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Archivi per: Ottobre 2007

26.10.07

Permalink 20:09:18, Categorie: Laboratori e altro  

Decoupage

La parola francese “decupage” significa ritaglio. È un’arte antica che permette, con l’incollaggio di ritagli di carta, di riutilizzare oggetti altrimenti abbandonati. Dovete procurarvi molte riviste, cataloghi e giornali, con belle fotografia a colori. Gli oggetti da decorare possono essere vari, soprattutto di recupero, che di solito trovate in cantina o nei solai di case: scatole di legno, di latte o di cartone di ogni forma e dimensione, vecchie pentole, bottiglie en altri oggetti di vetro e così via. Per la decorazione, scegliete delle immagini che abbiano uno stesso tema: ad esempio, frutta (solo mele o solo pere), fiori (solo rose), animali (solo gatti).

  1. Ritagliate con precisione il profilo delle vostre immagini e mettetele da parte.
  2. Preparate la colla: in una ciotola mescolate colla vinilica e acqua fino ad ottenere un composto non molto acquoso.
  3. Ora stendete, con l’aiuto di un pennello a punta piatta, uno strato di colla e appoggiate sopra i ritagli; dopo passate uno strato di colla anche sopra le immagini. Eliminate le eventuali bolle d’aria e varie pieghe con il pennello o una spugna.
  4. Dopo l’asciugatura della colla, con un altro pennello, procedete alla protezione dell’oggetto finito, passando una o due mani di vernice trasparente. Dopo l’utilizzo pulite il pennello con acquaragia. Dopo una giornata la vernice è asciutta.
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Permalink 18:21:42, Categorie: Testi, Quella sera ero solo in casa...  

LA CHIAVE

Quella sera ero sola in casa quando sentii un rumore provenire dalla mia stanza, entrai pian piano e vidi sul davanzale della finestra un gatto nero, al collo aveva appeso un amuleto: 

mi avvicinai cautamente al gatto e vidi che era innocuo, così presi l’amuleto e mentre lo osservavo attentamente all’ improvviso dalla mia finestra entrarono tante lucciole che pian piano si riunirono e tutte insieme composero e diedero vita a una strega. Era vestita tutta di nero, aveva un cappello grande con sulla punta un bruttissimo ragno nero e peloso; in mano aveva una scopa color marrone chiaro che partiva dalla spalla ed arrivava fin giù i suoi stivali neri. La veste era piena di pelucchi, e ai bordi della scollatura e delle maniche c’era un merletto sempre nero, il mantello era composto da tanti veli che le partivano dalle spalle. Poi vidi sulla sua mano una voglia rossa, proprio come la mia. La strega mi vide fissare la sua mano e mi disse: “Non aver paura se sono venuta fin qui non e per farti del male, ma per proteggerti.” Io le chiesi spaventata da cosa volesse proteggermi; essa mi rispose: “Io voglio proteggerti dalle streghe maligne Ascari, Antea e Meschari che ti stanno cercando.

So che in questo momento ti starai chiedendo perché ti stanno cercando: la risposta a questa domanda la troverai da sola quando sarai pronta”. Allora le chiesi a cosa dovevo essere pronta e perché. Lei però mi rispose che non c’era tempo e che dovevo andare con lei, io rifiutai ed essa allora disse che se non fossi andata sarebbero morte tutte le creature magiche. Quindi, senza farmi dire una parola, tirò fuori dalla sua tasca una provetta , la getto per terra e un fumo magico ci trasportò in una foresta. Avevo paura, si sentivano tanti rumori non sapevo di cosa. La strega mi vide terrorizzata e mi disse di stare calma, io mi ricordai

dell’ amuleto e lo sfilai dalla tasca; stringendolo nella mano, l’amuleto iniziò a brillare, la strega mi guardò sorpresa, voltai la testa verso di lei, ed essa mi disse: “Sei pronta”

Io, con aria arrogante, risposi: “Pronta per cosa?” Non mi rispose, ma disse: “L’amuleto a trovato il suo spirito.”

Non capii, ma appena finito di parlare, si fermo davanti una grotta; non riuscivo ancora a capire. Tutto d’un tratto, la strega puntò il dito contro la roccia , fissai bene la roccia e vidi che aveva un buco nel centro, la cui forma corrispondeva a quella del mio amuleto; allora essa mi disse che dovevo infilare lì l’amuleto;  spaventata le chiesi perché non potesse infilarlo lei.

Replico: “Ora posso rispondere alla tua domanda: vedi, l’amuleto è la chiave per aprire il portale, dentro questa roccia si trova una formula magica che, se entra in possesso delle tre streghe, darà loro il potere di distruggere il mondo delle creature magiche. Tu sei, tu sei l’unica creatura magica che si trova nel mondo degli umani. Io ribattei: “Magica?”

Essa disse: “Non hai mai notato di vivere le cose come se le avessi già vissute?”

Riflettendoci,  mi resi conto che era vero, ma continuai a non capire: “Perché io?”

La strega rispose: “Cara nessuna creatura magica riuscirebbe a vivere nel mondo degli umani, tu sei speciale, e tutte le creature magiche hanno la voglia rossa sulla mano destra.”

