Ovviamente, può anche non interessare.

Nel caso però interessi, cliccare sul titolo di questo post, per essere portati ad una playlist che vorrebbe introdurre anche chi non è iscritto, a Second Life, alle sue modalità di utilizzo, e ad alcune caratteristiche utili per la formazione.
In italiano.
(Le critiche sono gradite, per approfondire, si veda anche post e collegamenti in: http://come2live.podomatic.com )
Ancora sul futuro dei media: Prometeus
Le prospettive dei media di qui al 2050 sono state già ventilate....
Qui un nuovo video, per di più sottotitolato in italiano, mostra uno scenario... per lo meno da discutere!
Il fermento intorno al web 2.0 e anche intorno ai blog, anche nel mondo della formazione è notevole.
In effetti è una bella cosa il poter intervenire direttamente, a livello creativo e non solo passivamente, su strumenti di comunicazione multimediali, da Flickr a YouTube, e su tutti gli altri che ogni giorno nascono a centinaia.
Anche nel mondo della scuola, però, vediamo una certa disparità di "partecipazione", abbiamo settori interi che non seguono la conversazione intavolata da pochi volenterosi appassionati. Eppure le basi di partenza sono ( o erano ) le stesse...
Consoliamoci con la scala della partecipazione di recente diffusa da Forrestser .
Eccone la descrizione tratta dal blog Web *.0
* creatori (blogger, chi condivide i propri filmati)
* critici (chi commenta o vota)
* collezionisti (chi usa feed Rss e i tag per organizzare le proprie risorse)
* membri (chi usa i siti di social networking)
* spettatori (chi legge blog, ascolta podcast, guarda video)
* inattivi (chi non fa niente di sociale, neanche dal punto di vista passivo).
Anche nel mondo della formazione, vedi grafico, c'è molto spazio per la passività!
La copertina dedicata all'uomo dell'anno del Time, riporta uno specchio, il viso del lettore si rispecchia in uno schermo di computer, strumento attraverso il quale la gente riesce a controllare l'età dell'informazione.
Lo strumento principale di tale controllo è il blog, la punta emergente del web 2.0, insieme ai wiki,
ai video su YouTube o su Google Video...
Time si è tolta dall'imbarazzo di metter in copertina, per esempio un nemico degli USA come Ahmadinejad, però tutto sommato è vero: sempre più gente si trova ad essere protagonista dei processi informativi, sia con i cellulari, sia con i video sia con i blog.
Time infatti riporta poi nella sezione Power to the People, una quindicina di blog ad esempio di questa partecipazione. In effetti l'informazione oltre a passare da paludate riviste come la stessa Time, oggi circola liberamente nelle pagine web.
E' interessante che un tale riconoscimento venga descritto e motivato da una fonte del genere.
Già pochi giorni prima il settimanale francese l'Express aveva dedicato un servizio ai 20 blog che contano, e sta per uscire in Francia anche un libro di Thierry Crouzet sul quinto potere e la sua affermazione: internet come luogo di espressione politica.
Siamo davvero ad una svolta rivoluzionaria? Certo, qualcosa si sta muovendo, e non possiamo stare a guardare.
Marco Gasperetti pubblica un articolo sull'ultimo esperimento di sistema operativo in rete, sul Corriere della Sera di oggi: parla di YouOS, e molti lettori italiani si collegano al sito con curiosità. In altri orari e portati da altri collegamenti, troveremmo solo anglofoni, ovviamente.
Siamo all'ora di pranzo, ma le tagliatelle della mamma, probabilmente non sono ancora pronte; e molti giovani talenti si attardano nella chat di YouOS, con giudizi più o meno competenti, più o meno improvvisati...
Incuriosito, partecipo - si fa per dire - al dibattito. Alcuni non capiscono di cosa si si tratta, per altri Ajax deve servire a ben altro; per altri ancora la cosa è solo fastidiosa propaganda.
Insomma ce n'è per tutti i gusti. Qualcuno conclude che il MIT si poteva risparmiare la novità; altri sostengono che la rete sarà la vera custode dei nostri dati, e quindi un sistema operativo in rete appare superfluo; chi cerca di spiegare agli altri.
Si tratterebbe di questo: un nuovo sistema operativo basato sulla rete, che essendo scritto in JavaScript, gira su qualunque macchina (già provvista di un suo sistema operativo: Windows, Mac, Linux).
Le finestre si aprono, si spostano, si sovrappongono facilmente. Il programma disponibile attualmente che attrae di più probabilmente è l'Editor, con pulsanti essenziali, poi il browser, veramente molto veloce, non so se perché legge direttametne nella cache del computer.
