
In piazza d' Italia, una piccola della prima classe pensa forse che è uno spreco lasciare tutti i coriandoli lì, per terra...
.
Ci pensa lei! ed è la sua maestra a farne le spese


Una galleria fotografica di questa allegra giornata
Le foto più belle sono state scattate da m.stro Mario
I bambini e le bambine delle terza di San Donato e di Caniga hanno approfittato di questa giornata per conoscersi. Ricordate? le due classi stanno portando avanti insieme un' attività di geometria sui polimini ![]()
ecco un piccolo filmato
dai bambini e dalle bambine delle due terze
Questa giornata di festa è stata pensata e organizzata dal gruppo Accoglienza e dalla Funzione Strumentale, ins. Anna Maria Cadeddu.

Maestra Franca ci invia anche questa interessante ricerca sui Mamuthones che ha scaricato dalla rete.
Per leggere il file word cliccate sulla parolina evidenziata
i bambini e le bambine insieme alle maestre Franca - Peppina

La documentazione della classe terza di Caniga inerente alla mattinata al teatro Ferroviario dove si rappresentava Il giro del mondo in 80 giorni, della compagnia L'uovo Onlus, Teatro Stabile di Innovazione.
I bambini e le bambine insieme a m.stra Tiziana
Il 13 febbraio alcune classi del nostro Circolo sono andate al Teatro Ferroviario dove si rappresentava Il giro del mondo in 80 giorni, della compagnia L'Uovo Onlus, Teatro Stabile di Innovazione. .
Ecco la documentazione della classe quarta di Caniga.
I bambini e le bambine insieme a m.stra Tiziana

Nella presentazione che segue alcune splendide foto condivise da maestro Mario
e altri disegni di alcuni bambini
di terza:




