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Archivi per: Agosto 2008

26.08.08

Permalink 21:24:11, Categorie: NoNews e dintorni  

Quo vadis, schola?

Foto tratta da http://home.blarg.net/~dr_z/Movie/Posters/Reproductions/QuoVadis_Rep.html

Quo vadis, schola? Ad maiora!

a) Le proposte del ministro dell'Economia: ritorno dei voti al posto dei giudizi e riduzione della frequenza nel cambiamento dei libri di testo.

b) Le proposte del ministro dell'Istruzione: ripristino del voro in condotta, divisa scolastica, maestro unico, insegnamento dell'educazione civica. Inoltre aggiunta di una quarta I in aggiunta alle tre di berlusconiana memoria: Inglese, Internet, Impresa e Italiano. Cioè studio della letteratura, della storia e delle tradizioni italiane.

Dubium sapientae initium

Comunque la pensiate su dove sta andando la scuola e sulle proposte del ministro dell'Economia e dell'Istruzione potete lasciare un commento.

In ogni caso, sic stantibus rebus, un dubius  raglio dal prof;-)

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25.08.08

Permalink 21:20:17, Categorie: NoNews e dintorni  

Alla ricerca del tempo perduto....

Marcel Proust (Foto tratta da www.noveporte.it/dandy/dandies/proust.htm)

Quali sono i piani del governo per la scuola italiana? Eccoveli.

Partiamo dalle due proposte  avanzate dal ministro dell’Economia: il ritorno ai voti al posto dei giudizi e una riduzione della frequenza nel cambiamento dei libri di testo. Si tratta di interventi marginali, se non del tutto irrilevanti.

La stessa ottica “passatista” ispira le proposte del ministro Gelmini: ripristino del voto di condotta, divisa scolastica, maestro unico, insegnamento dell’educazione civica. Inoltre, si aggiunge alla vecchia ricetta delle tre I (inglese, informatica e impresa) una quarta I (italiano), cioè lo studio della letteratura, della storia e delle tradizioni italiane. Il maestro unico, il grembiule e il voto di condotta c’erano negli anni Settanta e così anche l’insegnamento dell’educazione civica. Ma la società italiana è cambiata e così la scuola. In particolare, sono cambiati gli studenti e le loro famiglie. Il massiccio flusso di immigrati ha reso meno omogenee le classi. I bambini con disabilità, che venivano prima lasciati a casa, adesso vanno – giustamente – a scuola. La maggiore partecipazione femminile al mercato del lavoro ha fatto fiorire il tempo pieno, riducendo il coinvolgimento delle famiglie nel processo di apprendimento degli studenti.

Non è certo con il ritorno al passato che la scuola italiana troverà la soluzione dei suoi problemi.

Cosa si può fare allora per la scuola italiana?  Per migliorare la scuola pubblica le ricette non sono molte: c’è bisogno di una iniezione di capitale fisico e capitale umano.

Molte scuole pubbliche sono ancora in edifici vecchi, spesso inadatti a ospitare le attività scolastiche. Mancano laboratori scientifici e linguistici e ci sono troppo poche aule di scienze. In altri paesi gli studenti si spostano tra diverse aule a seconda degli insegnamenti. Da noi, la carenza di aule impone di fare spostare gli insegnanti anziché gli studenti, col risultato che i docenti di materie come biologia, chimica e fisica non possono svolgere bene il loro mestiere. La scarsità di palestre adeguate e quindi l’impossibilità di consentire ai ragazzi di svolgere attività sportiva è un altro dei problemi cronici della scuola italiana, le cui conseguenze si sono evidenziate anche alle Olimpiadi di Pechino. Ad oggi, purtroppo, non è stata ancora completata l’anagrafe edilizia e quindi non sappiamo ancora quali siano le scuole che necessitano di interventi rilevanti. Un programma di miglioramento dell’edilizia scolastica non è rinviabile.