Allora presi l’amuleto e decisa lo infilai nella roccia, la porta si aprì e la strega entrò, fece un incantesimo sulla roccia su cui era custodita la formula, poi ancora prese la formula e la consegnò a me dicendomi: “Il posto più sicuro dove nascondere la formula è nel mondo degli umani ora puoi tornare a casa.”

Così ripeté l’incantesimo della provetta e in un batter d’occhio mi ritrovai nella mia stanza.
By Francesca
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25.10.07

Permalink 20:24:11, Categorie: Disegni  

Città con il cartoncino

Con la prof.ssa di artistica abbiamo disegnato delle città utilizzando i cartoncini colorati. I colori più utilizzati sono stati il blu & il nero.

CLICCA QUI per vedere i disegni

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15.10.07

Permalink 21:24:41, Categorie: Laboratori e altro  

BASKET DAY

Il giorno 6/10/2007 siamo andati alla manifestazione per il basket day organizzato dalla Sevel, per rappresentare la nostra scuola. Una volta giunti presso la fabbrica alle 9:45, ogni scuola ha piantato una piccola pianta per inaugurare la “Sevel Green Gardin”. Prima di entrare nel reparto della Lastratura ci siamo imbattuti in grande colosso di 2,04 m: era Dino Meneghin l’ex star del basket italiano.Con lui ci siamo fatti anche una foto dove in confronto a lui eravamo tutti dei “nanetti”. Appena entrati nella grande struttura che sembrava una città, abbiamo visto un grande campo con sei canestri e degli istruttori. Vicino al campo  c’erano tre stand con delle ragazze che offrivano da mangiare e bere, in più c’erano altre due ragazze che ci davano delle magliette dell’euro basket day. Appena indossate tutti siamo entrati nel campo ansiosi di cominciare il divertimento. C’erano cinque percorsi uno più bello dell’altro. Durante lo svolgimento dei percorsi ci siamo divertiti e scatenati, ma per sfortuna alle 12,15 era arrivato il momento di ripartire. Non c’era scelta, siamo ripartiti stanchi ma felicissimi di aver vissuto quella magnifica esperienza.  
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Permalink 18:15:04, Categorie: Testi, Quella sera ero solo in casa...  

ORRORE A PRIVET DRIVE

Quella sera ero sola in casa quando pensai di portare fuori il cane per fare la sua passeggiata serale. Arrivati al parco di Privet Drive, mi fermai perché il mio cane doveva fare i bisogni. Ad un certo punto udii le urla disumane di una donna. Provai a capire da dove venivano, ma senza risultato. Poi un altro urlo ancora più forte. Provenivano da dietro il parco. Curiosa più che non mai, a vedere cosa era successo: mi avventurai dove non ero mai stata, perché i miei genitori me l’avevano proibito, ma loro erano partiti per una vacanza e non lo sarebbero venuti a sapere. Vidi una scena straziante, sangue per terra e dopo qualche metro il corpo di una ragazza giovane uccisa a coltellate Mi misi ad urlare più forte che potevo, ma poi pensai: “Se urlo arriverà la polizia e risolverà il caso”. Invece io me ne volevo occupare. Avendo visto molti film “007” e polizieschi, sapevo già cosa fare. Essendo cintura nera karate e sapendo manovrare bene il bastone, mi armai di mazza e cominciai a fare indagini sul caso. La vittima doveva essere morta alle 21.35, l’ora in cui avevo sentito le urla, ma non poteva essere così: sembrava morta da almeno tre o quattro giorni: allora chi aveva urlato? Vidi il portafogli, il suo nome era Vittoria Marcucci: era un caso difficile, non avevo nessuna pista, quando vidi un coltello incastrato tra due cancelli di un palazzo, pieno di sangue e pensai: “Se non ci sono schizzi di sangue, la ragazza si è uccisa da sola. Ma come mai, se è morta da alcuni giorni, chi ha urlato?”. Scoprii anche questo. Intravidi una ragazza nascosta dietro un cespuglio. Sarà stata lei? Quando vide che la stavo osservando, lei incominciò a correre e io le corsi dietro fino a quando non si stancò; le chiesi se aveva urlato e lei mi disse di sì, ma perché? Perché era sua sorella. Ormai avevo risolto il caso, chiamò la polizia e scrissi in un biglietto un “soffiata” anonima. Grazie a me era stato risolto il caso  me ne tornai a casa tranquillamente come se non fosse accaduto niente.

By Karen
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01.10.07

Permalink 17:00:14, Categorie: Laboratori e altro  

Monili realizzati con il filo di rame

Prima di tutto, bisogna che vi procuriate una pietra o una conchiglia, e almeno un metro di filo di rame.
Dopo di che, prendete il filo di rame e formate un cappio a un'estremità, per poterlo poi infilare in una collana, se volete che il monile sia un ciondolo, oppure farlo passare nelle chiavi se desiderate un portachiavi.
Poi appoggiate il filo di rame alla pietra o alla conchiglia e iniziate ad arrotolarlo guidati dalla fantasia e dando spazio alla vostra creatività.
Al rame, metallo molto malleabile, si può dare qualsiasi forma.
Infine, per dare un tocco in più, spruzzate il monile con un lucidante trasparente e lasciatelo asciugare per 5 minuti.

Sarà perfetto!

CLICCA QUI PER SCARICARE LE FOTO DEI NOSTRI MONILI!!!

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