VECCHI RICORDI
Pezzi di puzzle
sparsi nella mente.
Scintille opache.
Momenti
senza tempo.
Immagini silenziose
brulicanti
trascinano
un passato muto
lontano.
Spade affilate
che tagliano
ferendo.
Brezza leggera
che accarezza il viso
lasciando nelle labbra
un dolce sorriso.
Vecchi ricordi.
Francesca Porcu
BUIO
Senza un rumore
come il fondo
del pozzo
profondo e scuro.
L’occhio del corvo nero.
E l’angolo
più cupo e solo
della casa
abbandonata.
Buio
Francesca Porcu
Qui la presentazione realizzata dai nostri partners di Napoli per la mostra natalizia
IL Progetto è nato sulla piattaforma di “Forumlive”
un sito in cui docenti di ogni parte d’Italia e di ogni ordine di scuola si incontrano per collaborare, condividere, comunicare.
E’ una comunità virtuale nata sulla piattaforma dell’ Indire (Piano Nazionale di formazione sulle nuove tecnologie) con i corsi ForTic.
Nel ”Forum” è maturata l’idea del gemellaggio con la collega Concetta Silvestri tra le classi terza A/B di scuola primaria dell’I.C.”82° D’Acquisto”(Na) e la classe terza della scuola elementare “2° Circolo Didattico di Quartu Sant’Elena” (Ca) per condividere scambi di esperienze, di socializzazione e di attività.
Sono stati assegnati compiti preventivamente organizzati dalla docente su citata e dalla sottoscritta con l’utilizzo della piattaforma di “Moodle2”, risorsa gratuita offerta dagli amministratori di “Forumlive”,
E' stata organizzata anche un’ora per la chat
L'eclissi l'ho seguita tutta. E' durata più di 5 ore. All'inizio c'era la penombra e la Luna si vedeva tutta ma era poco luminosa poi piano piano è arrivata l'ombra della Terra e alle 23 e 10 c'è stato il massimo dell'eclissi.
E' stato molto bello osservare questo spettacolo. Non vedo l'ora che che arrivi la prossima eclissi sia di Sole che di Luna. Ho fatto tante foto e anche le riprese con la telecamera.
Tanti saluti da me e dalla mia mamma che mi aiuta a scrivere.
SIMONE






Questa notte ci sarà un'eclissi di luna e io starò sveglio fino a tardi per guardarla. Mi piacciono le eclissi, soprattutto quelle di luna.
La Terra si mette in mezzo tra i Sole e la Luna e le fa ombra.
Simone
Ciao maestra Lidia! Come stai? Ti stai riposando? 
Io vado tutti i giorni al mare infatti sono abbronzatissimo. Mi piace tuffarmi con la maschera, le pinne e il boccaglio e giocare a pallone con mio fratello e i miei cugini. 
A volte vado in campagna ad innaffiare le piante. 
Ho fatto un castello di sabbia con mio fratello.
Inserisco la foto
SIMONE
I pensieri.
Parole non definite
Soffi
Dal cuore alla mente
Dalla mente al vento.
Dolci
Belli come le stelle
Liberi come l’aria
Colorati come i fiori
Allegri come il mare.
Crudeli
Scuri come la notte
Forti come spade
Duri come pugni
Neri come la morte.
Bizzarri
Chiari come l’acqua
Lenti come la brezza
Sinceri come un bimbo
Leggeri come una piuma.
Parole non definite
Soffi
Dal cuore alla mente
Dalla mente al vento.
Francesca Porcu
In una discarica due rifiuti si stavano chiedendo come potevano tornare a casa.
Il divano: - Vuoi credere che quello sbadato camion mi ha riempito di terra?
Il divano: - Come vorrei essere pulito come prima! Sospirò.
Un giorno una bambina che passava di lì, chiese alla mamma: - Possiamo prenderli?