Accanto al miglioramento delle strutture occorre migliorare la qualità dell’insegnamento. Una selezione più severa per l’immissione in ruolo dei docenti. Incentivazione degli insegnanti, con premi per chi svolge con dedizione il suo lavoro e sanzioni per chi invece brilla per assenteismo o scarso impegno in classe. Maggiore potere ai presidi nella scelta dei docenti e nella loro incentivazione. Taglio dei plessi scolastici marginali. Formazione e test periodici per gli insegnanti. Tutti, in qualunque parte d’Italia. Test nazionali per verificare il grado di apprendimento degli studenti che serviranno alle famiglie per conoscere il contenuto formativo di tutte le scuole italiane. Potranno così, soprattutto al Sud, esercitare pressioni sui docenti affinché migliori la qualità della didattica anziché puntare solo ad avere un pezzo di carta per i loro figli.

Tutte queste proposte costano. Ma sarebbe miope rinviare l’investimento nella scuola invocando la già eccessiva spesa per il corpo docente. Bene invece utilizzare ogni risparmio nella spesa corrente e derivante dalla chiusura dei plessi inefficienti per investire nei materiali didattici e nell’edilizia scolastica. E se ci sono insegnanti che non fanno il loro lavoro, occorre fare tutto il possibile per espellerli dal sistema scolastico. Ma senza dimenticare che una società che risparmia sull’investimento nella scuola è una società che sta rinunciando al suo futuro. (Fonte http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000546.html)

Hihaaahihaaaaaahihaaaaaa!!!!

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24.08.08

Permalink 22:16:46, Categorie: NoNews e dintorni  

Balle spaziali

Lord Casco, un personaggio di "Balle spaziali" (Foto tratta da http://it.wikipedia.org)

Ieri il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini aveva detto che «la scuola deve alzare la propria qualità abbassata dalle scuole del Sud» ed aveva annunciato anche che «in Sicilia, Puglia, Calabria e Basilicata organizzeremo corsi intensivi per gli insegnanti».

Oggi il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, precisa in una nota di non avere «mai detto che gli insegnanti del Sud abbassano la qualità della scuola italiana» e accusa la stampa che ha riportato in questo modo il pensiero espresso durante un dibattito a Cortina Incontra, di essere «in grave malafede» e volere «creare una polemica che chi conosce il mio pensiero sa che non ha fondamento». (Fonte www.lastampa.it )

« Once upon a time warp...
In a galaxy very, very, very, very, far away there lived a ruthless race of beings knows as... Spaceballs»

Hihaaaaahihaaaaaahihaaaaaa!!!!!

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22.08.08

Permalink 13:17:36, Categorie: NoNews e dintorni  

Grembiulino o vestito "quasi fashion"?

Istituto Magistrale parificato di Ivrea, fine anni venti: "Le alunne con i loro insegnanti" (Archivio Fotografico Indire)

Nel giorno che ha stabilito le date di inizio e fine lezione per il prossimo anno scolastico. la proposta è arrivata dai lavori della commissione Cultura della Camera, da Gabriella Giammanco, una delle più giovani deputate (è del ‘77) ed è stata subito rilanciata, con tutto il peso specifico che questo comporta, dal ministro Mariastella Gelmini (anche lei giovanissima, è del ‘73): «Si tratta di un’idea da prendere in considerazione - ha detto il ministro - le motivazioni sottese sono convincenti, e non solo per un fatto di ordine ma anche di uguaglianza sociale tra i ragazzi fin dalla giovanissima età. Dare le pari condizioni di partenza può essere una proposta interessante ed è molto curioso che venga da una delle più giovani parlamentari italiane». (Da La Stampa del 2 luglio 2008).

Manca poco più o poco meno di un mese all'inizio del nuovo anno scolastico, avete scelto il grembiulino o il vestito "quasi fashion"? Se non l'avete ancora fatto affrettatevi, non vorrete mica passare per diversi il primo giorno di scuola neh?

Il grembiulino o la divisa per gli studenti, e per noi insegnanti? 

Proposta: invece della calcolatrice, questa volta non potrebbe arrivarci a casa la cara, vecchia e amata bacchetta? 

Hihaaaaahihaaaaaahihaaaaa!!!!!

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Piccole storie da dentro e fuori la scuola, fattispecie di lezioni e poi ragli, sempre ragli, fortissimamente ragli!

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