apprendere, ansia, depressione, problemi che il più delle volte limitano la riuscita scolastica e nel peggiore dei casi li portano ad abbandonare la scuola, con gravi ripercussioni nella vita sociale e professionale. Ed anche nel caso in cui vengano individuati per tempo i disturbi dell’apprendimento”, continua Macchiavello” la mancanza di una legge a livello nazionale che riconosce le problematiche e i diritti di chi soffre di DSA, rende necessario il ricorso a soluzioni precarie, onerose e, pertanto, accessibili a pochi. Da qui l’importanza di questa legge che, almeno a livello regionale, va a colmare questo vuoto normativo. La legge, infatti, promuove e sostiene interventi che permettano ai soggetti cointeressati (scuola, famiglia e operatori sanitari) di dialogare e di operare in maniera adeguata e competente durante le fasi di diagnosi e di riabilitazione. Obiettivo principale della legge è quello di sensibilizzare e preparare, attraverso
corsi di formazione, insegnanti e genitori al fine di favorire un precoce riconoscimento delle problematiche connesse ai DSA. Altro obiettivo della legge è quello di fornire alle scuole misure compensative, ossia, strumenti didattici adeguati alle necessità dei soggetti dislessici (strumenti informatici, audiolibri, lavagne audiovisive; registratori ecc.): La legge prevede anche contributi da destinare alle famiglie per l’acquisto degli stessi strumenti, da destinare allo studio quotidiano a casa. Sono previste, infine, misure dispensative, ad esempio la sostituzione di prove scritte con colloqui orali, oltre che a misure compensative, nelle prove di concorsi pubblici che si svolgono nell’ambito del territorio regionale.
Sono veramente soddisfatto della felice conclusione dell’iter che ha portato all’approvazione della legge” conclude Macchiavello” e nel manifestare questa mia soddisfazione mi faccio portavoce di tutte le persone affette da questa difficoltà e dei loro familiari che da troppo tempo aspettavano una normativa che difendesse un loro sacrosanto diritto: il diritto dell’apprendimento e soprattutto il diritto di accedere al mondo del lavoro”
Anche la Lombardia, come le più avanzate regioni europee, da oggi ha la sua legge per combattere la dislessia. E’ stata approvata in Consiglio regionale, stamane 26 gennaio, il pdl “ Disposizioni in favore dei soggetti con disturbi specifici di apprendimento ”, frutto dell’abbinamento tra tre diverse proposte di maggioranza e opposizione. Soddisfazione è stata espressa dal consigliere Prina del Pd che si è speso attivamente per la costituzione della legge e ha parlato di disturbi specifici dell’apprendimento, non di handicap, sottolineando come queste patologie siano aumentate in modo esponenziale negli ultimi anni. “ Nelle classi elementari si registrano almeno 1 caso o 2 ogni anno, è importante dunque diagnosticare in modo precoce e tempestivo questa patologia – ha spiegato Prina - . I soggetti affetti da questi disturbi devono poter fare passi verso il miglioramento o la guarigione totale. E’ dunque fondamentale in quest’ottica mettere in sinergia tempestivamente i servizi sociosanitari con i genitori e le maestre/maestri. I tecnici e gli esperti, neopsichiatri infantili, psicologi e logopedisti ecc.., devono essere presenti e attivi nelle unità operative dei distretti delle Asl, insieme agli insegnanti per affrontare i disturbi dell’apprendimento”. I disegni di legge che sono confluiti in questo articolato hanno dato vita, a giudizio del consigliere del Pd, ad una normativa completa nella quale per la prima volta si fa anche riferimento alle pari opportunità nei concorsi pubblici per i soggetti affetti da dislessia. “Una legge importante perché oltre a creare sinergia e centri di eccellenza per lo studio e la ricerca di questa patologia, potrà influire sulla qualità del dibattito a livello nazionale”.
Anche la Regione Liguria si è mossa ma, purtroppo, per questioni finanziarie è ferma!Forse che aspettino le nuove elezioni???
Le questioni politiche ed economiche intralciano il "benessere" dei nostri ragazzini dislessici???
Sempre fiduciosa...;-)
maestra Alessandra Chiaretta
Castelbasso è un centro eco sostenibile immerso nella splendida cornice naturale dei boschi del Trentino ( Val di Non).
PER IL TURISMO SCOLASTICO ED EDUCATIVO, PER REALIZZARE FORMAZIONE, MEETING E CORSI AUTOGESTITI, PER SVOLGERE LABORATORI DI RICERCA, PER PRIVATI e molto altro ancora quello è il luogo ideale!
Quest'estate abbiamo organizzato 3 campus per i ragazzini con Disturbo Specifico di Apprendimento: è stato veramente un luogo "intrigante", attrezzatissimo a livello tecnologico, ricco di spunti educativo-didattici.
