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Archivi per: Gennaio 2012

31.01.12

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Pinocchio 2.0 news: i cappellini di carnevale ... robotici [scuola in ospedale Gaslini di Genova]

Carissime/i,

vi invio alcune le foto dei cappellinini di Carnevale robotici.

Un abbraccione Loretta

30.01.12

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Pinocchio 2.0 - l'open day e la e-skills week [Ist. comp. Latina]

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Pinocchio 2.0 - l'open day e la e-skills week [Ist. comp. Latina]

In occasione dell'open day sono state lette da bambine/i della scuola primaria le storie che i grandi hanno inventato e scritto per i piccoli della scuola dell'infanzia. Tra queste ecco Pinocchio nello spazio di Oumezzine Mnafek, madre di Noureddine Abichou. Ha introdotto l'esperienza la mamma di Emiliano, rappresentante di classe, sottolineando l'importanza della cooperazione scuola-famiglia

[ il video http://youtu.be/lxvWhozAlfw ]

C’era una volta un piccolo bimbo di nome Pinocchio che viveva con la sua famiglia: il falegname Geppetto e la fatina. Un giorno Pinocchio guardò il cielo e chiese alla fatina: “Vorrei sapere cosa c’è sopra di noi e dove viviamo”. La fatina: “Noi viviamo nel suolo, detto Terra. È come un grande pallone con terra, mari, oceani, montagne, case e pure gli esseri viventi. C’è anche l’atmosfera ricca di ossigeno”. Pinocchio curioso domandò ancora: “Voglio sapere cosa c’è intorno alla Terra”. La fatina: “Ti andrebbe di venire con me per scoprire cosa c’è?”. Pinocchio: “Sì, volentieri… sì, sì... andiamo!”. La fatina: “Allora mettiti la tuta dello spazio”. La fatina prese per mano Pinocchio e volò via con lui. Tenendolo per mano, arrivarono in alto, nel cielo. Pinocchio non smise di domandare: “Che cosa è quella cosa arancione, enorme, luminosa?”. La fatina gli rispose: “È il Sole, la stella più vicina alla Terra. Guarda che sulla sua superficie la temperatura è altissima e all’interno è ancora più alta. Non ti avvicinare troppo…”. Pinocchio: “Ma perché il Sole sta fermo, mentre dei palloni girano senza sosta attorno ad esso?”. La fatina: “Quelli sono i pianeti, non brillano di luce propria, hanno bisogno di luce e calore dal Sole. Tutto questo ha un nome: si tratta del sistema solare”. Pinocchio, felice di scoprire cose nuove disse: “Che bello!!!”. La fatina proseguì: “Questi pianeti sono in ordine di distanza dal sole: 1 Mercurio, 2 Venere, 3 Terra, 4 Marte, 5 Giove, 6 Saturno, 7 Urano, 8 Nettuno, 9 Plutone”. Pinocchio: “Mia adorata fatina, sai dirmi che cosa è quella piccola pallina vicina alla nostra Terra, che ha un bel bianco chiaro di colore?”. La fatina rispose con pazienza: “Quella, caro Pinocchio, è la Luna. È l’unico satellite della nostra Terra. Così funziona: alcuni pianeti hanno tanti satelliti ed alcuni non ne hanno neanche uno. I satelliti sono ancora più piccoli dei pianeti”. Pinocchio domandò ancora: “Cosa vuol dire Luna?”. La fatina: “La Luna è un corpo opaco, che risplende per luce riflessa dal Sole. La Luna si sposta con rapidità nel cielo, gira attorno alla Terra e ci fa compagnia. È priva di atmosfera e questo vuol dire che nessuno vive sulla Luna perché non può respirare come facciamo noi che viviamo sulla Terra”. Pinocchio: “Perché la Terra gira attorno al Sole?”. La fatina: “La Terra ruota su se stessa; ciò è detto moto di rotazione e dura 24 ore, mentre il moto di rivoluzione della Terra, che gira attorno al Sole, dura 365 giorni, cioè un anno intero”. Pinocchio felice disse: “Questa visita per me è la più interessante che abbia mai fatto, spero un giorno di vivere qui; studiando bene arriverò a scoprire tante cose insieme ai miei amici, i bambini e le bambine del mondo: io da grande voglio fare l’astronauta!”. La fatina sorrise e disse: “Sono contenta per te; io credo che tutti i bambini che non dicono bugie e che si comportano bene ce la faranno: devono studiare per andare sempre più lontano, nello spazio così da allargare i loro interessi con l’aiuto della volontà di Dio e massimo impegno e il sostegno dei genitori e delle maestre”.

Il video 

Le foto ricordo

28.01.12

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Robottino "clown", meccanizzato, di Mohand, dal Day Hospital di Ped.IV del "Gaslini" di Genova.

