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Archivi per: 2006

27.12.06

Permalink 08:37:17, Categorie: Pedablogia  

Tu e il web, come protagonisti

La copertina dedicata all'uomo dell'anno del Time,  riporta uno specchio, il viso del lettore si rispecchia in uno schermo di computer, strumento attraverso il quale la gente riesce a controllare l'età dell'informazione.
Lo strumento principale di tale controllo è il blog, la punta emergente del web 2.0, insieme ai wiki,
ai video su YouTube  o su Google Video...

Time si è tolta dall'imbarazzo di metter in copertina, per esempio un nemico  degli USA come Ahmadinejad, però tutto sommato è vero: sempre più gente  si trova ad essere protagonista dei processi informativi, sia con i  cellulari, sia con i video sia con i blog.
Time infatti riporta poi nella sezione Power to the People, una quindicina di blog ad esempio di questa partecipazione. In effetti l'informazione oltre a passare da paludate riviste come la stessa Time, oggi circola liberamente nelle pagine web.

E' interessante che un tale riconoscimento venga descritto e motivato da una fonte del genere.

Già pochi giorni prima il settimanale francese l'Express aveva dedicato un servizio ai 20 blog che contano, e sta per uscire in Francia anche un libro di Thierry Crouzet sul quinto potere e la sua affermazione: internet come luogo di espressione politica.

Siamo davvero ad una svolta rivoluzionaria? Certo, qualcosa si sta muovendo, e non possiamo stare a guardare.

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08.10.06

Permalink 17:00:03, Categorie: Pedablogia  

Il tuo sistema operativo è in rete

Marco Gasperetti pubblica un articolo sull'ultimo esperimento di sistema operativo in rete, sul Corriere della Sera di oggi: parla di YouOS, e molti lettori italiani si collegano al sito con curiosità.  In altri orari e portati da altri collegamenti, troveremmo solo anglofoni, ovviamente.

Siamo all'ora di pranzo, ma le tagliatelle della mamma, probabilmente non sono ancora pronte; e molti giovani talenti si attardano nella chat di YouOS, con giudizi più o meno competenti, più o meno improvvisati...

La cattura dello schermo di YouOS, con la chat attiva.

Incuriosito, partecipo - si fa per dire - al dibattito. Alcuni non capiscono di cosa si si tratta, per altri Ajax deve servire a ben altro; per altri ancora la cosa è solo fastidiosa propaganda.

Insomma ce n'è per tutti i gusti. Qualcuno conclude  che il MIT si poteva risparmiare la novità; altri sostengono che la rete sarà la vera custode dei nostri dati, e quindi un sistema operativo in rete appare superfluo; chi cerca di spiegare agli altri.

Si tratterebbe di questo: un nuovo sistema operativo basato sulla rete, che essendo scritto in JavaScript, gira su qualunque macchina (già provvista di un suo sistema operativo: Windows, Mac, Linux).

 Le finestre si aprono, si spostano, si sovrappongono facilmente. Il programma disponibile attualmente che attrae di più probabilmente è l'Editor, con pulsanti essenziali, poi  il browser, veramente molto veloce, non so se perché legge direttametne nella cache del computer.

Il problena è che per girare, YouOS,  purtroppo ha bisogno di un sistema operativo, e di un browser... quindi l'esperimento anche se è suggestivo, ha bisogno di essere perfezionato.

Interessante e simpatico è stato però sperimentare anche il vivace ed estemporaneo  scambio di idee in diretta sulla novità. Un particolare: pur essendo qualificati quasi tutti come Guest, si capiva benissimo che il dibattito avveniva fra "maschietti".

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08.09.06

Permalink 16:30:47, Categorie: Pedablogia  

Il web 2.0 applicato

Dopo le settimane estive, in cui ho preferito sperimentare diverse tipologie di podcast con interviste audio e video ad alcuni personaggi impegnati nelle TIC, riprendo questo blog, citando in qualche modo alcune applicazioni educative del web 2.0, dopo la sua larga affermazione e la sua accettazione anche nel mondo della formazione: ora si comincia anche nel mondo dell'educazione a selezionare le applicazioni più valide e più promettenti, scartando quelle più illusorie.