Alessandro P. 2 G
La bibita: - Non sono più utile per far bere le persone, si lamentò.
Il contenitore di yogurt: - E io allora? Puzzo così tanto perché mi sono sporcato, ribatté.
Poi degli uomini cominciano a riciclare i giornali vecchi, la carta di quaderno, fazzolettini , vetro, plastica e da quel giorno furono puliti.
La colla e la penna
La storia incomincia in una discarica.
Esclama la colla: - Io vorrei tornare a leccare nei fogli, e poi questo disegno non mi piace, ne voglio uno nuovo!.
Penna:- E io vorrei nuova ricarica, la mamma della mia padrona si è stancata di comprarle e ricomprarle! Esclama la penna .
Poco dopo il discarica, passò di li
una ragazza, li vide e li prese: alla colla
cambiò l’etichetta e dentro il contenitore ,
invece della colla, ci mise le punte di matite, e alla penna mise una ricarica nuova!
Silvia C. 2G
Un giorno in una discarica c’ erano un divano, un fazzoletto e un giornale.
Il divano dice :
Ciao fazzoletto, ciao giornale!
Il fazzoletto risponde:
-Ciao!!!
Il giornale risponde:
-Ciao!!!
Il divano dice:
-Ieri, Andrea mi ha sporcato di cocacola e mi ha portato qui!
Il giornale dice:
-Guarda, non puoi vedermi cosa mi aveva fatto Fabio con il caffè, mi ha sporcato tutto,
guardami come mi ha ridotto.
Il fazzoletto dice:
- Guardate come Marco mi ha ridotto di moccio, almeno voi no!!
Poi dopo tre giorni venne una mamma con la sua bambina e presero il divano, il giornale e il fazzoletto e li pulirono tutti e tre e ebbero una casa nuova e molto carina!!!!!
Francesca 2G
Questo lavoro sulla fiaba di Cappuccetto rosso ha stimolato molteplici attività:
disegni su carta, al computer con paint, lettura, riesposizione; analisi della fiaba , riflessione sui contenuti che veicolano il testo, in particolare sulla trasgressione alle regole e sulle conseguenze, riscrittura dei dialoghi , recitazione......
A causa delle sfavorevoli condizioni atmosferiche, è stata rinviata ad altra data l'uscita didattica nel bosco, programmata per domani.
Appena arrivati le guide, dopo essersi presentate, ci hanno fatto vedere diverse specie di piante: il corbezzolo, il viburno, la quercia, il ginepro coccolone, il leccio, la liana, il caprifoglio, il rovo, il mirto, il salice, il pungitopo, la rosa canina, lo stracciabraghe e l’oleandro.
Quella che mi è piaciuta di più è la più strana: il ginepro coccolone che ha i frutti chiamati coccole.
Poi abbiamo fatto merenda e ci siamo seduti in uno spazio all’ombra.
Dopo una bella scorpacciata ci siamo incamminati verso il sentiero n. 3 che era di colore blu.
Ci hanno detto di prendere il bloc notes per scrivere gli elementi del bosco e gli elementi del non bosco che vedevamo lungo il cammino.
Infatti ogni tanto trovavamo dei peluche, dei rasoi, dei piattini e altri oggetti del non bosco (disseminati dalle guide).
A un certo punto ci siamo fermati e le guide ci hanno detto di prendere la carta velina e i colori per fare un disegno attraverso una tecnica chiamata Frottage.
Dopo abbiamo fatto un gioco nel quale dovevamo stare in silenzio e sentire i suoni della natura. Il suono che mi è piaciuto di più è stato il cinguettio di un dolce uccellino.
Quando ci siamo rimessi in cammino io ero un po’ stanco e facevo fatica a stare in piedi per il peso dello zaino che avevo sulle spalle. Mentre camminavamo raccoglievamo un sacco di cose tipo i licheni, le foglie, le pietre, i frutti , le erbe e perfino un vecchio alveare.