    

27.01.12

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Pinocchio 2.0 e la giornata della memoria [scuola infanzia Latina]

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Pinocchio 2.0 news: LA MELODIA DELLA MEMORIA

Carissime/i,
vi invitiamo a guardare il meraviglioso e commovente cortometraggio realizzato dagli studenti di Clara Baez, ISTITUTO TECNICO STATALE PER IL SETTORE ECONOMICO RAFFAELE PIRIA -CLASSE IV B- 
www.itcpiria.it il quale e' stato presentato al concorso "Italia-Svizzera 2012: la storia dal 1861 al 2011" Tematica prescelta: Le relazioni Storiche, Scambi in tempi difficili ed ha vinto il premio.

http://www.youtube.com/watch?v=qOW2j6gMME0

 

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Gam Gam - E. Morricone - Les Chevatim

26.01.12

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Pinocchio 2.0: post da facebook

24.01.12

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Pinocchio 2.0: segnalazioni

Myebook - Intercultural dialogue through fairy tales,drama and art

Il dialogo interculturale attraverso le fiabe, teatro e arte - fiaba

Autore: belgins

Inserito il: 3 Giugno 2011

Ultimo aggiornamento: 8 novembre 2011

Categoria: Arte e Letteratura

Numero di pagine: 44

 http://www.myebook.com/index.php?option=ebook&id=84524index.php?option=ebook&id=84524

Myebook - Intercultural dialogue through fairy tales,drama and art - click here to open my ebook

20.01.12

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Pinocchio 2.0 e l'audio-racconto

17.01.12

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Pinocchio 2.0 info

tutorial tratto da http://www.wikivideo.it/


16.01.12

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Pinocchio 2.0 ed i mattoncini condivisi [scuola infanzia Latina]

Carissime/i, che dite... vogliamo provare?

MATTONI CONDIVISI

Una bella idea per mescolare social network e uno dei giochi piu' belli mai inventati: si crea un prototipo per un kit di costruzione Lego, si propone alla community e si aspetta il giudizio. Se l'idea raccoglie 10mila sostenitori, Lego potrebbe decidere di produrla in serie e restituire l'1 per cento dei guadagni al suo creatore. URL:  http://lego.cuusoo.com/

Un abbraccio, Linda

15.01.12

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Pinocchio 2.0 ed il braccio robotico [istituto comprensivo Latina]

Due alunni della classe 3^ della scuola secondaria di primo grado, hanno realizzato il braccio robotico di Pinocchio 2.0 che puo’ afferrare un oggetto e battere le mani rispondendo a comandi inviati attraverso un cellulare. Oggi i due studenti hanno presentato l’esperienza a bambine/i della nostra classe di scuola dell’infanzia. Presto saranno on line i video ed un articolo che pubblicheremo su Education 2.0.

Buona domenica, Linda

Ecco alcune foto ricordo.

Video: Pinocchio 2.0 ed il braccio robotico
Regia di Andrea Panno
http://www.youtube.com/watch?v=O4H9Mslni_c&feature=youtu.be

 

 http://youtu.be/XbV8pkHe4Rg

14.01.12

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Pinocchio 2.0 ed il calendaRobot del Gaslini

GRAZIE. Linda

12.01.12

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Pinocchio 2.0 ed il questionario: Indagine sugli usi professionali di Facebook

Cari amici di Pinocchio 2.0
http://www.facebook.com/groups/139204519436108/

alcuni colleghi di Unifi e dell'ITD/CNR stanno svolgendo uno studio sull'uso professionale dei Social Network, con particolare attenzione all'impiego di dispositivi mobili ed alle ricadute sulla vita reale. Per questo studio, avrebbero bisogno della nostra collaborazione. Chiederei quindi a tutti gli iscritti al gruppo di dedicare qualche minuto per rispondere entro il 15 gennaio al seguente questionario: http://goo.gl/eIvmc. Naturalmente, i risultati della ricerca verranno condivisi con il gruppo.

Un ringraziamento anticipato da parte mia e dei colleghi ricercatori a quanti vorranno partecipare

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Pinocchio 2.0 ed il questionario UniFI + ITD-CNR [Ist. Comp. Latina]

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Pinocchio 2.0 ed il questionario: Indagine sugli usi professionali di Facebook

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Pinocchio 2.0 ed il questionario: Indagine sugli usi professionali di Facebook

11.01.12

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Pinocchio 2.0 e la segnalazione di Ignazio Licciardi

Tratto da Facebook 

Un'esperienza didattica a commento di un articolo pubblicato su "Le Monde"

Una riflessione pedagogica svolta in Aula, durante il Corso di Pedagogia, con gli studenti universitari di I Anno di Scienze dell’educazione della Facoltà di Scienze della Formazione e con gli studenti di Scienze Motori dell’Università degli Studi di Palermo, su un articolo pubblicato su “Le Monde”  con il titolo “Faites ce que vous voulez!”, il ne sert à rien de savoir. Uno slogan distruttivo durante il dibattito tra uno storico e un pedagogista sulla deriva dell’idea di scuola.

- Idea, proposta da Ignazio Licciardi, ordinario di Pedagogia generale nell’Università degli Studi di Palermo, diretta e curata da Debora Governale, studentessa del corso di laurea in “Scienze dell’educazione” con la collaborazione di Emanuela Romeo, Alessia Lo Bello, Martina Gagliano, Alessandra Russo, Giulia Cancelliere, Cinzia Galati, Francesca Sansone e Sabrina Matranga-.

