IL NOSTRO PERCORSO DI CONOSCENZE DEL TERRITORIO CONTINUA.....

ABBAZIA PRIMA DEL RESTAURO
CENNI STORICI SUL COMPLESSO MONASTICO DI
SAN MAGNO
“La comunità di San Magno”, scrive Monsignor Mario Forte in un suo libro, ”Fu giardino delle più elette Virtù”, in cui fiorirono Santi come San Magno, San Paterno, Santo Onorato e San Libertino.
San Paterno, giungendo a Roma da Alessandria, sostò nella nostra città e qui fondò un' istituzione monastica, nel luogo detto “Campo Demetriano ”,dove poi fu eretta l’Abbazia.
Con la persecuzione operata da Decio, si strinse intorno a se un numero straordinario di cristiani che cercavano così di sfuggire all’esecuzione dell’editto imperiale.
Subirono però il martirio e con loro fu sacrificato anche San Magno. San Paterno fu poi, l’ultima vittima.
Ma nonostante fosse stata operata questa carneficina, i luoghi dove era stato consumato il martirio divennero oggetto di venerazione.
Dopo San Paterno, Sant’Onorato si occupò di istituire in quel luogo una vera e propria comunità. Il monastero diventa un punto di riferimento per tutti. Al monastero si rivolgono i contadini per consigli su problemi di famiglia, sulla coltura dei campi, per chiedere in prestito sementi, attrezzi da lavoro, per offrire parte del raccolto. Chi ha problemi ricorre all’abate che incoraggia, sostiene, accoglie e spinge a continuare nel bene.
Santo Onorato si unì agli altri eremiti nel campo dove costruì un grande monastero. Alla sua morte, fatta risalire intorno all’anno 530, seguì San Libertino che operò la risurrezione di un bimbo. Il complesso monastico di San Magno, recuperato e restaurato negli ultimi anni , è costituito dall’edificio adibito al culto, che si articola in tre chiese su tre livelli, da una foresteria, dal mulino ad acqua e relativo acquedotto. Il nucleo più antico del complesso poggia su una terrazza di epoca romana, sulla quale è stato scavato un sepolcreto risalente al VII secolo d. C.. L’abbazia è identificata dalla tradizione con la sede della comunità monastica fondata da S. Onorato nel VI secolo ed è posta alle pendici del monte Arcano. Gli scavi hanno messo in luce, tra l’altro, l’abside e il transetto della chiesa risalente alla fase benedettina del monastero, con decorazione pittorica raffigurante episodi della vita di s. Benedetto e volti di santi; nell’abside è riemerso anche uno strato pittorico più antico, databile alla seconda metà del secolo XI. La “chiesa” è stata edificata sopra la sorgente pedemontana di San Magno, di notevole portata, che insieme con altre sette sorgenti, alimenta le acque del Lago di Fondi e fornisce l’energia motrice al mulino del monastero, che i recenti restauri hanno reso di nuovo funzionante. Il monastero è oggi luogo di spiritualità, di fraternità e di accoglienza per singoli e gruppi. L’adiacente Mulino, restaurato e adibito a museo, funziona da centro di informazione ed educazione ambientale.
COMPLESSO MONASTICO RESTAURATO
27 MARZO 2012 - VISITIAMO IL MONASTER0
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
.jpg)
UNA NICCHIA ALL'ESTERNO DELLE MURA PERIMETRALI DEL COMLESSO MONASTICO ![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()

![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
INCONTRO CON LA GUIDA
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
IL NOSTRO MINI CONVEGNO
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()

![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
.jpg)
LA PRIMA CHIESA EDIFICATA DA S.MAGNO E SAN PATERNO
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
.jpg)
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
GLI AFFRESCHI RAFFIGURANTI S. BENEDETTO E SANTA SCOLASTICA
.jpg)
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()

IL VECCHIO MULINO
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()

![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
.jpg)
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
"AMO LA PASQUA"
Amo la Pasqua
ed i suoi dolci sapori.
Amo l'arrivo di grandi
sensazioni.
In questa Pasqua
da festeggiare
i miei auguri
voglio gridare:
alle persone a me care
sinceri saluti
per sperare
che questa Resurrezione
un po' d'amore
possa portare.




