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Archivi per: Maggio 2009

28.05.09

Permalink 20:24:21, Categorie: Lezioni di Economia Aziendale  

UDO e la cambiale


Immagine tratta da http://isohunt.com/release/144998/34ca61342e9678fc98ce6bab2c67c7326119cb0e

Ebbene sì, anche quest'UDO (Unidentified Didactic Object) era come il ragazzo selvaggio del film di Truffaut ma, più ancora del ragazzo del film, è diventato simile a un placido, tranquillo e canonico (didatticamente parlando) L.O. (Learning Object).

Provare per credere. Fate clik su "La cambiale", salvate il file . zip, estraete tutti i files in una cartella di destinazione, aprite la relativa cartella e poi clik su "index".
E ricordate: d'ora in poi la didattica non sarà più la stessa

Comunque la pensiate sugli UDO, i LO, la didattica e i ragazzi selvaggi potete lasciare un commento.

In ogni caso un felice raglio dal prof;-)

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19.05.09

Permalink 19:24:49, Categorie: NoNews e dintorni  

I primi della classe......

Genova, 1930/40 Sala della direzione: impianto micro-radio-grammofonico della regia Scuola di Avviamento Professionale A.Volta (Archivio Fotografico Indire)

A Genova una preside scrive sulla lavagna i nomi degli studenti immigrati clandestini

La preside entrava in ogni classe e col gessetto scriveva sulla lavagna molti nomi di alunni prevalentemente stranieri. Lo ha fatto nei tre istituti di sua competenza, nel centro di Genova, al Casaregis, all’Einaudi e al Galilei. E se non scriveva allora pronunciava il nome dei ragazzi.  Si trattava di quei ragazzi che nell’anno avrebbero compiuto 18 anni e , quindi, se non dotati di permesso di soggiorno, in quanto stranieri, sarebbero stati passibili di espulsione.

L’iniziativa choc ha provocato un’ondata di lettere di molti professori delle stesse scuole al Provveditore. La preside ha spiegato il gesto, sostenendo che la scrittura sulla lavagna era un modo per non sbagliare la pronuncia dei nomi ed anche un invito a portare i documenti in segreteria.

(Fonte: http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/scuola-a-genova-una-preside-scrive-sulla-lavagna-i-nomi-degli-studenti-immigrati-clandestini-28186/)

Hihaaahihaaaahihaaaaaa!!!!!

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12.05.09

Permalink 21:16:41, Categorie: NoNews e dintorni  

La scuola dopo la riforma....


1930/40 Regia Scuola Tecnica Commerciale "Q. Sella" di Mosso S. Maria (Biella): laboratorio di chimica (Archivio Fotografico indire)

Dal quotidiano "La Stampa" (cronaca di Torino) del 12 maggio 2009: "La scuola è povera chiede l'elemosina due euro a famiglia".La scuola in questione è l'Istituto comprensivo di Trofarello (TO), 900 allievi di scuola dell'infanzia, elementare e media, 6 sedi e 182.450,27 euro di credito nei confronti dello Stato.

Hanno detto:
Antonio Palmas (dirigente scolastico): "Nel 2005 avevamo, per far funzionare la scuola (Fondo di istituto), 14.385 euro, nel 2008 eravamo ridotti alla metyà. Quest'anno zero".

Armando Marzolla (presidente Consiglio di istituto): "Il nostro istituto è scuola capofila ed è tenuto ad alloggiare, nutrire e rimborsare i costi di viaggio dei revisori dei conti nominati dal ministero che vengono a controllare il nostro bilancio e quello di altri istituti vicini. Si fermano due giorni. Uno arriva da Como e l'altro da Roma. In passato il ministero ci mandava fondi appositi. L'anno scorso non li ha più mandati, quest'anno nemmeno".

Maria Grazia De Luca (direttrice amministrativa): "Soldi per far funzionare la scuola non ce ne sono più. Acquistati i materiali obbligatori per l'esame di terza media stampati dal ministero, i fogli protocollo, la carta millimetrata, siamo rimasti con 100 euro in cassa. I nostri ragazzi, tra elementari e medie sono 900: se i genitori daranno il "contributo" (2 euro) dovremmo avere fiato per chiudere l'anno e arrivare a settembre".

Hihaaaahihaaaahihaaaaaa!!!!

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07.05.09

Permalink 13:04:20, Categorie: NoNews e dintorni  

Ricorsi storici.....??


Copertina della rivista "La difesa della razza"

(Da
"La difesa della razza", direttore Telesio Interlandi, anno I, numero 1, 5 agosto 1938, p. 2).

Il ministro segretario del partito ha ricevuto, il 26 luglio XVI, un gruppo di studiosi fascisti, docenti nelle università italiane, che hanno, sotto l'egida del Ministero della Cultura Popolare, redatto o aderito, alle proposizioni che fissano le basi del razzismo fascista.