Il problena è che per girare, YouOS, purtroppo ha bisogno di un sistema operativo, e di un browser... quindi l'esperimento anche se è suggestivo, ha bisogno di essere perfezionato.
Interessante e simpatico è stato però sperimentare anche il vivace ed estemporaneo scambio di idee in diretta sulla novità. Un particolare: pur essendo qualificati quasi tutti come Guest, si capiva benissimo che il dibattito avveniva fra "maschietti".
Dopo le settimane estive, in cui ho preferito sperimentare diverse tipologie di podcast con interviste audio e video ad alcuni personaggi impegnati nelle TIC, riprendo questo blog, citando in qualche modo alcune applicazioni educative del web 2.0, dopo la sua larga affermazione e la sua accettazione anche nel mondo della formazione: ora si comincia anche nel mondo dell'educazione a selezionare le applicazioni più valide e più promettenti, scartando quelle più illusorie.
Sembrerebbero al momento queste alcune delle forme destinate ad una affermazione nel campo formativo:
L'anno scolastico che sta iniziando potrà confermare o smentire questo elenco, che è chiaramente provvisorio ed incompleto, in quanto le applicazioni sul web 2.0 – ferme restando le caratteristiche di scambio, di interattività e di modificabilità, subiscono una evoluzione continua, sorprendente e… imprevedibile.
Il nuovo ministro per la comunicazione, Paolo Gentiloni, si propone due cose molto pratiche: recarsi ogni mattina al lavoro a piedi e continuare a curare il suo blog. La notizia si diffonde di blog in blog ed esultano alcuni esperti di rete e di informazione.
Un responsabile di un dicastero così attuale, che ha un passato di giornalista, che cura un blog, e che si occupa di comunicazione, appare effettivamente al passo con i tempi.
Il blog del neo ministro Paolo Gentiloni
Commenta Massimo Mantellini:
“Nel corso dell'ultima campagna elettorale lo schieramento di Gentiloni si è reso protagonista di una delle poche ventate di freschezza per ciò che attiene alle questioni legate all'ITC che ci sia accaduto di registrare. In particolare, esprimendo punti di vista programmatici su questioni importati come la diffusione della banda larga, l'utilizzo dell'open source nella P.A., la ridefinizione degli equilibri di mercato fra i fornitori di connettività e la tutela della neutralità della rete: tutte tematiche centrali, che lo diventano ancora di più se si osservano i più recenti numeri di Eurostat, nei quali il grave ritardo dell'Italia rispetto alle altre nazioni europee per ciò che attiene alla penetrazione della larga banda e lo sviluppo tecnologico in genere, è come al solito assai ben fotografato” da Punto Informatico -
Auguri, ministro, e… l’aspettiamo al varco!
Le nuove tecnologie permettono agli studenti di riascoltare e rivedere le lezioni dei propri professori. Con un piccolo investimento economico
Quando la scuola diventa hi-tech
dal podcast alle web-radio, è boom
Su Repubblica Multimedia le lezioni realizzate dai ragazzi e dai docenti
di TULLIA FABIANI
Microfoni accesi: la lezione comincia, il prof la registra e poi è pronta per essere scaricata da un computer e ascoltata. Ripetuta e imparata a memoria nel caso si tratti della lettura di una poesia del Leopardi, o della parafrasi a un canto dantesco. Dalla letteratura alle scienze, dalla musica alla rassegna stampa, a scuola è l'ora del podcast. E delle web radio, diventate un obiettivo di molti studenti e insegnanti.
La scoperta del podcasting come sistema utile alla didattica è abbastanza recente nelle scuole italiane: c'è chi ha cominciato a usarlo all'inizio dell'anno scolastico e chi nei mesi scorsi, ma in ogni caso i protagonisti della "svolta tecnologica" si dicono entusiasti dell'esperienza. E ci tengono a sottolineare che non si tratta di intrattenimento o di esercizio ludico, ma di un'occasione importante per rinnovare l'insegnamento.
Lo dimostrano i materiali audio e video delle varie scuole: le videolezioni e le clip realizzate dall'Istituto Tecnico Professionale Bodoni-Paravia di Torino che a settembre, nell'ambito del progetto Didanext, ha inaugurato "RadioTony", la prima web radio scolastica; il Multiblog del Liceo Scientifico Statale "E. Fermi" di Ragusa e la sua "RadioTuttiFermi" che conta già molte rubriche seguite da 30 ragazzi e una ventina di docenti (notiziari scolastici, sondaggi, rassegne stampa). Come pure lo prova il lavoro degli studenti dell'Istituto professionale di Cupra Marittima (Ascoli Piceno) con "DreamRadioStream" e quelle delle Scuole Superiori del Piemonte e della Liguria riunite nel progetto "Radio Zainet".
