Vai ai contenuti | Vai al menu | Vai al campo di ricerca | Vai alla homepage

I tesori della scuola dell'infanzia

raccolta di "produzioni", pensieri, commenti di bambini della scuola dell'infanzia

neologismo 3

 

E. cinque anni

"Quei piccoli di dinosauro erano "sbocciati" dalle uova!"

 

decorazioni

Dopo aver visto antiche decorazioni della civiltà Maya (progetto interculturale EIRE), i bambini della scuola dell'infanzia sperimentano modalità semplici per "decorare" fogli di carta: "Tracciamo delle linee e proviamo a dividere il foglio in tanti spazi, poi li riempiamo con i colori che ci piacciono di più. La regola è: si possono usare tutti i colori, ma gli spazi che hanno lo stesso colore non devono toccarsi."

Acquerelli

 

 Colori a spirito 

 Se vuoi vedere altri esempi o capire in quale contesto didattico sono state prodotte queste decorazioni, clicca su : PROGETTO INTERCULTURALE EIRE- Scuola dell'Infanzia "Il bosco incantato" - Pesaro

guerre e combattimenti

Mirco 5 a.- IL DUELLO

il gioco del calcio

L- 5 anni- Io che gioco al calcio con il mio babbo

Apprendimento collaborativo

L'apprendimento collaborativo nella scuola dell'infanzia I bambini della scuola dell'Infanzia "Il bosco incantato", durante una uscita didattica alla biblioteca, si confrontano nella ricerca di immagini raffiguranti dinosauri diversi tra loro. 

Links utili http://puntoeduft.indire.it/160mila/b/moduli/sintesi/2/b_2_3_1.htm http://www.apprendimentocooperativo.it/cmz403-1204-4255/Il_coop_learning/cos'%C3%A8/Una_prima_definizione.html http://www.apprendimentocooperativo.it/img/infanzia_monfrino.ppt

animali

E. 5 anni -  Lumache felici

M. 5 anni - Pesci nel mare

 

 

M. 5 anni - Pappagallo molto colorato

 

 

S. 4 anni - "Tigre arrabbiata"

 

Impronte di oggetti su piastrelle di creta

L. 5 anni - impegnanto ad ammorbidire la creta 

 C. 4 anni - prepara le piastrelle 

 Piastrelle decorate con impronte di oggetti 

 

 

 

draghi e animali fantastici

Drago

"Anche il mio drago "Sputafuoco" festeggerà il Natale!"
S. anni quattro
drago

il serpente che ride

G. anni quattro materiale utilizzato: plastilina

serpente

Che cosa ha, poi, questo serpente da ridere? Me lo dovreste spiegare!
Già i serpenti non risultano particolarmente “simpatici”, si può credere che siano affascinanti, eleganti, sinuosamente efficienti, subdolamente efficaci, segreti, resistenti, raffinatamente squamosi e opportunamente coriacei... ma non “simpatici”.
Forse questo sorride per la posa disarmonica, il suo profilo frastagliato, il mescolamento del tutto casuale dei colori, l’aspetto buffo - un po’ atipico -, per la sua diversità rispetto alla norma, la lontananza dal modello comune?
Sembra sorridere allegramente… con la solida sicurezza di chi è convinto che tutto sia vano, e in particolare lo sia la forma rispetto alla sostanza. Convinto che, nonostante tutto, lui ”Serpente è!”: famoso tra i simili e tra i dissimili , suscitatore di simboli, archetipi, immagini sacre, ispiratore di racconti e leggende, di storie che accompagnano l’uomo dall’inizio della sua vita sulla terra. Propagatore e comunicatore di culture, della ciclicità della vita, della fertilità della terra. Non è poco! C’è di che esserne entusiasti!
Si, ma G.- mi chiedo- perché lo fa “che ride” quel serpente? E’ il punto di vista dell’alunno che m’interessa.
Certo, come dice Cerquiglini in una sua poesia, “Dei serpenti chi conosce la giungla non teme la bocca né lo strisciare”, ma non mi risulta che G. conosca così bene la giungla in cui vivono i serpenti (né metaforica, né reale). E non ha mai visto un serpente “vero”( li conosce solo attraverso i documentari di Geo & Geo o di Quark, e per le esilaranti baruffe del sibilante Sir Hiss con il Principe Giovanni, nel tenero Robin Hood di Walt Disney).
Piuttosto, come accade a molti bambini, ha una particolare “visione” delle cose: le sdrammatizza e le rende meno lontane da noi, anche se non fanno parte della nostra esperienza quotidiana, le dipinge meno distaccate e minacciose .
Assomiglia a quella del “Piccolo Principe” di Antoine De Saint Exupéry, che rivolgendosi al serpente disse: “Sei un buffo animale. Non sei più grosso di un dito...” “Non sembri molto potente. Non hai neppure le zampe…”
E il serpente rispose: “Sono più potente di un dito di un re.” “…Rimando chiunque io tocchi alla terra da cui è venuto. Ma tu sei innocente e vero e vieni da una stella...Potrò aiutarti, un giorno, se avrai troppa nostalgia del tuo pianeta. Io posso...”
Un bel modo di iniziare un dialogo tra diversi. Forse il mio alunno G. potrebbe capirlo benissimo!

