Non voglio con questo dire che i poveri e i disperati hanno licenza di uccidere, perché l’omicidio è sempre bestiale, qualcosa di sconvolgente che allontana gli uomini da Dio, ma spesso è frutto del doversi adeguare ad una vita di ogni giorno che è altrettanto bestiale nei tuoi confronti. Un attenuante tristemente reale.
Attenuanti che non possono essere elargite per uno Stato che si pone sullo stesso piano di un qualsiasi delinquente che uccide a sangue freddo, o che adotta la tortura come espiazione della colpa.
Per non parlare poi dei tanti cristi mandati a morte innocenti, per disinteresse, incompetenza di alcuni avvocati, per errore giudiziario o per indifferenza al valore della vita umana come spesso leggiamo e sentiamo su giornali e televisioni. Un esempio per tutti: il caso di O'Dell, un americano condannato alla pena di morte e molto probabilmente innocente poiché gli fu negato l’esame del DNA che l’avrebbe potuto scagionare.
Mia nonna racconta che nell’estate del 1997 questo caso fece molto scalpore in Italia ma soprattutto a Palermo dove l’ex sindaco Leoluca Orlando si premurò di portare avanti una campagna a sostegno dell’innocenza di O'Dell secondo il sano principio per cui la pena di morte è sempre una inutile barbarie perché punizione che non sconfigge la violenza, ma inevitabilmente l’accresce.
Si provò di tutto per salvarlo: raccolta firme, lettere, telefonate alle istituzioni USA.
Ma tutto fu vano.
Fu tanto il dolore e la rabbia per questa sconfitta…
Una sconfitta non solo per la vittima ma per tutto il genere umano che malgrado due mila anni dagli insegnanti di Cristo non ha acquistato ancora la capacità di perdonare le colpe, salvo che non si tratti di uomini ricchi e potenti per cui esistono sempre mille “scappatoie”.
A quel punto Palermo e il suo sindaco non avendo potuto salvare la vita di un probabile innocente si offrirono di accogliere almeno le sue spoglie. Oggi O'Dell infatti riposa nel cimitero monumentale di Santa Maria di Gesù… con la speranza che il corpo e lo spirito di O'Dell possano riposare e trovare sotto il sole della Sicilia e di Palermo, quella pace e quella libertà che il suo paese gli aveva brutalmente negato.
Io sono credente. Credo in un Dio che è il solo a detenere potere sulle nostre vite e non concepisco che di tale potere si investano i singoli uomini, i tribunali o gli Stati. Spero che lassù si possano perdonare i crimini perpetrati a danno degli esseri umani, anche e soprattutto quelli a danno dei poveri e più deboli, spesso frutto di guerre o d’interessi privati.
La pena di morte non si giustifica mai, neanche in presenza di delitti orrendi. I responsabili delle dittature non sono mai solo i dittatori ma anche le masse che li sostengono e/o che non sanno contrastarli con fermezza. In ogni caso, nessuno può togliere a nessuno il diritto di pentirsi. Non si può punire la crudeltà con la crudeltà.
La condizione di giustizia a mio parere non si misura sulla base della punizione della colpevolezza ma sulla capacità che gli uomini hanno di non creare condizioni per cui diventi facile l’insorgere del crimine.
Una società che ha bisogno della pena di morte per sentirsi protetta è indubbiamente una società debole.
Il diritto alla vita è un principio fondamentale su cui si basa la nostra società e nessuno ha il diritto di toglierla, neanche al peggiore criminale, " Dio condanna il crimine ma lascia spazio per la conversione".
Il libro Marina, scritto da Carlos Ruiz Zafòn e pubblicato dalla casa editrice Mondadori, ha come protagonista un ragazzo impelagato in storie più grandi di lui. Martina De Riggi
III G
a.s. 2009-2010
Gatto Fantasio si era proprio innamorato! Si, innamorato perso! La vacanza a Bombay, in India, stava andando a meraviglia. Nella hall dell’albergo aveva conosciuto una bellissima gattina indiana di nome Powina. Era nera come l’ebano e aveva il pelo lucido e brillante, occhi verdi smeraldo e una coda piumosa. “Bellissima! Non vedo l’ora di incontrarla di nuovo”, ripeteva Fantasio mentre se ne stava seduto al bar dell’albergo.
E Powina arrivò, aveva messo un bel paio di orecchini di perla. Era proprio elegante.
“Buongiorno Powina”, disse emozionato Fantasio.
“Salve, che fai oggi?”, chiese con dolcezza la gattina.
“Nulla di preciso. Magari potresti farmi da guida. Bombay non la conosco e tu si”, disse il gatto sperando di fare una gita con lei.
