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Archivi per: Maggio 2006

30.05.06

Permalink 17:05:33, Categorie: Pedablogia  

Buon lavoro ministro!

Il nuovo ministro per la comunicazione, Paolo Gentiloni,  si propone due cose molto pratiche: recarsi ogni mattina al lavoro a piedi e continuare a curare il suo blog. La notizia si diffonde di blog in blog ed esultano alcuni  esperti di rete e di informazione.

Un responsabile di un dicastero così attuale, che ha un passato di giornalista, che cura un blog, e che si occupa di comunicazione, appare effettivamente al passo con i tempi.

 

Il blog del neo ministro Paolo Gentiloni

Commenta Massimo Mantellini:

“Nel corso dell'ultima campagna elettorale lo schieramento di Gentiloni si è reso protagonista di una delle poche ventate di freschezza per ciò che attiene alle questioni legate all'ITC che ci sia accaduto di registrare. In particolare, esprimendo punti di vista programmatici su questioni importati come la diffusione della banda larga, l'utilizzo dell'open source nella P.A., la ridefinizione degli equilibri di mercato fra i fornitori di connettività e la tutela della neutralità della rete: tutte tematiche centrali, che lo diventano ancora di più se si osservano i più recenti numeri di Eurostat, nei quali il grave ritardo dell'Italia rispetto alle altre nazioni europee per ciò che attiene alla penetrazione della larga banda e lo sviluppo tecnologico in genere, è come al solito assai ben fotografato”  da Punto Informatico

Auguri, ministro, e… l’aspettiamo al varco!

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06.05.06

Permalink 08:23:45, Categorie: Pedablogia  

Repubblica sulle radio scolastiche

Le nuove tecnologie permettono agli studenti di riascoltare e rivedere le lezioni dei propri professori. Con un piccolo investimento economico

Quando la scuola diventa hi-tech
dal podcast alle web-radio, è boom
Su Repubblica Multimedia le lezioni realizzate dai ragazzi e dai docenti
di TULLIA FABIANI

Microfoni accesi: la lezione comincia, il prof la registra e poi è pronta per essere scaricata da un computer e ascoltata. Ripetuta e imparata a memoria nel caso si tratti della lettura di una poesia del Leopardi, o della parafrasi a un canto dantesco. Dalla letteratura alle scienze, dalla musica alla rassegna stampa, a scuola è l'ora del podcast. E delle web radio, diventate un obiettivo di molti studenti e insegnanti.

La scoperta del podcasting come sistema utile alla didattica è abbastanza recente nelle scuole italiane: c'è chi ha cominciato a usarlo all'inizio dell'anno scolastico e chi nei mesi scorsi, ma in ogni caso i protagonisti della "svolta tecnologica" si dicono entusiasti dell'esperienza. E ci tengono a sottolineare che non si tratta di intrattenimento o di esercizio ludico, ma di un'occasione importante per rinnovare l'insegnamento.

Lo dimostrano i materiali audio e video delle varie scuole: le videolezioni e le clip realizzate dall'Istituto Tecnico Professionale Bodoni-Paravia di Torino che a settembre, nell'ambito del progetto Didanext, ha inaugurato "RadioTony", la prima web radio scolastica; il Multiblog del Liceo Scientifico Statale "E. Fermi" di Ragusa e la sua "RadioTuttiFermi" che conta già molte rubriche seguite da 30 ragazzi e una ventina di docenti (notiziari scolastici, sondaggi, rassegne stampa). Come pure lo prova il lavoro degli studenti dell'Istituto professionale di Cupra Marittima (Ascoli Piceno) con "DreamRadioStream" e quelle delle Scuole Superiori del Piemonte e della Liguria riunite nel progetto "Radio Zainet".