Susanna

mostro marino

A. 5 anni
mostro marino

"mostro marino" con pasta di sale

disegni da tutto il mondo

L00K!-GUARDA!

è il titolo di una mostra internazionale di disegni di bambini di tutto il mondo che si è tenuta a Roma dal 14 al 28 maggio 2005 con la collaborazione dell'UNICEF e del CIAI (Centro italiano aiuti all'infanzia).
mostra
Nel documento informativo rivolto alla stampa si legge:
"La mostra ”Guarda!” (Gestualità ed espressione nel disegno infantile di tutto il mondo), comprende una selezione di 200 disegni di bambini di età compresa fra i 15 mesi e i 7 anni, realizzati in 40 paesi del mondo a partire dagli inizi del ‘900 fino ai giorni nostri.
Circa 20.000 disegni sono stati messi a disposizione grazie a una collezione privata e sono 200 quelli che "Guarda!" esibisce come significativa antologia della mostra. Il curatore ha collezionato molti di questi disegni durante numerosi viaggi in giro per il mondo e una buona parte di questi proviene da lasciti ed eredità.

I disegni mostrano l’esistenza di un linguaggio di immagini universale che prescinde da confini geografici e storici ed inoltre rivela l’esistenza di un processo evolutivo comune a tutti i bambini. In questo modo ci mostrano con grande naturalezza come è possibile far coesistere l’universalità del linguaggio espressivo con la creatività individuale.

Il percorso espositivo della mostra parte dall’origine del segno grafico. La presentazione dei criteri di ricerca osservati e le didascalie guidano l’osservatore suggerendo nuovi approcci e nuove idee. Le forme basiche raffigurate (cerchi, quadrati, triangoli), il motivo della nascente “figura umana”, la rappresentazione del tema della morte, provano che i bambini, anche nei primissimi anni di vita, hanno un immenso e profondo potenziale espressivo. I disegni evidenziano, inoltre, che ogni essere umano ha una grande potenzialità creativa che spesso non viene sufficientemente stimolata o talvolta viene addirittura inibita.
Un video sull’evoluzione del linguaggio immaginativo del bambino completa la presentazione della mostra.
Lo scopo di questa mostra è quindi quello di accrescere la consapevolezza degli
adulti rispetto alle potenzialità espressive dei bambini, di incoraggiarli ed offrire appropriate opportunità per il loro sviluppo, ma anche quello di dare impulso alla riscoperta delle nostre “risorse nascoste”. Si vuole sensibilizzare il visitatore verso ciò che c’è di universale e di originale nell’arte infantile per aiutare a creare, in tal senso, nuovi spazi nella cultura del futuro."