Se volete leggere i nostri auguri al Maestro cliccate qui:
http://www.educationduepuntozero.it/community/scuola-che-vorrei-auguri-mario-lodi-9-4033004978.shtml
e, cliccate su mi piace
che trovate in fondo agli articoli.
I bambini e le bambine insieme a m.stra Concetta,
classe seconda di Caniga
i bambini e le bambine insieme a m.stra Anna Maria,
classe seconda di Caniga
Mario Lodi. Sognavo una scuola libera ma oggi quell'utopia non c'è più
(La Repubblica del 16 febbraio 2012)
Il celebre insegnante, amico di Don Milani, compie 90 anni. E racconta le rivoluzioni di classe, da Tolstoj alla provincia italiana. Venivo guardato con sospetto dalle istituzioni. Ora ha vinto il modello tradizionale"
Chissà se domani il maestro Lodi guarderà fuori della grande finestra che s´affaccia sul cielo di Piadena, borgo di pianura tra sapori lombardi ed emiliani. Tutto cominciò da lì, da una finestra spalancata sul mondo. «Sì, fu il mio primo giorno di scuola a San Giovanni in Croce, al principio degli anni Cinquanta. Mentre parlavo, uno dei bambini si alzò dal suo banco e andò a guardare cosa succedeva sui tetti di fronte. A poco a poco, anche gli altri fecero lo stesso. E allora mi domandai: lasciar fare o reprimere? Così mi alzai, e insieme a loro mi misi a guardare il mondo dalla finestra». Da insegnante tornava bambino, e gli scolari si facevano maestri. La nuova scuola era cominciata.
Il maestro compie novant´anni, ma nel giorno della festa chiede silenzio.
«Silenzio e meditazione. Noi novantenni possiamo ricordare la nostra vita, le imprese se ci sono, e null´altro. Ci resta poco da vivere e dobbiamo prepararci a questo passo estremo che è la fine». E allora ricominciamo da capo, dal primo fotogramma di un lungo film, la scelta del mestiere.
«Non avrei mai pensato di diventare maestro di scuola. Volevo fare il falegname, vivere in una segheria tra trance e pialle, sgorbie e lime. Il mio modello era Geppetto, l´artigiano di Collodi. Sì, volevo essere come Geppetto con Pinocchio». Sorride Mario Lodi, gli sembra di averla detta grossa. Ma come, il maestro per antonomasia, l´artefice della nuova scuola democratica, l´amico di don Milani, l´incarnazione di quella utopia progressista che attraversò i migliori anni del lungo dopoguerra, ora confessa che avrebbe voluto far altro? In realtà la metafora di Pinocchio rivela molte cose. In fondo anche il maestro Lodi ha trasformato generazioni di burattini in bambini veri. I più antichi tra i suoi scolari hanno oltre settant´anni, calzavano gli zoccoli e oggi sono piccoli imprenditori. Alcuni sono diventati chef illustri, altri hanno trovato la retta via dopo un´infanzia miserabile. Tutti ora continuano a scrivergli, con gratitudine. Ma al principio niente fu facile.
Nato nell´anno del fascismo, a Lodi toccò in sorte di ricevere il diploma magistrale proprio il giorno dell´entrata in guerra, il 10 giugno del 1940. «Mentre Mussolini sbraitava da Palazzo Venezia, io andai a Cremona a vedere gli esiti dell´esame. No, non ero tanto contento. In fondo avevo scelto le magistrali perché duravano meno. A me piaceva soprattutto dipingere, pasticciare con i colori sui tessuti e i foulard di seta. Me l´aveva insegnato mio padre, un operaio socialista con vocazione artistica». Il primo tirocinio scolastico, nella Bassa padana, fu tremendo. «Io avevo in mente l´esperimento inventato da Tolstoj a Jasnaia Poliana, la residenza di campagna dove faceva una scuola libera con figli dei contadini poveri. Incontrai anche io i bambini con gli zoccoli, scalpitanti come cavalli ma profondamente segnati da una scuola autoritaria. Così volevano da me la lezione tradizionale, gli esercizi scritti e i compiti, i timbri con i voti. Un disastro».
Per sognare un mondo diverso, bisogna aspettare la fine del fascismo e della guerra. E anche l´arrivo di una nuova stagione, la ricostruzione morale e materiale dell´Italia. «C´era ancora paura nei loro sguardi, anche molta fame. Ma i bambini cominciavano ad aprirsi, a rivelare il loro mondo interiore non solo attraverso la parola scritta, ma anche con il disegno e la musica, il gioco e il lavoro pratico». Bambini che scoprivano le mani. Bambini spesso "forestieri", abituati a parlare un dialetto diverso. «Nel giorno di San Martino, il padrone delle cascine spostava i suoi contadini di borgo in borgo. Così mi arrivavano questi scolaretti spaesati, che comunicavano in un modo differente. C´era un problema di lingua, lo stesso che oggi affligge i figli degli immigrati. E allora lavoravo su ciò che li univa. Siamo tutti eguali nei dolori, nelle emozioni, negli affetti. E solo con l´amore si riesce a scoprire la vita dei bambini».
Non era solo, il maestro Lodi. Cominciava allora quel Movimento di Cooperazione Educativa che, sulle tracce del pedagogista francese Freinet, portava aria fresca nelle aule scolastiche. A una scuola puramente trasmissiva, dispensatrice di saperi dall´alto, opponeva un insegnamento che contemplava la collaborazione al posto della competizione, il recupero invece della selezione, la ricezione critica piuttosto che l´ascolto passivo. «Volevamo rifondare la scuola democratica», dice oggi il maestro Lodi con la sua bella voce piana, resa fragile dall´età ma ancora nitida, come di chi è abituato per mestiere a catturare l´attenzione. «L´aula rappresentava la società e a scuola si sperimentava la base del vivere civile. Il maestro doveva formare il cittadino responsabile». Una rivoluzione silenziosa, che portava tra i banchi la Costituzione, nella speranza di cambiare il paese uscito da un ventennio di dittatura. E dopo oltre mezzo secolo, maestro Lodi, qual è il bilancio? Lo sguardo azzurro si fa distante, come a difendersi da una realtà che non gli piace. «L´Italia è un disegno incompiuto. Non è nato il popolo che volevamo rieducare, così come non è nata la nuova scuola che avevamo in mente. Se mi volto indietro, se penso al nostro lavoro di quei decenni, mi sembra tutto vanificato.
Oggi è prevalsa la scuola tradizionale, un modello competitivo che somministra nozioni e dà la linea». Non vogliamo teste piene, le vogliamo ben fatte: era lo slogan degli insegnanti democratici. Un´altra favola bella che se n´è andata. Tra gli anni Sessanta e Settanta, i suoi libri ebbero grande successo. Prima le storie collettive di Cipì, il "passero eroico" celebrato da Rodari. Poi C´è speranza se questo accade a Vho, diario didattico degli esordi, e Il paese sbagliato, bestseller einaudiano insignito del Viareggio. «Venne da me Giulio Einaudi con le bozze in mano», ricorda ora divertito. «"Troppo lungo", decretò. "Le lascio un paio d´ore per tagliarne duecento pagine"». Il maestro Lodi diventò una star della pedagogia innovativa, vincitore di premi internazionali, ma nelle scuole della Bassa padana la vita non era mai facile. «Quando andava bene, il direttore didattico mi lasciava fare. Così accadde a San Giovanni, dove insegnai tra il ´51 e il ´56. Ma più tardi a Vho le cose andarono molto peggio, tra le resistenze delle gerarchie scolastiche e l´ostilità degli altri maestri. La scuola tradizionale era più semplice: libro di testo e compiti in classe, non bisognava inventare niente».
Il maestro Lodi veniva guardato con sospetto. La sua aula era tutt´un via vai di strana gente, lunarmente distante dall´istituzione scolastica. «Mi mettevano in classe molti ripetenti, ragazzi difficili che reagivano alle avversità con violenza e dissipazione. Così facevo venire il medico che illustrava gli effetti del fumo in polmoni giovani. E con il contadino uscivamo in campagna, e insieme al pescatore arrivavamo fino al fiume. E contemporaneamente spiegavo storia e geografia». Non è un caso che don Milani adottò alcune delle sue tecniche didattiche, soprattutto quella della scrittura collettiva dei testi. Senza Mario Lodi, non ci sarebbe Lettera a una professoressa della scuola di Barbiana. «Conobbi don Lorenzo nel 1963, grazie al mio amico Giorgio Pecorini. Il suo esperimento viene oggi raccontato come una scuoletta di campagna, in realtà era una scuola di altissimo livello. Era un pezzo dell´Italia che viveva autonomamente la sua libertà. Don Milani fu il primo a lanciare l´idea di scuola universale – trasformare la scuola in uno strumento di democrazia – ma non tutti hanno capito la profondità del suo pensiero». La sua casa di Drizzona, a pochi chilometri da Piadena – metà cascina, metà convento benedettino del Seicento –, è ancora tappezzata dei disegni dei bambini di sessant´anni fa.
Con i soldi del premio Lego ha trasformato le stalle nella Casa delle Arti e del Gioco, che oggi ospita seminari e laboratori per gli educatori. Ritratti colorati e storti, facce viola e case trasparenti, perché «i disegni dei bambini non sono mai sbagliati ma sempre rivelatori di universi intimi». Ecco il profumo del fiore disegnato da Cosetta, la sua primogenita, e l´arcobaleno dipinto da Rossella, la seconda figlia che non lo lascia mai. Lui cammina incerto nelle gambe, sorretto dalla moglie Fiorella, che qualche volta gli presta le parole. E al maestro di oggi cosa suggerirebbe? «Possedere un cuore, che è un motore potente. E poi attaccarsi al bambino, seguirlo con dedizione, riuscire a scrutarne i talenti nascosti. Senza mai dimenticare che il compito della scuola è trasformare un gregge passivo in un popolo di cittadini pensanti». No, non si arrende Mario Lodi. Ma nel giorno della festa, per favore, fate silenzio.
Guardate fuori dalla finestra, insieme al maestro, ma in silenzio
Questo articolo l'ho letto nel blog Rob&ide , la rete di scuole di cui facciamo parte anche noi.