Sembrerebbero al momento queste alcune delle forme destinate ad una affermazione nel campo formativo:

 

  1.  Il blog e il podcast insieme con le piattaforme di immagini e video. Il blog, quale snodo di una rete di comunicazione, sembrerebbe possa contentire sempre più lo scambio immagini e di video, ricco e promettente non solo attraverso l’ormai affermato Flickr, ma anche attraverso le minute gallerie di immagini che vengono sempre più implementate anche nei siti delle scuole e nelle piattaforme formative; quanto al video, esso ormai imperversa non solo su Video Google, su Youtube, e (in Italia) su Video Libero, ma anche in blog improvvisati;
  2.  le piattaforme collaborative, come Writely per scrivere, ma anche quelle per fare presentazioni, fogli di calcolo, ecc. sono sempre più presenti, mentre l’affermazione dello strumento Wiki e soprattutto delle Wikipedia nelle diverse lingue sembra incontrastata.
  3. La ricchezza di strumenti multimediali sta esplodendo anche da noi con il podcasting, il webcasting (lo screencasting a scopo educativo ne è solo un aspetto) e le videoconferenze – Skype è solo la punta dell’iceberg, ma sono sempre più accessibili gratuitamente client per applicazioni che supportino webcam, voip e lavagne condivise (con o senza avatar).
  4. Anche se con un po’ di diffidenza e di distacco, si vanno affermando anche le reti sociali e gli aggregatori, senza scendere in particolari tecnici, il linguaggio xml e le applicazioni rss iniziano ad essere utilizzare, per fruire di blog e podcast, tramite l’abbonamento gratuito.
Un discorso a parte meriterebbero le mappe sul web  - sempre più ricche e sempre più flessibili. Esso si coniuga anche con la localizzazione di amici più o meno lontani, di compagni di studio o di ricerca, e le mappe web assumono caratteristiche sempre più specialistiche (etniche, linguistiche, culinarie, ludiche… ) e vengono incorporate nei blog, nei siti seri, nelle pagine personali, nei volantini interattivi, ecc.

L'anno scolastico che sta iniziando potrà confermare o smentire questo elenco, che è chiaramente provvisorio ed incompleto, in quanto le applicazioni sul web 2.0 – ferme restando le caratteristiche di scambio, di interattività e di modificabilità, subiscono una evoluzione continua, sorprendente e… imprevedibile.

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30.05.06

Permalink 17:05:33, Categorie: Pedablogia  

Buon lavoro ministro!

Il nuovo ministro per la comunicazione, Paolo Gentiloni,  si propone due cose molto pratiche: recarsi ogni mattina al lavoro a piedi e continuare a curare il suo blog. La notizia si diffonde di blog in blog ed esultano alcuni  esperti di rete e di informazione.

Un responsabile di un dicastero così attuale, che ha un passato di giornalista, che cura un blog, e che si occupa di comunicazione, appare effettivamente al passo con i tempi.

 

Il blog del neo ministro Paolo Gentiloni

Commenta Massimo Mantellini:

“Nel corso dell'ultima campagna elettorale lo schieramento di Gentiloni si è reso protagonista di una delle poche ventate di freschezza per ciò che attiene alle questioni legate all'ITC che ci sia accaduto di registrare. In particolare, esprimendo punti di vista programmatici su questioni importati come la diffusione della banda larga, l'utilizzo dell'open source nella P.A., la ridefinizione degli equilibri di mercato fra i fornitori di connettività e la tutela della neutralità della rete: tutte tematiche centrali, che lo diventano ancora di più se si osservano i più recenti numeri di Eurostat, nei quali il grave ritardo dell'Italia rispetto alle altre nazioni europee per ciò che attiene alla penetrazione della larga banda e lo sviluppo tecnologico in genere, è come al solito assai ben fotografato”  da Punto Informatico

Auguri, ministro, e… l’aspettiamo al varco!

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06.05.06

Permalink 08:23:45, Categorie: Pedablogia  

Repubblica sulle radio scolastiche

Le nuove tecnologie permettono agli studenti di riascoltare e rivedere le lezioni dei propri professori. Con un piccolo investimento economico

Quando la scuola diventa hi-tech
dal podcast alle web-radio, è boom
Su Repubblica Multimedia le lezioni realizzate dai ragazzi e dai docenti
di TULLIA FABIANI

Microfoni accesi: la lezione comincia, il prof la registra e poi è pronta per essere scaricata da un computer e ascoltata. Ripetuta e imparata a memoria nel caso si tratti della lettura di una poesia del Leopardi, o della parafrasi a un canto dantesco. Dalla letteratura alle scienze, dalla musica alla rassegna stampa, a scuola è l'ora del podcast. E delle web radio, diventate un obiettivo di molti studenti e insegnanti.