Breve Premessa

A conclusione delle lezioni di Pedagogia generale dell’A.A.2011/12, portai in Aula delle fotocopie di un articolo pubblicato su “Le Monde”, che riferiva di un dibattito tra uno storico e un pedagogista sulla “deriva” dell’idea di scuola. Distribuite le copie, gli studenti furono invitati a costituire dei gruppi di lavoro, perché ne scaturisse una lettura “ pedagogica” di quell’articolo intervista, riportato in lingua italiana anche sulla Rivista del Sindacato “Gilda” che, qui in Appendice, viene riproposto.Le attività ebbero inizio in Aula e continuate nei giorni successivi, attraverso incontri e utilizzo della tecnologia informatica e multimediale, tra i vari Gruppi di lavoro. In questo nostro resoconto, utilizzeremo la lettura “ pedagogica” del Gruppo di Studio, ben coordinato dalla studentessa di Scienze dell’educazione, Debora Governale, riportando non tanto le fasi di lettura-riflessione utili alla costruzione della stesura definitiva, quanto la: -“scaletta” che andò emergendo durante le fasi di studio e che, nel nostro Intervento, racchiude in maniera ordinata quel “conflitto delle idee” che, giustamente, deve prefigurarsi e verificarsi in qualsivoglia dimensione dialogica mirante alla progettualità;- e, poi, la definitiva stesura dell’impegno culturale profuso durante le attività, per un verso, programmate, e, per l’altro, via via progettate dalle stesse autrici e che fu presentato con il titolo Verso un’educazione non rigorosa ma virtuosa...Il lavoro è stato, poi, presentato in Aula, tra gli altri “elaborati” svolti da altri gruppi. Ecco, adesso, presenteremo sinteticamente le due parti dello studio-progettazione, prive, però, per economia di spazi, delle assai interessanti discussioni e proposte che sarebbero andate a costituire quella che abbiamo denominata “la scaletta”. (di Ignazio Licciardi)

La scaletta

Scaletta di Verso un’educazione non rigorosa ma virtuosa…- Citazione di apertura presa dallo stesso articolo.

- Breve riassunto del contenuto dell’articolo con particolare riferimento a Michael Gove.

- Analisi più approfondita di alcuni aspetti dell’articolo riguardanti gli insegnanti soldato e l’uso della forza in aula.

- Riflessione su Quintiliano, padre precursore della pedagogia moderna, con particolare riferimento agli aspetti di un’educazione CONTINUA e GRADUALE.

- Riflessione sulla differenza di genere con l’ausilio del saggio di Valeria Galizzi e Ignazio Licciardi.

- Visione di duplicità di fondo introdotta da Luce Irigaray per equilibrio tra uomo e donna.

- Riflessione sulla scuola come “missione educativa” .

- Riflessione su J.Dewey con relative citazioni.

- Riflessione su magistrocentrismo, relazione soggetto-oggetto con conseguente iperspecializzazione.

- Riflessione sulla totalità corpo-mente-spirito,ripresa dal saggio di Francesca Akhila Santospirito.

- Citazione E.Morin.

- Riflessione sulla visione economica della scuola, sulla perdita dell’individualità.

- Riflessione sulla soggettività e irripetibilità di ogni soggetto, senso della collaborazione.

- Perdita del senso dell’umano, rifugio nel nichilismo con l’ausilio del saggio di Ignazio Licciardi.

- Riflessione sull’educazione di tipo quantitativo e non qualitativo, necessaria collaborazione dei tre sistemi formale- non formale- informale.

- Riflessione sulla perdita del senso dell’educazione e dei suoi obiettivi.

- Riflessione finale sul “complexus” di E.Morin , con breve argomentazione con l’ausilio del saggio di Ignazio Licciardi.

- Citazione di chiusura di M.C.Bateson.

 