" Pasqua"
Ogni nube nel turchino,
sembra un angelo in cammino;
primavera è nelle cose;
ogni siepe ha le le sue rose.
Dentro il cor la pace vive.
Squilla intorno il campanile.
Dal sepolcro come un fiore
torna al ciel Nostro Signore;
ogni bimbo guarda in su
e nel ciel vede Gesù.

" Pasqua "
Signore che vedi tutto il Creato
e senti ogni parola,
benedici la casa ove son nato,
il cuore mio consola.
Benedici la scuola,
che verso il ben mi avvia;
benedici la patria mia.
Ascolta la mia preghiera;
benedicimi ogni sera.

"Campane di Pasqua"
di Gianni Rodari
Campane di Pasqua festose
che a gloria quest'oggi cantate,
oh voci vicine e lontane
che Cristo risorto annunciate,
ci dite con voci serene:
"Fratelli, vogliatevi bene!
Tendete la mano al fratello,
aprite la braccia al perdono;
nel giorno del Cristo risorto
ognuno risorga più buono!"
E sopra la terra fiorita,
cantate, oh campane sonore,
ch'è bella, ch'è buona la vita,
se schiude la porta all'amore.

" Pasqua è Pace"
Vien un suono da lontano
lieve lieve, piano piano.
Entra dolce in ogni cuore
Come un dono del Signore.
Tutti quanti son felici
tutti quanti sono amici.
Con la Pasqua del Signore
c'è la pace in ogni cuore.
E' PRIMAVERA...!





La prima rondine
La prima rondine
venne a dirmi:
- E' prossima la Primavera!
Ridon le primule
nel prato,gialle,
e ho visto,credimi,
già tre farfalle.
Accarezzandola
così le ho detto:
- Sì è tempo,rondine,
vola sul tetto!
Ma perchè agli uomini
ritorni in viso
come nei teneri
prati il sorriso
un'altra rondine
deve tornare
dal lungo esilio,
di là dal mare.
La Pace,o rondine,
che voli a sera!
Essa è per gli uomini
la primavera.
GIANNI RODARI
.png)
.jpg)
.gif)
.gif)
.gif)
.jpg)
.gif)
.gif)
.gif)

.gif)
.gif)
.gif)

Minturnae, antica città degli Aurunci fu alleata dei Sanniti contro Roma, sconfitta divenne colonia avente funzione di controllo della via fluviale.In età imperiale sviluppò la sua fortuna nel commercio come nodo fluviale-marittimo. Nel 1931-33, con gli scavi condotti dall’Università della Pennsylvania, sono venuti in luce gli elementi fondamentali della città romana pertinenti, il Foro, sul decumano massimo, rappresentato dalla via Appia e una cinta quadrata in muro poligonale di 180 m di lato: questa doveva essere il sito dell’originario centro aurunco.Nell’area di espansione a occidente, si apriva una porta gemina, punto di arrivo dell’acquedotto su archi ben conservato proveniente da Spigno, lungo undici chilometri.Il Foro repubblicano (sec. II a.C.) è compreso in un triportico, parte del quale invaso successivamente dalla scena del teatro augusteo, dove è individuabile il Capilolium, il Tempio a Giove, Giunone e Minerva, e il Tempio a Roma a oriente.
Il Teatro poteva ospitare circa 4.600 spettatori, ed è oggi, in estate, luogo di rappresentazioni classiche.
Vi è anche un Anfiteatro a occidente, ancora interrato.Altro gruppo di edifici costituiscono il mercato o Macellum, con quadriportico ad archi su colonne e le Terme dove si riconoscono la vasca del Calidarium, con intercapedini per il riscaldamento, e quella del Frigidarium divisa in due parti. Nell’ambulacro, sotto la cavea del teatro, sono esposti reperti epigrafici, tra cui liste di commercianti di vari porti del Mediterraneo, sculture e una raccolta di monete provenienti dal fiume, gettate in segno augurale al suo passaggio.
Scarse sono le conoscenze sugli approdi e sulla parte sinistra del fiume: su di esso si può ammirare il restaurato Ponte borbonico sospeso su catene di ferro, primo esempio in Italia progettato da Lugi Giura e inaugurato nel 1832.
In prossimità della foce vi sono i resti del Santuario della ninfa Marica, divinità aurunca delle acque.