La voce dei docenti. Ora, a parte la possibilità di avere a disposizione immagini, testi, video, clip musicali e cicli di lezioni, viene da chiedere se c'è un valore specifico nell'uso del podcasting a scuola? "Il Podcast offre un contributo specifico all'insegnamento e all'apprendimento, rispetto a molte altre soluzioni digitali precedenti - spiega Alberto Pian, docente all'Istituto Bodoni-Paravia ed esperto di nuove tecnologie - perché integra strumenti digitali e non, in un ambito unico". Pian ha organizzato una struttura particolare di lezione: realizza schede didattiche in formato pdf, e poi le trasmette ai ragazzi che le ricevono sul computer. Inoltre registra spesso i dibattiti in formato audio e video: "Lo scopo è che in classe si crei un certo clima di attenzione e un interesse rinnovato allo studio. L'obiettivo - precisa l'insegnante - non è che tanti altri ascoltino quello che facciamo ma che gli studenti possano fruire attivamente di questi strumenti. Se una web radio viene realizzata solo per diventare una vetrina della scuola o per creare una redazione di studenti non credo abbia molto senso da un punto di vista didattico. Se invece è un'occasione per avviare i ragazzi a una padronanza linguistica e per farli scrivere allora è altra cosa".
E sbaglia chi pensa a uno svilimento dell'insegnamento, anzi: "La tecnologia va usata come strumento didatticamente utile, ma molti insegnanti - nota Pian- ancora non conoscono le potenzialità del mezzo e gli investimenti dovrebbero essere orientati a formare in tal senso i docenti". Il problema infatti è soprattutto culturale: "Molti docenti credono ancora che si tratti di attività d'intrattenimento - osserva Carmelo Ialacqua, docente del Fermi e autore di Edublog - altri invece sono incuriositi. Ma bisogna capire che è sempre più difficile e improduttivo continuare una didattica tradizionale. Secondo l'Ocse la scuola così com'è finirà nel 2015 se non si rinnova. C'è una difficoltà enorme infatti a comunicare secondo vecchi codici e non ci si può ostinare a ritornare solo sui libri di testo o a parlare in classe. Si rischia di perdere una sfida fondamentale".
E a non voler correre questo rischio è anche Antonella Brugnoli, insegnante di scuola elementare e coordinatrice della Rete "I ragazzi del fiume", una realtà nata in Friuli che comprende 84 scuole e coinvolge più di seimila ragazzi: "Nel nostro territorio si parlano tre lingue italiano, sloveno, friulano - racconta Brugnoli - e abbiamo pensato di comunicare attraverso il podcast. L'esperienza è entusiasmante, lo strumento è facile da usare e piace moltissimo ai bambini. Inoltre, nel caso di ragazzi disabili, l'utilizzo del podcast si sta rivelando molto importante, dà importanti risultati nell'apprendimento".
Il giudizio dei ragazzi. Dunque gli insegnanti promuovono il podcast. E gli studenti che ne pensano davvero? "Abbiamo colto subito con entusiasmo la proposta di creare una radio-web d'istituto, per fare un'esperienza del tutto nuova e originale - racconta Andrea Caruso che, insieme a Bruno Giummarra e Luca Gulino, frequenta il Liceo Fermi di Ragusa e cura la rassegna stampa di RadioTuttiFermi -. Ci piace l'idea di seguire una rubrica e di leggere e commentare le prime pagine delle più importanti testate nazionali. E poi questo lavoro ci impegna a seguire costantemente i giornali e le notizie. Inoltre abbiamo la possibilità di creare contributi originali per la rete".
Si capisce allora perché "il numero di studenti che collaborano a questa iniziativa sta aumentando", come dice Salvatore Tummino, anche lui coinvolto nell'avventura del podcast scolastico: "Mi occupo del settore motori, raccogliendo news, curiosità , aggiornamenti e immagini dal mondo delle due e quattro ruote - racconta -. Il lavoro non è semplicissimo, ma con il prof e i compagni diventa più semplice, divertente e istruttivo".
ASCOLTA E GUARDA LE LEZIONI SU REPUBBLICA MULTIMEDIA:
- Lezione video di Silvia sul Siddartha di Herman Hesse
- Lezione audio di Rosario sulla salvaguardia faunistica
- Lezione audio di Chiara su "Il Quinto Giorno"
- Video-discussione in classe su Italo Calvino
- Notiziario scolastico di RadioTuttiFermi
- Video divertente: magia in classe
(4 maggio 2006)