Caro Mario Lodi,
noi siamo i bambini della classe terza di Caniga.
Noi, insieme alla maestra, stiamo leggendo il tuo libro intitolato Cipì.
Ci sta piacendo molto perchè Cipì è molto divertente.
Leggendo le tue pagine proviamo tante emozioni e sviluppiamo la nostra fantasia.
Noi vorremmo sapere perchè ti piace tanto scrivere sulla natura.
Tanti auguri di buon compleanno e mi raccomando continua a scrivere i tuoi bei libri sulla natura. Noi li leggeremo sicuramente.
Con affetto,
i bambini e le bambine insieme a m.stra Tiziana,
classe terza di Caniga
Cipì è un passerotto che vive in un nido sotto la tegola di un palazzo. Sua madre ha deciso di chiamarlo così perchè quando è nato faceva cipì invece che cip come i suoi fratelli.
Cipì è piccolo e senza piume perchè è appena nato.
Lui sbatte le alucce e si gira da una parte all' altra perchè crede che il nido sia troppo stretto per lui.
Lui è simpatico, birichino, testardo e fa arrabbiare i genitori perchè è disobbediente.
Lui è coraggioso, curioso, fa tante domande e vuole esplorare il mondo.
Un giorno, saltando da una parte all'altra di un camino, cade in un buco nero e rimane prigioniero in una casa.
Lì viene inseguito e maltrattato e riesce a scappare solo con l'aiuto di Mami, sua madre.