La scoperta del podcasting come sistema utile alla didattica è abbastanza recente nelle scuole italiane: c'è chi ha cominciato a usarlo all'inizio dell'anno scolastico e chi nei mesi scorsi, ma in ogni caso i protagonisti della "svolta tecnologica" si dicono entusiasti dell'esperienza. E ci tengono a sottolineare che non si tratta di intrattenimento o di esercizio ludico, ma di un'occasione importante per rinnovare l'insegnamento.

Lo dimostrano i materiali audio e video delle varie scuole: le videolezioni e le clip realizzate dall'Istituto Tecnico Professionale Bodoni-Paravia di Torino che a settembre, nell'ambito del progetto Didanext, ha inaugurato "RadioTony", la prima web radio scolastica; il Multiblog del Liceo Scientifico Statale "E. Fermi" di Ragusa e la sua "RadioTuttiFermi" che conta già molte rubriche seguite da 30 ragazzi e una ventina di docenti (notiziari scolastici, sondaggi, rassegne stampa). Come pure lo prova il lavoro degli studenti dell'Istituto professionale di Cupra Marittima (Ascoli Piceno) con "DreamRadioStream" e quelle delle Scuole Superiori del Piemonte e della Liguria riunite nel progetto "Radio Zainet".

La voce dei docenti. Ora, a parte la possibilità di avere a disposizione immagini, testi, video, clip musicali e cicli di lezioni, viene da chiedere se c'è un valore specifico nell'uso del podcasting a scuola? "Il Podcast offre un contributo specifico all'insegnamento e all'apprendimento, rispetto a molte altre soluzioni digitali precedenti - spiega Alberto Pian, docente all'Istituto Bodoni-Paravia ed esperto di nuove tecnologie - perché integra strumenti digitali e non, in un ambito unico". Pian ha organizzato una struttura particolare di lezione: realizza schede didattiche in formato pdf, e poi le trasmette ai ragazzi che le ricevono sul computer. Inoltre registra spesso i dibattiti in formato audio e video: "Lo scopo è che in classe si crei un certo clima di attenzione e un interesse rinnovato allo studio. L'obiettivo - precisa l'insegnante - non è che tanti altri ascoltino quello che facciamo ma che gli studenti possano fruire attivamente di questi strumenti. Se una web radio viene realizzata solo per diventare una vetrina della scuola o per creare una redazione di studenti non credo abbia molto senso da un punto di vista didattico. Se invece è un'occasione per avviare i ragazzi a una padronanza linguistica e per farli scrivere allora è altra cosa".

E sbaglia chi pensa a uno svilimento dell'insegnamento, anzi: "La tecnologia va usata come strumento didatticamente utile, ma molti insegnanti - nota Pian- ancora non conoscono le potenzialità del mezzo e gli investimenti dovrebbero essere orientati a formare in tal senso i docenti". Il problema infatti è soprattutto culturale: "Molti docenti credono ancora che si tratti di attività d'intrattenimento - osserva Carmelo Ialacqua, docente del Fermi e autore di Edublog - altri invece sono incuriositi. Ma bisogna capire che è sempre più difficile e improduttivo continuare una didattica tradizionale. Secondo l'Ocse la scuola così com'è finirà nel 2015 se non si rinnova. C'è una difficoltà enorme infatti a comunicare secondo vecchi codici e non ci si può ostinare a ritornare solo sui libri di testo o a parlare in classe. Si rischia di perdere una sfida fondamentale".

E a non voler correre questo rischio è anche Antonella Brugnoli, insegnante di scuola elementare e coordinatrice della Rete "I ragazzi del fiume", una realtà nata in Friuli che comprende 84 scuole e coinvolge più di seimila ragazzi: "Nel nostro territorio si parlano tre lingue italiano, sloveno, friulano - racconta Brugnoli - e abbiamo pensato di comunicare attraverso il podcast. L'esperienza è entusiasmante, lo strumento è facile da usare e piace moltissimo ai bambini. Inoltre, nel caso di ragazzi disabili, l'utilizzo del podcast si sta rivelando molto importante, dà importanti risultati nell'apprendimento".

Il giudizio dei ragazzi. Dunque gli insegnanti promuovono il podcast. E gli studenti che ne pensano davvero? "Abbiamo colto subito con entusiasmo la proposta di creare una radio-web d'istituto, per fare un'esperienza del tutto nuova e originale - racconta Andrea Caruso che, insieme a Bruno Giummarra e Luca Gulino, frequenta il Liceo Fermi di Ragusa e cura la rassegna stampa di RadioTuttiFermi -. Ci piace l'idea di seguire una rubrica e di leggere e commentare le prime pagine delle più importanti testate nazionali. E poi questo lavoro ci impegna a seguire costantemente i giornali e le notizie. Inoltre abbiamo la possibilità di creare contributi originali per la rete".