Cliccare per un breve video che riassume i momenti salienti di alcuni interventi e della simulazione ideata da Alberto Pian.Come riferito, sabato 22 aprile, si è svolta a Firenze, al plesso didattico della Torretta, una giornata di studio, organizzata dall'UniFI, Scienze della Formazione, sull'uso didattico del blog e del podcast. Di quanto avvenuto nel pomeriggio abbiamo fornito anche una breve fotocronaca nel post precedente di Pedablogia. Qui alleghiamo un video, del tutto improvvisato, che raccoglie una simulazione condotta da Alberto Pian (maestro, perdona!), che ci pare interessante proporre in quanto in essa salgono in cattedra docenti che non hanno mai sperimentato il podcasting..., ma che dicono la loro in reazione alle proposte dell'esperto. Poiché è in formato .mov, non è ospitato in questo server.
Dialogo in .mp3 tra Stefania Giorello e Romolo Pranzetti sul podcasting nella scuola
Volantino da distribuire liberamente sull'uso didattico del podcasting

Il volantino della giornata, tenuta nell'aula 10 alla Torretta.
Un sabato pomeriggio al plesso didattico Torretta dell'Università di Firenze, dove Scienze della Formazione ha organizzato un incontro - coordinato da Mario Rotta - sull'uso didattico del blog e del podcast.
Nel post precedente, il programma della giornata. Qui solo alcune istantanee.

Presentazione dell'attività del pomeriggio
Al pomeriggio abbiamo assistito ad una relazione di Fabrizio Pecori, di MyMedia, sulle valenze delle mappe virtuali.

Nel ciberspazio con le varie mappe accompagnati da Fabrizio Pecori (qui con Rotta e Pian): mappe virtuali, psicologiche, etniche, ecc.
Poi Linda Giannini e Carlo Nati hanno raccontato il passaggio dal sito web al blog già a partire dalla scuola dell'infanzia.

Linda testimonia come siano diventate più semplici e veloci le cose, passando dal sito al blog.
E' seguita una seduta podcast a cura di Alberto Pian, che ha condotto un gioco di ruolo, anche con attori che per la prima volta si accostavano allo strumento.

Alberto Pian dirige la simulazione di podcast: attenzione al link dove apparirà la performance

Ecco gli attori impegnati nella simulazione, giocare il proprio ruolo.