Più tardi siamo arrivati in un’area nella quale abbiamo prima pranzato e poi svolto due attività: un gioco chiamato < l’albero ritrovato > dove si giocava in due; un bambino doveva essere bendato e un compagno lo doveva guidare verso un albero a sua scelta. Il bendato doveva toccare quell’albero, sentire le sue caratteristiche e dopo doveva essere ricondotto al centro e tentare di ritrovare l’albero.
Poi ci hanno fatto compilare una scheda che ci chiedeva delle informazioni sul bosco e sulla giornata trascorsa.
Alla fine ci siamo incamminati per una discesa rocciosa e un po’ scivolosa, infatti io e qualche altro mio compagno siamo caduti.
Quando siamo rientrati le guide ci hanno salutato e siamo saliti in autobus.
E’ stata una giornata bellissima, mi sono divertito e ho imparato tante cose.
Stefano Z. 4a F
C’è un proverbio sardo che dice : RICCU EST ANDARE A CADDHU , POVERU A SA MOLENTINA . Andare a cavallo vuol dire essere ricchi , perché i poveri vanno in groppa all’asino. Da sempre, in Sardegna, è stato,oltre un mezzo di locomozione, un segno di benessere.
-MENZUS MORZAT SA MUZZERE CHE SU CADDHU .
Dice un altro proverbio (meglio ti muoia la moglie che il cavallo ).
-HOMINE DE PAGU INPITTA , ABBAIDADILU A CADDHU : uomo di poco valore , guardalo quand’è a cavallo ( è qui che si vede chi vale e chi no ).
Proverbi come questi ce ne sono a decine , nel dizionario della saggezza popolare sarda .
Un tempo , i momenti più importanti della vita dell’uomo sardo erano vissuti a cavallo. A cavallo si veniva portati al battesimo ; cortei di cavalieri accompagnavano gli sposi, nel mondo degli stazzi , si correva per gli sposi la corsa &ldquo
I
Cavalcate di cavalli splendidamente addobbati segnalavano l’importanza dei cortei nuziali in Baronia e in Campidano . Il cavallo serviva come mezzo di trasporto di persone e cose ; come strumento di lavoro tanto al contadino , quanto al pastore.
ISOLA CATALANA DI SARDEGNA
Così CHARLES VUILLIER, nelle sue ISOLE DIMENTICATE parla di Alghero.

Alghero è la patria incontrastata del CORALLO.Ci sono molti artigiani che lavorano ciò che nella zona viene “ORO ROSSO” e che ha battezzato il suo territorio “RIVIERA DEL CORALLO”. Il corallo qui pescato è di grande pregio al punto che un dizionario Geografico del 1759 lo definiva il migliore del Mediterraneo.
LA CUCINA
La cucina algherese è molto saporita e il pesce è l’argomento principe. Viene cucinato in mille modi e valorizzato dall’Eccellente olio d’oliva.
Da millenni la vite abita in territorio.
Il piatto tradizionale è
Alghero è il più caratteristico centro turistico della RIVIERA DEL CORALLO, dalle coste ricche di calette, spiagge, pinete, scogliere bagnate da un mare verde smeraldo.
Il Clima è sempre mite.
E’ un vero paradiso per gli sportivi che possono praticare nuoto, caccia, pesca subacquea ecc.

C’erano i giochi delle feste sacre e profane :
dall’ Ardia di Sedilo , consacrata alla memoria di un Santo Imperatore, fino alla Sartiglia Oristanese con le sue prove di abilità nella mira alla “ STELLA “ e nel correre a pariglia .
Gare come queste ne esistevano in tutta
TUTTI GIU’ A ROTTA DI COLLO SUL SELCIATO DI SAN MICHELE!
Fin dalla prima metà del
Anche Cagliari aveva, in una grande festa a cavallo, il centro delle cerimonie collettive. In questa gara , nella via di San Michele, tre o quattro maschere montavano a cavallo cosi vicine l’una all’altra e , cosi correndo , scendevano a precipizio verso il traguardo , senza separarsi mai !
