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09.06.12

Permalink 21:07:10, Categorie: Genitori, AUGURI, 51 parole   Italian (IT)

Scuola terminata...

ed ora... meritate vacanze a tutti voi!

Vi voglio bene

per i vostri sorrisi e baciotti, per i vostri tanti "perché", per essermi stati di stimolo per migliorarmi, per i vostri abbracci... per il vostro regalo che terrò sempre addosso ma, soprattutto, dentro di me...
Maestra Ale

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Diario di bordo della classe e ... non solo!

Questo blog... per informare, educare, diffondere cultura e comunicare. "L'apprendimento e' un processo che dipende dal contesto, dalle interazioni sociali e dalla collaborazione". Maestra Chiaretta

Luglio 2014
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Riflessioni

  • FARE SCUOLA 

    " La scuola del fare "

     "L'apprendimento, come sostiene J.Bruner, è, tra l'altro, un processo interattivo in cui le persone imparano l'una dall'altra, e non solo attraverso il narrare e il mostrare; è nella natura delle culture umane formare comunità in cui l'apprendimento è frutto di uno scambio reciproco ". 

     Ecco il "perchè" di questo spazio!

    Uno spazio per:

    • condividere  
    • collaborare e cooperare a un progetto di apprendimento
    • mantenere i contatti con gli studenti assenti (per malattia, ad esempio)  
    • continuare il dialogo educativo con i propri alunni anche oltre il normale orario di lezione  
    • fornire lezioni, compiti e comunicazioni agli allievi;  
    • moltiplicare le possibilità di accesso a materiali di particolare importanza, attraverso appositi link;  
    • sperimentare un uso meno passivo della rete
    • potenziare l’interazione della classe anche attraverso commenti on line
    • scoprire la dimensione meno istituzionale ed ingessata del proprio insegnante  
    • … (aggiungete altre motivazioni!)  

    I miei alunni, quindi,  potranno lasciare la loro impronta alfine che ci sia un'effettività  continuità educativo-didattica al di fuori della scuola, in un ambiente familiare e/o extrascolastico a loro emotivamente vicino. 

     Ringrazio vivamente i genitori per il supporto e la collaborazione per la riuscita del progetto comune  " CRESCERE BENE I NOSTRI BAMBINI": insieme potremo raccogliere i buoni frutti".

    Vi aspetto!
     
    Maestra Alessandra

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  • 27 GENNAIO: GIORNATA DELLA MEMORIA

    Ognuno di noi ha fatto una ricerca in Internet per la GIORNATA DELLA MEMORIA.
    Ci siamo avvicinati al dolore di tantissime persone che hanno vissuto questa tremenda esperienza di vita…Con la poesia che segue di Primo Levi "Se questo è un uomo" desideriamo condividere i nostri pensieri e le emozioni provate con i nostri genitori.

    Voi che vivete sicuri
    nelle vostre tiepide case,
    voi che trovate tornando a sera
    il cibo caldo e visi amici
    considerate se questo è un uomo
    che lavora nel fango
    che non conosce pace
    che lotta per mezzo pane
    che muore per un sì o per un no
    Considerate se questa è una donna,
    senza capelli e senza nome
    senza più forza di ricordare
    vuoti gli occhi e freddo il grembo
    come una rana d’inverno.
    Vi comando queste parole,
    scolpite nel vostro cuore, stando in casa,
    andando per via
    coricandovi, alzandovi,
    ripetetele ai vostri figli,
    o vi si sfaccia la casa,
    la malattia vi impedisca,
    i vostri nati torcano il viso da voi.

    http://www.youtube.com/watch?v=0QrhK3rXPr0

    Anita e Matilde - classe 5^ A 

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  • 14 ottobre: Festa nazionale giornata Down
    Tutti a Savona in piazza Sisto Quarto: giornata nazionale sindrome di down per aiutare l’associazione ADSO di Savona
    Molte volte la diversità arricchisce chi si avvicina a queste solari persone.