Maggiori informazioni sui contenuti della mostra si trovano sul sito:
http://www.talentino.org/it/
sulle tappe future della mostra:
http://www.guckmal-ausstellung.de/it/1pla/ausstellungen_2.htm

la casa

La casa e l’abitare: l’importanza di uno spazio fisico e simbolico.
Spesso i bambini disegnano una casa, quasi sempre la loro. Inutile dire che questo soggetto riveste uno spazio affettivo e cognitivo grandissimo, legato al proprio senso di stabilità, di sicurezza, di serenità quando questi sono presenti, oppure all'incertezza, alla instabilità, all'inquietudine, quando il vissuto legato alla casa è meno piacevole.
In ogni caso lo stereotipo grafico è spesso anche uno stereotipo culturale, legato alla appartenenza ad un determinato territorio e ad una specifica cultura.
Mi piacerebbe raccogliere in questo spazio disegni di case di bambini che provengono da tutto il mondo.
Se volete inviarle al mio indirizzo e-mail supascu@tin.it, citando solo l'iniziale del nome del bambino e il Paese di provenienza, ve ne sarò estremamente grata. Intanto cominciamo con
G. anni 5- Italia centrale
casa1

Cosa si trova viaggiando per il web:

DISEGNO DI CASE di VILLAGGIO NEL VETNAM
vietnam

tratto dal sito dell'Associazione onlus DIALOGHI

http://www.associazione-dialoghi.com/vietnam/disegni.htm
qui sono presenti altri disegni in cui i bambini di Hanoi raccontano il loro paese e la loro vita.

DISEGNI DI CASE
tratti dal sito della Associazione senza scopo di lucro "ALF" (Accendiamo La Fantasia) http://www.alfitalia.it/due/alf/home_02.asp
inseriti nel Concorso Green Week 2005

Alina - Bulgaria
bulgaria

Kristina- Estonia
estonia

Mikaela - Finlandia
finlandia

mani colorate

mani rosse
DIPINGERSI LE MANI
Per M. (3 anni) è un vero divertimento!

pastablu
SCHIACCIARE PASTA MORBIDA
S. (3 anni)

il regalo

S. 4 anni

regalo

"Un topo che riceve un regalo"

Da "Infanzia.org" Newsletter n. 148 del 30/07/2003
Il disegno libero nella scuola dell'infanzia. Libero da che cosa? Battista Q. Borghi

"...il disegno del bambino ha una funzione rappresentativa attuata attraverso l'utilizzo di 'segni' (script, strutture grafiche inventate e ripetute per un certo tempo) che costituiscono una sorta di grammatica primitiva e spontanea (e cioè informale, provvisoria, le cui regole sono ancora fluttuanti e variabili). In altre parole, il bambino, attraverso l'action painting progetta, per così dire, quello che sarà il proprio prodotto grafico. E l'attività grafico pittorica diviene allora un linguaggio, una narrazione, l'espressione di una propria storia individuale, la rappresentazione di una propria identità personale.
E, si sa, per raccontare qualcosa occorre possedere un linguaggio, un sistema sufficiente organizzato e coerente di segni condivisi (fonici nel caso della lingua parlata e 'segnici' nel caso di quella scritta).
È così che i bambini dell'età della scuola dell'infanzia scoprono, appunto attraverso le attività grafiche, che ai segni tracciati sulla carta può essere attribuita una rappresentatività..."

il sole

A. quattro anni

sole

Volete aggiungere altri "soli" disegnati?
Sarebbe davvero di buon auspicio per il prossimo inverno!!! :-)

Ecco intanto cosa si trova viaggiando per il web:

un bel sole disegnato da Laura
Scuola Media Statale A. Peyron
classe IE
Laboratorio Sui Sentieri dell'Arte Rupestre 1998
Per collegarvi al link:
http://www.comune.torino.it/servizi-educativi/rupestre/soluce.html
sole3

Dal sito : http://www.rimini4.it/SITO/filastrocche/filastrocca_del_disegno/sole.htm
sole-
La filastrocca del disegno è di Maria Grazia Bucceri
- Mamma mi legge - Ed.: La Sorgente -
ed è stata illustrata dagli alunni della classe 2^A
della scuola Elementare Margherita Zoebeli
Santa Giustina di Rimini