“Si, andiamo. Ti porterò in un Tempio sacro”, la gattina alzò la coda e camminò verso l’uscita dell’albergo.
Insieme attraversarono la strada, salirono su un taxi e andarono dritti al Tempio.
Colonne altissime di marmo e giada, statue enormi raffiguranti divinità, mosaici e dipinti coloratissimi: il Tempio era una vera meraviglia. Ed era strano, non aveva il tetto.
Fantasio guardava ogni opera d’arte con estremo interesse mentre Powina spiegava il significato e la storia di quel luogo straordinario dicendo che il tetto non serviva perché quando si prega le preghiere salgono al cielo liberamente senza trovare ostacoli.
Quando Fantasio prese per la zampina la bella Powina, la gatta arrossì e si toccò un orecchino.
Una ventata di profumo avvolse Fantasio.
“Ma che succede? Cos’è questo profumo? Da dove arriva?”, disse confuso.
E’ il profumo dei miei orecchini. Queste perle sono magiche. Sono perle di Bombay” rispose sbattendo le folte ciglia nere Powina.
“Orecchini? Profumo? Ma cosa significa?”, domandò esterrefatto il gatto innamorato.
“Le perle di Bombay sono magiche. Producono profumo… ma accade solo quando scocca l’amore. Con il vento, con l’aria, il profumo si espande. Così gli innamorati, se si perdono, sanno come ritrovarsi seguendo il profumo”, spiegò Powina abbassando la testa.
“L’aria porta il profumo e così chi è innamorato non si perde mai”, disse il gatto emozionato.
Fantasio sentì il cuore in gola. Era strafelice! Innamorati e contenti i due gatti si tennero stretti e annusarono il dolce profumo delle perle.
Di colpo arrivò un forte temporale. Pioggia e grandine e refoli di vento portarono trambusto nel Tempio. Molti gatti visitatori e turisti si misero a correre all’impazzata cercando riparo. Fantasio fu travolto dalla folla e perse di vista Powina.
“Powina, Powina, dove sei?”, urlò con tutto il fiato che aveva in gola.
Ma della dolce gattina nera non c’era traccia.
La pioggia cadeva copiosa e Fantasio, completamente bagnato, non sapeva come ritrovare la sua innamorata.
Per terra, tra pietre e sassi, vide brillare qualcosa: era uno degli orecchini di perla di Powina.
L’aveva perso!
Strinse la perla tra le zampe e pensò intensamente. Voleva tanto risentire il profumo… voleva ritrovare la sua gattina. (Continuare)
“Ma come fare?” continuava a ripetere Fantasio che non sapeva da dove cominciare.
Si incamminò velocemente verso l’uscita del Tempio; mentre procedeva, il suo sguardo fu catturato da qualcosa: proprio a lato del corridoio che stava percorrendo vi era una statua, strana, ma bellissima, che raffigurava una stupenda gattina, con due grandi occhi che avevano un’espressione triste e infelice.
Gatto Fantasio rimase alcuni minuti ad osservare quella statua che aveva calamitato la sua attenzione.
“ Quel volto…quel volto io l’ho già visto…” ripeteva fra sé e sé il gatto “ comunque, ora ho cose più importanti da fare!”.
Così dicendo, diede un’ultima occhiata alla statua e se ne andò.
Il cielo, intanto, era ritornato terso e sereno.
Appena uscito, il gatto si guardò attorno. " Dove poteva essere la sua bella Powina?".
Ad un tratto, gli tornarono alla mente le parole pronunciate dalla gattina poco prima della sua scomparsa: “Le perle di Bombay sono magiche. Producono profumo… ma accade solo quando scocca l’amore. Con il vento, con l’aria, il profumo si espande. Così gli innamorati, se si perdono, sanno come ritrovarsi seguendo il profumo”. Il profumo, ma certo! Come aveva fatto a non pensarci prima?
Annusò l’aria, ma… nulla! neppure la minima traccia di quel profumo che con il vento e con l’aria si espande e lega due innamorati.
Eppure…Fantasio non riusciva a capacitarsene, era come se gli orecchini non avvertissero più l’amore e, di conseguenza, non emanassero più alcun effluvio.
Come avrebbe fatto a ritrovare la sua amata, adesso?
Era lì a piangersi addosso, quando all’improvviso in mezzo alla folla vide una gattina nera, col pelo lucido e due occhi verde smeraldo. Fantasio sobbalzò euforico.
“Powina, sei proprio tu? Che gioia rivederti! Ora che finalmente ti ho ritrovata, possiamo continuare la nostra gita!” esclamò, porgendole l’orecchino.