    Io ho avuto la fortuna di conoscerle e di lavorare con loro!! Il loro sorriso e la voglia di amare danno a tutti noi una lezione di vita…

    GUARDA I MIEI OCCHI, SONO DIVERSI...


    GUARDA IL MIO CUORE... E' COME IL TUO ...


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  • 17 MARZO 2011: celebrazione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia

    FESTA   NAZIONALE

    Per il compleanno dell'Italia il  Gioco dell'Oca del Parlamento

    Divertitevi con i Vs. genitori o nonni con la nostra bella Italia ;-)

    Un abbraccio,
    maestra Ale

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  • 8 MARZO

    1908 - 2008: la "Giornata delle Donne" compie cent'anni.Le origini della festa dell'8 marzo risalgono al 1908. Nei primi giorni di marzo, a New York, le operaie dell'industria tessile Cotton avevano dato inizio ad una serie di proteste contro le inumane condizioni in cui erano costrette a lavorare. L'8 marzo il proprietario, Mr. Johnson, temendo azioni di sciopero e altre manifestazioni, bloccò le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire.

    Ecco la sua storia e il suo significato.

    Nello stabilimento scoppiò un incendio (forse doloso?) e le 129 operaie prigioniere all'interno morirono arse dalle fiamme. Questo triste fatto diede il via, negli anni immediatamente successivi, ad una serie di celebrazioni che, nei primi tempi, erano circoscritte agli Stati Uniti e avevano come unico scopo il ricordo della orribile fine fatta dalle operaie morte nel rogo della fabbrica. Successivamente questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne, proprio in ricordo della tragedia in quella fabbrica americana. La scelta della mimosa come simbolo dell’8 marzo è stata fatta in Italia, esattamente nel 1946. L’UDI (Unione Donne Italiane) stava preparando il primo "8 marzo" del Dopoguerra, e si pose il problema di trovare un fiore che potesse caratterizzare questa Giornata femminile.

    Comunque esistono altre versioni della storia dell'8 marzo, ma il significato della celebrazione non cambia. Anni dopo, con il diffondersi e il moltiplicarsi delle iniziative, che vedevano come protagoniste le rivendicazioni femminili in merito al lavoro e alle condizioni sociali, la data dell'8 marzo assunse un' importanza mondiale, diventando, grazie alle associazioni femministe, il simbolo delle ingiustizie e delle sottomissioni che le donne dovettero subire nel corso dei secoli, ma anche il punto di partenza per il loro riscatto e la conquista della parità sociale rispetto agli uomini. E' chiaro, quindi, il significato originario della celebrazione annuale dell'8 marzo come Festa delle Donne, anche se, in molte nazioni, questa data ha assunto ora anche aspetti meno impegnati e più frivoli.

    Ma come si è arrivati ad associare la mimosa alla Festa delle Donne?

    C’era il precedente del garofano rosso per la festa del lavoratori il Primo maggio, che come simbolo aveva sempre funzionato bene, soprattutto negli anni del fascismo, durante i quali metterselo all’occhiello era un segnale inequivocabile, e non privo di rischi.

    Alle donne romane piacquero quei fiori gialli dal profumo particolare, che avevano anche il vantaggio di fiorire proprio nel periodo giusto e non costavano tantissimo (... a quei tempi!).

    E così la mimosa divenne da allora il fiore simbolo delle donne e dell'8 marzo.

     [Scritto dal maestro Tix per il sito La Girandola – www.lagirandola.it]

    �� Cerca sul vocabolario le parole sottolineate e trascrivi il loro significato sul quaderno.

    ��Copia (clic con il tasto destro del mouse sull'immagine!), stampa e colora la mimosa 

    Un particolare ringraziamento a Tix (collega Tiziano Trivella) con la speranza che lascia una sua traccia nel nostro blog...

    e, naturalmente, AUGURI per tutto l'anno alle mie amiche e colleghe!!!