Dal sito della Associazione senza scopo di lucro "ALF" (Accendiamo La Fantasia) http://www.alfitalia.it/due/alf/home_02.asp
inseriti nel Concorso Green Week 2005

sole7

Hans Erik - Estonia

sole8

ΧΡΗΣΤΟΣ - Grecia Un raggio di sole che trafigge la pioggia

L'albero e lo spaventapasseri

"albero2
A. 5 anni: "L'albero, il nido, l'uccello , due tarantole e lo spaventapasseri"

albero di fichi

albero

E. 5 anni: "Un albero di fico con uno scoiattolo"

Ospiti in sezione

I PESCI NELL'ACQUARIO
L. 4 anni: osserva e cerca di distinguere i pesci "veri" da quello "falso". pesci

"L'osservare bene è una delle rare doti dell'intelletto umano"
"Non basta [però] neppure che i dati siano stati osservati bene e raccolti in gran numero, ci vuole ancora qualche cosa: comprenderli e ragionare"
Augusto MURRI

Ecco il disegno di E.- cinque anni- dopo aver osservato i pesci
pesci

I CRICETI DI SARA
Sara è contenta di poter mostrare i criceti che tiene in casa ai suoi compagni di scuola. "Sono sempre in movimento , masticano i semi e fanno le guance grosse così!" dice, gonfiando le sue.
criceti1

"Si può aprire la gabbia? Sono pericolosi?" chiede Federico.
"No, si sono abituati anche a stare sulla mano" dice la mamma di Sara e tranquilla ce ne mostra uno.
criceto2

scarabocchio circolare

scarabocchio circolare
G. tre anni : primo disegno a scuola

Un aspetto estremamente rilevante e fondamentale dell’attività grafica infantile, dal primo scarabocchio in poi, è quello “motorio”, che coinvolge la capacità, che il bambino possiede, di controllare la propria mano sul foglio e i segni che, in dipendenza da questa capacità di controllo, egli è in grado di tracciare.
L’evoluzione del disegno, la complessità dello scarabocchio, la capacità di controllare la direzione e la distribuzione sul foglio dei segni si sviluppa e si correla con la capacità del bambino di controllare progressivamente il movimento del proprio corpo in generale e, in particolare, della spalla, del braccio, dell’avambraccio, del pollice e del polso…

Man mano che il bambino acquista la coscienza di poter controllare i suoi movimenti, i segni che traccia sul foglio si affinano e diventano coscienti.
Da questo punto di vista, quindi, la correlazione disegno-movimento non serve solo a conoscere le modalità di sviluppo del disegno stesso, ma a controllare anche le modalità di sviluppo complessivo del bambino, di cui il disegno è uno specchio fedele per ciò che riguarda le caratteristiche della motricità.

Il primo impatto con questa esperienza, in genere, produce tracce abbastanza casuali, che derivano dal fatto che i bambini vibrano colpi sul foglio, dall’alto in basso.
In una fase successiva vengono prodotte tracce leggermente curvilinee, che escono spesso dal foglio, dati dalla semplice rotazione del braccio intorno alla spalla o dell’avambraccio intorno al gomito.
In seguito compaiono movimenti detti di “spazzamento”, cioè un “va e vieni” continuo che risulta da movimenti di flessione o di estensione dell’avambraccio.
Successivamente vengono prodotti scarabocchi circolari, che sono una vera e propria conquista mentale condizionati però dall’aver acquisito capacità di coordinazione del movimento di rotazione dell’avambraccio con quello di proiezione e ritrazione di tutto il braccio.
La rotazione del polso, aggiungendosi a questo complesso movimento, crea la formazione di riccioli, ghirigori, tracciati a spirale che il bambino renderà, via via, più complessi.
Infine la possibilità di controllare il muscolo flessore del pollice (cosa che solitamente avviene verso la fine del terzo anno) permette al bambino che disegna di controllare la creazione di spigoli, angoli e segni più complessi.
Scarabocchiare è, dunque, un esercizio profondamente funzionale allo sviluppo della capacità del bambino di controllare il movimento e di sviluppare le capacità del proprio corpo.

tratto da ( Marco Dallari - "Pastrocchi, macchie, scarabocchi" - La Nuova Italia)