I premi venivano messi a disposizione da ricchi cittadini e consisteva , in genere , in alcuni metri di stoffa o velluto pregiato .
L’età d’oro di queste corse cade fra la metà dell’800 e il primo ventennio del nostro secolo .
I cavalli più famosi erano autentiche STAR!!!
Eleonora D.
Il pane Carasau è uno dei prodotti alimentari più caratteristici dell’Isola: è composto da 2 strati rotondi di pasta cotti 2 volte. Era il pane tipico dei pastori perchè si conservava per molto tempo. Se messo a mollo in acqua bollente condito con salsa di pomodoro, formaggio grattugiato e uova in camicia, prende il nome di pane FRATTAU.
Gesturi è un sorridente centro situato nella Marmilla, ai confini del Sarcidano a
Numerose testimonianze archeologiche attestano la frequentazione fin da epoche remotissime, a partire da Domus De Janas e testimonianze di epoca nuragica (con i nuraghi di Movitrebina, Pisonti, Nennemura, Santu Nicola, Cuccuru Ruinas e Castingianus, oltre la tombe dei giganti) e punico romano. Ricco e suggestivo è il patrimonio architettonico di Gesturi: ben sei chiese con la parrocchiale dedicata a Santa Teresa d’Avila che risale al 600 ( è il paese delle sette chiese )
Particolare attenzione merita la capella di Fra Nicola, Fra Silenzio, figura esemplare a cui Gesturi diede i Natali e ricordato per la sua umiltà e bontà.
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Il paese







Fu inaugurata il 12 Dicembre del 1932 per sfruttare le potenzialità produttive della miniera di SERBARIU che è stata, fra gli anni 30 e 50, una delle più importanti risorse energetiche d’Italia. Serbariu è il luogo dove uomini, donne e ragazze hanno sudato e lottato per il diritto al lavoro e alla dignità.
Per tramandare quella storia è nato un CENTRO ITALIANO DELLA CULTURA DEL CARBONE che ha sede nella vecchia miniera di Serbariu. Il visitatore rifà il percorso dei vecchi minatori: come vivevano, come si trasforma il minerale e come lo si lavora per produrre energia.
Nel piano di Monte Sirai si può visitare l’insediamento Fenicio e, da li, si vedono Sant’ Antioco e Carloforte.
La città offre strutture importanti: IL TEATRO CENTRALE , UNA RICCA BIBLIOTECA, ANFITEATRI, IMPIANTI SPORTIVIE IL PALAZZETTO DELLO SPORT.
Carbonia ospita anche dei musei:
IL MUSEO ARCHEOLOGICO CIVICO: ospita reperti che testimoniano tutte le culture fra il neolitico e il periodo bizantino.
L’INEDIAMENTO DI MONTE SIRAI: qui vi fu una colonia fenicia fondata intorno al 750 a.c. distrutta dai Cartaginesi che la ricostruirono e vi abitarono fortificandola.
C’è la Metropoli fenicia formata da fosse scavate nella terrra o nella roccia e la Metropoli Punica (13 tombe con camere e decorate).
IL TOFET: è il luogo sacro di sepoltura dei bambini. C’è, nel luogo un tempietto è il campo di urne, dove venivano posti i resti cremati dei bambini.
IL MUSEO DI PANTEOLOGIA E SPELEOLOGIA: importante per scoprire la storia evolutiva della terra. Sono esposti oltre 700 fossili animali e vegetali.
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2007-2008 Comunicare, condividere e collaborare ! P.S. In questo blog sono state inserite tante gif, per colorare e animare i testi; sono state prese qua e là sulla rete. Se qualcosa non fosse di pubblico dominio sarà subito tolta, basta lasciare un messaggio!