Si capisce allora perché "il numero di studenti che collaborano a questa iniziativa sta aumentando", come dice Salvatore Tummino, anche lui coinvolto nell'avventura del podcast scolastico: "Mi occupo del settore motori, raccogliendo news, curiosità, aggiornamenti e immagini dal mondo delle due e quattro ruote - racconta -. Il lavoro non è semplicissimo, ma con il prof e i compagni diventa più semplice, divertente e istruttivo".

ASCOLTA E GUARDA LE LEZIONI SU REPUBBLICA MULTIMEDIA:
- Lezione video di Silvia sul Siddartha di Herman Hesse
- Lezione audio di Rosario sulla salvaguardia faunistica
- Lezione audio di Chiara su "Il Quinto Giorno"
- Video-discussione in classe su Italo Calvino
- Notiziario scolastico di RadioTuttiFermi
- Video divertente: magia in classe
(4 maggio 2006)

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24.04.06

Permalink 17:33:04, Categorie: Pedablogia  

Dai Blog al Podcasting, il video

Simulazione podcast

Cliccare per un breve video  che riassume i momenti salienti di alcuni interventi e della simulazione ideata da Alberto Pian.
Come riferito, sabato 22 aprile, si è svolta a Firenze, al plesso didattico della Torretta, una giornata di studio, organizzata dall'UniFI, Scienze della Formazione, sull'uso didattico del blog e del podcast. Di quanto avvenuto nel pomeriggio abbiamo fornito anche una breve fotocronaca nel post precedente di Pedablogia. Qui alleghiamo un video, del tutto improvvisato, che raccoglie una simulazione condotta da Alberto Pian (maestro, perdona!), che ci pare interessante proporre in quanto in essa salgono in cattedra docenti che non hanno mai sperimentato il podcasting..., ma che dicono la loro in reazione alle proposte dell'esperto. Poiché è in formato .mov, non è ospitato in questo server.

Dialogo in .mp3 tra Stefania Giorello e Romolo Pranzetti sul podcasting nella scuola

Volantino da distribuire liberamente sull'uso didattico del podcasting

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22.04.06

Permalink 10:24:28, Categorie: Pedablogia  

UNIFI - dai Blog al Podcasting

volantino della giornata di studio

Il volantino della giornata, tenuta nell'aula 10 alla Torretta.

Un sabato pomeriggio al plesso didattico Torretta dell'Università di Firenze, dove Scienze della Formazione ha organizzato un incontro - coordinato da Mario Rotta - sull'uso didattico del blog e del podcast.

Nel post precedente, il programma della giornata. Qui solo alcune istantanee.
Attività  in corso

Presentazione dell'attività del pomeriggio

Al pomeriggio abbiamo assistito ad una relazione di Fabrizio Pecori, di MyMedia, sulle valenze delle mappe virtuali.

Pecori e la  geografia del web

Nel ciberspazio con le varie mappe accompagnati da Fabrizio Pecori (qui con Rotta e Pian): mappe virtuali, psicologiche, etniche, ecc.

Poi Linda Giannini e Carlo Nati hanno raccontato il passaggio dal sito web al blog già a partire dalla scuola dell'infanzia.

Linda e Carlo, dal sito al blog

Linda testimonia come siano diventate più semplici e veloci le cose, passando dal sito al blog.

E' seguita una seduta podcast a cura di Alberto Pian, che ha condotto un gioco di ruolo, anche con attori che per la prima volta si accostavano allo strumento.

Pian simula un podcast

Alberto Pian dirige la simulazione di podcast: attenzione al link dove apparirà la performance

Simulazione podcast

Ecco gli attori impegnati nella simulazione, giocare il proprio ruolo.

Podcaster alla ribalta

Ancora microfoni accesi per la neopodcaster.

Prossima puntata del discorso podcasting, come noto, il 28 aprile a Genova...

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19.04.06

Permalink 10:03:58, Categorie: Pedablogia  

Unifi: Nuovi modelli comunicativi

Una giornata di studio promossa dall'Università di Firenze, per riflettere sul blog e gli altri strumenti comunicativi della rete: Raccontarsi, condividere e apprendere in rete: dai Blog al Podcasting, nuovi modelli comunicativi per la scuola (Firenze, Università degli Studi, Facoltà di Scienze della Formazione, Plesso didattico di via della Torretta, 22 aprile 2006).