Un link utile a chi vuole cercare di capire meglio il disegno infantile è
Analisi del Disegno Infantile
Cosa disegna il mio bambino? ( 2 - 6 anni)

http://guide.supereva.com/grafologia_e_test/interventi/2001/12/83458.shtml

palline di pasta

S. tre anni
palline di pasta

neologismo 2

A. anni quattro

Vedo una nave che si alluccica di tutti i colori.

nave 2
pittura di Franco Scataglini - La nave misteriosa - 1993

neologismo1

L. 4 anni

"Maestra, loro mi fastidiano!"

bambini che saltano

IL BOSCO INCANTATO

 

L. 3 anni (tecnica: battitura con pennello e tempera). Nel 1997 in un Convegno di Studi, tenutosi a Pesaro, dal titolo “I SEGNI, I SOGNI, LE LEGGI, L'INFANZIA”, il Prof. Franco Frabboni sostenne, in un suo intervento a mio parere condivisibilissimo: “Il voto in infanzia che attribuiamo al ventesimo secolo è pesantemente in rosso. E’ un secolo da “bocciare”, perché colpevole di false dichiarazioni, di giuramenti non mantenuti. Al suo debutto, il ventesimo secolo promise, a lettere cubitali, di volersi intitolare nel nome e nel segno dell’infanzia, di volere passare agli “archivi” come il secolo del bambino e della bambina. Al contrario (di qui la sua impietosa bocciatura) andrà colpevolmente alla storia come il secolo della scomparsa dell’infanzia. E’ imputato di avere spento le due facce della “luna” dell’infanzia: quella fisico-esistenziale e quella simbolico-culturale.” In particolare, a riguardo della seconda scomparsa, quella simbolico-culturale, sosteneva: “i tre luoghi più indiziati di occultare il bambino e la bambina nel bosco di questo nostro secolo al tramonto, i tre luoghi killer dell’infanzia portano rispettivamente il nome di città dei consumi (dove si pratica la proprietà istituzionale del bambino e della bambina da parte dell’adulto genitore e insegnante), di massmedia (dove l’infanzia si fa gallina dalle uova d’oro) e di pedagogia ascientifica (dove l’infanzia, ideologizzata al “singolare”, scompare come simbolo della diversità: titolare di una molteplicità di codici, di pensieri, di sogni, di valori).” Ora nel nuovo secolo la “diversità”, come problema e come proposta di conciliazione con nuove forme di vivibilità, ritorna prepotentemente in scena. Con nuovi rischi e nuove prospettive, la molteplicità dei codici, dei pensieri, dei sogni e dei valori è tutt’altro che azzittita, piuttosto urla prepotentemente (vedi i problemi della globalizzazione, del terrorismo, della multiculturalità...) e si lega ormai indissolubilmente alle facce, ampie, della complessità. In questo quadro, improvvisamente allargatosi, molto più velocemente di quanto noi siamo preparati ad accogliere, la diversità dei bambini ha ancora poche occasioni per esprimersi. I linguaggi più profondi dell'infanzia spesso non sono espliciti, sono interculturali certo, persino intergenerazionali, ma in fondo sono anche molto silenziosi. La scuola dell’Infanzia nella quale insegno si chiama “Il bosco incantato”, un bosco che vorrebbe essere l’esatto contrario del luogo che “divora” e nel quale ci si perde definitivamente. Vorrebbe essere, invece, un luogo dove tutto è possibile, dove gnomi muti possono parlare, dove la difficoltà è una parte del percorso di ricerca, dove accadono cose inaudite e possono trovarsi anche tesori meravigliosi. Un bosco incantato, appunto, non reale, in cui la diversità è la regola piuttosto che l’eccezione. Forse anche di questo, di questi luoghi e di queste voci ha bisogno il mondo, per riappacificarsi con la parte ruvida e crudele della complessità che attraversa il tempo in cui viviamo. Susanna Pascucci - Insegnante Scuola dell'Infanzia "Il bosco incantato" ICS Galilei - PESARO

This site works better with web standards! Original skin design courtesy of Tristan NITOT.