La voce dei docenti. Ora, a parte la possibilità di avere a disposizione immagini, testi, video, clip musicali e cicli di lezioni, viene da chiedere se c'è un valore specifico nell'uso del podcasting a scuola? "Il Podcast offre un contributo specifico all'insegnamento e all'apprendimento, rispetto a molte altre soluzioni digitali precedenti - spiega Alberto Pian, docente all'Istituto Bodoni-Paravia ed esperto di nuove tecnologie - perché integra strumenti digitali e non, in un ambito unico". Pian ha organizzato una struttura particolare di lezione: realizza schede didattiche in formato pdf, e poi le trasmette ai ragazzi che le ricevono sul computer. Inoltre registra spesso i dibattiti in formato audio e video: "Lo scopo è che in classe si crei un certo clima di attenzione e un interesse rinnovato allo studio. L'obiettivo - precisa l'insegnante - non è che tanti altri ascoltino quello che facciamo ma che gli studenti possano fruire attivamente di questi strumenti. Se una web radio viene realizzata solo per diventare una vetrina della scuola o per creare una redazione di studenti non credo abbia molto senso da un punto di vista didattico. Se invece è un'occasione per avviare i ragazzi a una padronanza linguistica e per farli scrivere allora è altra cosa".

E sbaglia chi pensa a uno svilimento dell'insegnamento, anzi: "La tecnologia va usata come strumento didatticamente utile, ma molti insegnanti - nota Pian- ancora non conoscono le potenzialità del mezzo e gli investimenti dovrebbero essere orientati a formare in tal senso i docenti". Il problema infatti è soprattutto culturale: "Molti docenti credono ancora che si tratti di attività d'intrattenimento - osserva Carmelo Ialacqua, docente del Fermi e autore di Edublog - altri invece sono incuriositi. Ma bisogna capire che è sempre più difficile e improduttivo continuare una didattica tradizionale. Secondo l'Ocse la scuola così com'è finirà nel 2015 se non si rinnova. C'è una difficoltà enorme infatti a comunicare secondo vecchi codici e non ci si può ostinare a ritornare solo sui libri di testo o a parlare in classe. Si rischia di perdere una sfida fondamentale".

E a non voler correre questo rischio è anche Antonella Brugnoli, insegnante di scuola elementare e coordinatrice della Rete "I ragazzi del fiume", una realtà nata in Friuli che comprende 84 scuole e coinvolge più di seimila ragazzi: "Nel nostro territorio si parlano tre lingue italiano, sloveno, friulano - racconta Brugnoli - e abbiamo pensato di comunicare attraverso il podcast. L'esperienza è entusiasmante, lo strumento è facile da usare e piace moltissimo ai bambini. Inoltre, nel caso di ragazzi disabili, l'utilizzo del podcast si sta rivelando molto importante, dà importanti risultati nell'apprendimento".

Il giudizio dei ragazzi. Dunque gli insegnanti promuovono il podcast. E gli studenti che ne pensano davvero? "Abbiamo colto subito con entusiasmo la proposta di creare una radio-web d'istituto, per fare un'esperienza del tutto nuova e originale - racconta Andrea Caruso che, insieme a Bruno Giummarra e Luca Gulino, frequenta il Liceo Fermi di Ragusa e cura la rassegna stampa di RadioTuttiFermi -. Ci piace l'idea di seguire una rubrica e di leggere e commentare le prime pagine delle più importanti testate nazionali. E poi questo lavoro ci impegna a seguire costantemente i giornali e le notizie. Inoltre abbiamo la possibilità di creare contributi originali per la rete".

Si capisce allora perché "il numero di studenti che collaborano a questa iniziativa sta aumentando", come dice Salvatore Tummino, anche lui coinvolto nell'avventura del podcast scolastico: "Mi occupo del settore motori, raccogliendo news, curiosità, aggiornamenti e immagini dal mondo delle due e quattro ruote - racconta -. Il lavoro non è semplicissimo, ma con il prof e i compagni diventa più semplice, divertente e istruttivo".

ASCOLTA E GUARDA LE LEZIONI SU REPUBBLICA MULTIMEDIA:
- Lezione video di Silvia sul Siddartha di Herman Hesse
- Lezione audio di Rosario sulla salvaguardia faunistica
- Lezione audio di Chiara su "Il Quinto Giorno"
- Video-discussione in classe su Italo Calvino
- Notiziario scolastico di RadioTuttiFermi
- Video divertente: magia in classe
(4 maggio 2006)

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