Per saperne maggiormente clicca qui ;-)
Dimenticavo...lì ci sono anch'io ;-)
Alessandra C.
Sono cambiate le regole per richiedere l'indennità di frequenza e anche per la legge.(fai clic per scaricare il .pdf! )
Dal 1° gennaio 2010 le domande devono essere inviate SOLO PER VIA TELEMATICA attraverso associazioni, patronati e CAAF.
ATTENZIONE attualmente, almeno in Veneto, è tutto ferm...o, si è informata una mamma di quella zona presso alcune associazioni e attualmente nessuna domanda può essere accettata e/o trasmessa, salvo quelle per i pazienti oncologici, perchè l'INPS non ha ancora incaricato i MEDICI per queste commissioni.
Mentre dalle altre parti bisogna informarsi e capire meglio.

Sperare in un futuro migliore è un nostro diritto
Lavorare ogni giorno per costruirlo è un nostro dovere.
Auguro a tutti Voi un sereno Natale e un operoso 2010 ricco di soddisfazioni
Alessandra Chiaretta

Ogni ora tagliata è un salto all'indietro. Ogni insegnante che se ne va un trauma psicologico difficile da ricostruire. Come una barriera architettonica che non si riesce mai ad abbattere, perché per loro, i bambini e i ragazzi H (così la scuola ancora li definisce) la vita in Italia si è fatta davvero dura. Si chiamano Valerio, Giulia, Martina, Claudia, Adele, hanno dai 4 ai 18 anni, hanno disabilità diverse, e abitano in ogni luogo d'Italia. Da quest'anno, con i tagli della riforma Gelmini, hanno perso la metà dei loro diritti: ore di sostegno dimezzate, assistenza inesistente, accesso allo studio, di fatto, negato. Parliamo di studenti disabili, vittime del taglio degli insegnanti di sostegno, la faccia più oscura e dolorosa della scuola senza più fondi, dove spesso non c'è più nessuno che accompagni al bagno il piccolo con handicap, nessuno che lo sorvegli, e dove anche 5 o 6 alunni disabili vengono concentrati in un sola classe. Dove, denuncia Alessandra Corradi, una mamma di Verona con un bimbo di 4 anni, cieco e con una grave tetraparesi, "sono tornati gli stanzini H". "Spesso mio figlio, con la scusa di proteggerlo dalla confusione, veniva portato in una classe a parte, lui da solo, senza gli altri bambini... Vi sembra integrazione questa?".
I dati dell'anno 2009/2010 segnalano un taglio di circa 500 insegnanti di sostegno con un aumento però di oltre 4000 ragazzi disabili. Questo vuol dire, spiega Giuseppe Argiolas, docente all'Istituto "Colli Vignarelli" di Sanluri, in Sardegna, "che la maggioranza dei ragazzi e dei bambini disabili che ieri avevano diritto a 18 ore di sostegno alla settimana, oggi arriva a malapena a nove". Con conseguenze spesso gravissime per le vite di studenti, che con enormi sforzi e pazienza conquistano pezzetti di autonomia e abilità. "Anche in questo istituto, da sempre all'avanguardia nell'integrazione e nel processo formativo dei giovani con disabilità, oggi c'è una prima superiore con addirittura sei ragazzi con seri handicap riuniti tutti insieme, mentre per il buon andamento della classe, per il successo sia loro che dei ragazzi normodotati non dovrebbero essere più di due. Ma qual è il disegno? Tornare alle classi differenziali?". Il risultato è una pioggia di ricorsi che si è abbattuta sui tribunali regionali di tutta Italia, da parte di famiglie che chiedono, e spesso ottengono, che per i loro figli, vengano ripristinate le ore di lezione legittime.
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Storie di sfide quotidiane, vissute in silenzio, l'Italia è uno dei paesi d'Europa che destina meno risorse alla cura e allo sviluppo delle persone con handicap. Giulia Dolcetti ha 45 anni, è un'insegnante di sostegno precaria che quest'anno ha perso il posto. "Ma la vittima di questo taglio - racconta Giulia - non sono soltanto io, ma anche un bambino di 9 anni che si chiama Pietro. La sua diagnosi? Grave disturbo pervasivo dello sviluppo. Autismo. Pietro non parla, ma capisce tutto, comunica con il computer, scia e nuota come un campione. L'ho seguito per tre anni, avevamo un rapporto forte e bellissimo: oggi Pietro a scuola non ci vuole più andare. A novembre non gli è stata ancora assegnata un'insegnante di sostegno, e senza di me sembra aver perso il suo legame sia con i compagni che con lo studio... Ma che Stato è questo che punisce i più deboli?".