La gatta guardò Fantasio con occhi che non lasciavano trasparire alcuna dolcezza, gli strappò l’orecchino di mano e urlò: “ Non se ne parla proprio! Fattela da solo la tua gita! Addio!”. Poi, Fantasio le sentì dire a bassa voce: “ Finalmente gli orecchini sono in mio possesso!”. Detto ciò, la gatta voltò le spalle e se ne andò.
Gatto Fantasio rimase sbalordito.
“ Ma che le è successo?! Questa non è la Powina che conoscevo!” pensò il gatto ancora sotto choc per quel repentino cambiamento nel comportamento della gatta. “ Eppure, era lei, stesso viso, stessa corporatura, non c’è dubb… un attimo!” esclamò il gatto
“Il profumo! Perché gli orecchini non hanno emanato profumo? Ciò vuol dire che quella gatta non era Powina! Ma allora, se non era Powina, dove si trova la mia amata? E perché quella gatta aveva anche l’altro orecchino dell’amore mio? A cosa le serve?”.
C’era solo un modo per dare una risposta ai tanti perché che si accavallavano nella sua mente: seguire quella ingannatrice! Forse così avrebbe potuto ritrovare la sua amata e scoprire perché quegli orecchini erano così importanti per quella lestofante!
Fortunatamente la gatta era ancora ben visibile tra la folla, così Fantasio, confondendosi fra la gente, la poté seguire senza essere notato.
La gatta camminava con passo deciso e, dalla sua andatura, Fantasio dedusse che aveva ben chiara la meta da raggiungere.
La seguì per circa un quarto d’ora tra vicoli e vicoletti, tra strade ampie e diritte e strade brulicanti di gente che si affollava intorno a banchetti colmi di mercanzia. E fu proprio la merce esposta in una delle tante bancarelle a catturare l’attenzione di Fantasio che, tra le innumerevoli pietre di tutte le forme e di tutti i colori esposte, ne notò una bianca e lucente molto simile ad una perla di Bombay. Nel notarla, il gatto fu colto da un’idea geniale e, senza perdere un attimo di tempo, comprò la pietra. Il mercante, contrariamente a quanto faceva di solito, gliela avvolse accuratamente in un foglio di giornale. Raramente gli capitava di non dover dar fondo alla sua abilità di venditore nel contrattare il prezzo di vendita, per questo motivo, incredulo e quasi grato a Fantasio, aveva deciso di rispettare quel cliente eccezionale incartando la pietra…in un foglio di giornale.
Fantasio infilò il pacchetto in tasca e continuò a seguire la gatta che si diresse col suo passo deciso verso un bazar.
“Questo è il momento giusto per agire!” si disse Fantasio.
Senza farsi notare, si avvicinò alla gatta, con velocità e prontezza scartò la pietra da poco acquistata, infilò delicatamente la zampina all’interno della borsa della micia, prese l’orecchino di Powina, lasciò scivolare dentro la falsa perla, dopodiché con fare felino si mescolò rapidamente tra la folla.
“Avrei sudato meno a catturare un topo!” ammise a se stesso Fantasio il quale, aspettando che la lestofante uscisse fuori dal bazar, giocherellava con la carta del giornale in cui era avvolta la pietra. Lo sguardo per caso si posò su un articolo che denunciava, guarda caso, la scomparsa di molti giovani innamorati, ma l’uscita della gatta dal bazar lo distolse da quella notizia che l’aveva incuriosito.
Fantasio riprese il pedinamento e di nuovo strade e stradine, vicoli e vicoletti fino a…
“ Ma questo è il Tempio!” esclamò Gatto Fantasio.
“ E’ più furba di quanto pensassi. All’inizio, accorgendosi di me, ha cercato di seminarmi poi, non vedendomi più e convinta di essersi sbarazzata di me, è ritornata qui, al Tempio per…un attimo, allora è questo il suo nascondiglio! Mi complimento con me stesso, ora posso anche fare ritorno in hotel! Un bel sonnellino mi farà bene, del resto questa povera imbrogliona non potrà fare nulla senza l’orecchino altrimenti non avrebbe fatto tanto per impossessarsene!”.
Gatto Fantasio era proprio soddisfatto di sé, l’amore gli aveva fatto scoprire abilità che non credeva di avere, ma l’aria… l’aria non portava ancora il profumo che lega due innamorati.
Già pregustava la morbidezza del soffice letto, quando un fruscio lo fece girare di scatto. Da sotto la porta qualcuno aveva fatto scivolare dentro una busta. L’aprì, dentro c’era un foglio nero sul quale in rosso porpora era scritto:
“Sciocco di un gatto,
se desideri riavere la tua amata Powina, all’alba presentati al Tempio con la vera perla di Bombay.