Ancora microfoni accesi per la neopodcaster.
Prossima puntata del discorso podcasting, come noto, il 28 aprile a Genova...
Una giornata di studio promossa dall'Università di Firenze, per riflettere sul blog e gli altri strumenti comunicativi della rete: Raccontarsi, condividere e apprendere in rete: dai Blog al Podcasting, nuovi modelli comunicativi per la scuola (Firenze, Università degli Studi, Facoltà di Scienze della Formazione, Plesso didattico di via della Torretta, 22 aprile 2006).

iTunes è diventato il simbolo del podcasting, videocasting e screencasting.
Programma
9,30 Interviene il Preside di facolta, prof. Giovanni Mari
10-10,30 La narrazione nell'età digitale. Gianfranco Bandini
10,30-11,15: Podcast: una radio che si ascolta, si vede, si legge e si naviga. Come e perché fare podcasting in classe. Alberto Pian
11,15-11,30 break
11,30-12 Podcasting e cooperative learning. Antonella Brugnoli
12-12,30 Blog e giornalini scolastici. Fabrizio Pecori
12,30-13: discussione (coordina Mario Rotta)
13,00-14 Pausa
14-14,30 I Blog a scuola: esperienze, valore aggiunto e criticità . Maria Teresa Bianchi
14,30-15 Chi scrive (e quanto scrive) sui blog? Linda Giannini e Carlo Nati
15-16 Discussione e conclusione della giornata (M. Rotta)
Informazioni: martedì e giovedì dalle 9,00 alle 15.00 e il venerdì dalle ore 9,00 alle 17,30.
Telefono: 055/210423 - Fax 055/2675728
Voglio parlare di una tesi di laurea sull’editoria online per docenti e sugli strumenti per fare l’editoria online, quindi anche sui blog.
L’argomento è interessante in questo momento in cui anche l’editoria cartacea appare un po’ guardinga, nel senso che da qualche anno cerca di rischiare il meno possibile nel settore scolastico, per evitare investimenti poco fruttuosi.
Online il discorso è leggermente diverso, in quanto vi sono alcune iniziative, di cui la tesi di Daniela Spina Runza Tra portali e blog scolastici: la rete per gli insegnanti, discussa all’Università degli studi di Torino, con il professor Giulio Lughi, docente di Editoria Multimediale, dà puntualmente conto, parlando - oltre che del portale Indire, di Garamond, di Edscuola.it, di RCS, di altri portali abbastanza noti a chi lavora nella scuola.

La tesi di Daniela, analizza anche la situazione dei blog didattici italiani in un momento di autentico slancio, nella primavera dell'anno scorso, mentre si affermava anche questa piattaforma (la originaria home page, riprodotta nella tesi).
La tesi affronta anche il mondo dei blog, e siccome eravamo nella primavera dello scorso anno, parlava dell’affermarsi di Blogdidattici (vedere gli atti del recente convegno in http://blogdidattici.splinder.com) e del “metablog†del MIUR E-didablog.
La tesi è abbastanza estesa ed ha un’introduzione che fa il punto sulle TIC nell’educazione, fornendo elementi di valutazione abbastanza critici, ricchi e interessanti, chiedendosi se per arrivare ad essere editori in proprio occorra fare tutto l’itinerario di alfabetizzazione informatica che passa per la produttività individuale fino alle applicazioni web.
Daniela non riesce ad annoiare neanche con le sue oltre 200 pagine, che forniscono al lettore elementi di giudizio molto utili e sempre aggiornati.
Probabilmente, da qualche parte nella rete, anche Daniela è diventata editore di se stessa: sicuramente il suo blog si raccomanderà per efficacia, coerenza e per ricchezza di contenuti.
Dalla Introduzione:
Due sono i modi, con cui i docenti possono aggiornarsi per una formazione personale ai nuovi media, che esamino nei capitoli successivi: i portali e i blog. Entrambi possono fornire materiale, confronti e scambi nel caso in cui nei portali siano presenti forum o chat, ma è forse nei blog dove maggiormente l’insegnante può impadronirsi dei nuovi strumenti. Non solo un blog si legge e si consulta, ma in un blog si scrive in prima persona, lo si sperimenta: non solo più lettori ma anche editori.
Nel post precedente, citavo il rapporto AIE Digital Generation, da cui risulta che circa il 9% dei giovani pubblica settimanalmente un contenuto nel proprio blog, dato che cresce al 15% se ci si riferisce agli utenti abituali della rete (video su Reporter Diffuso).

Il 15% dei giovani internauti pubblica settimanalmente nel proprio blog.
Siccome lo studio non è mirato ad indagare questo strumento, prendiamo il dato così com’è, e concludiamo: esso denota un certo uso attivo della rete, sia pure con i rischi e le precauzioni che bisognerebbe tenere presenti.