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  • Auschwitz:canzone del bambino nel vento

    Grazie alla collaborazione e condivisione con la maestra Luciana della classe quarta, visioniamo insieme il bellissimo filmato. Cliccate sul link!!
    http://www.youtube.com/watch?v=IyVG9cPLCP4

    Un abbraccio a tutti gli alunni
    Maestre Luciana e Alessandra

     

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  • CENTRO ECO SOSTENIBILE... vi aspettiamo!

    Castelbasso è un centro eco sostenibile immerso nella splendida cornice naturale dei boschi del Trentino ( Val di Non ).

     PER PRIVATI, PER IL TURISMO SCOLASTICO ED EDUCATIVO, PER REALIZZARE FORMAZIONE, MEETING E CORSI AUTOGESTITI,  PER SVOLGERE LABORATORI DI RICERCA, e molto altro ancora quello è il luogo ideale!

    Quest'estate abbiamo  organizzato 3 campus per i ragazzini con Disturbo Specifico di Apprendimento: è stato veramente un luogo "intrigante", attrezzatissimo a livello tecnologico, ricco di spunti educativo-didattici.

    Per saperne maggiormente clicca qui

    Dimenticavo...lì ci sono anch'io ;-)

    Alessandra C.

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  • COMPITI A CASA... PERCHE'?
    Carissimi genitori e quant’altri seguiate questo blog, riporto un articolo di Anna Oliverio Ferraris, Psicologia dell’età evolutiva Università La Sapienza di  Roma al fine di chiarire il perché, il come, il dove e il quando dei COMPITI A CASA. Noi essendo una scuola a tempo pieno il “problema compiti” sussiste relativamente in quanto i bambini hanno da “fissare” oralmente gli argomenti e solamente il sabato, e non sempre, alcuni esercizi scritti.
    Se involontariamente sono stati assegnati compiti più del pattuito ce ne scusiamo!

    I compiti a casa
    Sono pochi gli apprendimenti che si verificano istantaneamente e si installano nella mente una volta per tutte.
    La maggior parte degli apprendimenti si consolidano, infatti, attraverso l'esercizio: in classe si inquadra un argomento, ci si esercita, poi, a distanza di qualche ora o di qualche giorno - a casa propria, o durante il doposcuola - si ritorna sulla nuova acquisizione approfondendola, rafforzandola e stabilizzandola. Mancando il clima del compito in classe e la supervisione dell’insegnante, i ragazzi possono permettersi di sbagliare e andare alla ricerca delle soluzioni con i propri ritmi.


    AUTODISCIPLINA
    Anno dopo anno, a partire dalle elementari, i compiti a casa sono un'occasione per accrescere l'autodisciplina: imparare a darsi dei tempi, a seguire delle regole.
    Se da un lato, quindi, gli insegnanti non devono sovraccaricare i ragazzi di compiti - perché una pressione eccessiva crea uno stato di ansia controproducente -, dall'altro i genitori devono evitare di fare i compiti al posto dei figli, perché in questo modo inviano loro il messaggio implicito che devono sempre dipendere da qualcuno che pensa, pianifica e organizza tutto per loro.