Se ci tieni alla tua amichetta, ti consiglio di venire! E stavolta niente scherzi!”.
“ Vuole che io vada al Tempio? E io ci andrò! Non posso lasciare Powina nelle mani di questa poco di buono!”.
Per tutta la notte Fantasio si girò e rigirò nel letto senza riuscire a prendere sonno. Mille se e mille perché lo agitavano. Fissava l’orologio, ma le lancette era come se si rifiutassero di muoversi. Finalmente ecco spuntare timidamente le prime luci dell’alba!
Prese la perla e si incamminò verso il Tempio.
Prima di addentrarsi nel maestoso edificio, fece un gran respiro. Percorso il corridoio principale, si ritrovò nello stesso punto in cui aveva perso di vista Powina. Si guardò intorno: nulla!
“Il tetto non serve perché quando si prega le preghiere salgono al cielo liberamente senza trovare ostacoli”. Le parole di Powina gli rimbombavano nella testa. Alzò gli occhi al cielo. “Che fare?” implorò il gatto.
Tornò a guardarsi intorno. In un angolo del buio corridoio notò qualcosa. Fantasio accese la torcia che aveva portato con sé. La fioca luce illuminò una scala angusta e tortuosa.
Man mano che scendeva quel luogo diveniva sempre più umido e buio e sembrava non avere fine.
Finalmente intravide in fondo alla scala una porta illuminata da due fiaccole che emanavano una pallida luce.
Gatto Fantasio l’aprì e si ritrovò in un…beh, veramente non si capiva cosa fosse esattamente, sembrava un laboratorio stile tomba egiziana, ma con tanto di riflettori accecanti puntati proprio su di lui; tutto intorno vi era una moltitudine di statue, tutte raffiguranti giovani fanciulli e fanciulle dal volto triste, al centro si ergeva una statua. Nel vederla il gatto esclamò: “Cosa?! Ma quella è la statua che ho visto ieri nel corridoio! Ma que…que…quella è…”
“Si, esatto! E’ proprio lei!” lo interruppe una voce. “Lei è la tua Powina!”.
Fantasio si girò di scatto, davanti a lui c’era la gatta identica alla sua amata.
“Tu non sei la mia Powina!” urlò il gatto.
“Sei perspicace, bravo!” disse la gatta, dopodiché si toccò un orecchio e in un batter d’occhio ecco che si trasformò in una gatta molto più vecchia e dall’aspetto poco piacevole: un enorme brufolo dominava la punta del suo naso aquilino, i capelli rossastri e arruffati le coprivano buona parte del viso e gli occhi, quegli occhi che avevano calamitato Fantasio avevano perso la loro luce e dolcezza.
“ Ma tu chi sei? E come hai fatto a trasformarti in Powina?” chiese esterrefatto Fantasio.
“Io sono Maia Mata, appartengo ad una famiglia di streghe e uno dei miei tanti poteri mi permette di trasformarmi a piacimento!”.
“Cosa hai fatto alla mia Powina?!” domandò preoccupato Gatto Fantasio.
“Niente di grave, l’ho solamente trasformata in una statua, come puoi ben vedere!” .
“Ma perché le hai fatto questo, cosa ti ha fatto di male?” chiese concitato Fantasio.
“ In realtà” disse la gatta “io non ce l’ho in particolare con Powina, ma con tutti gli innamorati! Tutti gli innamorati devono essere puniti!”.
“ Perché tutti gli innamorati devono essere puniti? Io, invece, credo che l’amore sia una cosa meravigliosa, perché negarlo alla gente, tutti devono poter amare ed essere amati!” esclamò Gatto Fantasio.
“Per me non è stato così!” gridò la gatta quasi sul punto di piangere, “nessuno si è mai innamorato di me! Nessuno! E ora tutti devono pagare! Il giorno in cui tu e Powina siete venuti al Tempio, nell’aria si è diffuso il dolce profumo dell’amore e ho capito che c’era un’altra coppia da punire!”.
“La felicità degli altri fa male al tuo cuore arido, ma ti sembra questo il modo di reagire? Che gusto ci provi a far soffrire chi si ama? E poi, perché ti interessano tanto le perle di Bombay?” le urlò Fantasio con tutta la rabbia che aveva in corpo.