20 MARZO 2012.........
ALLA SCOPERTA DELL'ANTICA MINTURNAE

.jpg)





.jpg)











![]()
Partenza ore 8,00 ma siamo partiti alle 9,30 perché si erano dimenticati di noi.
La gita è stata bellissima ugualmente, nonostante il disguido. Saliti sul pullman, ci siamo
prima ammazzati per occupare l'ultimo posto, poi, durante il viaggio sentivamo la musica, chiacchieravamo
e ci mandavamo immagini con il telefonino.
Appena arrivati a Minturno, ci aspettava una guida che ci ha dato molte informazioni sul sito archeologico
che eravamo andati a visitare. La guida ci ha mostrato l'antico Teatro Romano spiegandoci che era stato costruito
nel I sec. A. C. Durante il secondo conflitto mondiale, il Teatro ha subì molti danni ma dal 1960 in poi, avviarono
la ricostruzione. Siamo arrivati poi, in un punto chiamato " macellum " cioè il mercato. Ci siamo fermati in un boschetto, dove abbiamo fatto merenda; poco dopo è arrivato un cane e la mia compagna di classe Marilisa si è spaventata a morte. Siamo poi entrati nell’" antiquarium " dove abbiamo visto molte statue.
A questo punto la gita era terminata e siamo tornati a Fondi nella piazza dello Stadio.
Questo viaggio è stato esplosivo e non dimenticherò mai l'antica città di Minturno, le arrabbiature di Marilisa e il cane che lei odiava perché ci seguiva.
Giulia De Gregori
![]()

ORIGINI DELLA FESTA DEL PAPA'
La Festa del Papà ricorre il 19 Marzo in concomitanza con la Festa di San Giuseppe, che nella tradizione popolare oltre a proteggere i poveri, gli orfani , in virtù della sua professione, è anche il protettore dei falegnami, che da sempre sono i principali promotori della sua festa.
Pare che l’usanza ci pervenga dagli Stati Uniti e fu celebrata la prima volta intorno ai primi anni del 1900, quando una giovane donna decise di dedicare un giorno speciale a suo padre.

saresti la luce radiosa che rischiara la mia giornata.




Il grado di maturità dimostrato dalla donna durante la guerra e la Resistenza non fu dimenticato dalla nuova società italiana che usciva dalle macerie materiali e morali della guerra ed era decisa a rinnovare il suo destino.
Il 2 giugno 1946, le donne furono chiamate alle urne per votare per le elezioni politiche e per esprimersi sul referendum popolare se dovesse conservarsi la monarchia o istituirsi la repubblica.
Le votazioni del 2 giugno 1946 rappresentarono una svolta nella storia del Paese.
A maggioranza si scelse la repubblica. Quella scelta significava che la società italiana intendeva rompere col passato, disegnarsi un nuovo avvenire, trasformare in meglio le situazioni presenti.
Le donne parteciparono attivamente ai dibattiti e alle votazioni, esercitando un diritto che per la prima volta nella storia italiana era loro riconosciuto e attribuito concretamente.
Alla donna, la Costituzione della Repubblica Italiana, che delineò i principi fondamentali della nuova società, riconobbe parità in assoluto con l'uomo e specifici e inviolabili diritti.
Innanzitutto, nell'affermazione del principio di eguaglianza tra tutti gli individui, la Costituzione fa divieto di qualunque discriminazione.
L'art. 3 recita: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali».

| Lun | Mar | Mer | Gio | Ven | Sab | Dom |
|---|---|---|---|---|---|---|
| << < | > >> | |||||
| 1 | 2 | 3 | 4 | |||
| 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 |
| 12 | 13 | 14 | 15 | 16 | 17 | 18 |
| 19 | 20 | 21 | 22 | 23 | 24 | 25 |
| 26 | 27 | 28 | 29 | 30 | 31 | |