    TEMPI E LOGICA
    Se è controproducente fare i compiti al posto dei figli, è tuttavia opportuno insegnare ai ragazzi ad organizzarsi, a fare ricerche, a capire un passaggio. Quando i figli sono piccoli, il genitore può aiutarli a ad affrontare questo nuovo impegno e a organizzarsi il pomeriggio. Si tratta non soltanto di gestire i propri tempi, ma anche di imparare la logica con cui deve essere affrontato un compito. Ad esempio, un ragazzino non si rende conto che prima di svolgere un tema è necessario sapere che cosa si vuole scrivere e che quindi è opportuno quindi tracciare una "scaletta". Aiutare a trovare le informazioni è un'altra forma di aiuto. Sono tutte strategie generali, che servono imparare ad imparare.
    CONCENTRAZIONE
    Per poter risolvere un problema, leggere un brano da cima a fondo, fare un riassunto o imparare a memoria una lista di vocaboli bisogna concentrarsi, cercare cioè di non disperdere l'attenzione, di non lasciarsi distrarre da stimoli estemporanei. Questo, in un mondo in cui la vita è spesso frammentata e i tempi sono rapidi come negli spot, rappresenta un esercizio indispensabile. Il bambino deve imparare, man mano, a individuare un obiettivo e a portare a termine un compito resistendo alla tentazione di lasciarlo a metà. Il che non significa che non si possano fare pause, piccoli break rigeneratori che aiutano a riacquistare concentrazione: significa imparare a concludere ciò che si intraprende. In altre parole, a responsabilizzarsi.
    CONSIGLI PER I GENITORI  ( da leggere attentamente )
    Dovere dei genitori, rispetto ai compiti a casa dei figli, è creare un ambiente favorevole allo studio, insegnare ai bambini ad organizzarsi e trasmettere entusiasmo.
    Creare una routine: è bene individuare un orario fisso per i compiti (tra le 16 e le 20.30 e non dopo cena) in cui i bambini, dopo avere giocato o svolto altre attività di movimento, si concentrano su ciò che devono fare.
    Dove? Lontano da televisori, videogiochi o altre fonti di distrazione. Bene la cameretta del bambino, ma anche il tavolo del soggiorno o della cucina, purché ci sia tranquillità. Bene se allo stesso tavolo siedono fratelli o amici - possono scambiarsi informazioni e idee - purché ognuno rispetti le attività degli altri.
    Disponibilità e interesse: l'adulto non si sostituisce al bambino, è però disponibile per indicazioni, suggerimenti. Quando non sa rispondere, dà indicazioni su cosa e dove cercare, quali chiarimenti chiedere all'insegnante. .
    Evitare critiche: se si vuole che i bambini affrontino serenamente i compiti a casa bisogna mostrarsi ottimisti sulle loro capacità. Bisogna anche concedere loro il tempo necessario per imparare, ricordandosi che i nostri tempi sono diversi dai loro. Mai mettere fretta, sottolineare gli errori, ridicolizzare il bambino.
    Contatti con l'insegnante: se si ritiene che i compiti siano eccessivi o difficili, meglio parlarne con l'insegnante, invece di criticare il metodo e demolire la figura del docente.
    Spero che questo articolo possa far riflettere e intraprendere un cammino sereno e proficuo da ambo le parti: insegnanti e genitori.
    INFORMARSI PER FORMARSI, FORMARSI PER NON FERMARSI   questo è il mio ultimo motto!
    Maestra Alessandra
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  • Dedicate a voi!
    L’unica speranza
                                                                                                                              
    Ferite dell’anima,
    ferite d’amore.
    Ferite di donne oltraggiate,
    ferite di bimbi delusi.
    Ferite del corpo,
    ferite del cuore.
    Ferite di terra bruciata,
    ferite di mare sporcato,
    ferite di buchi nel cielo,
    ferite di bambole esplose,
    ferite di fame che morde,
    ferite di un male che scava,
    ferite di fuoco che acceca,
    ferite di oscuri pensieri.
    Sapranno i bambini curarle?
    Loro, l’unica speranza.
     
         
    Mattina di Natale
     
    Nonne bianche di farina,
    come pupazzi di neve,
    già all’alba in cucina,
    un passo lieve, lieve.
     
    Far finta di dormire,
    fremendo d’attesa,
    continuare a soffrire
    per tardare la sorpresa…
     
    Profumo di pino e di brace
    sotto l’albero di noci e mandarini,
    ancora per poco la casa tace,
    presto si sveglieranno i bambini.
     
