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Categoria: Esperienze dirette

06.09.11

Permalink 14:46:06, Categorie: Riflessioni, Genitori, Esperienze dirette  

Il “gioco dell’isola” aiuta grandi e piccini ad ascoltarsi in modo autentico

  

Le vacanze stanno per finire o per alcuni, ahimè, sono già finite…. Ciò che più manca al ritorno a casa è la possibilità di stare insieme, ascoltarsi, condividere i momenti felici e anche, perché no, quelli tristi. Queste occasioni di confronto, come si sa, sono di straordinaria importanza, non solo per noi adulti, ma anche per i bambini, per la loro crescita emotiva e sociale. L’inizio di una nuova stagione fatta di scuola, di impegni che si susseguono a ritmi incalzanti, di orari diversi per tutti i membri della famiglia, non dovrebbe però far rinunciare a momenti di ASCOLTO AUTENTICO. E’ vero, con i ritmi intensi a cui ogni giorno dobbiamo sottostare, è difficile riuscire ad ascoltare; l’ascolto richiede tempo ed energia che ci vengono quotidianamente sottratti ma è altrettanto vero che, molte volte, ciò che dà qualità e intensità allo stare insieme non è il tempo ma il modo…... L’ascolto autentico non è solo un processo uditivo, ma è un atteggiamento che viene dal cuore dell’adulto per arrivare a quello del bambino dove sono racchiuse anche le emozioni (dolore, solitudine, tristezza, rabbia, gioia… ) . L’ascolto presuppone forte disponibilità affettiva, comprensione e vicinanza emotiva. Un modo autentico per ascoltare potrebbe essere quello di invitare il proprio bimbo a trasferirsi nella sua stanzetta o un luogo dove non sarete disturbati da niente e da nessuno, proponendogli una specie di gioco (che potremmo chiamare, a proposito anche di vacanze, “GIOCO DELL’ISOLA” ) : “dimmi tre cose belle e tre cose brutte che ti sono successe oggi”. Sarebbe meraviglioso se anche mamma e papà raccontassero cosa è successo loro in quella giornata….in questo modo si offre al proprio figlio un “modello” di mamma e papà che prova e affronta emozioni positive e negative, riuscendo così anche a trasmetterle. Questo semplice gioco potrebbe consentire al vostro bimbo di esprimere con facilità ciò che lo rende felice o infelice….sperimentando, contemporaneamente, un momento di confronto e di incontro molto speciali.

Se il vostro bimbo si sente libero di esprimersi (e non giudicato, rimproverato, consigliato…ecc.), riesce a parlare di sé, dei suoi errori, dei suoi desideri o fantasie…. Che cosa c’è, in effetti, di più gratificante di una persona per noi importante che ci vede e ci identifica per quel che siamo? Quando “sentiamo” di essere riconosciuti e apprezzati dagli altri per quello che siamo, in totale libertà, ci sentiamo forti e propositivi.

da www.cheforte.it

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