 La riflessione del Gruppo: Verso un’educazione non rigorosa ma virtuosa...“A violenza di mezzi, a soverchio rigore, corrispondono per reazione stupidaggine od ipocrisia”. Con questa citazione del 1858 (una massima sull’educazione) potremmo esprimere chiaramente ciò che accadrebbe all’interno dell’istituzione scolastica, se prendessimo come esempio il pensiero di Michael Gove, il quale sostiene che andrebbero reintrodotte le pene corporali, gli insegnanti-soldato maschi e che si riprendesse “un’educazione” di tipo autoritario. In molti Paesi, come ha proposto il ministro dell'Istruzione Michael Gove, si vogliono assumere ex soldati per insegnare la “disciplina”. A scuola, come in guerra. Si vogliono assumere insegnanti, che abbiano fatto parte dell'esercito, per far rigare dritto tutti quanti. Si cerca, inoltre, di assumere nelle scuole pubbliche insegnanti che siano stati membri delle forze armate per arrivare all’obiettivo di insegnare, oltre alle materie "canoniche", anche "i valori su cui si regge un esercito moderno come l'autodisciplina, il rispetto e la capacità di ascoltare". E in più con qualche concessione all'utilizzo della forza fisica per mantenere l'ordine. Perché – ci domandiamo noi tutte - questa richiesta di ritorno ad una scuola improntata ad una severità così eccessiva? Facendo un salto nel passato e prendendo in considerazione il pensiero dello stesso Quintiliano, maestro di retorica nell’antica Roma e precursore della pedagogia moderna, possiamo ben comprendere la scarsa utilità o addirittura la nocività di un approccio educativo basato sul metodo delle punizioni, in particolare di tipo fisico. Quintiliano era profondamente consapevole del valore assunto dall'educazione e dall'istruzione per la formazione di un buon Romanus civise, secondo la sua celebre affermazione “maxima debetur puero reverentia”, cioè: “è dovuto al fanciullo il massimo rispetto”. Se il ragazzo non è corretto dai rimproveri, non lo sarà certamente per un’avvilente pratica delle percosse, che ne inaspriranno solo cattiveria. Principio fondamentale della pedagogia di Quintiliano è l’educazione intesa come un processo continuo e graduale. Continuo: perché il processo educativo nell'uomo parte dalla “culla”, cioè sin dalla tenera età e lo accompagna non solo fino al compimento degli studi ma fino alla sua maturità, ed anche alla vecchiaia, per non dire fino agli ultimi giorni della sua vita; graduale: perché l’educazione deve procedere, adeguando le difficoltà alle successive fasi di sviluppo del discente. Per Quintiliano, inoltre, l’atto educativo non è un processo naturale, bensì un atto intenzionale che deve essere affidato a chi sappia guidare il minore nella sua ascesa verso la maturità: questa figura è quella dell’insegnante. Quest’ultimo deve essere una personalità di grande prestigio, dotata di profonda cultura e umanità, deve mettere al primo posto il dialogo, il confronto, il saper osservare attentamente i suoi alunni e comprenderne la loro intelligenza emotiva ed intellettuale per permetter loro una comprensione adeguata alle singole personalità: deve saper contemperare la sua autorità e la sua benevolenza, disconoscendo l’uso, ormai diffuso, delle punizioni corporali. Michael Gove dice che bisogna incrementare il numero degli insegnanti maschi nella scuola primaria, per ripristinare l’autorità degli adulti. Ma ci chiediamo come sia possibile educare e formare delle soggettività, dal momento che ci si basa su un modello non soltanto patriarcale ma anche del tutto razzista. Ritorniamo indietro, piuttosto che andare avanti? E di nuovo: l’uomo-maschio come paradigma universale dell’umanità? Per rispondere a queste domande prendiamo in esempio il saggio proposto in Leggere pedagogicamente sulla “differenza di genere” di Valeria Galizzi e Ignazio Licciardi. L’uomo e la donna, da sempre in opposizione: l’uomo che rappresenta il potere, il coraggio, la virtù e l’onore, e la donna che viene assorbita dall’uomo e posta su un piano di orizzontalità rispetto a quest’ultimo. Inoltre, la donna assume da sempre il ruolo dimadre e di educatrice. Il principio guida deve essere la relazione tra donna e tra l’istituzione scuola e l’istituzione famiglia. Proponiamo, allora, una visione introdotta da Luce Irigaray, la quale ha promosso la cultura a due soggetti e l’incontro dei due sessi senza dominio. Non andiamo quindi a proporre, in alternativa, un modello di tipo matriarcale o puramente femminista, perché non avrebbe senso, piuttosto proponiamo un’educazione alle differenze , e prima di tutto, quella tra uomini e donne. Ciò non significa creare un contesto neutro, ma creare un contesto in cui ogni soggetto possa prendere coscienza della propria diversità di genere, e quindi di una considerevole ricchezza. Occorre riequilibrare perciò la relazione uomo-donna che da sempre è stata sbilanciata a favore dell’uomo, per ritrovare quello spazio dell’incontro in senso storico, culturale, politico e sociale. Ciò restituirà, sicuramente, alle donne quella “voce”, soffocata per secoli nel silenzio. Accentuando eccessivamente la figura dell'adulto e accantonando del tutto quella del discente, si perde di vista un obiettivo fondamentale: la "missione pedagogica" dell'educazione. Quest'ultima consiste nel raggiungimento della piena autonomia del discente e quindi della sua libertà di pensiero. Senza autonomia, il soggetto diviene elemento passivo -oggetto nelle mani di qualcuno che lo manipola a proprio piacimento -. Essere autonomi significa, quindi, pensare con la propria testa, perché è  soltanto così che si raggiungerà quella dimensione in cui legalità e libertà saranno elementi concreti della realtà e non semplici mete utopistiche. Porre, invece, un sistema educativo fondato sulla supremazia dell'adulto