    Con la speranza di un mondo migliore e un po’ di nostalgia per un mio lontano Natale anni cinquanta, auguro a tutti gioia e serenità.
    Maestra Mariella     
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  • Giornata della memoria: riflettiamo ancora!
    Gli avvenimenti che caratterizzarono il periodo tra il 1930 e il 1945 furono determinati essenzialmente dalla politica nazionalista e espansionista della Germania di Hitler e dell'Italia di Mussolini. Nazismo e fascismo determinarono sin dal loro esordio un controllo assoluto dello Stato in ogni settore della vita sociale, furono soppresse le libertà di informazione e istituiti tribunali speciali per sopprimere ogni forma di dissenso, quando ciò non avveniva in forme violente. Nei confronti degli ebrei sia il nazismo sia il fascismo basarono alcune leggi sull'ideologia della "razza superiore", tali provvedimenti furono il preludio per ben più gravi forme di violenza. Lo scoppio della seconda guerra mondiale fu inevitabile e in tale situazione ebbe anche inizio la deportazione sistematica degli ebrei nei campi di concentramento...
    I Campi di concentramento vengono costituiti quando uno Stato vuole esercitare una stretta sorveglianza su un considerevole numero di individui sia nazionali che stranieri. Fu la Germania nazional-socialista, prima e durante la seconda guerra mondiale, a dare ai campi di concentramento la sinistra fama che da allora conservano. I campi di concentramento nazisti furono istituiti inizialmente in Germania nel 1933 con l'avvento di Hitler al potere, inizialmente con lo scopo di "rieducare" i tedeschi antinazisti: comunisti, socialdemocratici, obbiettori di coscienza, ebrei. Nello stesso tempo i custodi dei campi, le "SS" acquistavano le qualità richieste per divenire dei capi, agendo con brutalità e assuefacendosi a una completa insensibilità morale e a un perfetto automatismo dell'obbedienza... Il termine "Olocausto" si riferisce comunemente al periodo dal 30 Gennaio 1933, quando Hitler divenne Cancelliere della Germania, all'8 Maggio 1945, la fine della guerra in Europa, in questo periodo furono milioni le persone soppresse dalla follia razziale nei confronti non solo degli ebrei . Pur essendo impossibile accertare l'esatto numero di vittime ebree, le statistiche indicano che il totale fu di oltre 5.860.000 persone, ma il termine Olocausto è inesatto, in quanto indica un sacrificio volontario come ad esempio l'usanza indiana di ardere la vedova sul rogo del marito morto (proibita dagli inglesi nel 1829), letteralmente significa "holos=totale kaustos=bruciato"; ma è "Shoah" il termine più corretto per indicare la "soluzione finale", lo sterminio degli ebrei.
    La giornata della memoria in ricordo dell'Olocausto Il 27 gennaio 1945 è la data in cui furono abbattuti i cancelli di Auschwitz. Il 27 gennaio è diventato il “ Giorno della Memoria ” , dedicato al ricordo della tragedia della Shoah e delle persecuzioni subite dagli ebrei e dai deportati militari e politici nei campi nazisti, ma non solo; è anche il giorno della riflessione su tutti i massacri avvenuti in passato e su quelli in corso d'opera.

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  • Il manifesto dell'insegnante

     