1. Le razze umane esistono. La esistenza delle razze umane non è già una astrazione del nostro spirito, ma corrisponde a una realtà fenomenica, materiale, percepibile con i nostri sensi. Questa realtà è rappresentata da masse, quasi sempre imponenti di milioni di uomini simili per caratteri fisici e psicologici che furono ereditati e che continuano ad ereditarsi.

Dire che esistono le razze umane non vuol dire a priori che esistono razze umane superiori o inferiori, ma soltanto che esistono razze umane differenti.

2. Esistono grandi razze e piccole razze. Non bisogna soltanto ammettere che esistano i gruppi sistematici maggiori, che comunemente sono chiamati razze e che sono individualizzati solo da alcuni caratteri, ma bisogna anche ammettere che esistano gruppi sistematici minori (come per es. i nordici, i mediterranei, i dinarici, ecc.) individualizzati da un maggior numero di caratteri comuni. Questi gruppi costituiscono dal punto di vista biologico le vere razze, la esistenza delle quali è una verità evidente.

3. Il concetto di razza è concetto puramente biologico. Esso quindi è basato su altre considerazioni che non i concetti di popolo e di nazione, fondati essenzialmente su considerazioni storiche, linguistiche, religiose. Però alla base delle differenze di popolo e di nazione stanno delle differenze di razza. Se gli Italiani sono differenti dai Francesi, dai Tedeschi, dai Turchi, dai Greci, ecc., non è solo perché essi hanno una lingua diversa e una storia diversa, ma perché la costituzione razziale di questi popoli è diversa. Sono state proporzioni diverse di razze differenti, che da tempo molto antico costituiscono i diversi popoli, sia che una razza abbia il dominio assoluto sulle altre, sia che tutte risultino fuse armonicamente, sia, infine, che persistano ancora inassimilate una alle altre le diverse razze.

4. La popolazione dell'Italia attuale è nella maggioranza di origine ariana e la sua civiltà ariana. Questa popolazione a civiltà ariana abita da diversi millenni la nostra penisola; ben poco è rimasto della civiltà delle genti preariane. L'origine degli Italiani attuali parte essenzialmente da elementi di quelle stesse razze che costituiscono e costituirono il tessuto perennemente vivo dell'Europa.

5. È una leggenda l'apporto di masse ingenti di uomini in tempi storici. Dopo l'invasione dei Longobardi non ci sono stati in Italia altri notevoli movimenti di popoli capaci di influenzare la fisionomia razziale della nazione. Da ciò deriva che, mentre per altre nazioni europee la composizione razziale è variata notevolmente in tempi anche moderni, per l'Italia, nelle sue grandi linee, la composizione razziale di oggi è la stessa di quella che era mille anni fa: i quarantaquattro milioni d'Italiani di oggi rimontano quindi nella assoluta maggioranza a famiglie che abitano l'Italia da almeno un millennio.

6. Esiste ormai una pura "razza italiana". Questo enunciato non è basato sulla confusione del concetto biologico di razza con il concetto storico-linguistico di popolo e di nazione ma sulla purissima parentela di sangue che unisce gli Italiani di oggi alle generazioni che da millenni popolano l'Italia. Questa antica purezza di sangue è il più grande titolo di nobiltà della Nazione italiana.

7. È tempo che gli Italiani si proclamino francamente razzisti. Tutta l'opera che finora ha fatto il Regime in Italia è in fondo del razzismo. Frequentissimo è stato sempre nei discorsi del Capo il richiamo ai concetti di razza. La questione del razzismo in Italia deve essere trattata da un punto di vista puramente biologico, senza intenzioni filosofiche o religiose. La concezione del razzismo in Italia deve essere essenzialmente italiana e l'indirizzo ariano-nordico. Questo non vuole dire però introdurre in Italia le teorie del razzismo tedesco come sono o affermare che gli Italiani e gli Scandinavi sono la stessa cosa. Ma vuole soltanto additare agli Italiani un modello fisico e soprattutto psicologico di razza umana che per i suoi caratteri puramente europei si stacca completamente da tutte le razze extra-europee, questo vuol dire elevare l'Italiano ad un ideale di superiore coscienza di se stesso e di maggiore responsabilità.

8. È necessario fare una netta distinzione fra i Mediterranei d'Europa (Occidentali) da una parte gli Orientali e gli Africani dall'altra. Sono perciò da considerarsi pericolose le teorie che sostengono l'origine africana di alcuni popoli europei e comprendono in una comune razza mediterranea anche le popolazioni semitiche e camitiche stabilendo relazioni e simpatie ideologiche assolutamente inammissibili.