significa svilire la figura dell'educatore: questi diventerebbe una semplice "macchina" pronta ad operare in maniera, per l’appunto, meccanica, quando invece dovrebbe essere un punto di riferimento per il discente. Come dice J.Dewey, “la scuola deve farsi motore della società”! E' essenziale, infatti, che vi sia un rapporto dialogico tra discente ed educatore, in quanto soltanto in tale maniera si potrà attuare una vera e propria educazione "democratica", per la quale e con la quale, intendiamo produrre e cooperare, per far esprimere tutte le individualità! Ancora una volta - come direbbe J.Dewey – non dovremo mai dimenticare che “la società è tutti gli individui”. Con altri sistemi, invece, si ritornerebbe ad una situazione di magistrocentrismo, in cui i “soggetti” discenti si trasformerebbero in un gruppo “oggetto” amorfo e passivo, così come il loro sapere, che diverrebbe un prodotto nozionistico e frutto di iperspecializzazione, perché derivante da una figura di insegnante “garçon de café” che si limiterebbe ad accontentare i clienti. Ogni forma di iperspecializzazione, generata da un’attenzione esclusiva per qualità, quali la bellezza, la forza, l'intelligenza, in realtà non basterebbero per far emergere “il vero ” dello studente il quale invece dovrebbe essere ascoltato, osservato sollecitato, verso quelle sue doti che già possiede, ma che in realtà vengono pietrificate-congelate proprio da quel tipo di insegnamento specializzato. Accompagnarlo dunque verso la sua dimensione spirituale, cioè considerandolo in tutte le sue dimensioni di mente  corpo  spirito e, quindi, nella sua interezza!. E’ grazie a tale concezione dell'uomo che la mente può esser considerata in tutte le sue strutture, perché rispettosa di una visione globale e ben tessuta insieme- come direbbe E. Morin - piuttosto che ben piena. Il ruolo principale della scuola è l'apprendimento, l'insegnare agli allievi ad usare la propria mente e ad imparare ad affrontare la vita; ma, prima di fornire istruzione, detta scuola dovrebbe educare la persona e metterla nelle condizioni di interagire con il mondo circostante. Oggi, ciò, nelle scuole, non avviene più, poiché siamo divenuti vittime di una società che richiede un diploma anche per potere svolgere il lavoro più umile; per cui una persona, nonostante non abbia voglia di studiare, è costretta a frequentare tutti i gradi scolastici, comprese le scuole  superiori, per ottenere il “pezzo di carta” che le permetterà di ambire ad lavoro che dovrebbe possedere le caratteristiche della dignità; .... a fronte di ciò, la scuola, per adeguarsi alle esigenze della società, consegna, però, facilmente il titolo di studio ai giovani, anche se non meritato. Arriviamo così ad un punto in cui la scuola non è più un mezzo per far crescere interiormente e culturalmente. Si raggiunge, invece, soltanto una visione puramente economica della scuola. Oggi, l’istituzione scolastica è diventata il riflesso della società; infatti, essa è costituita per lo più da “debiti” e “crediti”, che cancellano passione e ragione; nel mondo, tutto è oramai ridotto ad essere merce, tutto ha un costo, e se qualcosa non ha una sua utilità pratica, è considerata inutile e da eliminare. La scuola dovrebbe incentivare il dialogo e aiutare gli allievi ad affrontare le situazioni avverse, facendo affidamento sulle proprie potenzialità. Purtroppo l'obiettivo primario dell'andare a scuola è diventato il voto, si studia solamente per questo, a memoria, mettendo da parte l'apprendimento vero e proprio. Da una struttura dinamica siamo passati ad una estremamente rigida, gerarchica, dove uno parla ed il ruolo degli altri è soltanto quello di memorizzare per un conseguente e successivo test di apprendimento. Ogni individuo deve caratterizzarsi, invece nell’essere soggettività unica e irripetibile e, in quanto tale, deve riuscire a liberarsi da tutto ciò che può imprigionare il suo spirito! Questo si può solamente verificare se tutte le soggettività sono in grado di collaborare e non facciano in modo di perseguire i loro fini egoistici, ma trovare un modo per interagire insieme con il fine di aiutarsi a vicenda per mettere in piedi un mondo che si possa fondare su valori autentici e sinceri. Solamente attraverso la solidarietà, gli uomini possono cercare di risolvere quei problemi che ricoprono la loro esistenza e trovare così un reale motivo per cui vivere! In questo modo, si perde il senso dell’umano e si va verso il nichilismo, in cui l’uomo si rifugia, quando ha perduto la sua identità. Non potremmo che giungere così verso un’educazione quantitativa piuttosto che qualitativa, in cui viene meno la collaborazione tra i tre sistemi, formale - non formale  informale. Oggi, le agenzie educative, soprattutto, la scuola e la famiglia, sembrano vivere in ambienti e condizioni distanti. Spesso capitano tra loro dei veri e propri conflitti, dimenticando che l'obiettivo a cui dovrebbero tendere è formare quell'educando che, insieme agli altri suoi pari, dovranno determinare una nuova società. Purtroppo, è molto difficile che si crei tal alleanza, tal armonia tra le due agenzie educative. La soluzione sarebbe, quindi, quella di concentrasi sul bambino e con il bambino, attuando una forte collaborazione, creando quel “complexus” cui E.Morin fa riferimento, e che non significa certamente  “caos” o “disordine”, bensì trama, resa fitta dai fili delle varie esperienze, che riannodate tra loro producano una società multietnica, colorata, plurale, vitale, vivibile ed eco-sostenibile, perché proprio in essa sono presenti quei “molti” che fanno la storia, identità rafforzata e unione libera e liberante, non da giustapposizione e costretta da gruppi. M.C.Bateson direbbe: “è necessario mettersi a lavoro per comporre la vita!”