ITunes

iTunes è diventato il simbolo del podcasting, videocasting e screencasting.

Programma

9,30 Interviene il Preside di facolta, prof. Giovanni Mari
10-10,30 La narrazione nell'età digitale. Gianfranco Bandini
10,30-11,15: Podcast: una radio che si ascolta, si vede, si legge e si naviga. Come e perché fare podcasting in classe. Alberto Pian
11,15-11,30 break

11,30-12 Podcasting e cooperative learning. Antonella Brugnoli
12-12,30 Blog e giornalini scolastici. Fabrizio Pecori
12,30-13: discussione (coordina Mario Rotta)

13,00-14 Pausa

14-14,30 I Blog a scuola: esperienze, valore aggiunto e criticità. Maria Teresa Bianchi
14,30-15 Chi scrive (e quanto scrive) sui blog? Linda Giannini e Carlo Nati
15-16 Discussione e conclusione della giornata (M. Rotta)

Informazioni: martedì e giovedì dalle 9,00 alle 15.00 e il venerdì dalle ore 9,00 alle 17,30.
Telefono: 055/210423 - Fax 055/2675728

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07.04.06

Permalink 10:23:44, Categorie: Pedablogia  

Editoria per/dei docenti - una tesi

Voglio parlare di una tesi di laurea sull’editoria online per docenti e sugli strumenti per fare l’editoria online, quindi anche sui blog.

L’argomento è interessante in questo momento in cui anche l’editoria cartacea appare un po’ guardinga, nel senso che da qualche anno cerca di rischiare il meno possibile nel settore scolastico, per evitare investimenti poco fruttuosi.

Online il discorso è leggermente diverso, in quanto vi sono alcune iniziative, di cui la tesi di Daniela Spina Runza Tra portali e blog scolastici: la rete per gli insegnanti, discussa all’Università degli studi di Torino, con il professor Giulio Lughi, docente di Editoria Multimediale, dà puntualmente conto, parlando - oltre che del portale Indire, di Garamond, di Edscuola.it, di RCS, di altri portali abbastanza noti a chi lavora nella scuola.

Edidablog_Runza

La tesi di Daniela, analizza anche la situazione dei blog didattici italiani in un momento di autentico slancio, nella primavera dell'anno scorso, mentre si affermava anche questa piattaforma (la originaria home page, riprodotta nella tesi).

La tesi affronta anche il mondo dei blog, e siccome eravamo nella primavera dello scorso anno, parlava dell’affermarsi di Blogdidattici (vedere gli atti del recente convegno in http://blogdidattici.splinder.com) e del “metablog” del MIUR E-didablog.

La tesi è abbastanza estesa ed ha un’introduzione che fa il punto sulle TIC nell’educazione, fornendo elementi di valutazione abbastanza critici, ricchi e interessanti, chiedendosi se per arrivare ad essere editori in proprio occorra fare tutto l’itinerario di alfabetizzazione informatica che passa per la produttività individuale fino alle applicazioni web.

Daniela non riesce ad annoiare neanche con le sue oltre 200 pagine, che forniscono al lettore elementi di giudizio molto utili e sempre aggiornati.

Probabilmente, da qualche parte nella rete, anche Daniela è diventata editore di se stessa: sicuramente il suo blog si raccomanderà per efficacia, coerenza e per ricchezza di contenuti.

Dalla Introduzione:

Due sono i modi, con cui i docenti possono aggiornarsi per una formazione personale ai nuovi media, che esamino nei capitoli successivi: i portali e i blog. Entrambi possono fornire materiale, confronti e scambi nel caso in cui nei portali siano presenti forum o chat, ma è forse nei blog dove maggiormente l’insegnante può impadronirsi dei nuovi strumenti. Non solo un blog si legge e si consulta, ma in un blog si scrive in prima persona, lo si sperimenta: non solo più lettori ma anche editori.

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03.04.06

Permalink 10:37:44, Categorie: Pedablogia  

I blog "giovani" in Italia e in Francia

Nel post precedente, citavo il rapporto AIE Digital Generation, da cui risulta che circa il 9% dei giovani pubblica settimanalmente un contenuto nel proprio blog, dato che cresce al 15% se ci si riferisce agli utenti abituali della rete (video su Reporter Diffuso).