Uso comunicativo della rete in Francia, da cui si ricava che il 51% degli studenti ha creato un blog.
Un dato molto diverso ci proviene da un’indagine IPSOS svolta in Francia , da cui risulterebbe che tra gli utenti della rete tra i 15 e i 19 anni, il 51% hanno creato un blog: più del doppio che in Italia.
Ora, si sa che fine fanno i blog: solo pochi resistono al tempo e alla “assuefazioneâ€, pur tuttavia, il dato appare molto diverso da quello italiano.
Ciò che accomuna i due campioni è la percezione di internet più come strumento di comunicazione, che come mezzo per informarsi o documentarsi.
Anche in Francia, le chat, le messaggerie e i forum godono di grande popolarità , ma questa minore impiego “attivo†e produttivo del blog fra i nostri giovani andrebbe forse approfondito e discusso.
Interessanti i dati che emergono dal rapporto AIE, Associazione Italiana Editori, sul rapporto fra i giovani e i media, in particolare su internet. Se gli adulti usano ancora internet quale fonte di documentazione e di risorse, per gli adolescenti, invece è più presente l’aspetto comunicativo e di condivisione.

Dal sito AIE è possibile scaricare il rapporto Digital generation integrale o la sua sintesi in formato .pdf.
Lo dice Digital generation, i ragazzi dai 14 ai 24 anni, il rapporto guidato da Renato Mannheimer per l'AIE. La ricerca – condotta a livello nazionale su un campione di mille ragazzi – ha indagato gli usi tecnologici di giovani e giovanissimi: i possibili utenti dei nuovi prodotti che gli editori devono ben aver presenti per pianificare le proprie strategie.
Gli adolescenti sono internauti (per il 91%), più della metà (il 53%) ha un iPod o comunque un lettore mp3, uno su quattro partecipa almeno settimanalmente a chat e forum, tanto da preferire (se non sostituire) la conversazione via Internet alla classica telefonata pomeridiana all’amico, e il 9% ha un blog personale in cui inserisce i suoi pensieri.
Il 42% degli internauti ha infatti utilizzato internet almeno una volta per partecipare a chat, blog, forum o per inserire scritti personali, pensieri, poesie nel proprio blog personale.
Il 42% dei giovani navigatori ha dichiarato di aver scaricato, senza pagarlo, nell’ultimo anno, almeno un file da Internet con i programmi di condivisione.
L’utente tipo di quello che i tecnici chiamano sempre più spesso “internet 2†ha un titolo di studio di media inferiore (per il 46%); abita in una grande città (per il 50%); usa internet tutti i giorni (60%) e vi accede prevalentemente da casa (per il 55%).
Da Merida, Spagna, un giornale online, Hoy digital, ci ragguaglia il 17 marzo 2006, sull’utilizzo didattico del blog: “Profesores del instituto crean la aplicación didáctica del blogâ€.

Alla ricerca di uno strumento facile da gestire, ma anche funzionale per la verifica dei risultati, gli insegnanti dell’istituto Eugenio Frutos de Guareña hanno promosso il blog a quaderno elettronico, e il giornale riferisce obiettivi e motivazioni.
All’inizio, scrive, il blog veniva utilizzato prevalentemente in classe, poi si è passati ad utilizzarlo anche per assegnare i compiti a casa e per verificarli a distanza. Ogni alunno ha il suo blog e i professori lo visitano, verificano e danno pareri e valutazioni senza problemi, in quanto le connessioni sono disponibili 24 ore su 24.
Grazie ad Hoy per l’attenzione al blog; ma sorprende soprattutto la descrizione del contesto scolastico che traspare dell’Extemadura: là hanno la connessione ad internet gli alunni, che possono eseguire le richieste educative “desde su casaâ€; da noi – esperienza quotidiana – fanno fatica a connettersi anche gli insegnanti, non tanto i molti che ignorano internet e le altre moderne diavolerie, ma anche i pochi insegnanti impegnati in corsi di formazione o addirittura quanti nella propria scuola hanno il ruolo di “e-tutorâ€.
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Il blog e il social software come strumenti di comunicazione didattica. Resoconti di esperienze, ricerche e riflessioni nella rete degli edublog.