    ‎1. Amo insegnare. Amo apprendere. Per questo motivo sono un insegnante.
    2. Insegnero' per favorire in ogni modo possibile la meraviglia per il mondo che e' innata nei miei alunni. Insegnero' per essere superato da loro. Il giorno in cui non ci riusciro' piu' cedero' il mio posto ad uno di loro.
    3. Insegnero' mediante la dimostrazione e l'esempio, il riconoscimento dei miei errori illuminera' il mio percorso.
    4. Accompagnero' i miei alunni alla scoperta della realta' che li circonda, assecondando e stimolando in ognuno di loro la curiosita' e la ricerca, le domande e la passione.
    5. Non potendo trasmettere ai miei studenti la verita', mi adoprero' affinche' vivano cercandola.
    6. Incoraggero' nei miei studenti l’impegno e la volonta' di migliorarsi costantemente e di non rassegnarsi mai di fronte alle difficolta' . Io stesso provvedero' a formarmi e aggiornarmi continuamente.
    7. Faro' in modo che la scuola sia il mondo, e non un carcere.
    8. Non trasmettero' ai miei studenti saperi rigidi e preconfezionati. La mia visione del mondo mi guidera', ma non sara' mai legge per loro. Il dubbio e la critica saranno i pilastri della mia azione educativa.
    9. Promuovero' lo studio per la vita e contrastero' lo studio per il voto.
    10. Raccogliero' elementi di valutazione, rifiutando approcci semplicistici e meccanici che non tengano conto delle situazioni di partenza, dei progressi, dell’impegno e della crescita complessiva del singolo alunno.
    11. Lottero' affinche' la scuola sia la scuola di tutti, la scuola in cui ogni studente possa apprendere seguendo tempi e tragitti individuali. Faro' in modo che i miei studenti mi scelgano e non mi subiscano.
    12. Aiutero'  i miei alunni a illuminare il futuro leggendo il passato e vivendo in pienezza il presente. Li aiutero'  a stare nel mondo cosiì com' e', ma non a subirlo lasciandolo cosi' com' e '.
    13. Restero'  fedele a questi punti in ogni momento della mia azione educativa, pronto ad affrontare e superare tutti gli ostacoli formali e burocratici che si presenteranno sulla mia strada.
    E' una promessa che cerchero' di mantenere SEMPRE !!!
    Maestra Ale
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  • IL PROPRIO RITMO

    Se i compiti a casa sono per quantità diversificata tra bambini, leggendo questa bella poesia di HENRY DAVID THOUREAU ne capirete il motivo.

    Se un bambino

    non ha lo stesso passo

    dei suoi compagni

    è forse perchè

    ode un diverso tamburo.

    Lasciatelo camminare

    sulla musica che sente

    quale che sia il suo ritmo.

    Buona domenica
    Maestra Ale unita alla maestra Concetta
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  • Iniziare la scuola dopo migliora l'apprendimento

    da LA STAMPA.IT SCUOLA

    SYDNEY
    I genitori dei bambini vicini all’età scolare dovrebbero considerare di rinviare di un anno l’inizio degli studi, perché i bambini che cominciano dopo raggiungono migliori risultati nei test di intelligenza.

    È la conclusione di una ricerca australiana di lungo termine dell’Istituto australiano di studi sulla famiglia, che ha osservato un campione di bambini nei primi due anni di scuola.

    È risultato che i bambini che cominciano in età più tenera sono svantaggiati rispetto agli altri nel secondo anno in termini di risultati cognitivi, comprensione delle parole, ragionamenti verbali e soluzione di problemi. Non sono invece emerse differenze nello sviluppo emotivo e sociale. Ha scelto di tenere in casa il piccolo in casa per un anno di più il 14,5% dei genitori del campione, con una probabilità più alta per i maschietti.

    I ricercatori hanno interrogato i genitori sul perché avevano scelto di rinviare l’inizio degli studi, e la ragione principale citata è stata la preoccupazione sulle sue capacità di leggere e scrivere. Non vi è invece correlazione fra la decisione dei genitori di aspettare un anno ed i loro livelli di reddito, di istruzione e di conoscenza dell’inglese.

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  • LA LEGGENDA DEL CRISANTEMO

    Una bimba e una mamma vivevano insieme in un paese lontano lontano.

    Abitavano in una povera casa tutta sola in un piccolo giardino. Erano felici lo stesso, perchè si volevano bene.

    Un giorno la mamma si ammalò. La bimba era sempre intorno a lei, a farle delle carezze e a prepararle qualche conforto. Ma i denari mancavano e l'ammalata stava sempre peggio.