Il blog nel rapporto AIE

Il 15% dei giovani internauti pubblica settimanalmente nel proprio blog.

Siccome lo studio non è mirato ad indagare questo strumento, prendiamo il dato così com’è, e concludiamo: esso denota un certo uso attivo della rete, sia pure con i rischi e le precauzioni che bisognerebbe tenere presenti.

Il blog in Francia

Uso comunicativo della rete in Francia, da cui si ricava che il 51% degli studenti ha creato un blog.

Un dato molto diverso ci proviene da un’indagine IPSOS svolta in Francia , da cui risulterebbe che tra gli utenti della rete tra i 15 e i 19 anni, il 51% hanno creato un blog: più del doppio che in Italia.

Ora, si sa che fine fanno i blog: solo pochi resistono al tempo e alla “assuefazione”, pur tuttavia, il dato appare molto diverso da quello italiano.
Ciò che accomuna i due campioni è la percezione di internet più come strumento di comunicazione, che come mezzo per informarsi o documentarsi.
Anche in Francia, le chat, le messaggerie e i forum godono di grande popolarità, ma questa minore impiego “attivo” e produttivo del blog fra i nostri giovani andrebbe forse approfondito e discusso.

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27.03.06

Permalink 08:33:26, Categorie: Pedablogia  

Il web dei ragazzi - rapporto AIE

Interessanti i dati che emergono dal rapporto AIE, Associazione Italiana Editori, sul rapporto fra i giovani e i media, in particolare su internet. Se gli adulti usano ancora internet quale fonte di documentazione e di risorse, per gli adolescenti, invece è più presente l’aspetto comunicativo e di condivisione.

Digital generation AIE

Dal sito AIE è possibile scaricare il rapporto Digital generation integrale o la sua sintesi in formato .pdf.

Lo dice Digital generation, i ragazzi dai 14 ai 24 anni, il rapporto guidato da Renato Mannheimer per l'AIE. La ricerca – condotta a livello nazionale su un campione di mille ragazzi – ha indagato gli usi tecnologici di giovani e giovanissimi: i possibili utenti dei nuovi prodotti che gli editori devono ben aver presenti per pianificare le proprie strategie.

Gli adolescenti sono internauti (per il 91%), più della metà (il 53%) ha un iPod o comunque un lettore mp3, uno su quattro partecipa almeno settimanalmente a chat e forum, tanto da preferire (se non sostituire) la conversazione via Internet alla classica telefonata pomeridiana all’amico, e il 9% ha un blog personale in cui inserisce i suoi pensieri.

Il 42% degli internauti ha infatti utilizzato internet almeno una volta per partecipare a chat, blog, forum o per inserire scritti personali, pensieri, poesie nel proprio blog personale.
Il 42% dei giovani navigatori ha dichiarato di aver scaricato, senza pagarlo, nell’ultimo anno, almeno un file da Internet con i programmi di condivisione.

L’utente tipo di quello che i tecnici chiamano sempre più spesso “internet 2” ha un titolo di studio di media inferiore (per il 46%); abita in una grande città (per il 50%); usa internet tutti i giorni (60%) e vi accede prevalentemente da casa (per il 55%).

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20.03.06

Permalink 11:18:58, Categorie: Pedablogia  

Il Blog in Spagna? Lo studio ci guadagna

Da Merida, Spagna, un giornale online, Hoy digital, ci ragguaglia il 17 marzo 2006, sull’utilizzo didattico del blog: “Profesores del instituto crean la aplicación didáctica del blog”.

Blog in Merida

Alla ricerca di uno strumento facile da gestire, ma anche funzionale per la verifica dei risultati, gli insegnanti dell’istituto Eugenio Frutos de Guareña hanno promosso il blog a quaderno elettronico, e il giornale riferisce obiettivi e motivazioni.
All’inizio, scrive, il blog veniva utilizzato prevalentemente in classe, poi si è passati ad utilizzarlo anche per assegnare i compiti a casa e per verificarli a distanza. Ogni alunno ha il suo blog e i professori lo visitano, verificano e danno pareri e valutazioni senza problemi, in quanto le connessioni sono disponibili 24 ore su 24.

Grazie ad Hoy per l’attenzione al blog; ma sorprende soprattutto la descrizione del contesto scolastico che traspare dell’Extemadura: là hanno la connessione ad internet gli alunni, che possono eseguire le richieste educative “desde su casa”; da noi – esperienza quotidiana – fanno fatica a connettersi anche gli insegnanti, non tanto i molti che ignorano internet e le altre moderne diavolerie, ma anche i pochi insegnanti impegnati in corsi di formazione o addirittura quanti nella propria scuola hanno il ruolo di “e-tutor”.