 

(della Coordinatrice Debora Governale e degli altri componenti del Gruppo)Università di Palermo, a.a.2011-12

 

10.01.12

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Lampada robotica di Marco e Mohamed, dal D.H. Onco-ematologico del "Gaslini" di Genova.

09.01.12

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Pinocchio 2.0 ... ad Istanbul [scuola infanzia Latina]

Carissime/i, mentre passeggiavo per Istanbul ho visto alcuni negozi che esponevano il nostro amato Pinocchio. Come non fare delle foto da condividere anche qui con voi???

Eccole. Linda

08.01.12

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Pinocchio 2.0 news: Premio Andersen, al via il bando di concorso

E´ stata presentata questa mattina, nella sede della Regione Liguria, la 45esima edizione del Premio intitolato al grande scrittore per bambini danese. Dal 13 gennaio al 31 marzo è aperto il bando per inviare le proprie fiabe inedite. A giugno la premiazione finale a Sestri Levante, nell´ambito del Festival dell'Aria

http://blue.sagep.it/Redazione/NewsLeggi.asp?ID=12473&mid=578

Questa mattina è stata presentata ufficialmente l´edizione numero 45 del "Premio Hans Christian Andersen - Baia delle Favole", lo storico concorso letterario internazionale per fiabe inedite. Nella sala Auditorium della Regione Liguria, in piazza De Ferrari, erano presenti il sindaco di Sestri Levante Andrea Lavarello; l´assessore alla cultura Valentina; David Bixio, presidente della giuria e fondatore del premio; l´assessore regionale ligure alla Cultura Angelo Berlangieri; l´assessore provinciale al Turismo e alla Cultura Anna Maria Dagnino; il vicepresidente di Coop Liguria Mauro Bruzzone; infine il direttore artistico del Premio, Leonardo Pischedda. Il bando per partecipare con fiabe e racconti per bambini inediti, disponibile dal 13 gennaio sul sito www.andersenpremio.it ha scadenza il 31 marzo 2012 e la premiazione avverrà il 9 giugno 2012, in occasione dell’Andersen Festival (in programma dal 7 al 10 giugno 2012). Da qualche anno è possibile inviare la propria composizione anche attraverso il sito e questa novità ha inciso significativamente sul numero già alto degli scritti pervenuti: nel 2011 518 sono stati i componimenti ricevuti via web su un totale di 1346. Per chi volesse invece usare la posta, questo l’indirizzo: Giuria del Premio Hans Christian Andersen – Baia delle Favole – Sezione (indicare qui la categoria per la quale si concorre) Piazza Matteotti, 3 – 16039 Sestri Levante. Dopo Simone Cristicchi, testimonial del Premio 2012 sarà il giornalista Paolo Rumiz, celebre per i suoi reportage dal mondo. Una presenza di cui il Comune di Sestri Levante, promotore dell’iniziativa, è particolarmente orgoglioso vista la vocazione sempre più internazionale del concorso. Confermata la suddivisione delle categorie dei premi – Scuola materna (da 3 a 5 anni, in gruppo), Bambini (da 6 a 10 anni), Ragazzi (da 11 a 16 anni) e Adulti (oltre i 16 anni) – il concorso è aperto anche ad autori stranieri, che potranno partecipare con fiabe in lingua inglese, francese, tedesca, spagnola e araba. Nei prossimi giorni sul sito del Premio – comunque aperto a persone di tutte le nazionalità e culture – sarà attivata la possibilità di inviare componimenti anche in lingua cinese. Lo sguardo oltre confine della Città di Sestri Levante è confermato anche dai nuovi legami allacciati in occasione della Giornata Mondiale dell’Infanzia dello scorso 19 novembre, che grazie alla collaborazione con la Fondazione Mediaterraneo, Osservatorio del Mediterraneo del Ministero degli Esteri e Unicef ha visto riuniti nel comune ligure grandi esperti di diversi paesi per la creazione di un “Forum sull’Infanzia”dei Paesi del Mediterraneo. Quest’anno, inoltre, Andersen Festival da’ avvio alla partnership con Carispezia – Gruppo Cariparma Crédit Agricole. La banca, che ha di recente inaugurato una propria filiale nel centro di Sestri Levante, si fa promotrice, accanto al Comune di Sestri Levante e ad Artificio 23, di AndersenLab, la sezione del festival dedicata ai giovanissimi. L’offerta rivolta ai più giovani si articola attraverso laboratori da gennaio a maggio, nelle scuole di Sestri Levante, dedicati al teatro, alle arti visive, alla ceramica ed ad altre discipline. Al lavoro realizzato dagli studenti Andersen Festival 2012 dedica un momento di esibizione, oltre all’immancabile e suggestivo corteo di 1000 bambini delle Scuole della città, che inaugurerà ancora una volta la manifestazione (il 7 giugno). Si rinnova anche per il 2012 la collaborazione della Gaslini Band Band, curata dal professor Pier Luigi Bruschettini, e con la dottoressa Cinzia Zucchi dell’Università degli Studi di Genova: come per il 2011 si prevede la stesura di fiabe a sfondo educativo nutrizionale che verranno pubblicate e diffuse poi anche durante l’Andersen Festival dagli studenti del corso in Dietistica, presenti durante tutta la manifestazione. Un insieme di iniziative di qualità attorno al mondo dell’infanzia che confermano una volta di più Sestri Levante come “città dei bambini”. Quasi 1400 quindi le fiabe in gara nel 2011 per il Premio intitolato al grande scrittore danese che soggiornò a Sestri Levante innamorandosene, circa la metà scritte da adulti, il resto dai ragazzi delle diverse categorie ed età. Fiabe in cui emergono alcune differenze rispetto alla tradizione: fa ad esempio capolino la quotidianità, rielaborata con creatività e condita di sana ironia anche per esorcizzare i tempi di crisi, compaiono bambine intraprendenti e coraggiose al posto di eteree e accondiscendenti principesse e, al contrario, ometti timidi e sognatori predominano su principi e re sempre pronti a brandire una spada. Le fiabe sono anche lo specchio dei tempi, in questo risiede parte del loro grande fascino e della loro funzione educativa: sono strumento indispensabile per i genitori per affrontare le “difficili” domande dei bambini, per spiegare, in metafora, gli aspetti meno gradevoli della vita, imparare ad accettare che i mostri esistono ma facendone la conoscenza dal proprio caldo lettino, prima di dormire, pronti ad essere coccolati da papà se stupore e paura sono insopportabili. Rispetto al passato non mancano romanticismo, richiamo alla morale, sfumature fantasy, rielaborazione di antiche leggende e soprattutto l’happy end, oggi però meno prevedibile nello sviluppo del racconto. Tutti i vincitori riceveranno “Sirefiaba Andersen”, opera dell’artista Alfredo Gioventù, che raffigura la Sirenetta protagonista della celebre fiaba. In palio per i vincitori delle 4 categorie premi in denaro dai € 1000 ai € 3000. Il Trofeo “Baia delle Favole” andrà invece a un’opera particolarmente significativa nell’ambito della produzione per l’infanzia e un fine settimana per due persone, a Sestri Levante sarà assegnato alla migliore fiaba in lingua straniera. La Giuria consegnerà un diploma ad alcune fiabe non premiate nelle categorie ufficiali ma particolarmente meritevoli per contenuti e originalità. Il Premio Hans Christian Andersen – Baia delle Favole, manifestazione di riferimento nel mondo della letteratura per l’infanzia a livello internazionale, dimostra una grande capacità di rinnovarsi e di adeguarsi ai tempi grazie anche al lavoro attento di una giuria di prestigio, presieduta dal fondatore del Premio David Bixio e che vede nel 2012 anche la presenza dello scrittore Roberto Piumini, insieme a Valentina Ghio, Assessore alla Cultura del Comune di Sestri Levante, Donatella Curletto, coordinatrice del Sistema Bibliotecario Provinciale, Angela Antonietti, insegnante, Enzo Iacopino, Presidente dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, Maarten Veeger, Vice Presidente dell’Associazione Stampa Estera in Italia, Gianfranco Noferi, Direttore di RaiSat Ragazzi, Teresa Porcella, editor Motta Junior – Gruppo Giunti, Betto Bonadies, della Casa Editrice Einaudi, dai giornalisti Antonio Bozzo del Corriere della Sera, Silvana Zanovello del Secolo XIX e Pierantonio Zannoni, dalla scrittrice Sandra Verda. Dal 2011 è anche con Anthony Majanlahti, scrittore e storico, ultimo discendente diretto di Hans Christian Andersen. In questi 45 anni hanno partecipato a vario titolo al Premio H. C. Andersen Italo Calvino, Alberto Moravia, Sergio Zavoli, Tonino Conte, Peppino De Filippo, Mario Soldati, Emanuele Luzzati, Maria Luisa Spaziani, Guido Stagnaro. Ulteriori informazioni potranno inoltre essere richieste alla Segreteria del Premio, agli indirizzi e-mail informagiovani@comune.sestri-levante.ge.it e andersen@comune.sestri-levante.ge.it, oppure telefonando al numero 0185 458490.