    Una mattina la piccina volle chiedere aiuto alla Vergine Maria.

    Prima di avviarsi verso la chiesa, ella cercò qualche cosa da offrire alla Madonna. Si guardò intorno: nulla! Ad un tratto si accorse di un fiore sbocciato nel suo giardino.Lo colse. Lo depose ai piedi dell'altare e si inginocchiò.

    Grande era la sua pena e il suo cuore batteva forte forte.Allora nel buio e nel silenzio della chiesa le parve di sentì bisbigliare alcune parole :

    "La tua mamma vivrà ancora tanti anni quanti sono i petali del fiore che hai offerto."

    Era forse la Madonna che aveva parlato così ? La piccina ne fu sicura.

    Si alzò, riprese il fiore, contò i petali che formavano la corolla.Così pochi ? Ella voleva la mamma sempre con sè.

    Piano piano, con le sue mani leggere, divise ogni petalo in tanti striscioline sottili e lunghe.Quanti erano i petali, ora? Dieci, venti, trenta, molti di più. La promessa della Madonna si avverò e la mamma visse tanti anni ancora accanto alla sua figliuola.

    Per questo in quel giardino, e nei giardini vicini, e poi in quelli di tutto il mondo, un nuovo fiore crebbe: il crisantemo delicato, dai cento petali sottili.

    anonimo dal web

     

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  • La scuola pubblica
    Condivido con tutti voi questo articolo. Riflettiamo!
    Maestra Ale

    Come L'acqua
     
    di Lorenzo Cherubini - in arte Jovanotti

    Quando nostra figlia è arrivata all’età della scuola io e mia moglie ne abbiamo parlato e abbiamo deciso: scuola pubblica. Potevamo permetterci di scegliere e abbiamo scelto. Abbiamo pensato che fosse giusto così, per lei. E’ nostra figlia ed è la persona a cui teniamo di più al mondo ma è anche una bimba italiana e l’Italia ha una Scuola Pubblica. Sapevamo di inserirla in una realtà problematica ma era proprio quello il motivo della scelta.

    Un luogo pubblico, che fosse di sua proprietà in quanto giovane cittadina, che non fosse gestito come un’azienda e che non basasse i suoi principi su una dottrina religiosa per quanto ogni religione venisse accolta. Un luogo pubblico, di tutti e per tutti, scenario di conquiste e di errori, di piccole miserie e di grandi orizzonti, teatro di diversi saperi e di diverse ignoranze. C’è da imparare anche dalle ignoranze, non solo dai saperi selezionati. La scuola è per tutti, deve essere per tutti, è bello che sia così, è una grande conquista avere una scuola pubblica, specialmente quella dell’obbligo.

    Io li ho visti i paesi dove la scuola pubblica è solo una parola, si sta peggio anche se una minoranza esigua sta col sedere al calduccio e impara tre lingue. A che serve sapere tre lingue se non sai come parlare con uno diverso da te ? Il nostro presidente del consiglio dicendo quello che ha detto offende milioni di famiglie e migliaia di persone che all’insegnamento dedicano il loro tempo migliore, con cura, con affetto vero per quei ragazzi.

    Tra le persone che conosco e tra i miei parenti ci sono stati e ci sono professori di scuola, maestre, ho una cugina che è insegnante di sostegno in una scuola di provincia. Li sento parlare e non sono dei cinici, fanno il loro lavoro con passione civile tra mille difficoltà e per la maggior parte degli insegnanti della scuola pubblica è così. Perchè offenderli? Perchè demotivarli?  Perché usare un termine come “inculcare”? E’ una parola brutta che parla di un mondo che non deve esistere più.

    La scuola pubblica non è in competizione con le scuole private, non è la lotta tra Rai e Mediaset o tra due supermercati per conquistarsi uno spettatore o un cliente in più, non mettiamola su questo piano...