“A me l’aria non porterà mai il profumo dell’amore e gli orecchini mi servono ad altro. Devi sapere che le perle, oltre a non far perdere gli innamorati, aggiungono nuovi poteri a quelli che già posseggo. Così potrò cancellare l’amore nel mondo e tutti si pentiranno di non essersi innamorati di me! Avanti, dammi l’altro orecchino, in cambio libererò Powina!” disse con tono misto di rammarico e esasperazione.
Gatto Fantasio guardò la gatta, i suoi occhi non promettevano niente di buono, sicuramente se gli avesse dato gli orecchini avrebbe imprigionato anche lui.
“Scordatelo!” urlò il gatto “ sappi che l’amore è più potente della tua magia!”.
Con scatto felino corse verso la statua di Powina, sfregò l’orecchino: un’ondata di profumo avvolse i due gatti innamorati e su, su si innalzò fino al cielo avvolgendo il maestoso Tempio. Frastornato Fantasio si volse verso la statua che…pian piano perse la sua rigidità, restituendo ai suoi occhi increduli la bellissima Powina.
I due gatti si scambiarono un affettuoso bacio, mentre gli orecchini iniziarono ad emanare un intenso profumo.
Tutti i giovani innamorati, ormai liberi dall’incantesimo, si abbracciavano gioiosi, mentre l’aria si impregnava sempre più del dolce profumo dell’amore a cui niente e nessuno poteva più resistere.
Amore che, essendo cieco si lascia condurre dalle guide fedeli Pazzia e Perdono, inondò con la sua luce l’arida Maia Mata.
“Cosa sta succedendo?!” urlò la gatta.
Ma non ebbe neppure il tempo di pronunciare queste parole che fu trasformata in una flessuosa e affascinante gattina e il suo cuore per la prima volta si intenerì alla vista degli innamorati.
L’amore, magnanimo e più forte di qualunque magia, l’aveva voluto trasformare.
Come sono belle le storie quando finiscono bene!!!
Volete sapere che cosa è successo ai nostri due giovani gatti innamorati?
Si sono appena sposati e vivono felicemente insieme!
Ah, l’amore!
Terzo posto al concorso "Le avventure di gatto Fantasio"
Caterina era una bambina come tante, le piaceva andare a scuola e amava in modo smisurato la natura e gli animali.
Stanca del viaggio e delle avventure vissute, si addormentò cullata dal dolce mormorio degli alberi.
Al risveglio si ritrovò sdraiata sull’erba del boschetto vicino alla sua città, circondata dai compagni e dagli insegnanti.
- Pigrona, ti sei finalmente svegliata! – disse una maestra – Sono bastati quattro passi per farti stancare al punto tale da crollare come un sasso! -
- E’ stato solo un sogno, che peccato! – pensò Caterina e delusa fece ritorno a casa.
Ma l’indomani notò, con sua grande sorpresa, che gli abitanti della città avevano cambiato abitudini: il suo desiderio si era avverato.
Questo racconto ha partecipato e ha vinto il concorso:
Eco - Lucart (la carta che non taglia gli alberi).
(terzo premio al concorso letterario "Allena il tuo cuore" in memoria di Gaetano Conti)

Il libro La bambina con i sandali bianchi è stato scritto da Malia Bellaribi e pubblicato nel 2007 dalla casa editrice PIEMME.

Il giornalino di Gian Burrasca, scritto da Vamba (pseudonimo di Luigi Bertelli), è un classico della letteratura per ragazzi.

E’ un libro per ragazzi scritto da Blue Balliet.
Il romanzo, edito da Mondatori, si ispira al Codice da Vinci.
I protagonisti sono Calder e Petra che, da compagni di classe che a stento si parlano, danno vita a un’intensa amicizia.
La storia inizia con la consegna di tre identiche lettere anonime. Chi le spedisce e perché? Che relazione c’è tra La donna che scrive, un quadro di Vermeer e i due ragazzi ? E Luise Scarpe che ruolo ha nel romanzo?
Il libro tratta di fenomeni inspiegabili e inquietanti premonizioni. Uno dopo l’altro si susseguono avvenimenti apparentemente slegati tra loro, ma che hanno una sola via d’uscita.
Il linguaggio non è semplicissimo ed è inadatto a ragazzi di 12 anni. Nella narrazione l’autore fa largo usa della tecnica del flashback.
Anna Laura Taormina
E’ un libro per ragazzi scritto da Timothèe de Fombelle e illustrato da François Place.
Il protagonista di questa fantastica storia è Tobia, un ragazzo alto un millimetro e mezzo che vive come tutto il resto del suo popolo su un albero.
La storia è centrata sull’amicizia tra Tobia e Leo Blue; il loro è un rapporto speciale, alimentato da grandissima sincerità e da grande affetto.