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04.03.06

Permalink 10:03:21, Categorie: Pedablogia  

Origami, laptop, o cellulare?

La data sarebbe piaciuta a Dante: 9-3-06. E’ il lancio di Origami, il nuovo palmare di casa Microsoft. Obiettivi? Convergenza, ma anche comunicazione totale, indipendentemente da reti fisse e da cavi. Uno strumento da usare anche nell’educazione degli adulti, anche nei paesi in via di sviluppo? Sarà una controproposta rispetto al computer a manovella da 100 dollari ideato da Negroponte?

Origami
Fotogramma dal video di Origami.

Per il cellulare, quale strumento di comunicazione didattica e di formazione a distanza (mLearning), abbiamo alcune suggestioni rese complesse ancora dal costo della telefonia mobile sia essa in voce, sia in SMS.
Qualche prospettiva più abbordabile sembra emersa dalla fiera di Barcellona, dove si è ipotizzato l’utilizzo dell'instant message nel cellulare (possibilità di mandare un messaggio a tutti i contatti disponibili in tempo reale), ad un costo meno esoso rispetto all’SMS, su cui le compagnie speculano molto.

Le limitazioni comunque dell’uso dei telefonini sono notevoli, le varie tecnologie appaiono ancora immature, per cui sembra realistica l’ipotesi di Negroponte, di computer che possano essere usati anche in zone rurali prive di connessioni ad internet, e di corrente elettrica.

D’altra parte il progetto Microsoft sembra inserirsi nella prospettiva di ridare fiato e vita all’e-book, il libro elettronico, che sembrava definitivamente accantonato. Anche la Sony ha nuove e interessanti prospettive.

L’impressione è che le novità di succedano ad un ritmo molto vertiginoso, e che sia difficile prevedere lo sbocco finale, la tecnologia prevalente. Ma la corsa è avvincente.

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26.02.06

Permalink 10:02:45, Categorie: Pedablogia  

Qui Canada, a voi Torino 2006

Torino 2006 è stato ovviamente vissuto anche dalla blogosfera, a partire dai blog della “La Stampa”, che proprio prima dell’evento aveva potenziato il suo servizio di blogger.

Torino 2006

Qualche cifra - I ventesimi giochi olimpici d’inverno, dal 10 al 26 febbraio 2006, hanno visto impegnati 7 sport e 15 discipline, che hanno coinvolto 2500 atleti, 650 giudici e arbitri.
84 le le medaglie d’oro, 80 i comitati olimpici ospitati, le località interessate direttamente nella manifestazione sono state: Torino, Bardonecchia, Sestriere, Pinerolo, Pragelato, Cesana-Pariol, Cesana-San Sicario, Sauze d'Oulx, Claviere e Torre Pellice.
Si sono calcolati intorno ai dieci mila giornalisti e rappresentanti dei media impegnati a diffondere i vari eventi.

Qui si vuole segnalare solo il blog scolastico canadese Classe Carrière (Istituto San Giuseppe), che ha seguito le Olimpiadi da un proprio punto di vista, corrispondenze, videoconferenze, resoconti... Di tutto di più!

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22.02.06

Permalink 08:36:04, Categorie: Pedablogia  

RadioTuttiFermi

Se “podcasting” (il sistema di trasmissione vocale via internet) è stata la parola dell'anno del 2005, e se molti si occupano di tale forma di diffusione di contenuti (di recente è partito anche il podcast di Prima pagina di Radio tre) , grazie al successo di iTunes, iPod e altri supporti analoghi, anche nella scuola tale forma di comunicazione comincia a farsi strada.

Liceo Fermi

Il Liceo scientifico statale "Fermi" di Ragusa. Podcast: a digital recording of a radio broadcast or similar program, made available on the Internet for downloading to a personal audio player" (Oxford University Press).

Si suggerisce l’ottimo tutorial di Alberto Pian su Edidateca, ed anche gli interventi di Carmelo Ialacqua su Edublog.it.
Chi è Carmelo Ialacqua? Oltre ad essere un protagonista della edublogosfera, è anche un docente del Liceo Fermi e in tale duplice veste è anche responsabile e animatore della radio di istituto.
Ecco le motivazioni per la creazione della radio, che è partita proprio in questa settimana.