La guerra dei ricorsi è soltanto all'inizio. E se in Sardegna una mamma passa tutta la sua giornata davanti alla scuola del figlio, affetto da autismo per "tradurre" ai prof che cosa vuol dire il ragazzo, Alessandra Corradi, mamma di un piccolo tetraplegico, spiega in poche parole cosa vuol dire disinteresse. "A mio figlio, cieco fin dalla nascita, le maestre in classe chiedevano: "La vedi quella cosa lì?". La stessa insegnate di sostegno ha confessato che per lei il mio bambino era troppo grave... Per fortuna il Comune ci ha assegnato una "lettrice", che con la musicoterapia e l'ascolto delle fiabe stimola il suo udito e le sue abilità. E quando c'è lei mio figlio cambia, sorride, non è più triste".
(ha collaborato Salvo Intravaia)
(18 novembre 2009 >>)


questo video da ascoltare e per riflettere!!!
Buon lavoro!
Alessandra
Interessante il progetto sviluppato dall'USP di Pisa riguardo uno sportello dislessia nelle scuole, meglio se come rete.
Realizzazione sportello dislessia
Ministero della Pubblica Istruzione,
Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana
Direzione Generale
Prot.n. 2820
Ufficio III
Firenze, 27 febbraio 2007
Ai Dirigenti degli UU.SS.PP. della Toscana
LORO SEDI
Ai Dirigenti Scolastici della
Toscana
LORO SEDI
e p.c.
AI Presidente Nazionale dell’AID
P.zza dei Martiri, 1/2
50121 BOLOGNA
v Ai Presidenti delle sezioni dell’AID della Toscana
LORO SEDI
Oggetto: Realizzazione sportello dislessia
Già da tempo quest’Ufficio Scolastico Regionale registra una crescente domanda di informazione, espressa da insegnanti e genitori, sulla corretta impostazione degli interventi educativi che la scuola e la famiglia possono attuare per affrontare e contrastare i disturbi specifici di apprendimento.
La richiesta riguarda sia gli alunni che iniziano il percorso scolastico, per i quali si verificano difficoltà negli apprendimenti strumentali, che gli studenti nelle fasi più avanzate di studio che, in mancanza di adeguati strumenti compensativi, non riescono a conseguire i livelli di profitto consentiti dalle loro potenzialità.
Per rispondere costruttivamente alle esigenze segnalate sono state avviate numerose iniziative, molte delle quali in collaborazione con Istituzioni ed Enti specializzati nel settore: giornate di formazione rivolte a docenti referenti delle scuole, progetti di prevenzione dei disturbi specifici ecc.
Tali azioni hanno preso avvio sperimentalmente in alcune zone e stanno progressivamente interessando ambiti sempre più vasti del territorio toscano.
Fra le iniziative attuate si segnala uno studio per la realizzazione di uno sportello informativo, da istituire presso scuole polo di riferimento, in grado di offrire a genitori ed insegnanti una consulenza approfondita e qualificata.
Per conferire a tale ipotesi di struttura (sportello informativo) carattere di concretezza e per verificare la possibile diffusione del modello anche in contesti diversi, è stata attuata una sperimentazione in quattro scuole, di diverso ordine, grado e collocazione territoriale.
Al termine della sperimentazione (un anno scolastico) è stato organizzato un seminario di studio al quale hanno partecipato oltre ai referenti di questa Direzione Generale, i dirigenti ed i docenti delle scuole interessate, i rappresentanti delle AA.SS.LL che hanno aderito al progetto, nonché, in qualità di consulenti, docenti universitari esperti nel settore della diagnosi e nel recupero dei DSA.
Gli esiti della giornata di studio, oltre a sottolineare l’opportunità della diffusione di punti di consulenza sul territorio e l’effettiva utilità che questi possono assumere per insegnanti, genitori e, nel caso della scuola superiore, per gli stessi studenti, hanno consentito di individuare gli elementi fondamentali che debbono caratterizzare un modello di “Sportello dislessia” e che lo rendono esportabile in vari contesti scolastici.
Con l’intenzione di offrire un contributo alle scuole che vorranno dotarsi di tale struttura è stato pubblicato sul sito dell’USR Toscana ( www.toscana.istruzione.it >>>> sezione DSA) il materiale relativo allo studio effettuato e le linee guida utili alla realizzazione dello sportello.
Eventuali ulteriori informazioni possono essere richieste direttamente ai referenti del progetto ( tel.055 2725244) presso questo Ufficio.
f.to IL DIRIGENTE TECNICO
Sesto Vigiani
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La condivisione e l'interazione sono i pilastri portanti della collaborazione e della cooperazione. Infatti l'apprendimento avviene per scambio quando un sapere o una competenza viene diffusa da un soggetto ad altri che non la possedevano. Con questo spazio intendo, quindi, "crescere insieme" ad altri docenti che hanno conoscenze ed esperienze diverse dalle mie. Alessandra C.