Nel tempo, la famiglia di Tobia è costretta all’esilio sui Rami Bassi ed è, quindi, necessaria la separazione da Leo. Qui, Tobia conosce Elisha, la sua nuova migliore amica, con la quale instaura un rapporto strettissimo. Con lei vive grandi avventure e, grazie al suo aiuto riesce a salvare i suoi genitori da un pericoloso destino.
L’autore fa uso di un linguaggio semplicissimo per esprimere in modo molto efficace una morale altrettanto elementare: l’importanza degli amici veri che aiutano a superare le peggiori difficoltà.
Anna Laura Taormina
E’ un fantasy-giallo nel quale Antony Horowitz racconta la storia che vive David Eliot in un bizzarro collegio abitato da creature stranissime e minacciato da un’oscura presenza che vorrebbe distruggerlo.
David inizialmente sarebbe stato felice di assistere alla rovina di Villa Ghiacciaossa e dei suoi spettrali insegnanti ma, volendo conquistare l’Infame Graal, un calice dagli immensi poteri che viene dato in premio ogni anno al miglior allievo, cambia idea e decide di scoprire chi trama nell’ombra per distruggere la spettrale scuola e perché.
Vincent King, un nuovo arrivato, insidia la sua prima posizione in classifica, ed una serie di “incidenti” sembrano favorire la sua ascesa in lista …
Chi vuole impedire la vittoria di David e, peggio ancora, minaccia l’esistenza di Villa Ghiacciaossa ?
Per scoprirlo, immergetevi anche voi in questo avvincente racconto dal linguaggio semplice ma ricco di vocaboli inventati e aiutate David a trovare il colpevole di tanti misteriosi fenomeni.
Silvia Buscarello
E’ il più famoso romanzo di Louisa May Alcott ed è un classico della letteratura per ragazzi.
La storia ha come protagoniste quattro sorelle: Margaret, Josephine, Elizabeth e Amy. La loro vita tranquilla è sconvolta dalla guerra di Secessione a cui il padre partecipa. Nel periodo in cui il capofamiglia è al fronte, la famiglia è costretta ad affrontare tante difficoltà che supera grazie alla madre, punto di riferimento per le sorelle.
La situazione peggiora ulteriormente prima per la malattia del padre, poi per quella di Elizabeth. Ma, nonostante il precario equilibrio, la famiglia riesce a trovare sempre una soluzione ad ogni problema.
Simona Pantano
E’ un libro per ragazzi scritto da Peter Freund, autore di altri libri della stessa collana. È un romanzo d’avventura, edito da Il Punto d’Incontro.
Laura Leander frequenta Ravenstain, un collegio tedesco; qui le viene rivelata l’esistenza di un mondo parallelo al nostro, quello di Aventerra. E, proprio in questo luogo, porta a termine la sua missione: liberare il padre, Marius Leander, dalle grinfie degli Oscuri, i quali lo sottopongono alla rigimorte.
Per penetrare nella Fortezza Oscura, Laura deve prima riforgiare Chiarosplendore, la spada della Luce. Per fare ciò necessita del ferro stellare, ingrediente custodito dal Rosso Drago del Fuoco.
Laura è costretta ad attraversare il Regno dei Draghi dal quale nessun essere umano è mai uscito vivo.
Per potere fare ritorno sulla Terra, attraverso il Portale magico, Laura dovrà sconfiggere il Principe Nero, ovvero Borboron, e i suoi Oscuri, .
In questa missione potrà contare sull’aiuto del fratello Lukas, dei paladini Bianchi, di miss Mary, di Percy Valiant, di Alarik Alienor, del professor Morgestern e di Elisyon.
Il messaggio del libro è che non tutte le cose sono come appaiono (mai fidarsi delle apparenze) e che esiste un altro mondo, magari perché no, anche Aventerra, che può essere visto solo dalle persone che ci credono veramente.
Anna Laura Taormina
E’ un romanzo di Silvana Gandolfi, autrice di altri libri per ragazzi come Pasta di drago e La scimmia nella biglia.
Nando, il protagonista, vive come tutti anche se ha sei dita ai piedi che saranno causa delle sue avventure.
Tutto comincia quando uno zio, di origine maya, lo porta con sé in Messico.
La scoperta di una piramide con all’interno un pozzo sacrificale chiuso da una lastra su cui vi sono le impronte di due piedi con sei dita ciascuno è il vero motivo per cui lo zio lo ha voluto con sé.
Poggiando i suoi piedi sulla lastra, Nando attiva un meccanismo che apre il cenote.