Promosso dal Comune di Sestri Levante e realizzato in collaborazione con Artificio 23 il Premio H.C. Andersen – Baia delle Favole ha il patrocinio e il sostegno della Regione Liguria e della Provincia di Genova, e il sostegno di Fondazione Carige, Coop Liguria, Banca Carige, Fondazione Mediaterraneo, Arinox S.p.A, Idrotigullio S.p.A, Veolia Acqua, SAP, Azienda Trasporti Provinciali Atp, Associazioni Albergatori Sestri Levante

06.01.12

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Pinocchio 2.0 e i grandi che inventano storie: Meminisse Iuvabit - Sara' bene ricordare

Meminisse Iuvabit
Sarà bene ricordare

di Luigi Calcerano

Una storia del 23 a. C.
( DCCXXXI ab Urbe condita)

Forsan et haec olim meminisse iuvabit
Virgilio. Eneide Libro I v. 203

Prima Edizione Integrale
(e senza correzioni)
dedicata a docenti e studiosi

La seconda edizione, con tagli è stata pubblicata
nel 2005 per Valore Scuola

dono per Pinocchio 2.0

[ clicca qui per accedere al racconto ]

E-Books di Luigi Calcerano per il progetto Pinocchio 2.0
2011 - Battere il ferro finché è caldo
2011 - Che fine ha fatto il principe azzurro?
2011 - La spia di Tel Aviv
2011 - Un fantasma detective
2012 - Gratta e Fiuta
2012 - Meminisse Iuvabit - Sarà bene ricordare

