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Dettagli del messaggio: SPECIALE PINOCCHIO: PARLA ASCANIO CELESTINII

05.12.11

Permalink Categorie: Rob&ide   Italian (IT)

SPECIALE PINOCCHIO: PARLA ASCANIO CELESTINII

RAI SCUOLA

"Si, parlo di te, povero Pinocchio, di te che sei cosi dolce di sale, da credere che i denari si possano seminare e raccogliere nei campi, come si seminano i fagioli e le zucche. Anch`io l`ho creduto una volta, e oggi ne porto le pene. Oggi (ma troppo tardi!) mi son dovuto persuadere che per mettere insieme onestamente pochi soldi, bisogna saperseli guadagnare o col lavoro delle proprie mani o coll`ingegno della propria testa." C.Collodi

“Io penso sempre che il vero finale di Pinocchio sia il momento in cui esce dal ventre del mostro col papà e muore.”

Accanto all`attore Ascanio Celestini, in questa puntata dello Speciale Pinocchio intervengono anche: Margherita Hack (astrofisica), Rossana Dedola (psicanalista), Alessandro Zaccuri (critico letterario) e Antonello Fassari (attore). Riportiamo qui di seguito alcuni passaggi dell`intervista di Celestini presenti in questa e nella puntata "Speciale Pinocchio: parla Antonello Fassari".

“La prima cosa che c’è da dire della Toscana di Collodi è che è collocata nel passato [...], un passato probabilmente recente, [...] un po’ differente dai luoghi delle fiabe della tradizione, che normalmente non sono mai luoghi reali. [...] Nel racconto di Pinocchio [...] però c’è un luogo vero. È un po’ quello che accade in un altro tipo di racconto della tradizione orale che è la leggenda o anche in alcune particolari storie di streghe dove i luoghi sono molto reali.”

“Pinocchio incontra tutta una serie di persone cui chiede l’elemosina. Non riceve aiuto da nessuno. Riceve solo proposte di lavoro. [...] L’unica persona che davvero aiuta Pinocchio è una donna che gli fa bere l’acqua, che gli offre da mangiare e che scopriamo essere una fata. È come se un bambino povero, vagabondo, che cerca un tozzo di pane e un bicchiere d’acqua, l’unica persona che può davvero aiutarlo è una persona che si colloca al di là dell’umano, addirittura una fata, [...] che la prima volta che compare è una bambina morta. [...] La morte incombe continuamente. Questo è un bambino che rischia continuamente di morire. [...] C’è un terrore che riempie queste pagine che fa felicemente a cazzotti col confettino e col panino imburrato sotto e sopra.” “Rispetto al ventre del pescecane è stato scritto tantissimo. [...] Letta in maniera molto semplice[...], è una bella cosa che finiscano lì. È una bella trovata. [...] Nella lettura di Pinocchio è tutto assolutamente visibile. Noi lo vediamo, vediamo continuamente quei luoghi, noi lo vediamo incatenato che fa il cane, noi ce lo immaginiamo con le orecchie lunghe, lui che diventa asinello, il circo... Sono tutti ambienti straordinari. Il teatro dei burattini, il circo, la scuola. E quindi questa scena. Questo pezzo di cinema che è questo ventre di mostro [...].. Una grande visione, straordinaria. È molto facile dire che è un viaggio negli inferi. È l’ultima tappa di un viaggio iniziatico. Però è soprattutto una straordinaria immagine che in un racconto che è tanto scritto e tanto orale [...] è immediatamente comunicabile.”

“Credo che il fatto che Pinocchio non impari dai propri errori dipenda soprattutto dal fatto che Pinocchio non è perfettamente consapevole del fatto che siano degli errori. E poi anche lì dove prende consapevolezza che sta commettendo degli errori, almeno dal punto di vista degli adulti, sostanzialmente non è che gli interessi molto. [...] Nonostante sia una sorta di grande romanzo di formazione con tanto di viaggio iniziatico [...], realmente lui non si forma mai. Un’educazione come la vedono i grandi non ce l’ha mai veramente. Ce l’ha, sì, nel momento finale, dove però in qualche maniera il personaggio è morto, è forse anche più noioso, più triste. Nel momento in cui lui capisce che ha fatto tutti quegli errori e diventa buono e diventa addirittura un bambino.” “Io penso sempre che il vero finale di Pinocchio sia il momento in cui lui esce dal ventre del mostro col papà e muore. Lì c’è un momento in cui Pinocchio dice : “Papà, io muoio”. Poi viene salvato dal tonno e quindi da quel momento in poi diventa un bambino buono. Però ecco, la finalità della scrittura di quella storia non è fare in maniera che Pinocchio impari dai propri errori, ma fare in maniera che Pinocchio non cambi mai e che rimanga sempre quel bambino lì, quel bambino di legno. [...] Quel finale di lui che diventa bambino, infatti tutti cercano di interpretarlo in modi differenti, non c’entra più, non serve più alla storia. Lui già è un bambino. E lo è in tutti i monologhi. Parla come parla un bambino. [...] Diventando grandi normalmente cerchiamo di diventare ordinati, di aprire e richiudere digressioni, eccetera… Invece il bambino no, c’ha ancora tutto davanti e non riesce a riordinarli gli oggetti, per cui ti dice quello che vede. E te lo dice in maniera disordinata. Pinocchio è bambino dal primo momento. Non serve che diventi un bambino in carne e ossa.”

Rob&ide - Coppelia - Tucano - Pinocchio 2.0

In questo blog sono documentate alcune interazioni che hanno consentito la nascita di Rob&Ide, Ignoto Transformer, Operazione Androide, Narnia, Coppelia, Roberta, Pinocchio 2.0, Tucano, "Raccontare i Robot", insomma di tutti quegli oggetti/soggetti inanimati che hanno preso e prendono vita -o piu' vite- grazie alla collaborazione e cooperazione di genitori, studenti e docenti dalla scuola dell'infanzia all'universita', italiani e non. I percorsi, avviati in diverse forme ormai da molti anni, sono di volta in volta aggiornati ed arricchiti dalle news del 2.0. Le ipotesi presto diventano realta' all'interno di spazi condivisi, mondi virtuali e vari ambienti di apprendimento; incontri in presenza, e-mail, chat, forum Robot@Scuola, mailing-list ed altre vie di comunicazione sincrona/asincrona costruiscono ponti, reti. Social network, wiki, blog, podcast, video di youtube costituiscono alcuni dei molti luoghi del progetto dove trovano spazio fantasia, creativita' connesse a scienze, ICT, robotica e vengono accolti suggerimenti, canzoni, filmati, ricordi, curiosita', giochi, link a materiale informativo, immagini virtuali statiche, dinamiche, foto, disegni, free software, "storie divergenti", e tanto altro ancora. Chiunque puo' partecipare unendosi, in facebook, a Pinocchio 2.0, o al blog Rob&Ide.

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