Nel tentativo di recuperare il suo walkman, il ragazzo viene risucchiato all’interno del pozzo e si ritrova in una città maya.
L’autrice, oltre che portare nel passato i lettori, vuole comunicare che i difetti possono diventare pregi.
Lorenzo La Spina
L’autore è Herbie Brennan, scrittore de La guerra degli elfi - il nuovo re e de La guerra degli elfi - Il regno in pericolo.
La casa editrice è la Oscar Mondadori e le traduzioni sono di Angela Ragusa.
Il genere è fantasy e i protagonisti sono Henry e Pyrgus Malvae, due ragazzi che, per via delle loro storie che si intrecciano, diventano grandi amici.
Il principe Pyrgus, che odia la sua carica, si mescola alla gente comune.
Henry, nello stesso periodo, vive con angoscia la separazione dei suoi genitori.
Attraverso un portale i due si conoscono. E, nonostante vivano in due mondi completamente diversi, tra loro nasce una grande amicizia e insieme salvano il regno dagli elfi della notte e dai demoni che l’hanno invaso e che insieme costituiscono una grande pericolo. Fondamentale è l’aiuto della sorella di Pyrgus, Aurora, che non conosce altra vita che quella noiosa di una principessa.
Il linguaggio è molto semplice e ciò rende il libro adatto a ragazzi di tutte le età.
Il messaggio, poco originale, è quello che si ripete in moltissimi libri: nella lotta tra il bene e il male, il bene trionfa sempre.
Anna Laura Taormina
Scritto da Dominique La Pierre, il libro è molto interessante in quanto proietta il lettore in un mondo reale quanto drammatico.
Racconta le avventure di Paul Lambert che improvvisamente decide di lasciare tutto e recarsi in India alla ricerca di qualcosa che gli faccia capire il vero significato della vita. Qui, vivendo nelle bidonville di Calcutta a contatto con i più poveri e diseredati, dà un senso alla sua esistenza ed inizia ad apprezzarla.
L’autore ci vuol fare capire che sulla Terra non esiste solo il bello, il benessere o il divertimento, ma esiste anche una realtà fatta di miseria, malattie e fame. E, nei confronti di questa realtà, ciascuno di noi non dovrebbe essere insensibile.
Roberto Perricone
Il Piccolo Principe è un bellissimo racconto scritto da Antoine De Saint- Exupèry.
In questo libro l’autore immagina che un aviatore sia costretto ad effettuare un atterraggio di fortuna nel deserto del Sahara dove incontra il piccolo principe, un ragazzino dai capelli d’oro proveniente da un’altro pianeta e arrivato sulla Terra dopo un lungo viaggio.
Il giorno dopo l’atterraggio forzato, l’aviatore si risveglia al suono di una voce che gli chiede: “Mi disegni una pecora?” Il bambino che glielo chiede è il piccolo principe che inizia a raccontare la sua storia.
Egli viveva su un asteroide, poco più grande di una casa, chiamato B-612, da dove poteva ammirare fino a 43 tramonti e 3 vulcani. L’unica sua compagnia era una rosa.
Un giorno, il piccolo principe decide di lasciare il suo pianeta e la sua rosa per vedere il resto dell’universo. Durante il viaggio, visita 6 asteroidi.
Sul primo trova un re triste perchè non ha uomini per servirlo; sul secondo incontra un uomo vanitoso; sul terzo un ubriacone che beve per dimenticare che beve; sul quarto un uomo d’affari che conta le stelle convinto di possederle; sul quinto un lampionaio che accende e spegne il suo lampione; sul sesto un geografo che attende l’arrivo di un esploratore per saperne di più sulla struttura degli altri pianeti.
Seguendo il consiglio del geografo, il piccolo principe visita la Terra e qui rimane turbato nel vedere un roseto. Constata, infatti, che la sua rosa non era l’unica esistente nell’universo, così come gli aveva fatto credere la stessa.
Deluso, decide di tornare indietro. Durante il viaggio, incontra una volpe con cui istaura un rapporto di amicizia. Grazie ai suoi insegnamenti, capisce che la sua rosa è unica perché se ne era preso cura. Sentendo molto la mancanza della sua rosa, il piccolo principe torna a casa, abbandonando gli amici che lo avevano aiutato, tra cui la volpe che, triste per la sua partenza, gli dice che, tutte le volte che vedrà le spighe d’oro, penserà ai suoi capelli dorati.
L’autore vuole farci capire che a volte dobbiamo separarci dalle persone che amiamo per capire quanto ci vogliono veramente bene e per apprezzarle maggiormente.
Laura Albano - Roberto Perricone
Sabrina e Daphne sono le protagoniste di una favola scritta dall'americano Michael Buckley.
