C'era una volta, a fine estate, in una spiaggia ormai deserta, un pupazzo di sabbia dallo sguardo felice.
Passava le sue giornate a guardare il sole, facendosi coccolare dai suoi tiepidi raggi dall'alba al tramonto, e ad ascoltare gli uccelli che cantando gli raccontavano delle loro avventure durante i viaggi attorno al mondo.
Un giorno un cagnolino gli si avvicinò un po' impaurito, gli abbaiò domandandogli chi o che cosa fosse.
Il pupazzo, sorridendo e per niente infastidito, gli rispose che non doveva avere paura di lui e che potevano anche giocare assieme.
All'inizio il cane rimase un po' distante, ma, subito dopo, accettò la proposta del nuovo amico.
I due amici, ormai inseparabili, trascorrevano il loro tempo a giocare e a farsi scherzi di ogni genere, però qualcuno invidioso della loro amicizia, li osservava dal mare: un'onda particolarmente cattiva, si ingrossava a vista d'occhio; poco dopo diventò un'onda anomala che, sollevandosi, assumeva le sembianze di una grande mano, pronta a cancellare la felicità dei due che, quando la videro, si spaventarono cercando aiuto e indietreggiando.
Ad un tratto, un uccello che passava di lì sentì le loro grida di aiuto. Resosi conto del pericolo, tolse dall'ala una bacchetta dalla piuma d'oro: un colpo di bacchetta e tra l'onda e i due apparve un muro gigantesco.
Quando l'onda vide il muro cercò invano di evitarlo indietreggiando, ma ormai era troppo vicina e veloce e si infranse in milioni di goccioline. Il muro si trasformò in sabbia e cadde a terra.
I due si voltarono e videro che le goccioline si erano unite sulla sabbia formando due figure, un cane e un pupazzo.
Matteo, classe 4^ Fabrizio De Andrè
Un giorno vide un’onda da lontano
e capì che veniva contro di lui e allora chiese aiuto.
Un gabbiano magico
lo sentì e corse da lui, ma l’onda era vicinissima.
tornò ad essere tranquillo, anche se solo.
C'era una volta un piccolo cerbiatto che viveva felice con i fratellini e la mamma.
Trascorreva le sue giornate a giocare con loro: si rincorrevano e si nascondevano dietro ai grandi e maestosi alberi del parco naturale di Porto Ferro.
Un giorno un cinghialetto che passava di lì, gli chiese se poteva diventare suo amico, perchè si sentiva solo, nessuno voleva stare con lui.
Il piccolo cervo e il cinghialetto iniziarono a divertirsi assieme, esplorando nuovi angoli di quel meraviglioso bosco incantato.
Purtroppo, un brutto giorno, le due piccole bestiole si imbatterono in tre bracconieri che iniziarono a dar loro la caccia. I due, spaventati, corsero senza neppure pensare dove stessero andando.
Si ritrovarono all'interno di una pineta e videro che i bracconieri li avevano raggiunti. Senza fermarsi, si spinsero ancora più oltre.
I due erano esausti e, senza accorgersene, si ritrovarono ai piedi di una grande quercia millenaria.
Il vecchio e saggio albero sapeva del pericolo che correvano i piccoli e, da uno dei suoi rami, fece cadere una foglia magica che, a contatto col terreno, divenne grandissima, tanto da poterli ospitare entrambi e, sollevandosi in volo, li portò sulla cima dell'albero.
I bracconieri, giunti sotto la quercia, iniziarono a sparare, cercando di colpire le loro prede.
L'albero si arrabbiò tanto e li imprigionò tra i suoi grossi rami che, magicamente, presero vita e, intrecciandosi, formarono una gabbia intrappolando i tre e dicendo loro:
- Immaginate un po' se voi vi trovaste nella stessa situazione di quei due piccoli esseri indifesi; non è giusto quello che state facendo! ... Ora andate via e lasciate i fucili! - .
A quel punto, i rami ritornarono al loro posto, i bracconieri lasciarono cadere i fucili e scapparono via e nessuno li vide più.
E dal quel giorno diventarono grandi amiconi.
Un gabbiano lo sentì e volò subito da lui, vide l'onda avvicinarsi e capì.
| Lun | Mar | Mer | Gio | Ven | Sab | Dom |
|---|---|---|---|---|---|---|
| << < | > >> | |||||
| 1 | ||||||
| 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 |
| 9 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15 |
| 16 | 17 | 18 | 19 | 20 | 21 | 22 |
| 23 | 24 | 25 | 26 | 27 | 28 | 29 |
| 30 | ||||||