• Perché la consideriamo un importante strumento di comunicazione e partecipazione per tutta la comunità del Fermi (circa 3000 persone - tra personale, docenti, studenti e genitori)
• Perché è un'ottima palestra per conoscere ed usare le nuove tecnologie ed i linguaggi multimediali
• Perché è un validissimo strumento di crescita civile e professionale
• Perché è un formidabile strumento didattico per tutti i docenti e gli studenti che vogliono fare una scuola nuova ed attiva
• Perché... la radio è bella ed è un'ottima compagna di vita

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07.02.06

Permalink 10:06:55, Categorie: Pedablogia  

La vivacità della blogosfera francese

La blogosfera francese ha sintomi di vitalità e di partecipazione di cui avrebbe fatto volentieri a meno. Due i casi ancora aperti.

1. Dopo settimane di polemiche, sembra che la punizione nei confronti del preside francese di Lozere, che – in forma anonima, con il nickname di Garfieldd – si professava gay nel suo blog, sia ridimensionata.

Garfieldd- sostegno

A quanto si legge, il pubblico ufficiale non ha ospitato contenuti osceni o pornografici nel suo blog, né ha mai mescolato la sua attività di rappresentante dello stato con le proprie tendenze, ma in un primo tempo i provvedimenti - la revoca dall’incarico e dallo stipendio – furono piuttosto drastici.
Ai primi di febbraio, sembra che il ministero abbia ridimensionato la severità.
A parte il fatto in sé, è degna di nota la solidarietàdella blogosfera francese, sempre piuttosto animata e vivace. Sono anche noti episodi che testimoniano come gli studneti francesi delle scuole superiori, vivano rapporti abbastanza controversi con le forme di pubblicazione personale e le proprie istituzioni scolastiche.

2. Altro caso in cui la blogosfera francese è stata molto presente e solidale, è il caso Mayetic.

Mayetic

La piattaforma di collaborazione online è stata oggetto di una campagna di stampa, che l’ha portata a perdere il proprio ruolo e anche le proprie strutture, e a fine dicembre l’ha condotta a licenziare i 23 dipendenti e a portare i bilanci in tribunale.
La blogosfera è stata la più reattiva fra le forme di comunicazione di massa, numerosi sono stati gli interventi e i propositi di soluzioni alternative: in questo sito, una raccolta di firme.

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04.01.06

Permalink 08:10:32, Categorie: Pedablogia  

Anno nuovo, web 2.0

Anno nuovo, web nuovo? Se come anno scolastico, in Italia, abbiamo la piena affermazione del blog, la discussione a livello planetario nell’anno appena conclusosi si è molto focalizzata sul cosiddetto “web 2.0”.

mappa web 2.0

La mappa del web 2.0 secondo l'interpretazione di http://susanmernit.blogspot.com/

Cosa vuol dire? In poche parole, che internet non è più solo una sala di lettura o di consultazione, ma una immensa agorà, dove ciascuno può dire la sua con tanti strumenti collaborativi, ora disponibili, al di là del web stesso, ma ospitati comunque da internet:

* il blog,
* il wikiwiki,
* le reti sociali,
* il podcasting,
* il vodcasting.

Se per l’Italia il tema dell’accessibilità è diventato all’ordine del giorno e se il blog è il fenomeno più appariscente, ed anche nell’educazione lo si sta usando con frutto, il wikiwiki ha avuto attacchi diretti anche nella sua espressione forse più appariscente, la Wikipedia, questa enciclopedia tanto denigrata, ma che sembra poter reggere anche gli attacchi di esperimenti tesi a minarne l’autorevolezza.

Le reti sociali hanno raggiunto espressioni diverse: dalla telefonia gratuita in internet, alla ricerca di persone, alle attività collaborative, sempre più disponibili, spesso gratuitamente, ma anche a volte con piccole tariffe; il podcasting cioè la trasmissione di contenuti vocali nei propri siti o nei blog – per fare informazione o contro informazione - sta diventando qualcosa di più di una moda, mentre sempre più utenti prendono confidenza con il vodcast, cioè con la trasmissione di video, che si possono facilmente montare e caricare per essere goduti in streaming, cioè con uno scaricamento “temporale”…

Insomma dalla semplice condivisione di testi, alla condivisione o collaborazione attraverso la multimedialità, sembra che la svolta di internet si stia attuando. Ne vedremo delle belle? Ne faremo delle belle!

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Appunti di Pedablogia

Il blog e il social software come strumenti di comunicazione didattica. Resoconti di esperienze, ricerche e riflessioni nella rete degli edublog.

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