Rimaste sole, dopo la misteriosa scomparsa dei loro genitori, le due sorelline si trasferiscono nella piccola città di Ferryport Landing, a casa della nonna che credevano morta. Qui, le bambine vengono a conoscenza di essere le discendenti dei famosi fratelli Grimm e, in quanto tali, da quel momento avevano il compito di vegliare sugli Eterni, i protagonisti delle fiabe inventate dai loro avi.
Biancaneve, i tre porcellini, il lupo cattivo, i cacciatori di giganti…gli abitanti, insomma, di Everafters (la comunità di tutti i personaggi prodotti dalla fantasia dei celebri fratelli Grimm) popolano la storia, di per sé divertente e intrigante. Ma il ruolo di questi personaggi sarà uguale all’originario? E la vita di Sabrina e Daphne sarà una favola?
Simona Pantano
L’autrice di questo libro è la scrittrice nordamericana Phyllis Reynolds Naylor.
La storia è ambientata nella cittadina di Friendly e ha come protagonista un ragazzino di nome Marty.
Un giorno, durante una passeggiata, trova un cane da caccia. Vedendolo spaurito e tremante, il ragazzo decide di tenerlo con sé.
Lo cura, lo accudisce con tanto amore e gli si affeziona al punto tale che, quando Judd Travers, il padrone del cane, lo incontra per strada con Shiloh (questo è il nome che Marty ha dato al suo amico a quattro zampe) e lo vorrebbe riavere indietro, fa di tutto per potere tenersi il cane, anche perché viene a sapere che l’uomo è un cacciatore che ha l’abitudine di maltrattare i suoi cani.
Giulia la Barbera
L’isola del tesoro è un libro scritto da Robert Louis Stevenson. E’ un romanzo per ragazzi, ma appassiona anche gli adulti.
Parla di un ragazzo di nome Jim che lavora nell’osteria del padre. Un giorno conosce un marinaio che, come bagaglio, aveva solo un baule. Quando il vecchio marinaio muore, il ragazzo apre il baule e trova una mappa contenete le indicazioni per ritrovare un tesoro. Con il suo amico medico, Jim compra una imbarcazione e parte alla ricerca del tesoro. Il viaggio, lungo e movimentato per via di ammutinamenti e attacchi, si conclude con il ritrovamento del tesoro.
Il romanzo, di facile lettura, è adatto a ragazzi che amano le avventure e i colpi di scena.
Giovanni Lo Coco
E’ il primo di una saga di sei libri, che ha come autore Ulysses Moore e come casa editrice “Il battello a vapore”. Il libro narra l’avventura di due gemelli, Jason e Jiulia Covenant, che da Londra si trasferiscono a Kilmor Kove, un paesino della Cornovaglia così piccolo e sperduto da non risultare neppure sulla carta geografica.
Cosa c’è dietro la decisione della famiglia Covenant di lasciare Londra? Ovvio! Una super conveniente offerta immobiliare! Forse troppo conveniente per una villa a due piani, con giardino e spiaggetta privata. Ma i Covenant sono così felici di avere come nuova dimora Villa Argo che nessun sospetto li sfiora.
Arriva settembre, inizia la scuola e qui conoscono Rick, con cui vivranno una straordinaria avventura.
Costretti a spostare un mobile per recuperare la loro palla, i tre scoprono una porta con quattro serrature. Cosa ci sarà dietro quella porta ben nascosta dall’armadio?
I tre ragazzi decidono di scoprire cosa si nasconde dietro di essa e, dopo mille rompicapi, ingegnosi meccanismi da disattivare e messaggi da decifrare, riescono a entrare in possesso delle quattro chiavi e ad aprire la porta.
Con grande stupore si ritrovano in una stanza con quattro porte sopra le quali leggono questa iscrizione: “ Se con quattro una apri per sorte, di quattro tre indica il motto, di quattro due andranno alla morte e una di quattro porta di sotto.”
Il mistero si infittisce e i tre non hanno intenzione di desistere.
Sapranno fare le scelte giuste?
Il libro, molto curato dal punto di vista grafico, è adatto a tutti coloro che amano avventurarsi in mondi sconosciuti. La storia è ben congegnata e tiene col fiato sospeso fino alla fine.
Gabriele Crupi
Siamo gli studenti del corso G della scuola secondaria di I grado "G. Garibaldi" di Palermo.
In questo spazio vogliamo raccontare le nostre esperienze di lettori, suggerire i libri che più ci piacciono e.... tutto quanto riteniamo interessante da comunicare ai ragazzi della nostra età su questo tema.
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