    La scuola di Stato è quella che si finanzia con le tasse dei cittadini, anche di quelli che non hanno figli e anche di quelli che mandano i figli alla scuola privata, è questo il punto. E’ una conquista, è come l’acqua che ti arriva al rubinetto: poi ognuno può comprarsi l’acqua minerale che preferisce ma guai a chi avvelena l’acqua del rubinetto per vendere più acque minerali.

    E’ una conquista della civiltà che diventa un diritto nel momento in cui viene sancito. Ma era un diritto di tutti i bambini già prima, solo che andava conquistato, andava affermato. La scuola pubblica va difesa, curata, migliorata.

    In quanto idea, e poi proprio in quanto scuola: coi banchi, gli insegnanti, i ragazzi, le lavagne.
    Bisogna amarla, ed esserne fieri.

    L'Unità - 1 marzo 2011 - pag. 2 - L'editoriale

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  • Mappa: l'origine dell'Universo - classe 3^A- Primaria

    Quando stavate costruendo la mappa mentale sull’origine dell’Universo e vi ho chiesto come mai tanto silenzio in classe e quanto impegno dimostravate, Lorenzo è saltato su dicendo “ Se la facciamo bene la metti sul Blog!”, ho avuto un’ulteriore conferma che lo “strumento blog” è un VALORE AGGIUNTO alla didattica quotidiana, altamente motivante.
    E’ con infinita soddisfazione che inserisco le mappe in oggetto  di ANITA e LORENZO che avete scelto fra tutte quelle prodotte e un “BRAVO” a tutti voi !!!
    Maestra Alessandra

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  • Mariella... per voi!

    La maestra Mariella, ama scrivere... dedica ai suoi alunni questi versi per dire: "Buone vacanze, bimbi miei, divertitevi e, soprattutto, stupitevi delle cose meravigliose che vi circondano!"


    Tempo d’estate,
    vacanze spensierate,
    raccogli conchiglie
    e cocci di bottiglie. 

    Tempo d’estate,
    giornate assolate,
    un breve pisolino
    sull’amaca del giardino.
     
    Tempo d’estate
    ridete, giocate,
    all’orecchio una conchiglia
    con stupore e meraviglia…
     
    Tempo d’estate,
    nostalgie incantate
    di quando inutili pietrine
     erano preziose perline…

    maestra Mariella
     
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  • PRECISAZIONE compiti vacanze natalizie

    L'esercizio n°1 di pag.37 del libro  è da eseguire il gruppo A.
    Chi l'avesse svolto interamente non posso che dire: "BRAVO, ti sei allenato molto!".

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  • Prove INVALSI

    Carissimi bambini, oggi per voi tutti è stata una nuova esperienza che senz'altro vi ha visto alla prova di quanto avete imparato in questi due anni di scuola. Avete potuto notare che diverse domande erano di logica, avete dovuto pensare ;-) 
    Ci sono state domande facili e altre un pochino più difficili, ma sono sicura che nell'insieme siete stati bravissimi!

    Ora sapete come si svolgerà anche la prova che vi attenderà venerdì! Ricordatevi che rappresentate i bambini d'Italia e non sarete assolutamente valutati individualmente.
    Dimenticavo!!! Anche se sono stata impegnata tutto il giorno come osservatore esterno a Finale, vi ho pensato tanto e, comunque vi ha fatto "crescere" il fatto che non fossi con voi! A voce vi spiegherò :-)
      Vi voglio bene :-)
    Un abbraccio
    Maestra Ale

     

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  • riflessioni...

    Questo spazio è nato dall'esigenza di comunicare e condividere al di fuori dell'ambiente scolastico con alunni, genitori e docenti.
    Ormai siamo agli sgoccioli della seconda... a settembre saremo in terza.

    Ecco quindi il motivo della variazione del nome di questo blog.
    Sarà " Diario di bordo della classe e... non solo!"

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