E i versini che Enrico ha ideato per Cipì
Cipì
Son nati son nati
son dolci e carini,
sono un amore di tre uccellini.
Due fan Cip e un altro Cipì
la mamma sospira: - E' fatto così! -
Lui è coraggioso e
pure curioso.
E' un po' testone
si crede un maschione.
E' stato incatenato
e grazie a sua madre è fuggito,
la sua avventura ha raccontato
e i passeri lo hanno lodato.
I bambini e le bambine - insieme a m.stra Tiziana - augurano uno speciale compleanno a Mario Lodi,
classe terza di Caniga
Tanti auguri a Mario Lodi
dai bambini e dalle bambine, insieme a m.stra Tiziana,
classe terza di Caniga
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clicca sull'immagine per visionare il .PDF |
I bambini e le bambine, insieme a m.stra Tiziana,
classe terza di Caniga
Cosa c'entrano i pappagalli con le maestre e con il Carnevale?!!!
C'entrano, c'entrano!

maestra Rosalba
ha ideato una nuova categoria di maschere.
Grazie, maestrina!



da Roberto D. a tutti/e noi un' atmosfera quasi fatata
I bambini e le bambine con i loro genitori condividono questi bei momenti sulla neve a Caniga

La Quarta offre fiori (e un cuore grande...) e Daniele della Terza cuori
E quest'anno il
inizia dalla classe prima.
Che belle mascherine colorate hanno preparato i/le piccoli/e

Di seguito tre filmati dove alcuni bambini/e della Terza illustrano i loro lavori.
I bambini e le bambine insieme a maestra Rossella salutano la classe terza di Caniga e maestra MariaGiovanna
Nel filmatino che segue vengono presentate alcune delle attività con i duomini che hanno coinvolto i gruppi
I bambini e le bambine insieme a maestra Maria Giovanna salutano la classe terza di San Donato e maestra Rossella.
Un altro gioco da risolvere, quasi un' illusione con i duomini 


Giovanni e Daniele,
terza di Caniga
Giulia ed Enrico raccontano le loro osservazioni sui duomini
Ciascuna immagine è collegata a un filmato e, cliccandoci sopra, potrete ascoltare le parole dei piccoli.
Alcune ipotesi dovranno essere maggiormente analizzate e anche riviste, ma quanto è bello sentirli raccontare.
Enrico e Giulia,
classe terza di Caniga
ps. il primo filmato è un po' pesante, non sono riuscita a ridurlo ulteriormente.
Giocando con i duomini, Daniele e Giovanni hanno ideato questo gioco e invitano i loro compagni e i nuovi amici della terza A di San Donato a risolverlo


Giovanni e Daniele,
classe terza di Caniga
Golomb siamo certi si compiacerà se gli capiterà di leggere la filastrocca inventata nella Terza A di San Donato; è strepitosa


