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Dettagli del messaggio: Pinocchio 2.0 info: Jacovitti e Pinocchio [scuola primaria Pintadera]

02.03.12

Permalink Categorie: Rob&ide   Italian (IT)

Pinocchio 2.0 info: Jacovitti e Pinocchio [scuola primaria Pintadera]

Jacovitti e Pinocchio
Articolo di Luca Ceccarelli:

Le avventure di Pinocchio sono state da sempre fonte di stimolo creativo per la produzione di illustrazioni, specialmente per la produzione di cicli a corredo delle varie edizioni del romanzo. Non solo perché, trattandosi di un romanzo destinato principalmente ai fanciulli, è più suscettibile di essere illustrato per la pubblicazione, ma anche perché è la stessa fervida fantasia collodiana a fornire una molteplicità di situazioni che offrono il destro alla creatività degli illustratori. Già la prima edizione de Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, apparsa a puntate sul «Giornale per i Bambini» ebbe una parte dei capitoli corredata dai disegni di Ugo Fleres, e la prima edizione in volume dell’opera di Carlo Collodi (pseudonimo dello scrittore di libri per ragazzi Carlo Lorenzini) pubblicato nel 1883 dalla Libreria Editrice Felice Paggi di Firenze, venne accompagnata da una serie di disegni di Enrico Mazzanti. Lo stesso avvenne anche per le successive, come quella del 1901 le cui illustrazioni furono prodotte dal pittore Carlo Chiostri e quella del 1911 per l’editore Bemporad, le cui illustrazioni vennero eseguite da Attilio Mussino. Numerosi altri illustratori e incisori si cimentarono con le illustrazioni del romanzo, che godette di un’immensa fortuna editoriale, apprezzato non solo tra i più giovani. C’è da riconoscere tuttavia che le fatiche di questi illustratori approdarono a risultati piuttosto discontinui. Nel caso di Ugo Fleres ed Enrico Mazzanti, si tratta di disegni a matita che appaiono spesso alquanto frettolosi, più schizzi che opere finite. Più maturi e graziosi il ciclo di disegni a matita realizzato da Carlo Chiostri e il ciclo di acquerelli realizzato nel 1910 da Attilio Mussino, ma in entrambi i casi non siamo molto al di sopra delle illustrazioni delle stampe popolari. Si distinguono negli anni successivi alcuni altri illustratori di Pinocchio: di particolare vivacità e allegria i disegni in bianco e nero del 1921 di Sergio Tofano, per l’edizione della Libreria Editrice Milano (Tofano aveva creato il Signor Bonaventura per il Corriere dei Piccoli); l’edizione di Beppe Porcheddu del 1941 per la Paravia; di Vsevolod Nicoline per la Italgeo Editrice nel 1944; i disegni che vennero realizzati da Walt Disney non a corredo di un’edizione del romanzo, ma per il discusso film animato che uscì negli USA nel 1940. È vero che nella pellicola molte sono le modifiche della trama rispetto all’opera letteraria, e che spesso la storia scade in un sentimentalismo poco consono allo spirito del romanzo, ma d’altra parte il Pinocchio di Disney è uno dei primi a uscire con decisione dal cliché del pupazzo di legno rigido e allampanato. È un Pinocchio pieno di vita, che canta, balla, piange, salta, e non meno vitali sono altri personaggi, a cominciare dal Gatto e dalla Volpe, illustrati come due divertenti bricconi. L’edizione italiana del film uscirà nel 1947, e per tutti gli anni ’50 e in parte anche in seguito i cicli di illustrazioni del romanzo di Collodi saranno influenzate dal disneysmo: un cromatismo vivace, con prevalenza del rosso, dell’azzurro e del verde, un Pinocchio che somiglia più a un grazioso ragazzo dei suoi tempi che a un burattino, paesaggi che tendono a perdere del tutto la patina popolaresca delle prime serie di illustrazioni per somigliare a quelli delle fiabe dei film di Disney. Una prima parziale eccezione è costituita dalle serie di illustrazioni prodotte per il romanzo di Collodi da uno degli illustratori più amati e apprezzati in Italia, quel Franco Benito Jacovitti che è stato definito il Brueghel del fumetto, e che inventò numerosi personaggi che restano ancora nella memoria degli italiani (e non solo, perché le sue opere hanno fatto il giro del mondo). Un aspetto forse non molto noto della produzione di Jacovitti riguarda la sua attività di illustratore di opere narrative per ragazzi. Tra di esse ricordiamo Il flauto magico, famosa fiaba dei Fratelli Grimm pubblicata dalla Editrice La Scuola nel 1946, Gli incantesimi del Mago Pampus di Lina Guerrini pubblicato dalle edizioni AVE nel 1947, Alice nel paese delle meraviglie, il capolavoro di Lewis Carroll, di cui Jacovitti illustrò l’edizione dell’Editrice La Scuola nel 1954. Tuttavia, mentre alle opere suddette Jacovitti si dedicò una sola volta senza più ritornarci sopra, il rapporto con Le avventure di Pinocchio, di cui era un appassionato ammiratore, lo ha accompagnato nel corso dei decenni, spingendolo a occuparsene per ben tre volte. La prima volta che Jacovitti illustrò Le avventure di Pinocchio fu tra il 1942 e il 1943. Aveva appena vent’anni, ma già una lunga pratica del disegno che si era affinata negli anni dell’adolescenza con la frequentazione del liceo artistico e poi nelle prime collaborazioni con il settimanale cattolico per ragazzi Il Vittorioso, con cui l’artista collaborava già dal 1939. Su richiesta di Vittorino Chizzolini, pedagogo ed esponente bresciano dell’Azione Cattolica che lavorava per l’Editrice La Scuola, il giovane illustratore molisano disegnò per questa prima edizione novanta tavole a tecnica mista, per lo più china o matita su carta sottile. Una quindicina di queste tavole furono poi colorate dall’illustratore bresciano Aristide Longato, che si attenne a un cromatismo sfumato secondo il gusto del tempo. Le illustrazioni a corredo del romanzo furono pubblicate per la prima volta dall’Editrice La Scuola di Brescia nel 1945, con numerose ristampe nel corso dei decenni successivi.

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