========================================

2011 - Battere il ferro finche' e' caldo
http://www.descrittiva.it/calip/1011/BATTERE-il-METALLO.pdf
http://www.youblisher.com/p/219185-2011-Battere-il-ferro-finche-e-caldo/

2011 - Che fine ha fatto il principe azzurro?
http://www.descrittiva.it/calip/1112/Pinocchio2punto0giallo.pdf
http://www.youblisher.com/p/219186-2011-Che-fine-ha-fatto-il-principe-azzurro/

2011 - La spia di Tel Aviv
http://www.descrittiva.it/calip/1011/La-spia-di-Tel-Aviv.pdf
http://www.youblisher.com/p/219187-2011-La-spia-di-Tel-Aviv/

2011 - Un fantasma detective
http://www.descrittiva.it/calip/1112/Un-fantasma-detective.pdf
http://www.youblisher.com/p/219190-2011-Un-fantasma-detective/

2012 - Gratta e Fiuta
http://www.descrittiva.it/calip/1112/grattaefiuta.pdf
http://www.youblisher.com/p/264659-2012-Gratta-e-Fiuta/

2012 - Meminisse Iuvabit - Sarà bene ricordare
http://www.descrittiva.it/calip/1112/YELLOWlungo.pdf
http://www.youblisher.com/p/227914-Meminisse-Iuvabit-Sara-bene-ricordare/

========================================

 

 

 

 

03.01.12

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Pinocchio 2.0 e... il befano, di Elda Broccardo

Nel mondo di Pinocchio la nostra vecchina cambia ... genere ...

 

Il Befano, di Elda

E' una cosa un poco strana

ma quest'anno di Befana

non vedrem neppure l'ombra

 

Dai, tranquilli bei bambini

niente strilli o gridolini

giochi e dolci di lontano

ve li porterà ... il Befano!!!...

 

 

 

animazione creata da Elda Broccardo nel 2008

Buona Befana da Pintadera - 1° Circolo di Sassari

02.01.12

Permalink Categorie: Rob&ide   Italian (IT)

Robot con coda, come lucertole [segnalazione da Genova]

Ciao,
mi auguro che il nuovo anno sia iniziato bene. Comunque che sia un anno, anche se difficile, vissuto con intensita' vitale.

Robot con coda, come lucertole
Sono più stabili e adatti a operazioni di soccorso

Da tenerne conto per chi fa gare di rescue???

Bruno

Una lucertola Agama agama vicino a un modellino di Velociraptor e a Tailbot (fonte: Thomas Libby, Evan Chang-Siu e Pauline Jennings. Courtesy of PolyPEDAL Lab & CiBER/UC Berkeley)

Rob&ide - Coppelia - Tucano - Pinocchio 2.0

In questo blog sono documentate alcune interazioni che hanno consentito la nascita di Rob&Ide, Ignoto Transformer, Operazione Androide, Narnia, Coppelia, Roberta, Pinocchio 2.0, Tucano, "Raccontare i Robot", insomma di tutti quegli oggetti/soggetti inanimati che hanno preso e prendono vita -o piu' vite- grazie alla collaborazione e cooperazione di genitori, studenti e docenti dalla scuola dell'infanzia all'universita', italiani e non. I percorsi, avviati in diverse forme ormai da molti anni, sono di volta in volta aggiornati ed arricchiti dalle news del 2.0. Le ipotesi presto diventano realta' all'interno di spazi condivisi, mondi virtuali e vari ambienti di apprendimento; incontri in presenza, e-mail, chat, forum Robot@Scuola, mailing-list ed altre vie di comunicazione sincrona/asincrona costruiscono ponti, reti. Social network, wiki, blog, podcast, video di youtube costituiscono alcuni dei molti luoghi del progetto dove trovano spazio fantasia, creativita' connesse a scienze, ICT, robotica e vengono accolti suggerimenti, canzoni, filmati, ricordi, curiosita', giochi, link a materiale informativo, immagini virtuali statiche, dinamiche, foto, disegni, free software, "storie divergenti", e tanto altro ancora. Chiunque puo' partecipare unendosi, in facebook, a Pinocchio 2.0, o al blog Rob&Ide.

Pinocchio 2.0 segnala il concorso che e' stato indetto in occasione dei 130 anni dalla nascita di Pinocchio: per saperne di più basta clicca qui

- Raccolta post Marzo-Agosto 2006
- Raccolta post anno scolastico 2006/07
- Raccolta post anno scolastico 2007/08
- Raccolta post anno scolastico 2008/09
- Raccolta post anno scolastico 2009/10
- Raccolta post anno scolastico 2010/11
- Raccolta post anno scolastico 2011/12

Per maggiori informazione potete scrivere a:

Linda Giannini, Ambasciatrice eTwinning per il Lazio calip@mbox.panservice.it
Scuola di Robotica, Emanuele Micheli micheli@scuoladirobotica.it

Pinocchio 2.0 segnala il concorso che e' stato indetto nel 2011 in occasione dei 130 anni dalla nascita di Pinocchio: per saperne di più basta clicca qui


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