I bambini e le bambine insieme a maestra Rossella
|
cliccando sull'immagine ascolterete la storia dei polimini. |
I bambini e le bambine insieme a maestra Maria Giovanna salutano la classe terza A di San Donato e maestra Rossella.
Terza di Caniga
Con la tecnica del brain storming emergono idee creative
I bambini e le bambine insieme a maestra Rossella salutano la Terza di Caniga e maestra MariaGiovanna.
classe Terza A di San Donato
Una giornata da conservare nei ricordi più allegri![]()
da Fabrizio A.
- della terza - e da Stefano M.
- della seconda - a tutti/e noi
Guardate qui che cosa hanno combinato in quel di Caniga
i piccoli e i grandi condividono allegrie
Maestro Mario illustra l'attività:
L'attività è stata condotta nel campetto della scuola.
Gli alunni, disposti in cerchio, hanno rilevato il nord magnetico con la bussola, dopo aver verificato che non ci fossero linee elettriche e oggetti di ferro nelle vicinanze.
In tal caso, la bussola avrebbe risentito delle interferenze e l'indicazione non sarebbe stata attendibile.
Utilizzando il cerchio che delimita il centrocampo come base, abbiamo tracciato i punti cardinali; ciascuno ha tracciato il punto cardinale nella posizione che occupava nel cerchio.
Io ero il SUD, come al solito ...
Quindi, abbiamo orientato tre carte geografiche: Sardegna, Italia, Europa.
Le carte venivano disposte al centro del cerchio.
Abbiamo rilevato la direzione di alcune città della Sardegna: Cagliari, Olbia, Alghero.
Lo stesso lavoro è stato esteso all'Italia (Roma, Torino, Milano), all'Europa (Parigi, Londra) e all'Africa (Egitto), visibile nella carta dell' Europa.
A turno abbiamo rilevato il nord magnetico, orientato correttamente la carta, indicato la posizione di città e nazioni sulla carta e nella realtà.
Uno splendido sole ha illuminato tutta l'attività.
L'attività è stata coinvolgente e, successivamente, nell'aula multimediale abbiamo misurato le distanze, espresse in Km, tra la nostra scuola e le principali città italiane ed europee utilizzando il software Google Earth.
Un altro filmato sull'esperienza
Ci siamo divertiti.
Nota del maestro:
Di proposito, ho trascurato il discorso della declinazione magnetica: non era funzionale in quel momento e avrebbe aggiunto teoria e tolto pratica.
"Abbiamo" fatto finta che nord geografico e nord magnetico coincidessero.
I bambini e le bambine insieme a maestro Mario,
quarta di Caniga
La signora Simona Migaleddu, cugina di Alessandra, la mammina di Fabrizio della terza, che mi ha inviato le foto, segnala altre spettacolari evoluzioni di grandi stormi di uccelli nel cielo invernale di Caniga
Grazie Simona e grazie Mammina Alessandra per questa condivisione
Non avevo mai visto così tanti uccelli volteggiare sopra il cielo di Caniga.
Uno spettacolo, anche insolito. Da cosa dipenderà?
Oggi - 12 febbraio - aggiorno il post per inserire la splendida poesia che i bambini e le bambine, seguiti da m.stra Tiziana, hanno inventato su questo avvenimento.

per visionare il file .PDF cliccate sulle paroline.
I bambini e le bambine insieme a m.stra Silvana,
quinta di Caniga
Un evento eccezionale la neve a Sassari, e molteplici i contributi che la descrivono


SASSARI con la neve,
un pupazzo-doc da m.stro Mario![]()
da maestra Rossella (e dal suo terrazzo)
a tutti/e noi
SASSARI - 7 febbraio 2012

da Roberto a tutti/e noi
SASSARI - febbraio 2012
da maestra Paola
a tutti/e noi
SASSARI - 6 Febbraio 2012
Sassari imbiancata!

I bambini e le bambine della 3A di Caniga e della 3A di San Donato hanno deciso di accorciare le distanze e iniziare a conoscersi qui, nel blog della nostra scuola.
La proposta di noi insegnanti è piaciuta così tanto che tutti/e hanno voluto preparare dei disegni per gli amichetti 'virtuali'
.
Attraverso queste pagine scopriranno insieme curiosità e problemi della geometria e, in particolare, si divertiranno con i Polimini, un'attività geometrica accessibile e significativa.
Il lavoro collaborativo comprenderà diverse fasi:
Le maestre Rossella e MariaGiovanna


Con semplici parole:
I bambini possono imparare gli uni dagli altri e insegnare gli uni agli altri.
Ho appena ricevuto per posta elettronica un contributo natalizio dal plesso di Bancali.
Ammirate le loro creazioni.
I bambini e le bambine insieme a m.stra Manuela,
classi prima e terza
I bambini e le bambine insieme a m.stra Silvana,
quinta di Caniga
Verbalizzazione dell'attività
Occorrente:
colla, forbici, scatola, cartoncino colorato, carta crespa, carta roccia e matita.
Procedimento:
Prendi la scatola e taglia una delle facce grandi.
Disegna con la matita dei dinosauri - che andranno colorati e successivamente ritagliati - su un cartoncino.
Con la tua fantasia crea un paesaggio con la carta crespa e la carta roccia.
Alla fine incolla i dinosauri.
Ed ecco la tua scatola dei dinosauri.
I bambini e le bambine insieme a maestra Anna Maria,
classe terza di Caniga
I bambini e le bambine insieme a m.stra Silvana,
quinta di Caniga

Febbraio
E' febbraio un monellaccio
molto allegro e un po' pagliaccio;
ride, salta, balla e impazza,
per le vie forte schiamazza;
per le piazze e per le sale
accompagna il carnevale.
Se fra i mesi suoi fratelli
ve ne sono dei più belli,
il più allegro e birichino
sempre è lui, ch'è il più piccino.
di Manfredo Vanni
Divertimento in palestra


I bambini e le bambine insieme a m.stra Silvana si destreggiano abilmente
quinta di Caniga
| Lun | Mar | Mer | Gio | Ven | Sab | Dom |
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