9. Gli ebrei non appartengono alla razza italiana. Dei semiti che nel corso dei secoli sono approdati sul sacro suolo della nostra Patria nulla in generale è rimasto. Anche l'occupazione araba della Sicilia nulla ha lasciato all'infuori del ricordo di qualche nome; e del resto il processo di assimilazione fu sempre rapidissimo in Italia. Gli ebrei rappresentano l'unica popolazione che non si è mai assimilata in Italia perché essa è costituita da elementi razziali non europei, diversi in modo assoluto dagli elementi che hanno dato origine agli Italiani.

10. I caratteri fisici e psicologici puramente europei degli Italiani non devono essere alterati in nessun modo. L'unione è ammissibile solo nell'ambito delle razze europee, nel quale caso non si deve parlare di vero e proprio ibridismo, dato che queste razze appartengono ad un ceppo comune e differiscono solo per alcuni caratteri, mentre sono uguali per moltissimi altri. Il carattere puramente europeo degli Italiani viene alterato dall'incrocio con qualsiasi razza extra-europea e portatrice di una civiltà diversa dalla millenaria civiltà degli ariani.

Hihaaahihaaahihaaaaaa!!!!!!

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06.05.09

Permalink 20:41:23, Categorie: NoNews e dintorni  

Ricorsi storici.....?


Bari 1930/40. Regio Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri "G.Cesare". Giovani italiane durante l'esercitazione di ginnastica (Archivio Fotografico Indire)

Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista

VITTORIO EMANUELE III PER GRAZIA DI DIO E PER LA VOLONTÀ DELLA NAZIONE RE D'ITALIA IMPERATORE D'ETIOPIA

Visto l'art. 3, n.2, della legge 31 gennaio 1926-IV, n.100;
Ritenuta la necessità assoluta ed urgente di dettare disposizioni per la difesa della razza nella scuola italiana;
Udito il Consiglio dei Ministri;
Sulla proposta del Nostro Ministro Segretario di Stato per l'educazione nazionale, di concerto con quello per le finanze;
Abbiamo decretato e decretiamo;

  • Art. 1. All'ufficio di insegnante nelle scuole statali o parastatali di qualsiasi ordine e grado e nelle scuole non governative, ai cui studi sia riconosciuto effetto legale, non potranno essere ammesse persone di razza ebraica, anche se siano state comprese in graduatorie di concorso anteriormente al presente decreto; nè potranno essere ammesse all'assistentato universitario, nè al conseguimento dell'abilitazione alla libera docenza.
  • Art. 2. Alle scuole di qualsiasi ordine e grado, ai cui studi sia riconosciuto effetto legale, non potranno essere iscritti alunni di razza ebraica.
  • Art. 3. A datare dal 16 ottobre 1938-XVI tutti gli insegnanti di razza ebraica che appartengano ai ruoli per le scuole di cui al precedente art. 1, saranno sospesi dal servizio; sono a tal fine equiparati al personale insegnante i presidi e direttori delle scuole anzidette, gli aiuti e assistenti universitari, il personale di vigilanza delle scuole elementari. Analogamente i liberi docenti di razza ebraica saranno sospesi dall'esercizio della libera docenza.
  • Art. 4. I membri di razza ebraica delle Accademie, degli Istituti e delle Associazioni di scienze, lettere ed arti, cesseranno di far parte delle dette istituzioni a datare dal 16 ottobre 1938-XVI.
  • Art. 5. In deroga al precedente art. 2 potranno in via transitoria essere ammessi a proseguire gli studi universitari studenti di razza ebraica, già iscritti a istituti di istruzione superiore nei passati anni accademici.
  • Art. 6. Agli effetti del presente decreto-legge è considerato di razza ebraica colui che è nato da genitori entrambi di razza ebraica, anche se egli professi religione diversa da quella ebraica.
  • Art. 7. Il presente decreto-legge, che entrerà in vigore alla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del Regno, sarà presentato al Parlamento per la sua conversione in legge. Il Ministro per l'educazione nazionale è autorizzato a presentare il relativo disegno di legge.

 

Ordiniamoche il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella raccolta delle leggi e dei decreti del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Dato a San Rossore, addì 5 settembre 1938 - Anno XVI Vittorio Emanuele Mussolini, Bottai, Di Revel

Hihaaaahihaaaaahihaaaaaa!!!!!!

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04.05.09

Permalink 21:19:19, Categorie: NoNews e dintorni  

Valore italico


Bagnacavallo 1930. Durante un festa scolastica un gruppo di allievi posa con uniformi militari (Archivio Fotografico Indire)

Articolo 34 della Costituzione Italiana:

"La scuola è aperta a tutti.

L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.

I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.

La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso."

Hihaaahihaaaahihaaaaaaa!!!

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